Quotauto Quattroruote

Quattroruote

Come ti sistemo i cattivi guidatori

Diciamo la verità: ci sono categorie verso le quali nutriamo diffidenza e gli assicuratori rientrano tra queste. Ma onestà vuole che, quando un signore delle polizze esprime concetti interessanti, ci si fermi a ragionare senza prevenzioni. Il signore in questione si chiama Sandro Salvati e di mestiere fa il presidente dell’ente che, per conto delle compagnie, si occupa di sicurezza stradale, la Fondazione Ania.

Interrogato in Senato sulle misure da prendere nel prossimo Codice della strada, il nostro ha detto cose intelligenti, tra cui una che trovo particolarmente azzeccata: troppo spesso gli incidenti stradali gravi vengono causati dai cosiddetti “cattivi guidatori”, gente recidiva che ha già alle spalle altri incidenti, magari perché ubriachi o anche solo troppo spericolati. La prima cosa da fare è punirli, ovviamente, ma la sanzione non basta, se poi questi pericoli pubblici tornano in circolazione.

Ecco allora che Salvati propone corsi di guida obbligatori studiati proprio per i cattivi guidatori, l’equivalente dell’affidamento ai servizi sociali per i detenuti. Niente a che vedere con i normali corsi di scuola-guida: si tratterebbe di sessioni con istruttori specializzati, in grado di trasmettere a questi soggetti coscienza della propria pericolosità. All’estero, secondo l’Ania, questi corsi di “driver improvementâ€, hanno ridotto del 50% il rischio di recidive. A me l’idea non dispiace. E a voi? Che cos’altro proponete?


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Fermo Scajola, ascolti gli automobilisti

Gli incentivi per l’auto vivranno anche nel 2010, fa sapere il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola. Lo fa al cospetto del grande capo di Fiat, Sergio Marchionne, aggiungendo che saranno “rimodulati†rispetto al meccanismo in vigore.

Come? Secondo linee guida che saranno definite “incontrando le Case costruttrici di qui a fine autunnoâ€. Sì, perché c’è chi si è lamentato che l’impatto degli aiuti governativi è stato scarso sui veicoli commerciali, mentre altri hanno fatto notare che il favorire le basse cilindrate non ha certo aiutato la vendita di auto aziendali, in genere equipaggiate di motori piuttosto potenti. Insomma, ognuno tira l’acqua al suo mulino. Peccato che nessuno si preoccupi degli automobilisti, a cui in teoria dovrebbero essere destinate misure di questo genere.

E allora ci muoviamo noi, subito e senza esitazioni. Vogliamo raccogliere il vostro parere per creare un dossier-incentivi e girarlo a Scajola: come si potrebbe migliorare il meccanismo delle agevolazioni? Che cosa pensate dei 1.500 euro di contributo per chi rottama auto con dieci anni di vita sulle spalle? E che cosa degli aiuti, ancora più cospicui (si arriva ai 3.500 euro per le auto a metano con basse emissioni), per chi acquista un’auto nuova ritenuta ecologica, come appunto un modello a Gpl, metano o ibrido (elettrico-benzina)? Gli automobilisti hanno diritto di far sentire la propria voce: i soldi, caro Scajola, alla fine ce li mettono sempre loro.


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Porte che scorrono, auto che chiudono

I giornali francesi (ripresi in home page da questo sito) danno la notizia dell’imminente fine produzione per la Peugeot 1007, la piccola francese con le porte scorrevoli. Diciamola tutta, è stato un flop, per un modello che un po’ tutte le riviste specializzate d’Europa avevano salutato con una certa simpatia. Ma, si sa, i giornalisti non comprano macchine e raramente ne decretano il successo (o l’insuccesso). Il consumatore dovrebbe imparare a relazionare il prezzo non più alla dimensione della macchina bensì al contenuto.

E allora vi chiedo: doveste fare una classifica dei motivi che hanno portato alla ventilata prematura fine, in che ordine mettereste questi fattori?

1) prezzo troppo alto per una macchina di piccole dimensioni

2) nome (anzi, numero) poco comprensibile, non in grado di dare personalità all’auto

3) allergia del pubblico alle novità, come appunto le porte scorrevoli

4) timore che le medesime porte potessero risultare pericolose.

Naturalmente siete liberi di indicare altre ragioni.


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Far pubblicità all’auto che verrà

Non m’era ancora capitato di vedere una massiccia campagna pubblicitaria per auto che arriveranno sul mercato non prima di due anni. Ha deciso di farlo la Renault, prendendo tutti in contropiede con una serie di avvisi che reclamizzano la famiglia di auto elettriche in vendita non prima di fine 2011. Lo slogan è un’aperta sfida alla concorrenza: “Tutti possono costruire un’auto elettrica, ma chi saprò farlo davvero per tutti?”. La risposta alla retorica domanda è: ovviamente la Renault. Ma perché la Casa francese spende tanti soldi per l’auto del futuro, invece di promuovere le varie Twingo, Clio, Mégane e compagnia bella? Perché pensa che l’auto elettrica sarà il nuovo grande boom, simile a quello delle monovolume di fine anni ottanta (innescato proprio dalla Renault con la Scénic), a quello dei Suv (prima metà di questo decennio, protagonisti i tedeschi) e a quello, più recente, dell’ibrido (qui comandano i giapponesi). A Parigi pensano che chi arriverà prima prenderà gran parte del piatto. E, a vedere i precedenti, potrebbero non avere torto. Ma altri pensano che il terreno dell’elettrico sia minato e pensano che sia prudente lasciare andare avanti qualcun altro a calpestare eventuali bombe. Voi che ne pensate?


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Cavalli e cilindri? No, consumi e CO2

“Un tempo si contavano cavalli e cilindri, oggi si contano consumi e CO2″. Parole e musica sono del presidente del Gruppo automobilistico più in forma del mondo, Martin Winterkorn della Volkswagen, e sono risuonate al Salone di Francoforte.

Non so quanto il nostro, che è un uomo dell’auto al 100%, sia contento di questo andazzo. Ma so che vuole che i suoi dieci marchi si adeguino in fretta. Ovviamente quando parla di CO2 non si riferisce solo alla consapevolezza ecologica degli automobilisti, ma anche agli incentivi che in quasi tutti i Paesi sono legati ai grammi di CO2 rilasciati dalle vetture.

Condividete l’analisi di Herr Martin? Pensate che le Case saranno in grado di tagliare i consumi salvaguardando il piacere di guidare un a macchina? E infine, rifacendomi all’editoriale del numero di ottobre di “Quattroruote”, dov’è il TROPPO delle auto di oggi che tagliereste senza pietà?


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Ma che senso ha comprarla nuova?

Come in ogni business che si rispetti, anche il mercato dell’auto ha un vincitore e un perdente. E quest’ultimo, azzarda uno dei più noti giornalisti inglesi del settore, Mike Rutherford del “Times”, è senza dubbio chi compra l’auto nuova.

Ormai il deprezzamento dell’usato è talmente rapido da favorire chi si accontenta di una macchina di seconda mano: la paga pochissimo, in genere può contare su una buona affidabilità visto il miglioramento medio della qualità delle auto, e per di più gode anche di una garanzia di un anno. Rutherford fa l’esempio dell’ammiraglia Alfa Romeo, la 166: tre anni fa in Inghilterra la pagavi 29 mila sterline, mentre oggi usata ne vale 4 mila, nonostante il suo motore V6 che tanto ha fatto sognare generazioni di appassionati.

Il consiglio del columnist inglese è: comprate una di queste “svalutation”, ovvero auto medio-grandi di modesto successo commerciale, ma di grandi contenuti. Come la Renault Laguna, o la Cadillac CTS, o la Nissan Terrano: tutta roba che dopo tre anni vale meno del 25% del valore iniziale (la 166 non arriva al 15). È una realtà di cui anche “Quattroruote” ha dato conto più volte, ma in Italia resiste una forte diffidenza verso la macchina di seconda mano: c’è chi adduce addirittura questioni di igiene… Ma coi numeri di cui sopra, cambierà qualcosa?


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Se il cruscotto ti cambia la vita

C’era una volta un mondo che si divideva tra automobilisti della domenica e superappassionati: gente che usava il macinino solo per il tratto casa-lavoro e mai avrebbe aperto un cofano, i primi, e altri che invece conoscevano fino all’ultime vita del loro ferro, potente o meno che fosse.

Ho l’impressione che, presto, si creeranno altre due categorie: di nuovo gli automobilisti della domenica e i digitali, che dialogheranno col resto del mondo attraverso cruscotti a cristalli liquidi sempre più personalizzati. Sentite che cos’ha scritto un bravo collega, Mario Cianflone, sull’inserto tecnologico del Sole 24 Ore: “Il cruscotto e la plancia cambiano aspetto a seconda delle esigenze e dello stato d’animo del guidatore… e questo è reso possibile dall’utilizzo di display Lcd al posto dei tradizionali quadri-strumenti… Se il quadro diventa virtuale, per passare da uno stile elegante a uno ‘fast and furious’, , cambiare colore e grafica è un gioco da ragazzi, come mutare lo sfondo al cellulare o al computer e così aggiungere o togliere strumenti, in fondo il manometro dell’olio o un lay-out grafico possono essere un’applicazione come quelle che si scaricano con l’iPhoneâ€.

Sul cruscotto si farà di tutto, compreso ricevere posta elettronica. E le auto ‘intelligenti’ dialogheranno tra di loro, consentendoci di evitare molti pericoli. Ma gli automobilisti (e le auto) della domenica? Mentre leggevo, ripensavo alla descrizione dell’acquirente medio fatta da uno di voi, Marco972, nel commento n.31 al post precedente… E poi: sicuri che l’auto sia il luogo ideale per stare sempre connessi e che un cruscotto troppo invitante non finisca per distrarci dalla guida?


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Voto anticipato per la novità 2009

Le ultime novità si vedranno questa settimana al Salone di Francoforte, dopo di che sarà già tempo di bilanci: qual è stato il debutto più convincente di un anno durissimo per l’auto (e non solo) come il 2009?

I botti, si sa, sono stati pochi e molte Case hanno preferito rinviare i lanci a tempi migliori. Fiat, Alfa e Lancia, per esempio, non hanno proposto un bel niente, se non versioni di modelli già esistenti, come la Cabrio della 500. Altri, invece, si sono mossi anche nell’anno di disgrazia 2009, qualcuno con un certo successo: la Ford ha svelato la Ka, la cui lista d’attesa si allunga di mese in mese; Honda e Toyota hanno rinnovato le loro ibride, con Insight e Prius; la BMW ha pronta la X1, piccola grande Suv, e quasi pronta la GT5; poi c’è la nuova Polo, la nuovissima C3, altri Suv piccoli come la Kia Soul e la Toyota Urban Cruiser, senza dimenticare il crossover 3008 di Peugeot, la Classe C di Mercedes e la nuova Astra, anch’essa svelata a Francoforte…

Insomma, non è che il mercato si sia fermato, ha solo rallentato un po’, in attesa di ripartire (si spera) nel 2010. Qual è quella che vi ha convinto di più (o la meno peggio) ? E quella di cui non sentivamo la mancanza? Forza, anticipiamo tutti i premi di fine stagione, tra cui la nostra Novità dell’anno…


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Ragazzi, fate guidare le donne

Capita spesso negli incidenti del fine settimana che a morire siano ragazze su auto guidati da ragazzi, i quali invece se la cavano: è una tragedia nella tragedia, capitata anche nello scontro dello scorso week-end a Roma, costato la vita a due giovani di 22 e 23 anni, Giulia e Valentina.

Si discute spesso sul da farsi per prevenire queste stragi assurde, che capitano sempre al rientro a notte fonda dalla movida. E lancio una proposta banale, ma non poi così assurda: lanciamo una campagna per far sì che al ritorno siano le ragazze a guidare. In genere bevono meno, sono molto più prudenti (come dimostrano tutte le statistiche su punti persi e incidenti causati) e non si sentono di dover dimostrare alcunché alla guida, al contrario dei loro amichetti maschi.

Qualche tempo fa un lettore mi segnalò un editoriale pubblicato da un giornale femminile, ‘Donna moderna’: s’intitolava “C’è ancora troppo testosterone al volante†ed era firmato da una collega, Marina D’Incerti, che accusava gli uomini di esser arrivati a livelli di aggressività insopportabili. Persino mio padre, confessava la D’Incerti, da persona mite qual’era si trasformava in un orco cattivo appena salito in auto. Non voglio entrare nell’eterna discussione uomo-donna.

Ma credo che almeno la notte un po’ meno di testosterone al volante farebbe bene: si parla tanto di guidatori designati, gente sobria che porti a casa tutta l’allegra comitiva. Beh, che si designino le ragazze. Anzi, che siano le ragazze a farsi avanti, pretendendo di guidare, togliendo di mezzo ometti fatti di alcol e di stanchezza, pericolosi per sé e soprattutto per gli altri.


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Vi serve un assistente di cambio corsia?

Il titolo del post è scherzoso, ma il tema è serio ed è al centro di un gran consulto che si tiene oggi, 8 settembre, a Vallelunga, con gente del calibro di Michael Schumacher, Giancarlo Fisichella, Luca Badoer, Robert Kubica, Timo Glock ecc. Il tutto è organizzato (con l’Aci) da eSafety, un ente per la sicurezza stradale voluto dalla Federazione internazionale dell’automobile (Fia) e guidato dall’ex ferrarista Jean Todt. Per dimostrare che cosa? Che ci sono ausili elettronici fondamentali per la sicurezza delle nostre macchine di tutti i giorni. E mi piacerebbe sapere che cosa pensate dei 5 sistemi che vengono suggeriti con più forza:

 

1) Controllo elettronico di stabilità, meglio conosciuto da noi come Esp e ormai di serie in molti modelli.

2) Sistema di monitoraggio degli angoli morti, ovvero la lucina che si accende (spesso sullo specchietto retrovisore) quando da dietro si avvicina per esempio un motociclista.

3) Assistente di cambio corsia, in genere una spia sonora che ti avvisa di un cambio di direzione avvenuto senza azionare le frecce (magari per un colpo di sonno…).

4) Allarme di velocità, ovvero una spia sonora che ti avvisa del superamento di un certo limite preimpostato (tipo i 130 in autostrada).

5) Funzione ausiliaria per le frenate d’emergenza, ovvero il rinforzo per i piedi troppo timidi nell’azionare il pedale nelle situazioni estreme.

Inutile dire che molti di questi sistemi al momento sono optional: eSafety vuole favorirne la diffusione e la conoscenza, tra i politici e il pubblico in generale. Chi vuole saperne di più, prima di scrivere, può visitare il sito www.esafetychallenge.eu.


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