Quotauto Quattroruote

Quattroruote

Ragazzi, fate guidare le donne

Capita spesso negli incidenti del fine settimana che a morire siano ragazze su auto guidati da ragazzi, i quali invece se la cavano: è una tragedia nella tragedia, capitata anche nello scontro dello scorso week-end a Roma, costato la vita a due giovani di 22 e 23 anni, Giulia e Valentina.

Si discute spesso sul da farsi per prevenire queste stragi assurde, che capitano sempre al rientro a notte fonda dalla movida. E lancio una proposta banale, ma non poi così assurda: lanciamo una campagna per far sì che al ritorno siano le ragazze a guidare. In genere bevono meno, sono molto più prudenti (come dimostrano tutte le statistiche su punti persi e incidenti causati) e non si sentono di dover dimostrare alcunché alla guida, al contrario dei loro amichetti maschi.

Qualche tempo fa un lettore mi segnalò un editoriale pubblicato da un giornale femminile, ‘Donna moderna’: s’intitolava “C’è ancora troppo testosterone al volante†ed era firmato da una collega, Marina D’Incerti, che accusava gli uomini di esser arrivati a livelli di aggressività insopportabili. Persino mio padre, confessava la D’Incerti, da persona mite qual’era si trasformava in un orco cattivo appena salito in auto. Non voglio entrare nell’eterna discussione uomo-donna.

Ma credo che almeno la notte un po’ meno di testosterone al volante farebbe bene: si parla tanto di guidatori designati, gente sobria che porti a casa tutta l’allegra comitiva. Beh, che si designino le ragazze. Anzi, che siano le ragazze a farsi avanti, pretendendo di guidare, togliendo di mezzo ometti fatti di alcol e di stanchezza, pericolosi per sé e soprattutto per gli altri.

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53 Commenti »

  1.        di giannilancia | 11 Settembre 2009 h. 14:26


    mah! io vedo solo che la gente alla guida è sempre di piu basso livello perchè il popolo italiano è ormai giunto ai minimi storici di qualsiasi etica educazione rispetto ed intelligenza.
    vedrei solo una distinzione fra cretini e non.
    Gente assurda di ogni specie.
    tanto per citare un grande Bocca:

    «Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l’emancipazione civile dell’Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti, la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il centro-sinistra. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c’erano principi riconosciuti: i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un Paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi, i tipi alla Briatore».

  2.        di francy6708 | 11 Settembre 2009 h. 14:46


    Ben vengano le ragazze al volante delle automobili che ci riportano a casa dopo la notte in discoteca o la semplice serata spesa nel ristorante “gourmet†preferito a degustare eccellenti millesimi di grandi vini.
    * * *
    Ben vengano, però, le ragazze al volante delle automobili che ci conducono verso quelle discoteche e in direzione di quegli agognati templi del buon bere.
    * * *
    Ben vengano, altresì, le ragazze al volante delle automobili che ci conducono a scuola, all’ufficio, al cinema il pomeriggio piuttosto che verso le spiagge…
    * * *
    Ben vengano le ragazze alla guida della terza piuttosto che della seconda piuttosto che della prima Ferrari, Mc Laren, Red Bull o Brawn GP nella stagione 2010 di Formula Uno.
    * * *
    Ben vengano le ragazze sempre e ovunque, ché nel condurre una automobile piuttosto che un Governo piuttosto che una industria esse sono uguali in tutto e per tutto agli uomini. Senza la benché minima differenza.
    * * *
    Anche le ragazze, per fortuna, bevono perché sanno apprezzare – e ci mancherebbe altro! – il buon vino con lo stesso fare intenditore di noi ragazzi.
    Perciò: che non guidino, nemmeno esse, quando si esce dal ristorante avendo apprezzato le sensazioni straordinarie che sa regalare un Villa Bucci del 1999 piuttosto che un Faro Palari del 2004.
    Esemplare, in tal proposito e fuor di ogni metafora, l’istrionico Luciano “Liga†Ligabue: «Chiedimi il cambio solo se b[d]evi: sei brava a guidare».
    * * *
    Nel corso della mia breve vita ho visto tante ragazze affermare, con pragmatica decisione, rivolte a noi ragazzi: «descansati, niño: ché guido io»; laddove quel “guido†a volte può perdere il suo significato puramente letterale per assumere nella sua interpretazione il più generico “pensarciâ€.
    Ecco, allora, ragazze sostituire la batteria di una vecchia Lancia Delta LX con più velocità dei ragazzi; cambiare gomme, allacciare catene, guidare per chilometri sulla neve con pneumatici estivi privi di catene; ragazze offrire lezioni di guida a ragazzi…
    * * *
    Ovviamente: prudenza e sicurezza sono come gli angeli (custodi, ovviamente): non hanno sesso.
    Francesco

  3.        di annoprimo | 11 Settembre 2009 h. 15:00


    Direttore non so dove abbia preso la notizia, ma sul fatto che bevano meno avrei una mia opinione personale…e contraria.
    Comunque sia ok, è nell’istinto maschile l’oggetto dell’accusa, ma è anche nell’istinto femminile curare il proprio aspetto alla guida…oltre a non avere alcun riguardo per le auto ( sempre in genere ) a cui i maschietti tengono molto. Potremmo proporre una guida notturna alle donne ed una diurna agli uomini…quando le donne sono troppo impegnate a truccarsi per pigiare il freno. Se capita di bere si sta sempre nella speranza del buon senso…che non ha sesso. Ovvio che ci siano quei casi, per lo più tra i giovani neopatentati, che rientrano perfettamente nell’ipotesi da lei affrontata ma proprio a questi ( lui e lei ) bisogna inculcare per benino nella testa, in quei pochi attimi di lucidità, cosa significhi guidare sotto effetto di alcool e di droghe. Non dimentichiamo poi quest’ultima ipotesi che porta, chi ne fa uso, alla presunta di onnipotenza che poi scaturisce, spesso, nelle stragi che sentiamo.
    …e tanto ci sarebbe ancora da dire…
    Alberto Nobile

  4.        di icastm | 11 Settembre 2009 h. 15:36


    Se dobbiamo parlare di comportamenti dell’uomo e della donna media facciamolo pure, ma non caveremo un ragno dal buco. Verissimo, mediamente le donne bevono di meno, mediamente sono meno aggressive al volante. Ma mediamente gli uomini conoscono meglio la dinamica dell’autoveicolo, mediamente sono più concentrati a quello che sta accadendo mentre guidano. E’ notizia di non molto tempo fa che gli incidenti gravi causati da donne, spesso ubriache, è in forte e preoccupante aumento.
    Dunque se parliamo di medie facciamo discorsi generalisti e campati per aria. Al volante della Punto coinvolta nell’incidente di Roma c’era un ragazzo ubriaco. Era un poliziotto e forse era la prima volta che guidava in quelle condizioni. Dunque è mediamente un bravo ragazzo, ma è bastata un’eccezione a creare un dramma.
    Allora propongo di cambiare la domanda in: - Fareste guidare la vostra automobile ad una donna (o ad uomo se siete donne)? -
    Parliamo di cose concrete. Io la mia fidanzata qualche volta l’ho fatta guidare perchè so che è una persona attenta ed è cosciente di quanto tengo alla guida sicura e di quanto sono geloso dell’auto. Più prova d’amore di così…

  5.        di marco972 | 11 Settembre 2009 h. 15:46


    Caro Direttore, meno male per lei che questo blog è territorio quasi esclusivamente maschilealtrimenti le esponenti del gentil sesso le avrebbero già fatto il pelo e contropelo. Già m’immagino che l’avrebbero definita maschilista ( oppure senza offesa porco maschilista suona ancora meglio )
    Lei con questa sua proposta di designare le donne come autista post-festaiola probabilmente ha leso i diritti femminili tipo quelli di prendersi sbronze e fumarsi canne come fanno i “bravi” maschietti.
    Caro dott. Tedeschini comprendo il suo nobile scopo che ha proposto con questo post, ma non mi trova assolutamente d’accordo sul fatto che le donne non bevano o non facciano stronzate..infondo sono esseri umani anche loro…ma infondo infondo…
    Un saluto simpatico a tutte le donne ( anzi no…solo a quelle fighe !)

  6.        di Bebo65 | 11 Settembre 2009 h. 15:53


    Concordo con giannilancia e annoprima: è questione di educazione, intelligenza, rispetto per la vita altrui. Ognuno di noi potrebbe citare esempi di uomini astemi che conducono donne avvinazzate come il viceversa. Quando ero giovane, ahimè parecchi anni fa visto che ora ne ho 44 di anni, esisteva un tacito accordo per cui il più sano (ossia colui che si sacrificava ad un solo bicchiere di vino…diciamo un paio) conduceva a casa sani e salvi coloro che avrebbero avuto delle difficoltà a condurre e allora non c’era nessuna campagna di sensibilizzazione, ma nemmeno si leggeva (non perchè non ci fossero, per carità) delle stragi stardali. Non eravamo perfetti, anzi, solo un po’ più furbi…forse !

  7.        di francy6708 | 11 Settembre 2009 h. 16:39


    Caro Direttore,
    sulla specificità dell’argomento e della proposta da Lei qui introdotti («una campagna per far sì che al ritorno siano le ragazze a guidare»), ma anche sull’ovvia e più ampia genericità cui questo Suo post può condurre (“Donna al volante…â€)…
    * * *
    … in attesa di leggere (speriamo!) interventi di qualche frequentatrice del Suo blog, perché non chiede alle tante Sue colleghe che scrivono e/o si occupano del mondo dell’automobile di esprimere, qui, la propria opinione?
    * * *
    Penso alle tante giornaliste che sono presenti nella redazione di “Quattroruoteâ€: Manuela Piscini, Laura Confalonieri, Claire Bal, Agnese Ananasso, Giusy Mammola, Cecilia Sgherza…
    Ma anche alle più famose e in vista Maria Leitner, Federica Balestrieri, eccetera, eccetera…
    * * *
    Una giusta dose di “quote rosa†– dimenticandoci, per una volta, di quanto questa definizione sia carica di maschilismo – oltremodo “addetta ai lavori†sarebbe, qui e ora, quanto mai utile.
    Che ne dice?
    Francesco

  8.        di kasparov0701 | 11 Settembre 2009 h. 16:53


    Mah, a me che le donne (almeno quelle giovani) bevano di meno non sembra proprio.
    Anzi, la “new generation” non è seconda a nessuno sotto questo aspetto.

  9.        di viggen | 11 Settembre 2009 h. 17:05


    Personalmente non ho problemi a cedere il volante alle donne di mia conoscenza, specie una volta raggiunta una certa età (vado per i quaranta). D’altra parte, nei vecchi tempi andati, ricordo che le ragazze che uscivano con me bevevano poco o nulla (ma forse anche allora era questione di tipo di frequentazione) ma avevano la sana abitudine di addormentarsi quando si faceva tardi, quindi non so se sarebbe stato meglio o peggio far guidare loro.

    Ora come ora non ho il termometro della situazione, ma comincio a pensare che le ragazze condividano le cattive abitudini dei loro coetanei maschi, ubriacandosi invece che di vino e di birra con cocktail e altre schifezze dolciastre e alcoliche.

    A prescindere dal genere io penso che chi ha testa faccia bene ad usarla, imponendosi con chi è visibilmente alterato o, in caso contrario, evitando accuratamente di salire in macchina con colui o colei che non dimostri la necessaria lucidità: ma per far questo occorre essere a propria volta almeno un po’ lucidi.

    Quanto all’aggressività al volante, non so, mi pare che maleducati, cafoni o semplicemente imbranati ve ne siano a iosa in entrambi i sessi.

  10.        di Mauro965 | 11 Settembre 2009 h. 17:28


    Rimango abbastanza perplesso sul concetto che le donne berrebbero di meno.
    Da quel che vedo, l’alcolismo è un problema trasversale, anzi, forse sono proprio più le giovani ad alzare il gomito in misura eccessiva.
    Le statistiche dicano che sono meno “dannose”: non sarà che nelle uscite da w.e. la maggioranza dei guidatori è di sesso maschile?
    Lamps

    http://www.medicinalive.com/costume/societa/alcolismo-uomini-bevono-meno-30-anni-donne-piu/

    http://www.stopsolitudine.it/stopsolitudine/node/113

  11.        di barbogio | 11 Settembre 2009 h. 18:02


    Purtroppo le statistiche che lei riprende, direttore, sono riportate a metà, senza alcuna spiegazione e senza alcuna tendenza sul periodo.
    Vorrei portare alla sua attenzione che i comportamenti in fatto di bere e fumo, vedono le giovani donne al pari con gli uomini, e che le statistiche sugli incidenti e la correttezza al volante riportano valori assoluti e non pesati.
    Infatti se andassimo a fare due conti sarebbe evidente che a parità di chilometri percorsi le donne non sono affatto più diligenti degli uomini.
    Come dire: molte parole ma poche verità

  12.        di mauro bormioli | 11 Settembre 2009 h. 18:22


    Solo stamattina ,mentre mi apprestavo ad attraversare l’incrocio regolato dal semaforo,sbuca velocemente dall’altra via una macchina passata col rosso.
    E chi la guidava?Una giovane ragazza.Poco dopo un’altra macchina si immette nel flusso senza badare alle precedenze.Un’altra giovane intenta a telefonare. Più avanti un mastodontico suv parcheggiato quasi in mezzo alla strada con lo sportello spalancato…ma che diamine..la giovane signora deve pure caricare la spesa in tutta comodità. Evidentemente è l’emancipazione femminile che le sta livellando in basso!!!Non ho moltissima fiducia nelle giovani.(Per inciso mia figlia guida benissimo.) Saluti

  13.        di murcielago924 | 11 Settembre 2009 h. 18:47


    Sottoscrivo l’appello del direttore, anche se le possibilità che esso venga accolto sono nulle. La psicanalisi ha da tempo dimostrato che nei soggetti maschili di età molto giovane la guida dei veicoli a motore è inconsciamente assimilata all’atto sessuale, e che di conseguenza la peggiore umiliazione per un ragazzo è sentirsi dire che guida male, dal momento che è come se gli si dicesse che fa male l’amore o che non è capace di farlo. Ora, si capisce che dire ad un ragazzo dopo una notte in discoteca “no, guarda, tu non sei in grado di guidare, lascia fare alle ragazzeâ€, è come dargli dell’impotente. Quindi, anche ubriaco fradicio, non rinuncerà a mettersi al volante, ne andrà del suo onore virile.
    In sintesi, quella del direttore è certamente una provocazione, in quanto poco realizzabile, ma una provocazione salutare.
    P.S. Questa assimilazione inconscia tra guida e sesso tende ad attenuarsi con gli anni, ma purtroppo non scompare del tutto. Io stesso no ho problemi ad affermare che se qualcuno mi venisse a dire che guido da cani la prenderei come una gravissima offesa personale, e credo che la stessa cosa avverrebbe per tutti gli altri lettori di 4R.

  14.        di bull69 | 11 Settembre 2009 h. 18:49


    Sono stupefatto dalle parole assolutamente prive di fondamento statistico dette dal direttore di 4R. Che ci sia troppo testosterone al volante è un fatto, ma mi permetto di fare alcune domande: per esempio, secondo l’ANIA, qual’è la percentuale di incidenti provocati dalle donne? Secondo: qual’è la percentuale di km IN MENO percorsi dalle donne rispetto agli uomini? Ecco, con questo semplice raffronto emergerà chiaramente che le donne hanno una sinistrosità molto, ma molto superiore a quella degli uomini. Che poi i ragazzini siano degli irresponsabili al volante è verissimo, ma lasciamo perdere la capacità di guida media di una donna, per carità.

  15.        di marcogas30121984 | 11 Settembre 2009 h. 19:13


    Caro Direttore,
    mi sento di concordare appienno con quanto scrive giannilancia (post n°1) e per questo mi sento di dire, notizie o statistiche a parte, che se la macchina che gira per la serata è la mia GIUDO IO; e non perchè non mi fidi delle donne, ma per correttezza nei confronti dei miei passeggeri (anche se comunque ritengo che le belle serate si passano anche senza abusare dell’alcool e non è da ritenersi ubriaco chiunque beva 2 bicchieri di vino, come dice il ministro Zaia sul numero di 4R di questo mese…) i quali confidano nel fatto che io possa guidare sia per andare sia per venire. Per chiudere il discorso, forse anche mosso dalle mie esperienze personali in materia, mi sento di dire: se le donne devono guidare, guidano le loro auto.

  16.        di g.bertolo | 11 Settembre 2009 h. 21:54


    Anche a me sembra che le donne bevono quanto o più degli uomini, inoltre spesso sono molto più spericolate dei ragazzi al volante.
    Capita frequentemente vederle sfrecciare a velocità sostenuta nei viali cittadini incuranti del pericolo, poi non dimentichiamo che sono sempre attaccati al cellulare. Direttore, ma siamo sicuri che le stragi non sono anche causate dall’uso dei cellulari? Comincio ad avere questi dubbi anche per gli incidenti sul lavoro.
    Un saluto.

  17.        di passerotti | 11 Settembre 2009 h. 22:43


    Carissimo Direttore, giusta osservazione però il problema non sono gli uomini che si “gasano” al volante e provocano incidenti per testosterone.
    Gli incidenti provocati da uomini saranno sempre maggiori di quelli provocati dalle donne perché gli automobilisti (furgonisti, camionisti, tassisti, autisti) sono la stragrande maggioranza uomini. Mi urta poi quando le Compagnie di Assicurazione “premiano” le donne…..ma non vorrei andare fuori argomento altrimenti direi che tante donne non sanno nemmeno cambiare una ruota.
    Il mio contributo a questa discussione in realtà era questo: riflettiamo sugli stili di vita, sugli orari, sulla stanchezza, sul modo di divertirsi dei giovani.
    Tanti di loro si mettono al volante dopo una giornata passata davanti al monitor di un computer (se lavorano in ufficio) oppure in un cantiere, vanno in discoteca, fanno tardi, stanno fuori fino al mattino quando la nostra biologia è fatta per riposare di notte, circolano sulle strade quando ci sono maggiori insidie (pioggia, ghiaccio, scarsa illuminazione). Molti genitori pretenderebbero controlli a tappeto nelle ore notturne per scongiurare le stragi del sabato sera; io invece sarei per ridimensionare gli stili di vita dei giovani e la responsabilizzare i genitori che si disinteressano dei figli.
    Dopotutto i ventanni li abbiamo passati tutti con auto che oggi farebbero rabbrividire come sicurezza (penso alla Fiat 600, unica auto di famiglia che mio padre mi prestava e che riconsegnavo prima di mezzanotte).
    Così come mi ricordo quando, alla cena prima degli esami di maturità, un compagno di classe avesse alzato un po’ troppo il gomito e che fui io a riportarlo a casa con la sua Fiat 124 senza farlo sapere a suo padre che, garantito, non gli avrebbe fatto più riguidare la macchina!
    Le donne semmai pensino che non ci sono solo loro per la strada, che si potrebbero truccare lontano dai semafori rossi e che dopo la prima ci sono tante altre marce……

  18.        di Artek09 | 11 Settembre 2009 h. 23:00


    Caro direttore, io non credo che le statistiche sugli incidenti siano favorevoli alle donne. Le ore che passano gli uomini alla guida sono molto maggiori delle ore che guidano le donne. Quanti uomini fanno di lavoro l’autista, oppure un lavoro che li fa girare tutto il giorno con l’auto? Saranno il 20%? E di quante donne si può dire altrettanto? Forse l’1%? E quanti incidenti fanno gli uomini complessivamente in un anno? Dubito, in tal caso, che le donne facciano meno del 5% degli incidenti degli uomini (tenendo conto che le mie percentuali sulle ore di guida ed il numero di “autisti” o lavoratori in auto, sono solo ipotetiche).
    Peraltro, nella guida di tutti i giorni, si vedono donne che più che essere prudenti “non vedono” quello che accade in strada! Cosa, che, se messe a paragone con dei vecchietti, nel 90% dei casi guida meglio ed è più sveglio un vecchietto di 80 anni, senza nulla togliere a tutte le donne che guidano benissimo (in particolare la moglie di Francy, una probabile promessa in Formula 1… meglio di Schumacher!).

  19.        di giuse82 | 12 Settembre 2009 h. 06:49


    Anche secondo me le statistiche sono un po’ falsate, sento spesso parlare di ragazze che buttano giù un cocktail dietro l’altro, anche se probabilmente la percentuale di ragazze ubriache al volante è inferiore a quella dei maschi (forse perchè spesso le ragazze si fanno accompagnare e non han voglia di guidare).

    ****

    L’idea “facciamo guidare le ragazze perchè noi maschi siamo sempre ubriachi” non mi pare molto furba. Perchè non lottare per fare sì che la gente non esca con il solo obiettivo di sbronzarsi, cosa peraltro costosissima (se voglio ubriacarmi spendo 10 euro per una bottiglia di Keglevich al supermercato, non 5 euro per ogni mohito necessario).

    ****

    Sull’incidente di Roma, io avrei una domanda: qualcuno sa se le ragazze, sedute sul sedile posteriore, avessero la cintura? Dopo aver visto un video della polizia inglese sulla necessità di usare le cinture anche dietro (e come sapete, gli inglesi sanno essere convincenti, nei loro spot) io mi sono convinto dell’utilità di tale dispositivo: le uso quando siedo dietro e le faccio usare quando trasporto qualcuno.
    Peccato che quasi sempre, quando chiedo a chi sale dietro di mettere la cintura, mi sento rispondere che sono un rompiscatole, spesso da persone che si ritengono prudentissime e votate alla sicurezza perchè rispettano fedelmente qualsiasi limite esista e non passano con il rosso nemmeno alle 3 del mattino al semaforo sotto casa dove anche all’ora di punta non passa nessuno.

    @ DIRETTORE: che ne dice di un post sulle cinture di sicurezza posteriori? Parliamo tanto di ESP, però se tale sistema fallisce e la vettura esce di strada, per chi sta dietro son dolori, senza cintura…

    ***

    @ Marco972: perchè saluti solo le ragazze fighe? Le STRAFIGHE dove le lasci? :-)

  20.        di giuse82 | 12 Settembre 2009 h. 06:51


    Chiarimento sul discorso della bottiglia di vodka al supermercato: ovviamente la compro e poi la bevo tutta a casa davanti alla TV, non in auto mentre guido per il centro città alle 23 del sabato sera…

  21.        di Robe82 | 12 Settembre 2009 h. 11:11


    Condivido solo in parte le argomentazioni del Direttore. E’ vero che le ragazze non devono dimostrare niente e che tengono generalmente un comportamento più prudente, o quantomeno più tranquillo. Però sul fatto che bevano meno e che possano essere meno ubriache o meno stanche o meno distratte rispetto ai ragazzi ho parecchi dubbi, specialmente per quanto riguarda le nuove generazioni.
    Detto questo, l’idea di fare guidare le donne non è poi sbagliata, perchè si ridurrebbero i rischi derivati dalla guida tipicamente “maschia” come l’alta velocità anche se restano presenti quelli relataivi alla guida in stato di ebbrezza o sotto stupefacenti, ma almeno un rischio si elimina ed è comunque un passo avanti.
    Io ho già provato a chiedere alla mia ragazza di uscire con la sua macchina qualche sera così al ristorante o al pub potrei concedermi qualche bicchiere, ma risponde sempre di no perchè non si fida a guidare di notte. Questo probabilmente è un caso particolare, visto che lei fa già pochissimi chilometri anche di giorno (e obiettivamente ho verificato che è la dimostrazione vivente dei luoghi comuni sulle donne al volante…quindi meglio così), ma mi fa venire in mente un’altra domanda da porre: quante ragazze sono disposte a guidare di notte al rientro dalla discoteca?

  22.        di mboccomino | 12 Settembre 2009 h. 12:10


    Spostare il discorso sulla guida delle donne è un falso problema. Si sono parificate, nel peggio, ai maschietti. Sarebbe logico che nelle comitive uno faccia il palo e non beva così si avrà più provabilità di tornare a casa sani e salvi. Ancora, dal lato sociologico, non si è riusciti a capire il nesso tra il bere e il divertirsi. Non parliamo di droghe perchè sarebbe un fuori tema. Ogni tanto qualcuno prova a metterci mano. Pullman, treni ad hoc ma il fenomeno non cala. Lo sballo è una moda? Togliere tutti i freni inibitori non mi pare il sistema migliore per potersi divertire, si diventa altro soggetto. Una specie di schizofrenia culturale che va combattuta. Nei locali ci si deve arrivare con navette che, gradualmente, combattano il fenomeno. Far capire ai giovani che il divertimento è altro mi pare la cosa più difficile. Un saluto.

  23.        di Mauro Tedeschini | 12 Settembre 2009 h. 15:55


    Ognuno ha le proprie esperienze personali, tutte rispettabili, ma non possiamo riferirci solo a un campione così limitato: servono statistiche sui grandi numeri e queste ci dicono che in media in Italia le donne perdono un terzo dei punti degli automobilisti maschi. In tutto parliamo di 35 milioni di patenti, di cui 20 in mano a noi uomini e 15 alle donne. Poi è vero, come sostiene qualcuno di voi, che in genere le automobiliste fanno meno chilometri e quindi corrono meno il rischio di incappare in autovelox e photored vari, ma questo giustifica solo in parte la sproporzione di cui parlavo prima. Non a caso per le assicurazioni le donne sopno clienti ideali. Insisto: le ragazze non si sentono di dover dimostrare nulla al volante e qui si tratta solo di portare a casa comitive spesso ridotte in condizioni pietose. Oppure, se non vogliamo farle guidare, responsabilizziamole di più sul controllo dello stato dell’amico che si mette al volante.
    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  24.        di francy6708 | 12 Settembre 2009 h. 21:48


    «Oppure, se non vogliamo farle guidare, responsabilizziamole di più sul controllo dello stato dell’amico che si mette al volante.». [Intervento n. 23]
    * * *
    Mi permetta, caro Direttore, di dissentire con tutte le mie forze ed energie su questa Sua osservazione.
    Frase, questa Sua, che denota quanto ancora, purtroppo, sia radicato nell’uomo – scritto con l’iniziale minuscola perché qui inteso come “maschio†–, sebbene cólto e ricoprente incarichi intellettuali, il concetto che la donna sia la “parte della coppia†relegata a ruoli marginali come far da “mammina†al proprio compagno e, comunque, a non decidere subendo le scelte dell’uomo; l’uomo decide – «se non vogliamo farle guidare» – ed ella, come contentino per farla sembrare colei che indossa i pantaloni, controlla ciò che l’uomo, forte del suo invincibile testosterone, sceglie di fare.
    Davvero molto, molto simpatico…!
    * * *
    Ma cosa sono, per Lei, Direttore, le donne…? Marionette da manovrare a proprio piacimento? Ma non si vergogna? Vergogna! Vergogna! Vergogna!
    * * *
    Ma non potrebbero essere gli altri “ometti†del gruppo a controllare il guidatore? Troppa fatica, per un uomo orgoglioso del proprio “machismo�
    * * *
    In una coppia per bene, dove regna rispetto reciproco, nessun uomo direbbe o nemmeno penserebbe mai «se non vogliamo farle guidare, responsabilizziamole…».
    Uomo e Donna prendono insieme le decisioni!
    Non sarà mai l’uomo a scegliere di guidare o non guidare, oppure se o meno far guidare la donna; e, naturalmente, viceversa: non sarà mai la donna, eccetera, eccetera…
    Decideranno INSIEME cosa fare! Punto.
    * * *
    La verità, Direttore, è che non sarà mai l’uomo a decidere di non far guidare la donna – circostanza, questa, che può aver un solo e ineluttabile motivo: l’uomo in questione ha paura che la donna, al volante della vettura dell’uomo, dia allo stesso dimostrazione di quanto ella sia più capace a guidare; tanto che quell’uomo non avrà più il coraggio nemmeno di accostarsi a una automobile per il resto della propria meschina esistenza – quanto la donna a rifiutarsi di far da “servetta†(nella fattispecie da autista) a quel poveretto…
    * * *
    Mi auguro, con tutto il cuore, che le donne della redazione di “Quattroruoteâ€, dignitosamente, mettano in atto un bel “colpo di Stato†e prendano possesso del Suo ufficio di Direttore, e portino avanti il mensile con fare più rispettoso verso la parità e la dignità sessuale.
    A meno che Lei, Direttore, non porga, qui, le Sue scuse a tutte le donne, ammettendo il Suo inelegante scivolone…
    Indignatissimo Francesco

  25.        di jkern | 13 Settembre 2009 h. 02:12


    Caro Direttore, è sicuramente vero che la piaga dell’alcolismo è molto più diffusa oggi tra i giovani di quanto non lo fosse vent’anni fa (quando era giovane il sottoscritto…), ma da quello che mi pare di notare negli ultimi tempi, direi che la cosa è tutt’altro che circoscritta ai ragazzi: parlando con molti ventenni mi sento sempre dire che le ragazze oggi abusano di alcool e droghe come, se non di più, dei maschi. Forse non si sentiranno in dovere di guidare come piloti di formula 1, ma non credo che una ragazza ubriaca e impasticcata guidi meglio di un ragazzo nelle stesse condizioni…

  26.        di Mihajlo_C | 13 Settembre 2009 h. 11:23


    Premesso che non tutte le persone sono uguali o si comportano allo stesso modo, bisogna vedere caso per caso, come hanno fatto i blogger nei post precedenti. D’accordo che le statistiche sono a favore delle donne, perché è impossibile verificare quanti km facciano gli uomini rispetto alle donne, ma ciò che molti vedono non è una cosa inventata. Posso dire che le giovani donne tendono sempre di più ad ‘imitare’ i ragazzi, bevendo, fumando (non solo sigarette), guidando spericolate. Nella mia città vedo ragazze in motorino che sorpassano a destra col casco slacciato, oppure in bici col cellulare in mano o all’orecchio. Anzi a volte sono anche peggio dei ragazzi. Ultimamente capita spesso di vedere ragazze fuori dai locali che non si reggono in piedi, oppure fuori da una scuola vedere come le ragazze abbiano tutte la sigaretta in bocca e i ragazzi no. I campioni presi in esame dalle assicurazioni sono la stragrande maggioranza donne adulte, dato che le giovani se vivono in famiglia hanno l’auto intestata a un genitore.
    Lei direttore insiste che gli uomini devono dimostrare qualcosa: ma cosa? E soprattuto a chi? Qui si parla di stupidaggini adolescenziali, non di comportamenti da uomini adulti. Allora per gli uomini prende in considerazione i ragazzini e per le donne le mamme? Il confronto mi sembra quantomeno impari.
    Comunque a parte il discorso dei vizi e dei dei comportamenti sbagliati in auto, che se ne potrebbe discutere all’infinito, con esempi a favore di una o dell’altra parte, in generale una donna è meno consapevole dell’auto in generale e dei suoi limiti. Non mi è mai capitato di vedere una donna che legge 4R e qualunque altra rivista automobilistica, l’auto e il mondo dell’auto è una cosa che alle donne non interessa proprio, la considerano una cosa prettamente maschile; se si facesse un sondaggio tra il gentil sesso il quadro che emergerebbe sarebbe di molte donne che sanno solo che schiacciando l’acceleratore l’auto va, ogni tanto si fa benzina e finita lì. I tagliandi non sanno cosa siano, dal gommista ci vanno se un uomo consiglia loro di andarci. Della conoscenza delle leggi non ne parliamo. Ovviamente le eccezioni ci sono, ci mancherebbe, come le signore/signorine della redazione di 4R.
    Rispondendo al quesito iniziale io non farei guidare la mia auto a una donna ma nemmeno a un uomo. Ho avuto esperienze negative in passato con persone che guidavano in un certo modo, che dire ‘da cani’ è un complimento. Io non mi fido di nessuno, solo della mia guida e non mi è mai capitato di ubriacarmi come si dice qui in Veneto con la scimmia sulla spalla che ti parla. L’unica sarebbe la mia ragazza che ha la patente ma non se la sente di guidare perché in auto non ci va mai, e ragionevolmente non vuole rischiare. Saluti a tutti!

  27.        di duro | 13 Settembre 2009 h. 14:06


    Le statistiche che dicono che le donne fanno meno incidenti le fanno le assicurazioni che hanno i dati sugli incidenti ma non quelli sulle percorrenze medie (o non li vogliono usare).
    Quand’ero ragazzo pensavo che il luogo comune sulle donne incapaci di guidare fosse un puro pregiudizio.
    Poi mi sono reso conto che il mio punto di vista era falsato dall’avere una madre abile guidatrice, una zia appassionata d’auto sportive e una cugina rallysta.
    Da quando faccio il pendolare, con 50km e 3 ore di guida al giorno, in città e fuori, devo dire… che è vero! Le donne guidano peggio degli uomini (in media). Al mattino ve ne sono molte impegnate a truccarsi mentre procedono mentre tutte le altre guidano col cellulare in mano (ne ho viste anche truccarsi mentre telefonavano: forse avevano una terza mano per il volante.)
    Riguardo al fatto che le donne bevano alcool la sera… non posso testimoniare perchè per fortuna non frequento più discoteche e pub ma per certo le mie colleghe giovani non hanno nulla da invidiare ai maschietti riguardo la propensione ai drink.
    La verità vera è che manca l’educazione. A tutti. La patente è diventata un “diritto” e quindi la si concede a cani e porci.
    Inoltre, quando l’auto (o la moto) erano un bene costoso e quasi elitario, l’ “investimento emotivo” che ci si metteva garantiva un minimo di attenzione per il veicolo ed il suo uso.
    Oggi l’auto (e per molti anche la moto) è un “elettrodomestico”, magari quasi “usa e getta”. Mio figlio ha preteso il cinquantino ma per lui è come l’iPod o il cellulare. Il fatto di dover imparare a guidarlo lo scoccia parecchio.

  28.        di Mauro Tedeschini | 13 Settembre 2009 h. 15:59


    Fermi tutti e fermo in particolare Francesco: il mio invito va proprio in direzione opposta ed è un appello alle ragazze a evitare di farsi ammazzare da amici sbronzi, che magari (come spessissimo accade) finiscono fuori strada in rettilineo, senza ostacoli apparenti se non la loro totale assenza di lucidità. Da qualche parte bisognerà pure cominciare e la mia provocazione, peraltro tutt’altro che strampalata, serviva ad aprire una discussione sul merito, anche dura, ma senza tirare fuori le solite accuse di machismo, antifemminismo e così via. Che delusione…
    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  29.        di francy6708 | 14 Settembre 2009 h. 09:21


    Giustissimo, caro Direttore.
    Fermiamoci. Io, per lo meno: accolgo il Suo invito e mi fermo qui.
    Capisco il Suo intento di provocare. Ma, per come la penso io, non era la direzione giusta: diciamo che abbiamo imboccato l’autostrada controsenso, schiacciando chiunque ci sia venuto, giustamente e inconsapevolmente, incontro.
    * * *
    Credo anche io che occorra “responsabilizzare†e ho sempre applaudito “Quattroruote†e la volontà di sensibilizzazione verso la sicurezza stradale che porta avanti.
    * * *
    Ma non ritengo utile, seppur nelle buone intenzioni di cominciare da qualche parte, iniziare da una corsia a senso unico priva di segnaletica. Si genera, inevitabilmente, solo caos e, peggio, incomprensione.
    Se è bene – e io credo sia bene – “sensibilizzare†e “responsabilizzare†occorre, con un mirabile testa-coda capace di trasformare ciò che generalmente è negativo in positivo, fare davvero di “tutta l’erba un fascioâ€. Ché, infatti, chi conduce automobili questo è, una unica “cosaâ€: persone adulte. Nulla fa, poi, se si tratta di diciottenni o sessantenni, ragazzi o ragazze.
    Altrimenti – e i 28 interventi che compongono questa discussione, primi fra tutti i miei, ne sono palese quanto ineluttabile testimonianza – si finisce solo per mettere l’un contro l’altra.
    * * *
    Allora: non è meglio parlare unicamente di automobilisti e di passeggeri? Senza sterili distinzioni di sesso e/o di età. Che, per me, non hanno ragion d’esistere.
    Francesco

  30.        di dface | 14 Settembre 2009 h. 09:58


    “Prima di fare qualsiasi cosa ricordati sempre d’inserire il cervello!”
    Questa frase che mi ripeteva sempre il mio bisnonno, e successivamente i miei genitori, rieccheggia da sempre nella mia testa, e mi ha evitato tanti problemi, non che non ne abbia combinate, ma i danni sono sempre stati limitati e facilmente risolvibili.
    Questo vuol dire che non importa il sesso, l’importante è usare la testa.
    Se il conducente è ubriaco o sotto l’effetto di stupefacenti, se si rifiuta di cedervi il volante, ci si rifiuta di salire e si usa il cellulare (che hanno tutti) per chiamare i genitori, amici o un taxi.
    Poi il fatto del testasterone purtroppo è normale per i giovani maschi (e non solo), è sempre stato così e sempre lo sarà, perciò bisogna risolvere il problema puntando su altre vie.

  31.        di annoprimo | 14 Settembre 2009 h. 10:17


    Questo Blog vuole essere una “raccolta dati”. Le mie esperienze raccontano di genitori che si fidano del sottoscritto e sanno che riporterà sane le loro figlie a casa, di amiche che delegano me alla guida sapendo tranquillamente di potersi divertire ed alzare il gomito, della mia stessa ragazza che dorme in auto sul sedile passeggero dopo una notte a ballare sapendo che può stare tranquilla quasi come fosse in casa. Non comando io…non decido io di guidare…sono gli altri che danno per scontato tutto. Il buon senso non ha sesso, l’ho già detto. Se io fossi stato un attimo più “sbarazzino”…per istinto di sopravvivenza avrei cercato col tempo nel gruppo di amici quello più stabile, più serio etc per poterlo personalmente delegare di preservarmi dalla morte. Ho anche io, come tutti, una miriade di difetti…ma cerco di tenerli lontani dalla guida.
    Alberto Nobile

  32.        di viggen | 14 Settembre 2009 h. 10:28


    Mi scusi, sigonr direttore, perché “che delusione”? La discussione non è andata nel verso che voleva lei? Non c’è stata una presa di coscienza della situazione? Ci siamo sentiti punti nell’orgoglio ed abbiamo reagito in maniera irrazionale? Forse, tanto più che la maggior parte di noi vede la cosa “dal di fuori”, non “dal di dentro”.
    ***
    Lei ha fatto giustamente una provocazione e, immagino, avesse le idee chiare su dove volesse andare a parare. Ma la platea è quella giusta? Dove sono le donne, specie giovani, che intervengono, che possono prendere coscienza del pericolo che corrono e che, di conseguenza, possono diffondere un messaggio anche fuori di qui?
    ***
    Noi purtroppo non possiamo far altro che portare le nostre esperienze, le nostre opinioni, i nostri pregiudizi. Le proponiamo una fotografia distorta e parziale della realtà, certo, ma la base di partenza non è meno distorta e parziale, non fotografa le dinamiche di una serata, di un modo di vivere, di una vita intera che porta delle ragazze (sobrie? In condizioni di guidare?) a sedersi in auto con il loro carnefice…
    ***
    Provocazione per provocazione: perché allora non rinunciare ad un drink, anche analcolico, e farsi riportare a casa in taxi (posto che il tassista non sia drogato?)

  33.        di Stratego | 14 Settembre 2009 h. 11:04


    Sono già state espresse molte opinioni in merito, non serve che dica la mia in senso stretto, tuttavia fermo restando che secondo me guardando i numeri nel loro insieme e non i singoli episodi, le donne sono più affidabili, resta il fatto che è necessario evitare la generalizzazione. Mio nipote ha 21 anni, 3 anni di patente, spesso fa il guidatore non bevitore e talvolta, quando non guida, eccede nel bere, ma resta il fatto che alcune settimane fa, un’ora dopo essere entrato in discoteca, ha di fatto dovuto prestare l’auto ad un amico per fargli riportare a casa una 17enne che aveva bevuto così tanto da cadere svenuta in bagno. Vien da dire che i maschi sono più affidabili, ma non è così. Sembre basandomi su quanto mi racconta, le donne bevono molto più di quanto si pensi, ma è anche vero che sono sempre gli uomini a guidare (ubriachi) e, di conseguenza a fare danni più o meno gravi. Sono poche le ragazze che escono con maschi che le facciano guidare al loro posto, sempre per la solita storia del “sesso forte”.
    °°°
    D’altro canto da sempre ci sono donne attratte dal “bello e dannato”, come si suol dire, per cui il trasgressivo che fuma, s’impasticca, beve e guida, assolve in pieno al clichè. Fino a che si impasta contro un albero.
    °°°
    Sarebbe meglio riflettere prima per non piangere dopo…

  34.        di CinghialeMannaro | 14 Settembre 2009 h. 11:35


    Direttore, detta tra noi, io credero’ alle statistiche “le donne sono più prudenti” quando quelle statistiche includeranno il chilometraggio fatto. Si fa presto a prendere meno multe quando in realtà si fanno 5000km all’anno invece di 15000.
    *
    Sul fatto che le donne bevano meno dissento fortemente. Non solo bevono, ma reggono anche meno l’alcool. Devo portarvi la mia amica che ha fatto carambola con la smart centrando 4 auto parcheggiate solo perchè, parole sue, “si stava facendo un cuba libre”? :-)
    *
    Il problema della tragedia è che semmai li’ c’era un’audi di considerevole potenza in mano a un ragazzino. Pero’ quella non e’ una tragedia, è selezione darwiniana: rimozione dal patrimonio genetico di un ventitreenne che evidentemente non era in grado di guidare un’auto cosi’ potente, e mancata continuazione della specie di quel genitore che da’ un’audi in mano a un ragazzino.
    *
    Direttore, “le ragazze non devono dimostrare nulla al volante”? Non so lei su che strade gira, ma difficilmente vedo per strada automobiliste più feroci del gentil sesso.
    Non voglio fare paragoni maschilisti, sessisti e fallocentrici sulle donne che non sanno guidare o non sanno parcheggiare (voglio dire, ieri sera sono uscito con una ragazza che di mestiere guida un autoarticolato di 18 metri… e lo guida bene) ma abbia pazienza, Direttore, lei che di esperienza ne ha: mi dica, quand’è stata l’ultima volta che una DONNA le ha lasciato strada per farla uscire da una intersezione o da un parcheggio?
    *
    Come dice? non se lo ricorda? e ci credo io, ci credo :-)

  35.        di fabrifabri | 14 Settembre 2009 h. 11:46


    Gentile Direttore,
    io penso che uomo o donna che sia, si deve lasciare il volante a colui che non ha bevuto, e non credo che se una donna si sfracella nell’ auto di un maschietto ubriaco sia anch’ essa sobria, anche se il guidatore non ha il diritto di influire sulla vita degli altri: se si impasta almeno cerchi di prendere l’ urto dalla sua parte e non di appellarsi all’ istinto di sopravvivenza nell’ ultima frazione di secondo.
    La verità tanto per riprendere altri post è che siamo un popolo di ignoranti, e l’ ignoranza partorisce mancanza di senso civico e responsabilità.
    Quindi, se ci si vuole ubriacare marci ( sai che libidine!!!) che si lasci il volante a chi si “sacrifica” uomo o donna che sia.
    Preferirei comunque fosse un maschietto a riportare a casa tutti per non far girare da sola una donna dopo una certa ora.

  36.        di nadvi | 14 Settembre 2009 h. 12:04


    La cosa che non comprendo è come facciano le statistiche a dire che le donne non bevono, al contrario degli uomini. Più che altro per il fatto che poi, per me che giro nel mondo reale e non in quello virtuale dei dati statistici, vedere una donna al bar senza spritz o senza mohito o cuba libre è una vera rarità. Tanto come gli uomini.
    E siccome io tendo a fidarmi di ciò che vedo e tocco con mano, e non di ciò che mi si vuole far credere, penso che le statistiche, in qualche modo, non siano in grado di offrire una visuale obiettiva del mondo che vorrebbero fotografare.
    Nella maggior parte dei casi uomo e donna bevono al bar e poi salgono in auto. Ma a guidare è, nella maggior parte dei casi, l’uomo. Forse è per una sorta di galanteria o di costume, non so, ma di fatto è l’uomo che fa da autista. E che per questo più facilmente rientra nelle statistiche d’incidentalità.
    Per cui non sono d’accordo sul punto delle statistiche.
    Mentre sono senz’altro d’accordo sulla questione del testosterone. Perché l’uomo ha questa tendenza di dimostrare continuamente una padronanza dell’automobile, l’abilità della velocità, il “saperci fare” con la sua auto. ha la tendenza ad usare l’auto per “fare colpo”, intendendo tale locuzione in senso lato. Assomiglia un po’ ad una tara congenita nel dna maschile.
    La donna non ha bisogno di ciò, per cui è generalmente più prudente quando si trova al volante. e senz’altro, per tale motivo è più affidabile nel condurre gli amici a casa finita la nottata. Sempre a patto che non abbia assunto alcolici al bar o in discoteca, ovviamente.
    In definitiva sono favorevole al pensionamento del testosterone alla guida. Se non altro disporremo di statistiche di sicuro affidamento.

  37.        di facip | 14 Settembre 2009 h. 12:20


    Gli anni volano e senza accorgermene sono quasi a 40 anni.
    Credo che le morti nei week-end siano le più assurde. Spesso il traffico è modesto e ci sarebbero tutte le condizioni per far ritorno a casa tranquillamente …. l’eccitazione porta a spingere sull’acceleratore, l’alcool fa perdere il giudizio e allora: si finisce contro un muro o un albero. Qualche volta un frontale, spesso con chi non ha nessuna colpa.

    Allora bene che guidi sempre chi ha più testa, e se è una ragazza non ci sono problemi.

    Però basta con il giustificare tutto e tutti. Si guida a 18 anni perchè si ritiene un’età matura (si diventa maggiorenni). Si sa che l’alcool oltre certa misura non va bene e allora si continui a sequestrare e vendere all’asta le auto; oppure si faccia come all’estero obbligando un paio di mesi di servizio sociale proprio in quei centri dove sono in recupero ragazzi vittime di incidenti.

  38.        di Maurizio120 | 14 Settembre 2009 h. 13:43


    Fino a un centinaio d’anni fa, ma anche molto più recentemente, una certa dose di aggressività fisica da parte maschile consentiva una sopravvivenza migliore e una più alta probabilità di trasmettere geni. E’ chiaro che non possiamo cancellare in pochi anni la selezione naturale di millenni. Pertanto le varie sapientone giornaliste che parlano di troppo testosterone, magari anche di maschi aggressori/violenti/violentatori ecc., si mettano l’anima in pace perché ci dovranno sorbire così ancora per varie generazioni. Anche perché spesso sono quelle che dicono anche che non ci sono più gli uomini di una volta…. Fine dei discorsi banali e semplicistici. Passando alle cose importanti direi che al rientro dai divertimenti, se il proprietario non è in grado, a guidare dovrebbe essere, indipendentemente dal sesso e da altre distinzioni fasulle, la persona che è più sveglia, che ha bevuto meno, che conosce meglio la strada e la macchina, che guida almeno benino ecc.. In genere, tra chi si conosce, si sa bene a chi dare le chiavi in questi casi. Se poi si pensa che le ragazze siano più prudenti e sicure, cominciamo a invogliarle a prendere la loro macchinina anche per il viaggio di andata, mettere la benzina con i loro soldini, rinunciare a fare le comodine facendosi venire a prendere e riportare e dire ai loro amichetti: ‘Io prendo la mia macchina, se volete venire con me c’è posto, altrimenti vado da sola o con la mia amica.’. E vediamo se i morti diminuiscono. Vediamo se le donne bevono e si fanno di meno. Vediamo se a parità di km percorsi fanno meno incidenti o no. Ma, specialmente i genitori delle ragazze, che le esortino a prendere le chiavi e a mettersi al volante! Sono passati tanti anni, ma me lo ricordo bene: quando uscivamo, io e i miei amici uomini saremmo stati ben contenti se qualche ragazza si fosse fatta avanti in tal senso (e non solo, ma questa è un’altra storia), ma, a parte qualche eccezione, era tutto un accampare scuse, anche dietro più o meno velati inviti a non scroccare perennemente il passaggio, sfruttando lo status di ‘preda’ che Madre Natura ha donato loro. Se sono spesso gli uomini a guidare, è molto probabile che non sia cambiato un gran che da allora. E poi, si sa se le cinture sono allacciate in questi tragici fatti? Se guida un uomo, di solito accanto c’è l’amico e dietro magari due ragazze e sappiamo bene qual è l’attitudine ad allacciare le cinture dei passeggeri posteriori. Ci siamo dimenticati dell’incidente di lady Diana?

  39.        di laura0603 | 14 Settembre 2009 h. 14:09


    Raccolgo l’invito di Francy6708 e m’infilo nel blog del Direttore per dire la mia. Quella di Tedeschini era una provocazione e, a giudicare da certi commenti, ha punto sul vivo: al volante c’è troppo testosterone. Qui, però, non si tratta di stabilire chi è più bravo alla guida. L’eterna e irrisolvibile questione della rivalità tra uomo e donna al volante non c’entra nulla. Dico irrisolvibile, perché a mio avviso oggi i due generi tendono persino ad assomigliarsi: ci sono molte donne bravissime al volante, altre aggressive e troppo disinvolte con il tachimetro e con l’alcol, come i colleghi maschi, giovani soprattutto. E ci sono uomini distratti da navigatori satellitari, telefonini e vari altri gadget tecnologici di cui sono dotate le auto.
    E allora? E allora, qui, deve entrare in gioco il buon senso: chi è sobrio, uomo o donna che sia, prende il volante e chi sobrio non lo è più accetta di essere riaccompagnato, senza farne una questione di principio o di orgoglio, anche se a riportarlo a casa è una ragazza. Perché una donna, sebbene un po’ incerta, magari non un fulmine sullo 0-100 o un campione del controsterzo, se è sobria avrà comunque una condotta di guida più prudente di chi ha alzato troppo il gomito.
    Anche a me è capitato di riportare a casa amici, alcuni tanto ubriachi che non ritrovavano nemmeno il proprio box nel cortile condominiale. E per convincerli, ho dovuto impormi, alzare la voce. Quegli amici, il giorno dopo, mi hanno ringraziata. Credo sia la miglior prova d’intelligenza e di abilità alla guida: quella di capire quando è meglio far guidare gli altri. Ragazze, alzate la voce!
    Laura Confalonieri
    Quattroruote

  40.        di giorgioga | 14 Settembre 2009 h. 15:30


    Noto spesso errori di ortografia nei post, ma che addirittura un direttore di rivista scriva “qual era” con l’apostrofo è quantomeno stucchevole…
    Giorgio

  41.        di sarace77 | 14 Settembre 2009 h. 15:39


    L’equazione statistiche donne più prudenti alla guida è troppo spesso un luogo comune ben più del famoso “Donna al volante, pericolo costante…”

    Il problema delle statistiche è che guardano esclusivamente ai danni oggettivamente riscontrabili, non certo alla qualità della guida dei singoli. Mediamente ne viene fuori una figura mitologica di guidatrice (quindi donna) più attenta e rispettosa delle norme stradali, che, me lo lasci dire, caro direttore, non corrisponde assolutamente alla realtà.

    Chiunque andasse in giro (e non a legger statistiche) stenterebbe a riconoscere sesso ed età di qualunque guidatore dal semplice stile di guida. Le donne infrangono il codice della strada come gli omologhi maschili, con la medesima scarsa attenzione nei confronti degli altri automobilisti che caratterizza l’italiano medio alla guida secondo ciò che vedono i nostri colleghi stranieri.

    Aggiungo inoltre che, se per il guidatore medio, non v’è sostanziale differenza tra uomo o donna alla guida, altrettanto non si può dire per i pessimi guidatori. Può sembrare un luogo comune fastidioso, ma, purtroppo, è facilissimo indovinare il sesso del conducente di un veicolo che, soprattutto in città, segue tutta una serie di comportamenti che dir pericolosi è un eufemismo. A partire dal guidare a cavallo di due corsie, ed in generale tutti quelle situazioni di “indecisione” in cui basterebbe il buonsenso.

    Senza contare poi una certa quale noncuranza verso tutte le operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria, troppo spesso demandate a compagni e/o parenti.

    Insomma che le donne siano guidatrici più affidabili è qualcosa che si evince solo da statistiche che tengono conto solo dei “danni materiali” provocati dallo stile di guida. E lo dico avendo sotto gli occhi la guida di mia Madre: 30 e passa anni di patente senza un minimo incidente, ma motori e trasmissioni in condizioni più che pessime nel giro di un paio di anni, nonostante il bassissimo chilometraggio (meno di 7.000 km l’anno).

  42.        di marco972 | 14 Settembre 2009 h. 16:13


    Caro Direttore…….ieri sera ho voluto SPERIMENTARE, insomma ho voluto fare il vero report-man, un servizio che domani magari potrà farmi avere un posto di rilievo nella sua redazione.
    Ho evitato di mangiare per tutto il giorno. Poi sono andato in un locale trendy e mi sono scollato 7 gin tonic ( poca tonica e tanto gin ): Quando ero abbastanza sicuro di essere leggerissimamente alticcio ho cercato di trovare una ragazza che mi portasse a casa.
    Avvicino una mora prosperosa dai lineamenti mediterranei. E le dico: Tu mi ispiri sicurezza sulla strada visto che hai il doppio airbag..saresti così gentile di portarmi a casa???
    Risposta: ********************************* n’culo

    Riprovo con la seconda….
    Signorina come stiamo a punta tacco????
    Risposta:
    Ohhhhhhhhh ti piace??????? Tacco 10!!!!!!!!

    Meglio riprovare con la terza…
    Signorina, le riesce bene controllare un testa- coda???
    Risposta:
    Beh in effetti sei caruccio, ma chiedermi un sessantanove così a freddo mi sempra un po’ esagerato!!!!!

    La quarta..
    Signorina, la doppietta la sai fare???
    Risposta:
    Annellata pazzesca su guancia sinistra!!!!

    La quinta:
    Come va col pendolo??
    Risposta:
    Guarda che a casa ho l’orologio dell?oregon Shentific che mi dice anche che tempo farà domani!!!

    La sesta:
    Sai fare la “retro”??
    Risposta:
    Un’altra zirconata in facci ancora più dolorosa della precedente

    Alla fine ho preferito tornare a casa a piedi anche perchè il locale per fortuna stava a 100 metri da casa

    Marco972 nuovo reporter d’assalto di Quattroruote

  43.        di francy6708 | 14 Settembre 2009 h. 16:37


    Mi cospargo il capo di cenere, passerò la serata a recitare quanti più mea culpa possibile e, soprattutto, umilmente faccio dietro-front riguardo i dubbi sull’utilità di questo post introdotto dal Direttore espressi nel mio intervento n. 29; o meglio: sull’idea che non fosse utile la “provocazione†del Direttore così come egli l’ha impostata.
    * * *
    Capisco, qui e ora, quanto mi sia stato utile questo post e la lettura di molti interventi dei navigatori.
    * * *
    Ho capito, fondamentalmente, che io non sono, evidentemente, un umano e che vivo e ho sempre vissuto su Marte.
    * * *
    Fin dai tempi in cui il Boss appena iniziava a ballare nel buio, noi si andava a “far quattro salti†lungo la Riviera Romagnola – che solo oggi scopro esser collocata su Marte e non in Italia, come credevo – con la 205 GTI 1.9, costituente all’epoca un sogno per tutti, che la più carina del gruppo non faceva alcuna fatica a mettere a disposizione e a guidarla con noi maschietti seduti dietro, ché cavallerescamente lasciavamo i posti avanti alle fanciulle. Gli altri del gruppo seguivano con la meno esaltante Golf GTD seconda serie, ma viaggiavano più comodi su quella 5 porte. La spesa per benzina e gasolio si divideva, alla romana come si suol dire. Se qualcuno (maschio) era stanco, lasciava il volante a chi si sentiva pronto, maschio o femmina che fosse, senza per questo sentirsi inferiore. Anzi. Aveva più possibilità di “far colpo†sulle ragazze carine chiacchierando in merito all’ultimo romanzo di Hrabal o di quella giovane promessa della narrativa… quel tal quasi sconosciuto Andrea De Carlo. Le ragazze, ovviamente, nemmeno prestavano attenzione a chi guidava, ma ci chiedevano se avessimo ascoltato il nuovo album degli Aerosmith piuttosto che dei Led Zeppelin, se avessimo visto l’ultimo film di Almodovar o dove avessimo acquistato quei Levi’s a sigaretta che stavano da Dio con i Camperos…
    Ovviamente: chiacchierando e guidando a turno, sereni, rilassati e riposati non abbiamo mai fatto un incidente stradale, che usassimo, a turno, la 205 GTI, la Golf o le più semplici Beta Coupé 1.5 e Panda 30…
    Il testosterone…? Non lo sprecavamo, certo, al volante di una sciocca automobile!
    * * *
    Me ne torno su Marte, va’… Me sa che laggiù se sta mejio…
    Francesco

  44.        di viggen | 14 Settembre 2009 h. 16:40


    Maurizio120, post 38, mi ha fatto tornare in mente la stessa identica situazione che capitava a me 15/20 anni fa: in un gruppo di una 15ina di persone, equamente suddivise per sesso, il contributo in termini di auto era apportato solo dalla componente maschile del gruppo:con ogni probabilità erano anche le famiglie a preferire che le loro figlie fossero scarrozzate da semisconosciuti piuttosto che permetter loro di utilizzare l’auto di famiglia.. Le ragazze in questione non solo viaggiavano a scrocco a prescindere dallo stato del conducente (in generale buono, non eravamo né particolarmente nottambuli né dediti ad alcool o altre sostanze), ma si occupavano perfino della disposizione dei posti disponibili, cercando addirittura di lasciare a piedi quelli/e che non erano simpatici alle organizzatrici! A pensarci ora la cosa mi fa sorridere, ma sarei curioso di seguire discussioni, accordi, stati di salute e di animo all’interno di gruppi di ragazzi, specie se si son bevuti qualcosa per scaldare l’atmosfera. Se poi ci si mettono di mezzo questioni sentimentali, è pure possibile che una ragazza voglia a tutti i costi salire assieme al suo principe azzurro, ancorché avvinazzato, e che tutti i buoni propositi vengano prontamente cancellati. E frasi del tipo: “ma allora se gli vuoi bene devi impedirgli di guidare” suonano bene, ma non sempre sono calabili nella realtà del momento. Il problema è che bisognerebbe aver testa. A me è sempre piaciuto bere ma non ricordo d’essermi mai ubriacato: una volta, in tre, abbiamo impedito al padrone di un’auto di guidare perché ci pareva troppo “di fuori”: probabilmente faceva lo spiritoso, ma le sue proteste non ebbero seguito e lo cacciammo nel seggiolino posteriore.
    ***
    Diventare maturi, dicono, consiste nel riuscire a mettere in relazione la causa con l’effetto: riuscire a ridurre alla ragione un guidatore alticcio o rifiutare di salire in auto con lui, sopportando magari gli sberleffi del resto del gruppo è una discreta prova di maturità che, ahimé, non tutti i ragazzi (ma a volte neppure gli adulti) riuscirebbero a sopportare.

  45.        di skylon | 14 Settembre 2009 h. 21:36


    Colgo (e apprezzo) la provocazione ma vorrei precisare un punto visto che sono del settore. Le donne statisticamente fanno meno incidenti degli uomini fondamentalmente percè fanno molti meno kilometri. Qualche anno fa venne fatto un calcolo a questo proposito (tra l’altro ripreso da quattroruote). Su un campione significativo di automobilisti a parità di chilometraggio la differenza di incidentalità era praticamente nulla. Tralasciando questo particolare “scolastico” colgo la provocazione e mi piacerebbe vedere veramente ragazze che siano un po’ la coscienza di chi guida e in ogni caso rilancio la necessità di fornire ogni auto o cmq di distribuire su larga scala etilometri per permettere di capire quando è il momento di fermarsi. Il costo è ridotto e l’intervento sarebbe educativo efficace ma soprattutto equo perchè nessun guidatore avrebbe più scuse e cmq potrebbe godersi i piaceri dell’alcool..Ma forse è troppo intelligente.

  46.        di shadow28 | 14 Settembre 2009 h. 21:57


    Egregio Direttore.
    La mia soluzione al problema ricalca appieno l’argomento da lei trattato in questo topic.
    Infatti essendo il felice papà di una bellissima bimba di 18 mesi, ho preso la decisione di correre ai ripari sfruttando la legge che consente di guidare con il foglio rosa, che spero per allora esista ancora per insegnare tutto quello che so a mia figlia.
    Da premettere che sono istruttore di guida e che ho fatto 3 corsi di pilotaggio quindi è mia intenzione insegnare tutto quello che so a mia figlia, unita ad una opera di educazione stradale votata al rispetto dei propri limiti e quelli del mezzo, per far si che quando dovrà uscire lo farà con la sua macchina, che consentirà a me di stare un po più tranquillo sapendo che chi sta al volante è una persona capace e assennata!

  47.        di Artek09 | 14 Settembre 2009 h. 22:35


    X francy6708: a volte, leggendo i commenti altrui, può capitare a tutti di fraintendere quello che viene detto. E’ risaputo che tutto quello che si legge si può interpretare in mille modi. Però, prima di passare al contrattacco ed alle offese, sarebbe bene verificare e chiedere chiarimenti, qualche volta. Cosa che mi pare tu, francy, sorvoli molto facilmente. Scrivi spesso osservazioni interessanti, ma poi quanto ti capita di sentirti “provocato” ti lasci andare in lunghi discorsi poco edificanti, magari a battibecco e magari aggiungendo offese su offese (come hai fatto con me)! Peccato, penso che faresti bene, come tutti del resto, a cercare meglio di capire quello che il direttore, o altri, cercano di esprimere, anche se a volte con parole non perfettamente azzeccate o esplicative. Io, qui, ho capito fin da subito il messaggio del direttore, e mi scuso se non ho letto tutti i commenti ma solo una metà, ho problemi di tempo, ed ho capito che lui vorrebbe “incitare” le ragazze a farsi avanti in tutti quei casi in cui, normalmente, in una compagnia sono solo i ragazzi che guidano, anche quando non sono in buone condizioni, ma solo per “abitudine”.
    E qui crollano molti discorsi fatti sul sesso, e altri. Io capisco che il direttore non voleva fare distinzione di sesso, ma soltanto difendere il bene di tutti mettendo nello stesso piano i ragazzi e le ragazze. Ben sapendo che normalmente sono i ragazzi che guidano più spesso in tali compagnie.
    E’ vero che il sesso non c’entra nulla, un ragazzo o una ragazza possono entrambi essere responsabili alla guida o no.
    Il discorso era soltanto quello di ricordarsi: ci sono anche loro, le ragazze, che magari non siamo abituati a farle guidare, ma potremmo anche chiedere loro di farlo qualche volta in più, se necessario. Ricordare questo al momento giusto. Per evitare stragi.
    Tutto qui.

  48.        di Niko46 | 15 Settembre 2009 h. 00:46


    Mmmh… da questo post posso dedurre che posso mandare a Lei la conta dei danni che una “giovine e prudente” pilotessa mi ha causato proprio al ritorno da una di quelle fantomatiche discoteche, per l’esattezza la seguente ragazza, assieme ad altre sue amiche/amici, su un bel monovolume ha reputato opportuno darsi il rossetto in prossimità di un incrocio, per altro a velocità tutt’altro che contenuta; le posso fare certe affermazioni perché io, ingenuamente, stavo attraversando il suddetto incrocio in quanto il mio semaforo “dava” il verde, quindi conscio del fatto che la ragazza doveva forzatamente fermarsi (di norma lo si fa quando il semaforo è rosso) passai prestando relativa attenzione alla sua auto, osservavo giusto con la coda dell’occhio l’auto e la guidatrice. Beh, nell’arco di un secondo mi sono ritrovato con la fiancata sventrata, con molti frammenti di finestrino sparsi per tutto il corpo ma soprattutto con tutta la parte superiore sinistra del tronco ridotta a poco più di poltiglia.
    Sono così vago perché, a causa del colpo ho solo vaghi ricordi dell’accaduto e tutt’ora (a 5 mesi dall’incidente) mi sto curando.
    In seguito seppi che il monovolume di questi ragazzi viaggiava alla modica velocità di circa 85 km/h (da rilevamenti balistici dei Carabinieri), che la ragazza e il resto del suo gruppo, fortunatamente, non si fecero pressoché niente e che io per colpa della “svista” di questa ragazza avevo (ed ho) un visibilio di placche metalliche a tenermi unite spalle, sterno e braccio. La cosa grave è che la ragazza non era ne drogata, ne ubriaca, dal mio personale punto di vista avrei quasi preferito che lo fosse, perché rimetterci a questo modo perché lei aveva da mettersi il rossetto proprio non lo accetto, quindi prima di dire che le donne sono più prudenti al volante si faccia un esamino di coscenza e magari giri di più per strada pensando, oltre a guidare, anche ad osservare queste paladine della guida.
    E sappia che a discapito di queste presunte statistiche non è così raro che in un incidente sia coinvolta una donna.
    Le statistiche di questo genere sono valide come le previoni del tempo fatte per il mese successivo.
    Io che per lavoro e famiglia faccio anche 5.000 km al mese in due anni di patente ho già avuto ben tre incidenti (questo è in assoluto il più grave poiché mi è già costato molto anche di stipendio), di cui nemmeno uno in cui mi potesse esser attribuita la colpa; donne che in un anno non arrivano ai 10.000 km spero bene che non abbiano grandi probabilità di incappare in incidenti… con ciò voglio portare alla luce un fatto conosciuto ma spesso occultato: le donne non sono molto più prudenti degli uomini, semplicemente guidano meno.

    ***

    Per inciso, io sono astemio per scelta personale e ragionata poiché mi sembra stupido dover rischiare la vita per fare i ganzi quando si è con gli amici, passo per il prila di turno che si prende o il caffè o il succo di frutta ma almeno sono sicuro delle mie capacità. E’ vero, fumo come un turco (non in macchina che la “appuzza”) ma almeno so di “potermi fidare di me”.
    Non sono nemmeno uno di quegli sciocchi che si credono supereroi guidando per ore e ore anche se sono stanchi e l’ombra del colpo di sonno li attanaglia come la morte con la propria mannaia attorno al collo del malcapitato.
    Alle volte sono “fumino” alla guida ma prima di creare situazioni di pericolo preferisco fermarmi un istante e prendere una boccata d’aria fresca (con sigaretta annessa..).

    Devo anche ammettere un mio difetto in questo senso, io non farei MAI guidare la mia auto a nessuno all’infuori di me, uomo o donna che sia, soprattutto per il timore che la maltrattino (che già non è di primo pelo) e quindi, se proprio non c’è alternativa, abbasso il sedile e vedo di riposarmi, mi ci volessero anche delle ore. Allo stesso modo io malvolentieri entro nelle auto dei mei coetanei perché (come sicuramente accadrà agli altri con me) non riesco mai a sentirmi sicuro, i miei amici con la voglia di testare ogni singolo cavallo che hanno nella macchina e quindi gli “danno agio”, e con le mie (poche) amiche che per il 90% del tempo osservano i negozi disseminati per le strade e quindi hanno un livello di attenzione pari alle capacità uditive di un sordo…

  49.        di francy6708 | 15 Settembre 2009 h. 09:53


    Caro Artek [cfr intervento n. 47],
    sarebbe molto molto gradito, per quel che mi riguarda, che tu leggessi assai attentamente, magari riflettendoci sopra, ciò che io scrivo e il senso del mio pensare e riflettere.
    Se, invece, non ti va di farlo – liberissimo: è un tuo sacrosanto diritto; perché, in fondo, dovresti perder tempo a leggere le sciocchezze che io scrivo? Soprattutto considerando che hai problemi di tempo… E ti capisco, chi non desidererebbe che le giornate durassero il doppio? – preferirei che evitassi di giudicarmi.
    * * *
    Cosa che io evito accuratamente di fare, giacché non ritengo di averne il diritto.
    Come evito accuratamente di offendere chicchessia: non appartiene al mio modus operandi né alla mia sensibilità.
    * * *
    Ho tutto il diritto – ma, soprattutto, il dovere civico – di indignarmi quando leggo frasi offensive nei confronti della dignità dell’Uomo e della Donna, che siano scritte con convinzione quanto con semplice leggerezza o persino disattenzione.
    Considerando, a maggior ragione poi, quanto disattenzione faccia rima con attenzione: quando, ovvero, gli estremi si toccano e ciò che normalmente appare come il contrario dell’altro ne rappresenta paradossalmente il sinonimo.
    * * *
    Senza peccare di presunzione e privo della benché minima esitazione, posso affermare che il carattere focoso e a volte rabbioso con cui scrivo è pari alla passione per le automobili e, ancor di più, all’attenzione verso la sicurezza stradale insite in me; lo stesso mio scrivere è frutto dell’osservare famelico e curioso la realtà che mi circonda, dal piccolo particolare come può essere uno specchietto retrovisore esterno della Toyota iQ che denuncia possibile fragilità ai miei occhi a circostanze ben più severe come le tante che purtroppo vedo vivendo la mia città e il proprio indisciplinato e maleducato traffico urbano.
    Tutto ciò costituisce il contributo che io offro a queste pagine virtuali di reale discussione. Sempre nel rispetto di tutti e di ciascuno.
    * * *
    Poi, che ti piaccia o no caro Artek, non siamo tutti uguali: il riflettere sulle differenze di pensiero e di azione, il mettere e il mettersi in discussione, soprattutto l’andare oltre il il «capire il messaggio del direttore» scendendo ben più in profondità, oltrepassando ciò che appare nell’immediatezza superficiale senza paura di “uscir fuori tema†ché non siamo in quarta elementare a scriver temini… può solo arricchirci.
    * * *
    Cordialmente, Francesco

  50.        di Smagister77 | 15 Settembre 2009 h. 10:59


    Buongiorno al Direttore e ai Lettori di “Quattroruote”.
    Concordo con giannilancia ed annoprimo: determinati comportamenti, al volante, sono causati dagli scarsi educazione e rispetto verso le altre persone.
    Ma io mi pongo una ulteriore domanda: per divertirsi è proprio necessario bere? Penso proprio di no. Credo sia necessario agire su più fronti, per cercare di ridurre gli effetti di questo problema.
    E’ auspicabile che vengano condotte campagne di sensibilizzazione, per spiegare gli effetti nocivi dell’alcool sul corpo umano e diffondere la cultura della sicurezza; “Quattroruote” potrebbe dedicare all’argomento almeno una pagina ogni mese, spiegando quali sono i comportamenti virtuosi da adottare.
    Inoltre, per iniziare a risolvere il problema nell’immediato, le amministrazioni provinciali devono favorire l’istituzione di un servizio autobus, che si occupi di trasportare gli utenti delle discoteche, dai luoghi di divertimento a casa. In alcune zone questo servizio è già attivo, ma certamente deve essere esteso.

    Saluti

  51.        di fabrifabri | 15 Settembre 2009 h. 11:30


    @ cinghialemannaro: se il ragazzino non finiva contro un solido albero ma contro una 600 guidata da un padre di famiglia, mi spieghi che selezione darwiniana ci sarebbe stata?

  52.        di Stratego | 22 Settembre 2009 h. 14:37


    A prescindere dalla reale affidabilità alla guida della donna sull’uomo (o viceversa), il tutto passa in secondo piano visto che le assicurazioni non possono più tenere conto della differenza di sesso al fine di calcolare il premio assicurativo.
    Vedi: http://paoblog.wordpress.com/2009/09/22/asicurazione-auto-parita-uomo-donna/

  53.        di zambellia | 12 Ottobre 2009 h. 22:02


    per stabilire l’ importo degli incentivi occorre definire in modo trasparente e univoco il motivo per cui si daranno gli incentivi.In modo assolutamente trasparente altrimenti è l asolita presa per il culo al contribuente italiano che ne pagherà il conto. Ovviamente chi paga le tasse cioè per il 95 % solo lavoratori dipendenti e pensionati.
    Dunque se l’ obbiettivo è la salvaguardia dell’ ambiente, la limitazione dell’ effetto serra , non c’ è dubbio che il paramero di riferimento debba essere la quantità di CO2 emessa.
    Ovviamente non importa da quale tipo di propulsore. L’ unico parametro sono i grammi per kilometro.
    In questo caso basta decidere il numero delle categorie, non infinite e la banda di ogni categoria.
    Per esempio :
    prima categoria : meno di 100 g\km - 100 % dell’ incentivo massimo
    seconda categoria : 100 - 120 g\km - 75 % dell’ incentivo massimo
    terza categoria : 120 - 140 g\km - 50 % dell’ incentivo massimo
    quarta categoria : 140 - 160 g\km - 25 % dell’ incentivo massimo

    questo per l’ applicazione di un solo parametro.

    Se si vuol far riferimento a più parametri si possono prendere in considerazione dei pacchetti contenenti CO2 e gli inquinanti quali NOx, CO e HC.

    Quello che dobbiamo evitare in modo assoluto è la mancanza di trasparenza sul motivo per cui si introduco gli incentivi e sulla scelta e classificazione del parametro di riferimento.

    Esattamente il contrario di quello che è stato fatto fino ad ora.
    Dimenticavo una cosa: purtroppo sono tornato in Italia dopo 15 anni di estero.
    L’ Italia non è un paese trasparente. Sfido qualsiasi ente certificatore a riconoscere una qualsiasi certificazione ISO o OHSAS all’ Italia.

    alessandro zambelli

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