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Erano solo chiavi, sono pezzi di bravura

E se parlassimo di chiavi? Un tempo erano un banale pezzo di metallo che serviva per aprire l’auto, ora sono dei pezzi di bravura, nel senso che le disegnano gli stessi stilisti che creano il modello e sono pieni di tecnologia. Esempio: le chiavi delle nuove BMW hanno una memoria che contiene la “fotografia” della macchina: il numero di telaio, la data d’immatricolazione, i km percorsi, la situazione dei tagliandi, la vita residua di componenti soggetti a usura come l’olio e altro ancora, dal codice del colore della carrozzeria agli accessori montati sull’auto, con il risultato che quando si porta l’auto in assistenza, l’accettatore inserisce la chiave in un lettore e ha subito a disposizione tutto quello che può servirgli.

I modelli di un certo livello (diciamo le solite tedesche) riconoscono fino a tre o quattro utenti. L’auto distingue le diverse chiavi e, di volta in volta, ripristina le preferenze di ciascun utilizzatore: le regolazioni elettriche del sedile, dei retrovisori, le impostazioni del climatizzatore, le stazioni e il volume della radio, l’impostazione della chiusura centralizzata e altro ancora. Molti telecomandi, poi, non si limitano ad aprire le porte e il bagagliaio: molti sono anche in grado di alzare e abbassare i vetri (di solito basta tenere premuto a lungo il tasto di apertura o di chiusura). Alcuni hanno tasti accessori per accendere i fari, altri (per esempio Volvo e Jaguar) per far suonare l’antifurto. Su alcune Peugeot e Citroën, se si schiaccia il tasto di chiusura quando la macchina è già chiusa, le frecce lampeggiano molto velocemente per una trentina di secondi: utile quando non si riesce a trovare la macchina in un parcheggio molto grande o molto affollato.

E poi, come dicevo, l’occhio vuole la sua parte, per offrire un oggetto bello e, a suo modo, appagante. Il discorso vale soprattutto per i costruttori europei, mentre coreani e giapponesi badano al sodo e spesso i loro telecomandi sembrano quelli per aprire il cancello del box. In materia di originalità nella forma, vince la Porsche: la chiave della Cayenne ha una forma genericamente “automorfa”, mentre quella della Panamera riproduce, in maniera leggermente caricaturale, la fisionomia dell’auto.

Domandina finale: apprezzate tutto questo sforzo (con relative comodità) o qualcuno rimpiange le chiavi-chiavi? Ci fosse bisogno di ricordarlo, i telecomandi (e ancor più le chiavi intelligenti) sono oggetti piuttosto costosi, in termini di centinaia di euro, ai quali aggiungere qualche decina di euro per eventuali programmazioni. Ma mi piacerebbe anche leggere qualche aneddoto su una chiave che vi ha fatto soffrire, o…

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29 Commenti »

  1.        di annoprimo | 25 Giugno 2009 h. 12:12


    Si, sono pezzi di bravura a tutti gli effetti. La comodità che creano da assuefazione, dall’apertura del bagagliaio all’accensione dei fari. Si ha tutto a portata di dito…proprio su di uno dei pezzi simbolo delle virilità maschile. Molti la usano da “esporre”, con tanto di cellulare posto sotto proprio sul tavolo del ristorante…una cafonata!
    Una volta guidai una Ferrari 512 TR….restai deluso dalla chiave stile fiat ritmo…
    Comunque sia è bello poter contare su pochi tasti per facilitare operazioni di rito a volte seccanti e l’idea BMW non è male…si arriva in accettazione e non si ha il tempo di far bip…scusate di dire ah…che già la diagnosi è fatta. Se vuole un aneddoto Direttore…una volte ebbi l’opportunità di avere in mano 6 giorni una serie 6 BMW, una 645 per l’esattezza. Quando la guidai ero alla mia prima esperienza in automatico e con avviamento a pulsante. Entrai in un stazione di servizio per mettere benzina e io con i miei pavoneggiamenti avrò sicuramente urtato la sensibilità di qualcuno. Al momento di mettere in moto….l’auto non si accese. Spingo il bottone, premo il freno inserisco la chiave…insomma le azioni erano ben compiute. Ci misi 40 minuti prima che l’auto partì….tra le risate generali, comprese le mie, e la rabbia che a un certo punto si fece avanti. Evidentemente diedi una combinazione esatta di parolacce, pugni e pedate e riuscii a portare l’auto in concessionaria dichiarando di non volerla più rivedere.
    Alberto Nobile

  2.        di oris1986 | 25 Giugno 2009 h. 12:33


    Salve direttore,
    come al solito penso che ” in media stat virtus”.
    E’ innegabile la comodità di poter aprire e chiudere l’auto, i finestrini, il bagagliaio a distanza con il telecomando. nonchè altre funzioni, come inserire l’antifurto oppure farci ricordare dove abbiamo parcheggiato, magari facendo lampeggiare le freccie.
    Però come al solito si esagera.
    Leggendo la sua domanda mi sono venuti subito in mente i servizi di Capitan Ventosa di Striscia la notizia: auto che mestamente rimanevano chiuse e non potevano essere avviate per le interferenze di altri apparecchi…
    Ecco, va bene usare i telecomandi, ma per favore: lasciateci anche la possibilità di usare la chiave-chiave (magari quella che si richiude nel telecomando, così non facciamo brutta figura). La tecnologia non è infallibile.
    P.S: vorrei raccontare un aneddoto su una chiave-chiave.
    In casa avevamo una Autobianchi A112 e un giorno l’abbiamo prestata a mio zio.
    Quando è tornato, però, abbiamo avuto una brutta sorpresa: l’auto con cui era tornato era si una A112, ma non era la nostra! Con la stessa chiave era riuscito ad aprire un altra A112 identica parcheggiata vicino alla nostra… Per fortuna è riuscito a riportarla indietro prima che l’altro proprietario se ne accorgesse.
    Ovvio che una cosa del genere non potrebbe accadere con le chiavi-chiavi di oggi (spero)
    Francesco

  3.        di francy6708 | 25 Giugno 2009 h. 12:45


    Caro Direttore,
    le chiavi altro non sono che un oggetto-strumento e come tale, giustamente, segue l’evolversi dell’estetica e del design.
    * * *
    Trovo, davvero, alquanto positivo il concetto che la chiave-telecomando di una autovettura sia curata esteticamente. Anzi: è un concetto doveroso, un passo fondamentale nel progettare l’automobile. Insomma: le chiavi sono un oggetto che si porta appresso, che ci accompagna nella giornata e nella vita. Io, per esempio, non le ripongo mai in tasca: le tengo sempre in mano quando cammino o passeggio; le poso sul tavolo al ristorante o al bar quando pranzo; le poggio sul bancone dei negozi o sulla cassa del supermercato.
    * * *
    Dunque: come tutti gli oggetti che accompagnano il nostro vivere quotidiano, è fondamentale che le chiavi siano prima di tutto belle e curate nel design. Le varie funzioni elettroniche: possiamo anche eliminarle, ché tanto si tratta delle solite trovate che, forse, si utilizzano due volte nella vita. Diversamente, invece, essendo questo oggetto sotto gli occhi costantemente – gli occhi nostri e di chi incrociamo lungo la giornata – è giusto che faccia “godere” la vista e il tatto.
    Così come è giusto che caratterizzino e facciano subito individuare che tipo di automobile accompagna il nostro vivere, il nostro gusto, la nostra personalità.
    * * *
    Naturalmente, c’è stile e stile: il telecomando-chiave della Panamera, per esempio, risulta esteticamente piuttosto poco riuscito, probabilmente a causa della forzatura stilistica di dover riprodurre la linea di quella autovettura.
    * * *
    Il senso di intimità che lega l’Uomo alla propria Automobile, d’altra parte, passa decisamente e inevitabilmente attraverso la chiave della vettura. Essa è, per l’appunto, la “chiave”: ciò che ne dona l’accesso esclusivo; inutile rimarcarne – sarebbe forse superfluo – il carattere delicatamente ma decisamente sessuale che essa racchiude in sé; oppure il senso di potere, come fosse un lasciapassare, un segno di unicità, di possessione, di ricchezza, di comando.
    * * *
    Io esprimo l’intimità con la mia autovettura non solo non staccandomi mai dalla chiave-telecomando – che, come detto, porto sempre con me, in mano, mostrandola e toccandola continuamente, oppure giocandoci e carezzandola – ma a questa lego simboli della mia personalità. Come, per esempio, la piccola snikers Converse All-Star color rosso fuoco che vi è legata e pendente suscitando sempre simpatia fra le ragazze. E poi, a continuare, vi è legato un orecchino femminile circolare in acciaio dal design moderno e lineare, ricordo indelebile di un amore scolpito in eterno nell’angolo più profondo e sublime del mio cuore: legame che non potrebbe sposarsi meglio se non con la mia autovettura.
    Francesco

  4.        di Stratego | 25 Giugno 2009 h. 13:13


    @francy: “Io esprimo l’intimità con la mia autovettura non solo non staccandomi mai dalla chiave-telecomando” ….
    °°°
    Sarà il caso che quando le ragazze esprimono simpatia per il ciondolo Converse, tu chieda loro il numero di telefono. Il tuo amore per l’auto sta degenerando … :-D

  5.        di francy6708 | 25 Giugno 2009 h. 14:52


    @ Stratego
    Caro il mio Stratego, la mia agenda telefonica è così ricca di numeri telefonici da far arrossire di vergogna quella del buon Gianni Minà che tanto provocava invidia all’erede sfortunato del grande Eduardo…!
    * * *
    Eh, sì… Lo sconfinato amore per l’automobile degenera ogni giorno sempre di più e per questo, cari miei, nulla possiamo fare: ché le chiavi per interrompere il contatto le abbiamo perse…!
    D’altra parte, caro Stratego: ti sei forse dimenticato che la Storia racconta che il buon Signore creò la Donna perché gli avanzava, per nostra fortuna, una costola dell’Uomo – con la quale non sapeva proprio che farci – dopo averlo smontato e rimontato per prelevargli un pezzetto di cuore con il quale plasmare, a somiglianza della Verità, la degna compagna di vita per quell’Essere umano incompleto nella sua solitudine?
    Fu così, quindi, che in un unico istante il buon Signor creò i nostri due grandi Amori: l’Automobile e la Donna…
    * * *
    Sempre affettuosamente e con stima infinita, Francesco

  6.        di Stratego | 25 Giugno 2009 h. 15:13


    @francY: ripensando ai tuoi commenti passati, temo tu abbia dimenticato un componente essenziale per il tuo quadretto. Non mi citi un Rosso di quelli giusti? ;-)
    °°°
    Da sorseggiare seduto su un terrazzino, osservando un tramonto sul mare di Ponza, seduto a fianco ad una bella mora ed una Lotus Elise R che ti occhieggia dalla strada?
    °°°

  7.        di totocloe | 25 Giugno 2009 h. 15:24


    tutto ciò che viene toccato e/o guardato spesso (tipo il volante) dovrebbe essere fatto con cura (…possibilmente anche il resto!!!). Quindi anche la chiave. Ma basterebbe un bel design, buoni materiali, e apertura e chiusura…non bisogna sempre esagerare!!Per il resto si potrebbe usare una chiavetta Usb all’interno della macchina (meno facile da perdere) che renderebbe anche meno costosi le netbook-keys.

  8.        di francy6708 | 25 Giugno 2009 h. 15:46


    @ Stratego
    Detto fatto, caro Stratego. Ma niente rosso, in questo caso: piuttosto la CHIAVE giusta per l’occasione da te meravigliosamente tratteggiata, come se avessi usato l’identica maestrìa di un Aristide Sartorio, è rappresentata dalla armoniosa quanto sontuosa grandezza di un bianco come solo il Terre Alte 2001 di Livio Felluga. Il suo uvaggio ricavato da tre varietà, infatti, sposa perfettamente la sensualità dei profumi del Tocai con la ragazza mora, la seducente espressività del Sauvignon blanc con la dinamica aggressività della Lotus, la freschezza del Pinot bianco con le suggestioni del tramonto su Ponza…
    * * *
    I tempi cambiano: le chiavi si trasformano in tecnologici quanto bellissimi oggetti di design, ma l’Automobile sa aprire sempre e comunque il cuore, la mente, i pensieri, i sogni dell’Uomo…
    Francesco

  9.        di mgalli | 25 Giugno 2009 h. 17:01


    Egregio Direttore,
    a parer mio, certe chiavi rappresentano perfettamente l’inutile complicazione delle moderne automobili, ricercate esteticamente, piene di funzioni che nessuno usa e userà mai, perfino destinate a guastarsi, sempre più grosse da risultare spesso scomode da tenere in tasca.
    Non rimpiango di certo le chiavi di una volta, con le quali potevi aprire quasi tutte le vetture di uno stesso modello, tuttavia mi basta una normale chiave con telecomando per l’apertura di portiere e bagagliaio.
    A proposito di episodi, tanti anni fa mia madre è tranquillamente salita su una 500 uguale alla sua e se ne è accorta soltanto perchè il cruscotto era differente.
    Marco

  10.        di Mauro Tedeschini | 25 Giugno 2009 h. 19:15


    Vi giro un consiglio del nostro Alessio Viola, che ha fornito gran parte delle informazioni contenute nel mio primo post: se comprate un’auto usata, pretendete subito tutte le chiavi e non fidatevi delle rassicurazioni del venditore: le chiavi che mancano, infatti, quasi mai sono in giro per gli uffici del concesionario, più probabaile che manchino perché il proprietario precedente non le ha consegnate, vuoi perché le ha perse, vuoi perché ama tenere un…ricordino della sua vecchia auto. Il risultato è che l’acquirente non vedrà mai le seconde chiavi, dato che il salonista difficilmente ci rimette soldi suoi per ordinare una chiave sostitutiva. Sulle auto nuove, infine, ricordate che ci sono modelli che arrivano a fornire fino a 4 chiavi: due col telecomando, una senza e un’altra ancora d’emergenza, spesso di plastica e utile soprattutto per creare un eventuale duplicato. Il libretto d’uso, di solito, chiarisce quante chiavi vi spettano.
    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  11.        di hector | 25 Giugno 2009 h. 20:23


    Egregio Direttore.
    L’occhio vuole la sua parte … d’accordo, ma non mi risulta affatto che le coreane abbiano i telecomandi uguali a quelli dei cancelli.
    Ad esempio (non esclusivo) alcuni modelli recenti (senza nomi per non fare pubblicità !) hanno telecomandi molto simili a quelli di altre marche molto più conosciute in queste pagine (italiche ed europee);
    in passato avevano telecomandi un po più tondi e più piccoli (ma non come apricancelli);
    altri modelli in uscita hanno il sistema di avviamento a pulsante ….

  12.        di francy6708 | 26 Giugno 2009 h. 09:23


    Caro Direttore,
    da una riflessione mattutina sulle moderne e tecnologiche chiavi per automobili, Le regalo un pensiero che ora mi circola, con assoluta libertà, nella mente.
    * * *
    Riflettendo su ciò che Lei ci racconta riguardo le chiavi BMW, così “dotte” da elargire al proprietario e ai meccanici qualsivoglia informazione su vita-miracoli-e-difetti di quella vettura, pensavo che per sua sfortuna la Casa di Monaco di Baviera è giunta a tale traguardo con 53 anni di ritardo.
    Se, infatti, un “certo Gianni Mazzocchi” non avesse già provveduto, nel lontano 1956, a colmare tale vuoto e definire tale concetto, potremmo oggi dire che BMW avrebbe scoperto la “chiave di lettura dell’Automobile”…
    * * *
    Una situazione simpatica riguardo le “antiche chiavi-chiavi”, in dotazione alle automobili più tradizionali di quelle assai tecnologiche che si vendono ora, la può vivere chiunque si rechi presso un autodemolitore, magari per accompagnare nell’ultimo viaggio della propria vita la sua automobile ormai giunta alla pensione.
    Spesso tali luoghi, infatti, sono un museo a cielo aperto delle chiavi dell’automobile. Qui, effettivamente, è facile vedere vere e proprie montagne di chiavi dismesse, di tutte le epoche e forme, appartenenti ad autovetture ormai non più sulla faccia della Terra perché, probabilmente, già demolite.
    È una sorta di rito, quello che si compie presso un autodemolitore quando si lascia per l’ultima volta la propria vettura: si lanciano le chiavi su quei cumuli tristi e silenziosi, attraverso il lancio di altre chiavi nel corso degli anni formatisi, ci si volta e, senza proferir parola ma carichi di ricordi, malinconia e nostalgia, ci si avvia verso il futuro con una automobile nuova…
    Francesco

  13.        di multiplex | 26 Giugno 2009 h. 14:21


    estate 1974, spiaggia della Sardegna, l’Alfasud lasciata lì al sole e noi felici a fare i bagni. Poi, al momento di andar via, ci si rende conto che tutte le chiavi dell’auto stanno chiuse dentro … l’auto stessa. E si, chiudendo da dietro gli sportelli, con i famosi piroletti delle sicure, ricordate? Era facile, si chiudeva l’auto senza necessità delle chiavi che potevano tranquille restare a dormire nei pantaloni come in questo caso. Cordicella, pazienza e mano leggera, il cappietto tira su la sicura e l’auto è aperta come fossimo stati ladruncoli esperti. Con queste chiavi di oggi, che fortunatamente proteggono al meglio, chissà come avremmo fatto?

  14.        di fulviorl | 26 Giugno 2009 h. 14:49


    Non si preoccupi direttore…
    La tecnologia fa’ passi da gigante!
    C’èra una volta il vecchio pezzo di metallo, poi si sono inventati l”ignition button’, poi hanno sostituito la toppa con lo ’slot’, e ci siamo ritrovati in tasca dei mattoncini (però densi di tecnologia); non contenti hanno creato lo ’start&stop button’, cosicchè adesso dobbiamo estrarre il mattoncino, inserirlo nello ’slot’, e poi andare a cercare fra le amenità della plancia il pulsante giusto per animare il nostro destriero. Ricordiamoci dov’è, perchè ci servirà poi per ammansirlo quando saremo giunti a destinazione. Dovremo poi ‘premere’ per ‘estrarre’ il ‘chip’ dallo ’slot’, e potremo quindi infine abbandonare il veicolo.
    Se per caso la nostra vettura è dotata di ‘comfort Access’, poi, avremo del bello e del buono a capire perchè la benedetta auto non accenna neppure ad aprirsi e a ricordarci dove abbiamo lasciato sto benedetto mattoncino…
    Ma siccome la tecnologia, come ho detto, fa’ passi da gigante, non passerà molto tempo e qualche mente diabolica inventerà un ‘aggeggio’ in grado di essere inserito in un solo pertugio e in grado con un solo movimento di accendere il motore.
    Già….
    Cari Saluti, Fulvio

  15.        di giuse82 | 27 Giugno 2009 h. 06:21


    1) Ma cosa ce ne facciamo del numero di telaio sulla chiave? E degli intervalli di cambio olio? Quelli sono giù sul libretto del service e anche sul computer di bordo.

    2) Le memorie dei sedili?!?! Basterebbe mettere un selettore in abitacolo, anche perchè se per sbaglio o per necessità uso la chiave di mia madre ho poi tutte le regolazioni sballate…

    3) Sarò sbadato, ma le chiavi dell’auto mi cadono mediamente una volta al giorno: tempo una settimana avrei fatto fuori il chip!

    4) Salita automatica dei vetri? Sai che novità, lo fa anche la mia Golf del ‘96…

  16.        di giannilancia | 27 Giugno 2009 h. 13:45


    vorrei solo far ricordare le chiavi piu belle delle 14 auto che ho avuto( ho solo 27 anni)

    quelle del mio fiat coupe t16 plus ,belle in alluminio pieno , eleganti inconsuete…
    su un auto retro come la 500 non sarebbero guastate…

    p.s quelle della nuova fiat delta…oscene non riuscivo a mettrle in tasca!!!

  17.        di giannilancia | 27 Giugno 2009 h. 13:49


    le chiavi con l ‘auto stilizzata le aveva anche la prima classe A ,con chiusura non automatica..

    marco vignoli

  18.        di Mauro Tedeschini | 27 Giugno 2009 h. 14:59


    Leggo tra le righe un certo scetticismo nei confronti delle chiavi multifunzioni, veri e propri concentrati di tecnologia. Il che mi fa tornare a una considerazione che faccio spesso quando assisto alla presentazione di un modello nuovo: ci sono squadre di ingegneri che lavorano anni per mettere a punto sistemi di cui i clienti spesso manco si accorgono. Come certi iPhone che finiscono in mano a gente che li usa solo per telefonare.
    Il Direttore di QUATTRORUOTE
    P.S. Mi aspettavo gustosi aneddoti di vita vissuta con le chiavi, invece…

  19.        di sergiodown | 27 Giugno 2009 h. 15:51


    SONO SICURAMENTE PEZZI DI BRAVURA……PERO’ UNA CHIAVE RAZIONALE BASTEREBBE. (VEDI ARTICOLO 4 RUOTE DI MAGGIO….FERMIAMOLI COSI’ ) INVECE PIU’ SICUREZZA DI SERIE SULLE AUTO, SENZA FARCELA STRAPAGARE.

  20.        di sgariator | 27 Giugno 2009 h. 17:53


    ma io sono sarcastico, tutte queste diavolerie complicano la vita. una volta sono rimasto fermo a milano per un week end perchè si era scaricato il telecomenado della macchina e non partiva la macchina. u altra volta sono rimasto bloccato perchè il telecomando finì in mare e li morì. da allora ho sempre disattivato centralizzata e allarme tutto quello hche funziona a telecomando, infilo la chiave dentro e apro o chiudo. almeno se la chiave va a mare, la asciugo e riparto.

    PS:
    ho le chiavi di tutti gli scooter, moto e aouto da me possedute, effettivamente son il più bel ricordo.!!!!!!

  21.        di annoprimo | 27 Giugno 2009 h. 19:32


    Beh direttore io posso raccontarle del fatto che quando metto in moto l’Ax che ho posso anche togliere la chiave mentre l’auto resta in moto e riesco anche a chiuderla lasciandola sempre in moto…ma è banale! Sarei curioso, piuttosto, di leggerne uno suo di aneddoto…
    Alberto Nobile

  22.        di GIOVANNISECONDO | 27 Giugno 2009 h. 20:08


    Salve. Sono d’accordo con voi che le chiavi attuali sono belle, intelligenti e magari fra poco ti fanno anche il caffè. Ma sono troppo costose. E non solo. Sono così grandi da sembrare una pistola, scomodissime da portare in tasca. A questo punto rimpiango tanto le vecchie amate chiavi di una volta. Piccole e indistruttibili. Saluti a tutti.

  23.        di francy6708 | 27 Giugno 2009 h. 20:19


    Oh, Direttore…!
    Vorrà forse offrirci una così amara delusione…? Vorrà, forse, farci credere che anche Lei, come tanti adolescenti sciocchini, crede ancora che l’iPhone sia un oggetto immancabile e necessario…? E anche che, magari, un telefono cellulare serva a scaricare “suonerie” invece che a telefonare? Suvvia…
    * * *
    Caro Direttore,
    Lei ci manifesta il proprio stupore riguardo lo scetticismo con cui il popolo degli appassionati di automobili accoglie l’uso eccessivo quanto inutile di “diavolerie” elettroniche abbinate alle chiavi delle autovetture; contemporaneamente Lei ci informa della propria delusione in merito alla mancanza di “gustosi” aneddoti riguardo le chiavi…
    Io, invece, non mi stupisco né resto deluso: ché la circostanza era assai prevedibile.
    Infatti, le due situazioni viaggiano a braccetto assai stancamente, come una coppia di sposi ormai privi di reciproca curiosità e passione che la sera si corica nel letto senza nemmeno sfiorarsi e senza minimamente desiderarsi..
    * * *
    Agli appassionati di automobili simili inutili e costosi “gadget” elettronici non interessano.
    Piuttosto, questa situazione evidenzia ancora una volta quanto le Case automobilistiche siano lantane dal capire interessi e desideri della propria potenziale clientela. Se esse mostrassero maggiore attenzione nei confronti degli automobilisti, avremmo tutti molti episodi “gustosi” – direi “particolarmente gustosi” – da raccontarLe…
    * * *
    Se, infatti, i produttori di automobili, invece che affidare la progettazione di chiavi e telecomandi a noiosi quanto sicuramente frigidi ingegneri elettronici e/o informatici, realizzassero per la produzione di chiavi e affini una joint-venture con le migliori aziende che producono quei simpatici e peccaminosi oggetti che tanto si vendono presso i sexy-shop: allora sì, che chiavi e telecomandi ci delizierebbero – tutti – e ci offrirebbero occasioni a volontà per raccontarLe piccanti e gustosi aneddoti…
    * * *
    In mancanza di ciò, diversamente, per dare un po’ di colore a questo post che possiamo fare? Io, potrei scrivere che più di una volta ho buttato chiavi di automobili e di ufficio nel cassonetto della spazzatura contemporaneamente alle buste della stessa, provocando – come si può ben immaginare – divertenti scenette per recuperarle…
    Oppure che, preso dalla foga di mettere su carta l’idea per la copertina di un libro maturata durante la notte, abbia provato – senza ovviamente successo – ad aprire la porta della redazione con il telecomando dell’automobile…
    Francesco

  24.        di Sergio86 | 28 Giugno 2009 h. 11:54


    Faccio il venditore di auto, in un enorme piazzale. Auto di tutte le marche, moderne, costose….che quindi hanno quelle chiavi di cui parla Lei, Direttore.
    Sinceramente, è vero che sono intelligenti, spesso anche carine da vedere e maneggiare….ma le trovo sempre più eccessive, esasperate. Come le stesse auto.
    Tutto ciò, come qualsiasi eccesso, porta a un inevitabile senso di nausea. E finisci per vederne solo i lati negativi: le fanno sempre più grandi e pesanti (come le stesse auto).
    Sergio Autiero (NA)

  25.        di Stratego | 28 Giugno 2009 h. 16:35


    Aneddoti non ne ho, però agganciandomi alla sua critica verso lo scetticismo generale verso le chiavi multifunzione, c’è da ricordare ciò che disse un certo Henry Ford a suo tempo ovvero “quello che non c’è, non si rompe.” Vi sono auto, anche molto costose, che per un difetto nell’elettronica si fermano, per un’interferenza nel segnale non si aprono più, e via dicendo. Siamo veramente sicuri che ci servano queste chiavi multifunzione? Mi piacerebbe leggere i costi per la sostituzione e/o duplicazione di una di queste chiavi…
    °°°
    Senza arrivare all’iPhone, ho letto anche su 4R del “manopolone” delle Bmw, multifunzione, ma così tanto multifunzionale da rendere necessaria la lettura di corposi manuali di istruzione. Mi immagino in questo paese di (non)lettori in quanti si siano cimentati nella lettura, senza dimenticare che spesso la Case fanno l’impossibile per non farsi capire.
    °°°
    Abbiamo bisogno di semplicità d’uso, senza dimenticare, che più le cose sono complicate, più costano e più facilmente si rompono.

  26.        di dface | 29 Giugno 2009 h. 10:43


    Dice bene Stratego.
    Quel che non c’è non si rompe!
    Una vecchia massima mai come ora valida.
    Più di una volta ho visto auto con “chiavi” super tecnologiche dare problemi solo perchè troppo vicine a ripetitori radio/televisivi/cellulari, con persone che maledivano la tecnologia, altre con poca dimestichezza delle novità perdersi in mille pulsanti, le batterie scariche poi un dramma, (in qualche caso non si riesce neppure ad aprire la macchina), ecc…
    La tecnologia serve a semplificarci la vita e non a complicarla, tanto più un sevizio nato per impedire i furti, che i ladri facilmente copiano, mentre una persona normale in caso di problemi impazzisce.
    Personalmente preferisco ancora il vecchi telecomando con chiave apri porta incorporata e lascio volentieri le super chiavi.
    Se in futuro inventeranno serrature senza chiavi che senza problemi riconoscono chi può accedere alla macchina bene, altrimenti “viva le chiavi di ferro”.

  27.        di francoguarnieri | 29 Giugno 2009 h. 13:43


    E’ una delle prime cose che ho notato di negative sulla mia Civic: la scomodità di una chiave non retrattile

  28.        di marcotano | 1 Luglio 2009 h. 09:01


    Belle queste chiavi moderne!!!Ma delicate e costose:ad un caro amico la chiave della Panda 1.2 Dynamic si smagnetizzò in piene ferie,apriva l’auto e accendeva il quadro ma impediva l’avviamento:risultato,carro attrezzi,seconda chiave spedita via TNT dal fratello all’officina.Seconda chiave che funzionava bene,auto partita al primo colpo,e prima chiave ricodificata alla modica cifra di euro 120!!!!!
    CONSIGLIONE: in viaggio portatevi sempre la seconda chiave!!!!!!!

  29.        di marco972 | 1 Luglio 2009 h. 11:07


    In una città non meglio specificata in un anno non meglio definito al solito bar….
    Un tale nota che un suo amico è sempre circondato da donne, mentre lui è sempre da solo.
    Incuriosito di tanto successo chiede all’amico come faccia ad attrarre tutte ste femmine.
    E’ molto semplice risponde l’amico…quando arrivo al bar metto sul banco un paio di chiavi col portachiavi Ferrari e le donne mi si attaccano come le mosche sul miele.
    Il tale fa tesoro del consiglio e si procura un portachiavi Porsche per non andare in conflitto con l’amico che gli ha dato un tanto prezioso consiglio.
    la sera seguente lascia la bicicletta dietro il bar, spavaldo va al bancone e mette le sue chiavi sul banco. Però il risultato non cambia: Fighe zero!!
    Ma come mai??’ chiede all’amico…l’amico lo guarda e gli dice : “beh avresti almeno potuto toglierti le mollette dai pantaloni”

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