di tedeschini | Postato in Finanziaria 2007, Fisco
Ci sono diversi modi di intendere un blog. Quello che vado a iniziare servirà soprattutto a scambiarci idee e impressioni in tempo reale con la grande comunità di “Quattroruote”, fatta da più di 4 milioni e settecentomila lettori per la carta stampata e da oltre un milione di utenti unici sul web. Comincio subito, senza tanti fronzoli, prendendo di petto i mugugni uditi dopo la pubblicazione sul numero di novembre della rivista di un editoriale firmato dal sottoscritto dal titolo “L’Italia s’è rotta”. Il tema, inutile dirlo, è la Finanziaria attualmente in discussione, con l’ennesima stangata sugli automobilisti.
La critica, anche veemente, non è andata giù ad alcuni amici, che mi hanno scritto manifestando la loro insoddisfazione: “Mi sento di consigliare la massima cautela quando si commentano le scelte politiche di un Governo in materia di auto, motori eccetera”, mi scrive per esempio il dottor Marco Rasetti da Verona. “Prese di posizione troppo aperte a favore o contro potrebbero indurre lettori di diversa opinione a boicottare la rivista. Si ricordi che una rivista è anche di proprietà di chi la legge…”. Il lettore aggiunge che le auto sono diventate sempre più pesanti e costose, una direzione anacronistica che non sarebbe stata contrastata a sufficienza dalla nostra testata.
Un rilievo simile mi viene mosso da Silvano Fassetta: “Lei è libero di essere del colore politico che meglio crede, ma non mi pare buona cosa farlo trasparire in modo così marcato su una rivista che di politica dovrebbe trattare in maniera molto leggera”. Aggiunge il signor Fassetta: “Le critiche di chi, come me, è contro i Suv, prendono in considerazione ben altri aspetti: prima di tutto che quei mezzi di trasporto non dovrebbero circolare in città (non si chiamano forse ‘fuoristrada’?) per l’ingombro che creano e per il livello molto alto delle loro emissioni inquinanti, in particolare idrocarburi incombusti, soprattutto dovendo viaggiare a bassi regimi…”.
Rispondo subito confermando: questa Finanziaria è stata scritta da dilettanti e le continue modifiche (da ultimo il criterio per imporre il superbollo, non più legato al peso ma alla potenza) dimostrano che le ipotesi iniziali erano cervellotiche, concepite da chi di automobili sapeva nulla o quasi. E che dire delle agevolazioni per chi acquista un’utilitaria poco inquinante rottamando un’auto vecchia, agevolazioni sparite dopo una frettolosa approvazione in un decreto legge? Insisto: così non si fa una politica ecologica, si confondono le idee ai cittadini-automobilisti aumentando la disaffezione verso uno Stato che già non è amatissimo in questo Paese. Dire queste cose non è né di destra, né di sinistra: è puro buonsenso.
Quando al governo c’era Silvio Berlusconi, “Quattroruote” non esitò a criticare alcune cervellotiche decisioni del ministro Pietro Lunardi: anche allora ci fu chi ci diede dei partigiani, ma non facemmo una piega così come non ci scomponiamo oggi. Anche se è triste vivere in un Paese in cui ogni presa di posizione viene subito collegata a questa a quella parte politica: possibile che non si possa fare del buon giornalismo, ragionando solo con la propria testa? Così come confuto garbatamente i rilievi dei signori Fassetta e Rasetti, non condivido le felicitazioni di un altro lettore, Vittorio Morigi, che si rallegra invece del fatto che “Quattroruote” avrebbe abbandonato una linea di buonismo.
E chiudo riportando le parole di un illustre giornalista che non può certo essere sospettato di essere politicamente ostile all’attuale maggioranza di Governo. Si tratta di Giorgio Bocca, la citazione è tratta da la rubrica “L’antitaliano†su “L’Espresso” numero 43: “Il fatto che bisogna ridiscuterla, correggerla, capovolgerla (la Finanziaria, n.d.r.), non è soltanto come si dice una prova di democrazia, di ricerca del consenso, è anche il vizio antico del nostro ceto politico di tirar giù le riforme, le leggi senza una adeguata conoscenza della società e dei suoi nodi, senza neppure sapere chi è veramente ricco o veramente povero”.