Quotauto Quattroruote

Quattroruote

Sul ponte sventola bandiera bianca

Non è un ponte qualsiasi quello crollato tra Piacenza e Lodi il 30 aprile scorso: è il manufatto che attraversa il Po e collega due regioni come Emilia e Lombardia, su una statale cruciale come la via Emilia. Oggi chi vuole percorrere il tratto nei due sensi deve entrare in autostrada (con relativo pedaggio) e mi dicono che le attività commerciali in zona, tra cui un ipermercato, abbiano perso buona parte del giro d’affari.

Davanti a una simile emergenza ti aspetteresti una reazione immediata, con un cantiere aperto pochi giorni dopo il fattaccio per ricostruire il ponte. E invece no, perché ci si sono messi di mezzo parecchi pezzi della nostra amata burocrazia, tra cui la Soprintendenza per i Beni architettonici, adombrando l’ipotesi che le arcate che sorreggevano il ponte possano essere un monumento da tutelare.

Non so se l’avete visto il povero ponte: più che di storia, è pieno di acciacchi, essendo stato più volte rattoppato, persino dopo un bel bombardamento che nel 1944 portò a un lavoro di rifacimento durato 4 anni. Questo Paese sta morendo, pensando solo al suo passato e mai al suo futuro. E Dio non voglia che un incidente blocchi l’autostrada nel tratto corrispondente: si creerebbe un ingorgo al confronto del quale il caos ferroviario di ieri in Toscana apparirebbe solo un piccolo inconveniente. Vorrei sentire il vostro parere. E chiedervi se nelle vostre zone avete visto schifezze del genere. Insomma, facciamoci sentire.

Stampa Stampa | Email This Post Email This Post | Lascia un commento


23 Commenti »

  1.        di Stratego | 23 Giugno 2009 h. 11:33


    Caro Direttore, “facciamoci sentire” dice? Su questo Blog, così come altrove, possiamo parlare e discutere fino allo sfinimento. Qualcuno ci sente? Forse. Ma, cosa più importante, ci ascolta? Dubito. Tempo fa un politologo ha detto che in Italia viene candidato (e rieletto) non chi fa, ma chi impedisce di fare, per cui…. :-(
    °°°
    Proprio ieri leggevo su 4R, Edizzione di Milano, che l’assessore alla viabilità di Milano, nel suo quartiere ( o ex qartiere) era fra gli oppositori al parcheggio da costruire. Quindi nel tuo quartiere (Sindrome Nimby) protesti e nel mio imponi? Alla faccia della coerenza… ed è questa la gente dalla quale ci vogliamo far sentire?

  2.        di francy6708 | 23 Giugno 2009 h. 11:43


    Caro Direttore,
    potrei scrivere di “due pesi, due misure”: uno tra i peggiori mali che danneggiano il nostro Bel Paese. E gli esempi, davvero non mancano, in qualsiasi zona d’Italia.
    * * *
    Non scrivo nulla di nuovo – ché tanti giornali hanno pubblicato fotografie, realizzato inchieste e dossier – nel raccontare di come alla velocità della luce il Presidente della Provincia di Latina, appena riconfermato, sia riuscito a far realizzare un enorme svincolo sulla meravigliosa e panoramica via Flacca – che da Terracina conduce a Gaeta a picco sul mare in un contesto ambientale e artistico meraviglioso purtroppo troppo compromesso dalla scelleratezza dell’Uomo – all’altezza del sublime borgo di Sperlonga e a due passi dall’unico spazio archeologico-museale nazionale del Sud Pontino per facilitare l’accesso alle proprie strutture turistiche.
    Tutto ciò quando il manto stradale e la mancata messa in sicurezza di molte importanti arterie che sussistono nel territorio provinciale di Latina sono vergognosamente trascurati e tali strade giacciono in pericoloso stato di abbandono risultando, così, tra le più pericolose della Penisola.
    * * *
    Vogliamo parlare dello stato sempre più degradato delle vie della Capitale, dove spesso l’asfalto che cede come fosse ricotta ingoia letteralmente automobili e automobilisti oppure risulta corresponsabile di incidenti gravi e danneggiamento di autoveicoli? E non si diano, qui, colpe alla Soprintendenza e a chi, giustamente, protegge la nostra prima ricchezza e fonte di sussistenza – Arte e Ambiente – quando tali risultati sono conseguenza di gestioni – vecchie, nuove e contemporanee – scellerate, leggere o – chissà? – qualcosa di peggio nel mantenimento delle strade comunali. I soldi e le energie – umane e meccaniche – per ricevere degnamente – scortare, liberare strade al loro passare, ecc. – ricchi calciatori, colonnelli, papi e governanti si trovano sempre…
    Francesco

  3.        di francy6708 | 23 Giugno 2009 h. 12:31


    Errata corrige:
    nel post n. 2 la frase «[...] quando il manto stradale e la mancata messa in sicurezza di molte importanti arterie che sussistono nel territorio provinciale di Latina sono vergognosamente trascurati [...]» diventa «[...] quando il manto stradale e la messa in sicurezza di molte importanti arterie che sussistono nel territorio provinciale di Latina sono vergognosamente trascurati [...]».
    Sorry, Francesco

  4.        di sgana | 23 Giugno 2009 h. 12:37


    Buongiorno,
    sia al nostro caro direttore che a tutti i lettori.
    Sono senza parole. Non sapevo della notizia, ma non me ne stupisco, purtroppo. Per motivi personali è un anno che percorro più volte la settimana la famosa E45, la superstrada che passa da Ravenna, Cesena, San Sepolcro, Perugia, ecc ecc. .
    Insieme all’autostrada Bologna - Firenze sono i due snodi che collegano il nord al centro sud.
    Sono anni, dieci?, che questa strada fra Cesena e San Sepolcro è vittima di eterni lavori che non hanno mai fine, dal rifacimento delle carreggiate prima di S.Piero in Bagno fino al ponte del Verghereto.
    Con corsie alternate, deviazione su stradine di montagne in mezzo a colonne ininterrotte di autotreni, buche nell’asfalto che possono distruggere una sospensione.
    Possibile che i lavori non abbiano mai fine? Possibile che sembri sempre tutto fermo? Possibile che la “pelle sul bastone” la dobbiamo mettere sempre noi che paghiamo e usiamo la macchina e non i voli di stato?
    Viene il dubbio che sia fatto tutto apposta per tenere i cantieri aperti e continuare a spendere, inutilmente, soldi.
    Buona giornata,
    Francesco

  5.        di francy6708 | 23 Giugno 2009 h. 14:03


    @ Sgana
    Caro Francesco, ti capisco benissimo e comprendo la tua rabbia e i tuoi timori visto quanto percorri la E45…!
    Super strada che conosco benissimo e da molto più dei dieci anni che tu indichi. La percorrevo spesso quando studiavo all’Università di Urbino: parliamo, dunque, dell’inizio degli Anni Ottanta, più di 5 lustri or sono. E già allora – conosciuta come Perugia-Cesena, ché i prolungamenti a Nord verso Ravenna e a Sud in direzione di Orte erano ancora da realizzare – la si considerava come un calvario assai stressante da affrontare.
    Tanto che, spesso, preferivo abbandonarla prima di San Sepolcro e raggiungere quella culla rinascimentale che ci ha regalato campioni di razza come Raffaello Sanzio, Paolo Volponi e Vale Rossi “The Doctor” attraverso l’impervio, lungo, tortuoso passo di Bocca Trabaria: allungavo il viaggio, ma almeno mi divertivo.
    * * *
    È molto tempo che non percorro – in direzione Nord da Orte – la E45 oltre le uscite per Perugia: leggere che, a distanza di tanti anni, la situazione è, se possibile, ulteriormente peggiorata risulta davvero avvilente. Credo proprio che possiamo eleggere la E45 a emblema dei mali di questo Paese.
    * * *
    Affettuosi e solidali saluti
    Francesco

  6.        di pisione | 23 Giugno 2009 h. 14:13


    Buongiorno Direttore
    io aito in un piccolo comune della zona sud di Torino per la precisione Cambiano.Le strade di detto paese letteralmente si sbriciolano, e sono piene di buche.Di riasfaltare nemmeno a pensarlo, i pochi rappezzi che sono stati fatti in molti casi sono già saltati via.La scorsa settimana ero a Moncalieri (TO) nella zona industriale.Non troppo distante dal nuovo ingresso alla tangenziale di Torino.L’auto che mi precedeva mi ha letteralmente sparato un “proiettile” che solo per fortuna non ha mandato in frantumi il parabrezza.Se fossi stato in moto non sarei qui a raccontarlo.Mi chiedo ma ci deve sempre scappare il morto perchè le amministrazioni locali facciano qualcosa?

  7.        di marco972 | 23 Giugno 2009 h. 15:16


    LA SOLUZIONE C’E'…e ve la spiego
    Un giorno di primavera un carabiniere passeggiava sulla spiaggia. Improvvisamente il suo sguardo vigile si posò su un oggetto luccicante. Era una lampada!! Il carabiniere la prese e la ripulì dalla sabbia. Ne uscì un Genio un po’ addormentato. Il genio disse:
    Giovane hai 1 desiderio!!!!
    Carbiniere: Ma come?? i desideri non erano 3??
    G: No!!! C’è crisi ne hai solo1
    C: come?? solo???
    G: 1 e basta!!!!
    C: Vede genio io sono carabiniere qui al nord ma sono siciliano…vorrei un ponte che colleghi Milano direttamente a Catania.
    G: Giovane mi sono appena svegliato dopo 1000 anni di sonno!!! voglio qualcosa di più semplice, qualcosa più facile
    C: ok Genio, allora voglio che si finisca di dire che noi carabinieri siamo tonti
    G: ok giovane ho capito….DI QUANTE CORSIE VUOI STO CAVOLO DI PONTE????????

  8.        di attilaturbo | 23 Giugno 2009 h. 15:17


    Nel paese nel quale si ragiona per emergenze, non si pianifica o quasi ma soprattutto si ha la concezione che le istituzioni servono a dare dei posti di lavoro e non fungere da volano per la vita economica e sociale del paese e questa concezione non viene dal cittadino comune ma anche dai cosìdetti “ben pensanti” di tutti i settori, che cosa si può dire.
    La cosa grave è che ci foderiamo gli occhi di prosciutto e continuiamo a fare dei bei dibattiti in tv sui temi più insignificanti, senza avere coscienza di quanto sarebbe opportuno fare per il paese, a cominciare da una seria riforma della politica e delle istituzioni per creare una classe dirigente veramente in grado di rispondere alle esigenze del paese.
    Come sentivo dire da un non precisato esperto di fonti energetiche alternative circa il perchè l’italia è tremendamente indietro sulle fonti rinnovabili…”i vostri dirgenti vivono ancora gli anni 60 e non sanno interpretare il cambiamento”.
    Facciamoci forza direttore, portiamo la nostra piccola testimonianza e attendiamo…..attendiamo……

  9.        di annoprimo | 23 Giugno 2009 h. 15:22


    Non mi piace. Cioè anche io, come dice qualcuno, posso scrivere qui e “farmi sentire”…posso anche dire che qualche settimana fa è crollato un ponte sulla Caltanissetta - Gela, esattamente come quello della foto, che benchè non abbia la storia e l’importanza di quel ponte….c’erano comunque persone e tir sopra…compreso il sottoscritto che è passato mezz’ora prima del fattaccio. Ma chi se ne frega! Chi interviene non è certo per un lamento, Direttore abbia pazienza ma veramente basta farsi un giro di un’oretta per capire in che stato siamo…che se non avessero fatto certe cose i romani col cavolo che avremmo certe infrastrutture. Se ci mettiamo a scrivere qui di politici e di politica…a ritriturare luoghi comuni…cambiamo faccia al blog. Rimango del parere che ho cominciato a seguire questo blog 3 anni or sono per il puro piacere di parlare di auto…adesso criticatemi pure ma non omologhiamo questo blog a tanti altri. Avrei potuto anche star zitto e non scrivere alcun commento…ma tutto questo è anche il frutto di noi “4 gatti” di tutte le età e regioni, invasati di auto e motori; con Big Boss Mauro che ci supervisiona….please…
    Alberto Nobile

  10.        di smaxs | 23 Giugno 2009 h. 15:50


    C’era una volta un codice della strada che raccontava che i proventi delle multe, dovevano servire per migliorare la viabilità e la sicurezza delle strade, questo obbiettivo non è mai stato perseguito.
    Al signor francy6708, visto che parlava del sud pontino, volevo aggiungere il costo dell’impianto semaforico inserito all’incrocio tra le strutture turistiche e la relativa villa limitrofa (chissà di chi è) perennemente lampeggiante e della giungla di autovelox messi dai vari comuni che si susseguono con la scusa di aumentare la sicurezza stradale. Naturalmente le amministrazioni dei vari comuni, Terracina, Fondi, Sperlonga, Gaeta, Formia ecc… si sono ben guardati dal riutilizzare il totale degli incassi ottenuti con le sanzioni, nel migliorare la viabilità stradale, visto le condizioni pietose delle strade, anzi in zona sono 30 anni che si parla di pedemontana, ma neanche a “chi l’ha visto” sono in grado di darne notizie….

  11.        di francy6708 | 23 Giugno 2009 h. 16:59


    @ Smaxs
    Concordo con te riguardo l’uso eccessivo degli autovelox effettuato dalle Amministrazione del territorio del Sud Pontino, sebbene tale questione abbia radici molto profonde e complicate tali da generare dibattiti infiniti (se potessimo anche solo immaginare il concetto di infinito…).
    * * *
    Riguardo la famosa – ma io definirei famigerata – Pedemontana: ritengo sia un bene il suo momentaneo accantonamento. Perché si tratta di un progetto (che io ho avuto modo di vedere a livello di cartografia e schizzi di studio) che avrebbe finito per snaturare, attraverso impatto ambientale e inquinamento, un territorio già troppo compromesso e che, invece, dall’ambiente stesso deve trarre le proprie risorse.
    La soluzione migliore, che ora – finalmente – sembra arrivata a decisione finale e favorevole, è il ripristino della tratta ferroviaria Gaeta-Formia strutturata come una metropolitana di superficie, con più fermate. Un modo, nemmeno esageratamente costoso nella sua realizzazione, per decongestionare il traffico estivo – giunto a livelli insopportabili, soprattutto in questi anni di turismo pendolare “mordi-e-fuggi” – senza creare altro inquinamento e gravare sull’impatto ambientale.
    * * *
    Questa soluzione – il ripristino di tratte ferroviarie dismesse – è una idea da tenere in considerazione laddove possibile: alternativa migliorativa e assai valida al trasporto su gomma.
    Francesco

  12.        di eduardo.ligotti | 23 Giugno 2009 h. 17:51


    E’ la burocrazia, Direttore, è la burocrazia.. parafrasando un noto film, si riproduce in sintesi l’italia.
    Fare qualsiasi cosa sta diventando impossibile tra leggi, regolamenti, ordinanze, circolari, interpretazioni, chiarimenti ecc. non si riesce più fa muovere nulla.
    Poi qualunque burocrate, impiegato, ecc. si diverte a trovare una sua interpretazione, non meravigliamoci se poi la SBBAA trova che i piloni del ponte sono bene artistico nazionale irrinunciabile, se il tecnico dell’ufficio tecnico dei comuni in cui si trova il ponte vorrà mettere la sua parola ed emettere il suo potere.
    In italia una strada, e credo di conseguenza anche un ponte, arriva ad avere 22/23 competenze diverse, in questo caso ci sarà anche il magistrao alle acque del PO, e la magistratura per le indagini, ed ognuno deve dare il proprio parere, dare la propria autorizzazione, convocare la propria conferenza di servizi, creare la commissione, ecc.
    Se non si farà un decreto d’urgenza, la prassi di approvazione dei lavori impiegherà non meno di 5 anni prima dell’inizio dei lavori, poi altri 5/8 anni per l’esecuzione di cui almeno 3/5 di fermi per chiarimenti, adempimenti burocratici pareri in corso d’opera, finita l’opera almeno 1 anno per il collaudo e relativa prassi burocratica.
    Questa è la realtà italiana, non sono favole, ma è quello che sperimento tutti i giorni nel mio lavoro.

  13.        di Mauro Tedeschini | 23 Giugno 2009 h. 19:01


    Mi scrive un lettore da Piacenza con le ultime sulla vicenda: c’è un vertice in Prefettura convocato per mercoledì prossimo, primo luglio: se anche quest’incontro non dovesse sbloccare la situazione, in città sperano solo in Guido Bertolaso, ovvero in un intervento d’imperio della Protezione Civile. Domanda: possibile che si debba scomodare chi ha ben altre gatte da pelare, quando si potrebbe aggiustare tutto con un po’ di buonsenso?
    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  14.        di Luca 79 | 23 Giugno 2009 h. 21:12


    Da un lato mi pare assurdo che si vogliano tutelare i piloni di un ponte (non il Ponte Vecchio di Firenze o quello di Rialto a Venezia, o i vari ponti del Diavolo sparsi in Italia) antico, certo, ma assolutamente ordinario, facendo polemiche dannose per traffico, lentezze, affari ecc.. Dall’altro devo constatare che spesso (anzi quasi sempre) le infrastrutture antiche (senza scomodare i veri e propri monumenti) reggono bene alle intemperie a differenza di molte strutture recenti, magari ardite, ma fatte al risparmio (con loschi giri di appalti ecc.) oppure poco curate o mal posizionate. Come al solito a rimetterci è la popolazione normale, penalizzata dai ritardi in cui incappano le autorità competenti per trovare una soluzione rapida, che accontenti tutti, magari anche il politico di grido del luogo (come ai tempi della realizzazione delle autostrade, con i tracciati stravolti per avvicinarli al paese del potente -feudatario?..-di turno).

  15.        di Stratego | 24 Giugno 2009 h. 07:48


    Caro Direttore, è possibile che il dover cambiare gli specchietti ai camion diventi una grana nazionale? Leggevo poco fa che “Si sta invece ridimensionando il caos dei mesi scorsi sull’applicazione della direttiva 2007/38, che impone di cambiare gli specchi su moltissimi camion: non era chiaro quale documentazione fosse da presentare alla Motorizzazione per far approvare i nuovi specchi montati e i prezzi degli esemplari omologati erano alti, ma ora col passare dei mesi (e delle circolari della Motorizzazione) si va verso la normalità.”
    °°°
    Dico stiamo parlando di specchietti, di norma da interpretare, di mesi, e di circolari risolutive. :-( Figuriamoci dove si va a finire per un ponte…

  16.        di strasso | 24 Giugno 2009 h. 13:27


    Buongiorno,
    io abito in provincia di Lodi e percorrevo settimanalmente il ponte in questione.
    Tralasciando il fatto che il sindaco di Piacenza aveva più volte rimarcato la situazione disastrosa del ponte all’Anas, ma ovviamente nulla era stato fatto, adesso ci troviamo in una situazione assurda.
    Come il sig. Tedeschini ha ricordato, speriamo che non succeda nulla al ponte dell’autostrada…….
    Inoltre bisogna ricordare che per fortuna ci sono stati solo alcuni feriti: non oso immaginare cosa sarebbe successo se fosse crollata una parte del ponte proprio sopra il Po….
    Trovo assurdo discutere delle grandi opere quando abbiamo ponti vecchi di cento anni….
    Volevo poi portarle l’esempio del ponte sull’adda di Montodine (a cavallo tra la provincia di Lodi e di Cremona): è crollato nel 1994 (se non ricordo male), hanno iniziato a costruirne un altro e poi come al solito la nostra burocrazia ha bloccato tutto….risultato: il nuovo ponte non è ancora pronto….
    Secondo me è necessario dare una svolta al modo in cui vengono utilizzati i soldi pubblici: le manutenzioni delle strade e delle infrastrutture pubbliche sono fondamentali….vogliamo parlare degli asfalti delle nostre strade statali ?
    Lasciamo perdere….

  17.        di eduardo.ligotti | 24 Giugno 2009 h. 14:05


    Caro Direttore, la sua nota conferma quanto avevo scritto sulla burocrazia, il vertice alla Prefettura servirà solo a dare la “Certo è urgente, siamo disponibili ad intervenire, ma…..” dei vari uffici con ” Per la mia competenza è tutto fatto, basta……, ma manca ……, poi vi è la competenza di …..” con relazione finale che ” …concorda l’urgenza e tutti si trovano d’accordo ….” senza che poi si sposti nulla.
    Alla fine deve intervenire la Protezione civile e relativo decreto d’urgenza.
    In tanti anni ho partecipato a decine di queste commissioni, comitati, riunioni senza che si muovesse nulla o quasi.
    Negli ultimi 30 anni vi è stato un proliferare di norme che hanno reso vischioso tutto, ognuno dei partecipanti a queste riunioni è animato dalla voglia di fare, ma le norme che deve rispettare sono soffocanti e non rispetti le procedure passi i guai con la magistratura ordinaria o con la corte dei conti, magari finisce poi in una bolla di sapone, ma intanto sei stato sotto inchiesta per svariati anni.
    Ormai il buonsenso è sparito dalle pubbliche amministrazioni, non nelle persone ma nelle procedure.

  18.        di andrea.nobile89 | 24 Giugno 2009 h. 16:10


    Buogiorno direttore; questo è il mio primo commento che scrivo sul suo blog.
    Concordo perfettamente con quello che ha scritto:”E’ necessario che in questo paese si cominci a pensare al futuro e non solo al passato” ….ke pure è importante aggiungo io.Il problema in Italia è che in tale questione si debba trovare un equilibrio e soprattutto che ognuno si prenda le proprie responsabilita’.E’ chiaro allora che questo ponte ha rappresentato anche in passato un pericolo e credo che una volta danneggiato gravemente come è successo debba essere abbattuto per far posto ad un’opera piu’ moderna e soprattutto piu’ sicura. ….Pur non essendo un esperto in materia non credo si tratti di una costruzione il cui valore storico-architettonico debba essere salvaguardato.Piuttosto-e si torna al discorso di prima -la Sovrintendenza ai beni architettonici e gli enti che si occupano di questo dovrebbero al contrario agire in tutte quelle realta’ dove avviene il contrario (vedi ad es. le grandi citta’ d’arte come Roma…)dove spesso vediamo costruzioni,monumenti dal(vero)valore storico e artistico assediati dai graffiti , dal traffico cittadino o peggio ancora lasciati in totale stato di abbandono.E’ su queste realta’ che bisogna concentrarsi e non su un vecchio ponte ormai crollato che ormai di strada ne ha fatta…questo è il paradosso.Ora i vari enti dovrebbero cominciare a pensare alla realizzazione del nuovo ponte,facendo progettare magari un qualcosa che sia ben integrato al territorio circostante -questo sì- e se proprio vogliono si portino gli”storici”pilastri del ponte crollato in qualche museo locale.
    Grazie e arrivederci
    P.S. Nei decenni scorsi per far posto al crescente sviluppo urbanistico in alcune grandi citta’ sono state abbattute anche cinta murarie di un certo valore e nessun ente-o quasi- sollevo’ alcuna critica.Come la mettiamo allora?

  19.        di ajeje_b | 24 Giugno 2009 h. 16:11


    Caro Direttore ma lei davvero si stupisce ancora di queste cose? Si è per caso dimenticato che siamo in Italia?
    Il paese più burocatizzato dell’intero sistema solare, per qualsiasi cosa deve metterci il becco lo stato, la regione, la provincia, il comune, la commissione x, la commissione straordinaria Y, l’ente Z, la soprintendenza W, la protezione civile, la prefettura le forze dell’ordine, la forestale, il comitato cittadino e quallo di quartiere.
    Ogniuna di queste entità vuole fare bella figura con qualcuno, vuole guadagnarci qualcosa, vuole dimostrare di meritare il posto o la promozione, vuol qualche favore, vuole rompere le scatole per il gusto di farlo ecc ecc.
    Dopo una serie di riunioni in cui si confrontano, discutono e propongono, otteniamo un lungo elenco di note spese sostenute da una miriade di parassiti, il cui costo, come al solito, verrà sostenuto dai cittadini, il cui importo sarà una cifra tale che, se ci fosse una sola persona a decidere, basterebbe per ricostruire il ponte nel giro di 1 anno.

  20.        di Mihajlo_C | 24 Giugno 2009 h. 18:16


    Ha ragione sig. Direttore quando dice che in Italia non si guarda al futuro. Basta guardare la rete autostradale: la stessa da decenni ma con volumi di traffico più che triplicati. Esempio: la famigerata A4 Venezia-Trieste, due corsie per senso di marcia, tutti i camion dall’est Europa passano di qui. In Germania hanno 4/5 corsie. Secondo voi è normale? Un’autostrada antica per un’Europa moderna, con guard-rail che si tagliano come il tonno col grissino. Non si volevano fare autostrade perché si diceva si aumentava troppo il traffico e di conseguenza lo smog. Risultato: cortina di ferro crollata e massa immane di camion che si riversa sulle povere autostrade costruite per i vacanzieri… Questo è il risultato del non fare, traffico code ma soprattutto morti, dovuti anche all’abitudine tutta italiana delle ditte di trasporti di infischiarsene totalmente delle regole, ma questo è un altro discorso… Tornando al discorso di prima parliamo della Romea Commerciale: un’autostrada che da Mestre dovrebbe portare a Ravenna. Bell’idea, peccato temo non si farà, perché conta prima l’ambiente, i campi tra Padova e Venezia, i paesini, non conta che la Romea sia la statale più pericolosa d’Italia, con morti all’ordine del giorno, piena di buche e nei weekend estivi congestionta verso i litorali, perché se non si farà resterà sempre quella povera statale che si snoda tra laguna e canali a sopportare la totalità del traffico tra il nord e il sud dell’adriatico. E le ferrovie verso i litorali veneti? Se ne parla da decenni a mai nulla, quanto traffico si toglierebbe? Si parla di ecologia quando c’è da cacciar fuori i soldi, ma non si fa nulla per permettere alla gente alternative all’auto. A proposito di questo, migliorare l’aria in città? Si contnuino a mettere i dossi, così ogni volta frenare e ripartire in prima che bella boccata d’ossigeno! Scusate il fuori argomento, ma dovevo dirlo! Saluti a tutti.

  21.        di Mauro Tedeschini | 26 Giugno 2009 h. 12:18


    Piccolo aggiornamento: il consiglio d’amministrazione dell’Anas, riferisce Il Sole 24 Ore, ha approvato lo stanziamento per rifare il ponte di Piacenza. Speriamo non in tempi biblici.
    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  22.        di alex.au | 27 Giugno 2009 h. 12:09


    Gentile direttore,
    lei chiede se nelle nostre zone ci sono casi simili, orbene. In località Porte (provincia di Torino) c’era un ponte centenario (dell’800 se non erro). Questo ha resistito all’alluvione del 2007 (se non ricordo male) che tuttavia ne ha portato via un argine. In pratica rimaneva un ponte antico che finiva sul vuoto. La soluzione, su pressione degli ambientalisti da salotto, è stata quella di non restaurare il ponte e di non ricostruire l’argine, per cui ora il ponte antico è collegato alla riva da una struttura “provvisoria” in acciaio di tipo militare. Inutile dire che ogni volta che il fiume viene grosso si porta via qualche pietra dei piloni e rode un po’ di più il terreno verso le case a neanche 50m… Dico, non sarebbe stato meglio ricostruire un bell’argine in cemento e pietre come si faceva qualche anno fa che avrebbe resistito altri 50-100 anni invece che fare un argine con massi messi alla cavolo (che ogni piena porta via esono poi da rifare con dispendio di denaro pubblico…) e restaurare il ponte che ora come ora è uno scempio non solo visivo, non solo storico, ma anche per la viabilità, visto che la parte in acciaio genera una strettoia in cui passa una sola auto contro le due del ponte storico (con tutti i disagi al traffico che ne conseguono…)?

  23.        di abignami | 3 Luglio 2009 h. 17:28


    Sono appena rientrato dalla Francia (che peraltro conosco bene). Quest’anno abbiamo fatto “solo” 1500 km in terra francese, su autostrada, statali, dipartimentali, strade di campagna. MAI un buco o asfalto rovinato, in autostrada pochi camion tutti molto “disciplinati”, segnaletica SEMPRE perfetta. (Lo stesso negli altri anni con percorrenze analoghe o superiori). Come faranno?

    Beh, alle grandi opere i nostri “cugini” sono avvezzi. Vi racconto una storia: nel 1600 un certo Riquier pensò di collegare l’Atlantico con il Mediterraneo per non pagare il dazio a Gibilterra. Il risultato è il Canal du Midi (uno dei tanti canali che percorrono la Francia e l’Europa) realizzato in 16 anni da circa 11000 persone. Adesso è usato per scopi turistici ma ai tempi era usato per scopi commerciali e sviluppare l’economia. Qualche dato sull’opera (cito da Wikipedia ma i dati mi sono stati riportati identici sul posto): “Il Canal du Midi ha 103 chiuse che servono per oltrepassare un dislivello totale di 190 metri. Considerando anche i ponti, le dighe ed un tunnel il canale è costituito complessivamente da 328 strutture. La via d’acqua è lunga 240 chilometri, larga anche 15-20 metri e profonda 2.

    In corrispondenza della città di Béziers il canale attraversa il fiume Orb tramite un pont-canal, in pratica un ponte che scavalca un canale.

    Il progetto del canale prevedeva anche la costruzione del primo tunnel realizzato per permettere il passaggio di un canale che sia mai stato costruito, il tunnel de Malpas , una galleria lunga 173 metri posta al di sotto di una collina nei pressi di Nissan-lez-Enserune. Questo tunnel è considerato un simbolo dell’ostinazione di Pierre-Paul Riquet contro le avversità.

    Il Canal du Midi comportò anche la costruzione del primo bacino artificiale avente lo scopo di approvvigionare una via d’acqua: per questo scopo venne eretta una diga lunga 700 metri, alta 30 metri al di sopra del livello del fiume e avente lo spessore di 120 metri alla base, costruita grazie al lavoro di centinaia di donne che portarono canestri pieni di terra nel luogo della costruzione.

    Quando venne costruito, il Canal du Midi fu considerato il più grande progetto della sua epoca, e ancor oggi viene visto come una grande realizzazione ingegneristica, tanto che nel 1996 esso venne inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO.”
    Quello che Wikipedia non riporta sono i 450.000 platani piantati lungo le sponde.

    Forse si trattava di persone disposte a FARE più che a PARLARE e questa mentalità, almeno in certi settori deve essere arrivata ad oggi.

    Invece noi in 16 anni non siamo capaci di COMINCIARE a pensare nemmeno la strada per collegare Vattelapesca sul Lambro al paese di fianco perché qualcuno che deve fermare tutto c’è sempre.

    Saluti

Commento RSS · TrackBack URI


Lascia un commento

Devi essere registrato per aggiungere un commento.
Se lo sei già fai log-in inserendo username e password nel box Club Motori in alto, di fianco al logo di Quattroruote.

Quattroruote

| Mappa del sito | Help | Contatti | Quattroruote nuovo | Quattroruote usato | QuattroruoteTV | Carta di Credito CartaSi Quattroruote |
| Usato Motonline | Auto Usate Car4you | CheAuto | Annunci Cheauto | eBay Auto | I nostri partner | Assicurazioni on line | Assicurazione Auto | GuidaSicura |
| Edidomus | Motonline | Xoffroad | Ruoteclassiche | Tuttotrasporti | Quattroruote Professional | Quattroruotine | Domusweb | Cucchiaio d'Argento | Ed Store | Volare |

Editoriale Domus SpA Via G. Mazzocchi, 1/3 20089 Rozzano (Mi) - Codice fiscale, partita IVA e iscrizione al Registro delle Imprese di Milano n. 07835550158
R.E.A. di Milano n. 1186124 - Capitale sociale versato € 8.000.000,00 - Tutti i diritti riservati - All rights reserved - Lic. SIAE n. 787/I/07-908