Il parcheggio BMW e il senso di appartenenza
Postato il 2009 in BMW, Industria, Parcheggi
“Il Sole 24 Ore” racconta un piccolo episodio che però mi ha molto colpito: qualche giorno fa due alti dirigenti (il capo del personale e il direttore delle vendite) e il capo del sindacato interno della BMW hanno organizzato un giro per i grandi parcheggi aziendali, facendo lasciare un volantino sul parabrezza delle auto non della Casa parcheggiate nei posti riservati ai dipendenti: “Qual è il problema? – vi si leggeva – A lei piace lavorare per noi, apprezza il suo lavoro e il suo stipendio, ma cionostante guida l’auto di un concorrenteâ€.
Pare che di bigliettini ne siano stati lasciati ben 7 mila. La storia non dovrebbe sorprendere chi, come il sottoscritto, sa bene che nei parcheggi delle fabbriche Fiat, addirittura, neanche i visitatori parcheggiano se non si presentano con auto italiane: chi va a Mirafiori, per esempio, è costretto a fare qualche chilometro a piedi attorno a Corso Agnelli dopo avere lasciato l’auto nei paraggi.
Ma mi colpisce della vicenda BMW il fatto che anche il capo del sindacato abbia apposto la sua firma in calce al polemico volantino: dà l’idea di un senso d’appartenenza che da noi temo non esista. Un senso d’appartenenza che ho trovato anche nei sindacalisti della Opel quando venivano intervistati sull’imminente vendita delle loro aziende, per non parlare di quel che ho visto nelle fabbriche Volkswagen.
P.S. Visto che siamo in tema di parcheggi, vi racconto quel che ho visto ieri nella sede di Hyundai Italia, qui a Milano: il presidente, un coreano, ha messo a disposizione il suo posto, giusto a fianco dell’ingresso, a colui o colei che viene designato “il dipendente del mese”. E in effetti nel posto presidenziale faceva bella mostra l’utilitaria di un’impiegata. Mai visto in Italia.
67 Commenti »
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di bull69 | 19 Giugno 2009 h. 12:44
Inorridisco quando leggo cose del genere. Che è, il Grande Fratello? Se lavoro in un’azienda devo condividere TUTTO quello che l’azienda fa? Se voglio una berlina sui 4 metri e mezzo e la Serie 3 mi fa schifo la devo comprare comunque? L’azienda compra il mio lavoro, non la mia vita. Trovo davvero allucinante tutto questo, per non parlare dell’indecente comportamento FIAT. Ma si sa, anche nei parcheggi la bassezza dell’azienda statale italiana si distingue dal resto del mondo.
di marco1231980 | 19 Giugno 2009 h. 12:51
Gentile direttore, la risposta alla domanda “Qual è il problema…” posta sul volantino potrebbe essere “Ma quanto mi agevola la casa automobilistica per la quale lavoro, ad acquistare un’auto del Gruppo?”
Se, come accade a me, comprare una vettura prodotta dalla casa per la quale lavoro mi costa di più che se non venisse acquistata da un illustre sconosciuto, allora la morale è semplice: i soldi sono i miei e li spendo come pare e piace a me. E sfido chiunque a ribattere.
Per quanto riguarda il senso di appartenenza, basta scorrere la nostra storia politica per capire come questo senso da noi non abbia mai avuto senso.
Saluti
di francy6708 | 19 Giugno 2009 h. 12:55
Vorrei che i due alti dirigenti BMW e il responsabile sindacale mi spiegassero come fa un operaio, ma anche un impiegato, ad acquistare serenamente una assai costosa BMW e, magari, mantenere anche una famiglia, assolvere al pagamento di un mutuo, ecc…
* * *
La verità è che i dirigenti non possono capire la realtà della vita quotidiana, visto gli stipendi esagerati che abitualmente guadagnano…
Francesco
di Stratego | 19 Giugno 2009 h. 13:14
Quindi se lavori da Armani devi vestire firmato? … e via dicendo che di esempi ne abbiamo iosa? A questo punto gli operai potrebbero andare nel parcheggio dei dirigenti e lasciare un bigliettino: “C’è crisi, si fa fatica a tirare avanti, lavoriamo nella stessa azienda, mi paghi tu il mutuo?”
°°°
d’altro canto, come dice Francy6708, non è che BMW abbia in listino piccole utilitarie e/o auto alla portata di una famiglia con salario a pochi zeri…se poi mi danno una Serie 1 al 50% di sconto se ne parla, fermo restando che uno potrà fare il ca…volo che vuole con i suoi soldi??
°°°
in ogni caso, dal mio punto di vista è un’ingerenza intollerabile. lavoro da te le mie 8 ore, mi paghi per quelle, il resto di quello che faccio, compro, mangio, sono fatti miei…
di Maurizio120 | 19 Giugno 2009 h. 13:19
Sappiamo bene che il senso di appartenenza di molti italiani è sotto i tacchi. D’altra parte, restando solo in campo automobilistico perché poi c’è anche di peggio, se gli esempi sono traditori del calibro di De Silva, De Meo, Manzoni, Saltalamacchia (tanto per restare in BMW) ecc., per non andare troppo indietro (Bruno Sacco per esempio), cosa vogliamo sperare? Fiat non fa bene, ma fa benissimo a non far entrare nel suo parcheggio auto della concorrenza. Poi uno può avere altre 100 macchine, ma nel parcheggio di proprietà privata è giusto far entrare solo le auto che si vuole. Per la BMW forse il discorso può essere più opinabile. Le BMW e Mini (suppongo che anche queste non abbiano avuto il volantino) non fanno propriamente auto a buon mercato, per cui i dipendenti hanno qualche motivo in più per non comprarle. D’altra parte è anche vero che gli stipendi tedeschi sono un’altra cosa rispetto ai nostri e poi, se uno guarda all’usato, anche le BMW e Mini non sono irraggiungibili. Mi viene in mente Bernd Pietschrieder: quando era a capo della VW criticava, neanche troppo velatamente, la Bugatti Veyron, che come sappiamo, tra le tante disavventure, è sempre pronta al decollo. In più aveva in garage una splendida Ferrari Enzo. Chissà che ruolo hanno avuto questi due fatti nell’essere stato sbattuto malamente fuori dal grande capo Piech, famoso disprezzatore dei prodotti altrui, specialmente se made in Italy.
di franco 74 | 19 Giugno 2009 h. 13:23
X BUL L’ l’articolo parla di Bmw anche se il Direttore ha mensionato anche l’esempio Fiat,quindi le bassezze delazienda Italian come dici e la bassezza anche di Bmw WV,Renault,ec..
Caro direttore noi continuiamo sempre a criticare il nostro paese e molte volte le critiche sono giuste,visto come viene gestito dalla politica ma veramente le marachelle le facciamo solo noi? bhe visto anche la vicenda Opel Fiat non credo prorpio,saluti
di franco 74 | 19 Giugno 2009 h. 13:25
X BUL L’ l’articolo parla di Bmw anche se il Direttore ha mensionato anche l’esempio Fiat,quindi le bassezze dell’azienda Italiana come dici tu e la bassezza anche di Bmw WV,Renault,ec..
Caro direttore noi continuiamo sempre a criticare il nostro paese e molte volte le critiche sono giuste,visto come viene gestito dalla politica ma veramente le marachelle le facciamo solo noi? bhe visto anche la vicenda Opel Fiat non credo prorpio,saluti
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di marko911 | 19 Giugno 2009 h. 13:50
Il mio punto di vista lo hanno gia espresso perfettamente, tra gli altri, stratego e francy. aggiungo solo una domanda retorica:
La situazione è così grave che siamo già alla caccia alle streghe?
di annoprimo | 19 Giugno 2009 h. 13:55
Direttore è ripartito di quinta con gli argomenti. Mi fa piacere…
Riguardo al tema in questione siamo ai due paradossi. Da una parte la BMW che, come dice qualcuno, non è proprio un marchio low cost, e “stimola”, senza arrivare agli eccessi italiani, l’impiegato a comprare “in casa”…che magari alla prossima ondata di tagli verrà pure buttato fuori. Dall’altro lato un direttore che si presta a premiare simbolicamente chi ha contribuito seriamente allo sviluppo dell’azienda. Certe cose non si impongono ma si sentono…io sono convinto che noi italiani abbiamo un grande senso di orgoglio e appartenenza solo che fatichiamo a dimostrarlo. Cane non mangia cane e se ogni italiano potesse comprare un’auto italiana, fatta da italiani in fabriche italiane lo farebbe se solo non fosse abbandonato subito dopo. Allora ci si aggrappa all’estero sperando di non essere abbandonati…ma anche li le cose non vanno meglio. E’ un circolo vizioso…
P.S. sono però convinto che se ogni dipendente BMW ne avesse la possibilità , un bel sei cilindri con l’elica stampata lo prenderebbe…
Alberto Nobile
di afantinato | 19 Giugno 2009 h. 14:01
Scusate, ma molto ironicamente:
se uno lavora per un’azienda (privata) di smaltimento rifiuti, che deve portarsi a casa la spazzatura?
Concordo con BULL…. come per tutte le cose, ci sono dei limiti.
Il passo successivo, ovviamente, sarebbe quello di invitare i dipendenti a mangiare e vivere direttamente in azienda con le loro famiglie; ogni singola postazione di lavoro verrebbe munita di forno a microonde, minifrigo (non minibar) e comodo lettino dove coricarsi. Per la privacy, ovviamente, ogni singola postazione verrebbe separata dalle altre da comodi paraventi in carta cinese. TUTTO QUESTO SI’ CHE AUMENTEREBBE IL SENSO DI APPARTENENZA AD UN’AZIENDA!!!!
Poi che questi esempi vengano da BMW piuttosto che da Fiat, poco cambia….
di pisione | 19 Giugno 2009 h. 14:18
Comportamento riprovevole da parte del personale bmw.Avessero auto a portata di tutti almeno un minimo di giustificazione forse ci potrebbe essere, ma con i prezzi che hanno.E’ altresì vero che gli stipendi tedeschi sono altra cosa rispetto ai nostri.il coportamento sarebbe riprovevole da parte di qualunque altra azienda.Io vengo pagato per fare bene il mio lavoro.Punto.
Poi quello che faccio nella mia vita privata, come spendo i miei sudati risparmi, signora azienda, se permetti sono affari miei.E’ una ingerenza nella privacy della persona che dovrebbe essere sanzionata.Altro che storie!
Per il discorso sei un dipendente fiat e non puoi parcheggiare auto della concorrenza all’interno dell’azienda vabbè quello è giusto, vieni a casa mia e ti adegui alle mie regole.io sono un dipendente ed ho un auto fiat, però parcheggio lo stesso fuori e percorro in quanto non sono quadro aziendale e vabbè almeno mi mantengo in forma
di pisione | 19 Giugno 2009 h. 14:19
errata corrige
e percorro diversi km per arrivare in ufficio, in quanto non sono quadro aziendale …e vabbè almeno mi mantengo in forma!
di pisione | 19 Giugno 2009 h. 14:26
Dimenticavo…
non biasimo i miei colleghi che hanno comprato straniero.Hai un budget e con quello compri quello che più ti aggrada/risponde alle tue esigenze (estetiche, prestazionali etc).Le varie aziende comprano dai fornitori che a parità di prestazioni fa il prezzo migliore.
di francy6708 | 19 Giugno 2009 h. 14:45
Caro Direttore,
sa cosa mi fa pensare il concetto di “senso di appartenenza�
Mi fa tornare indietro a qualche anno; a quando, per esempio, un amico di mio padre dovette cambiarsi il cognome – l’ultima consonante del proprio cognome in una vocale – per poter continuare a essere cittadino di quell’Italia allora sotto dittatura; a quando, in quello stesso periodo, molti italiani per poter continuare a lavorare dovevano tesserarsi; a quando, in definitiva, non si era liberi.
* * *
Evidentemente, i lavoratori della Fiat non sono persone libere per i dirigenti di quell’azienda; sono una sorta di schiavi, da utilizzare a proprio piacimento, privandoli della propria libertà .
* * *
Questo è il grande genio di Marchionne? Piuttosto, evidentemente, è l’uomo più piccolo della Terra e ogni italiano dovrebbe vergognarsi della ben più minima “appartenenza†con questo signore piccolo piccolo che sta rovinando una azienda.
Caro Direttore, spero Lei prenda le dovute distanza dal signor Marchionne, perché difendere simili persone è essere conniventi con chi priva della libertà gli uomini onesti.
Francesco
di teto85 | 19 Giugno 2009 h. 14:45
Caro Direttore, cari Amici,
:)
è piuttosto strano affrontare argomenti simili oggi, ma c’è da riconoscere l’attenzione di QR e soprattutto del Direttore, nell’osservare casi del genere.
È inconcepibile, poco professionale e poco corretto ciò che i dirigenti hanno fatto. Mi chiedo: all’atto dell’assunzione hanno forse chiesto che auto avevano in garage i “futuri dipendenti”? Oppure hanno assunto proprio chi aveva auto diverse dal gruppo per poi rimpiazzarle con le loro stesse auto?
In ogni caso, arrivare a “obbligare” qualcuno a comprare auto appartenenti al gruppo dove si lavora è impensabile. E se per vari motivi lo stesso dipendente che, magari, oggi lavora in BMW, fra un mese in Mercedes, tra un anno in Ferrari, sarà costretto a cambiare sempre auto? … davvero assurdo!
di viper_26 | 19 Giugno 2009 h. 15:03
Buongiorno Direttore,
Si sono forse ammatiti in BMW ??? se un impiegato medio ha la gesione famigliare sulle spalle come puo’ permettersi una 320 sw per esempio ? Se invece agevolano il personale con super sconti anche del 40%, allora ne riparliamo. Ma credo che non sia cosi’. Comunque ognuno dei prorio soldi fa cio’ che vuole, non devo certo delle spiegazioni al datore di lavoro di quello che compro.
di claudio5306 | 19 Giugno 2009 h. 15:07
Non mi pare una iniziativa positiva, nè apprezzo il fatto che in Fiat non si possa entrare con un’auto non del gruppo (in realtà alla porta 7 un numero limitatissimo di posti per gli ospiti con auto non Fiat esiste, o almeno esisteva fino a poco fa).
Peraltro confesso che capisco poco anche chi lavora in una azienda sottoposta a forte competizione e lascia soldi ai concorrenti. Ma siamo in un paese libero, io non lavoro nel campo dell’auto, però il problema se compare italiano me lo pongo. Senza integralismi, ho una Honda sportiva e una Panda mjet!
di demont | 19 Giugno 2009 h. 15:19
Domanda…mamma Fiat cosa fà per instaurare questo senso di appartenenza ?….in fondo io lavoro per lei, lei mi paga…siamo pari !!…
di facip | 19 Giugno 2009 h. 15:40
La notizia è meno banale di quello che sembra e mette in evidenza la irrazionalità di tante scelte.
Siamo tutti d’accordo che ciascuno con i propri soldi fa quello che vuole. Però bisogna anche essere credibili ….. come si fa a sostenere, per esempio, che la fiat fa ottime auto se chi lo afferma gira in Audi o BMW ?
Come può un operaio lamentarsi se uno stabilimento chiude quando è il primo a non comprare un’auto prodotta in quello stabilimento ?
Il punto è: ciascuno con i propri soldi fa quello che vuole, ma poi non si lamenti se viene chiuso uno stabilimento e resta a casa.
Insomma o ognuno per se (e si fa quello che si vuole) accettandone le conseguenze …. oppure si fa squadra e si lancia un messaggio tutti insieme ! Non lamentiamoci se siamo i primi a non credere a quello che produciamo. Questo se il prodotto ha un prezzo accessibile (non credo che tutti i dipendenti Ferrari abbiano una Ferrari !!!)
di facip | 19 Giugno 2009 h. 15:48
Aggiungo una cosa per non condivido affatto questo pensiero di stratego: “in ogni caso, dal mio punto di vista è un’ingerenza intollerabile. lavoro da te le mie 8 ore, mi paghi per quelle, il resto di quello che faccio, compro, mangio, sono fatti miei…”
Se chi lavora in un’azienda si pone in questi termini, allora non si può poi pretendere che l’azienda valuti le necessità dei propri dipendenti.
Concetto azienda: ” io ti pago operario per lavorare 8 ore il resto sono fatti tuoi …. se io azienda non ho più bisogno delle tue 8 ore di lavoro ti licenzio, perchè non accetto la tua ingerenza nei problemi aziendali e come produco sono fatti miei”.
di euge.86 | 19 Giugno 2009 h. 15:53
Ho letto i commenti ma alcuni sono veramente ridicoli: sono ‘traditori’ gli italiani che vanno a lavorare all’estero???? Ma stiamo scherzando???
Per quanto riguarda il senso di appartenenza all’azienda in cui l’operaio lavora, beh, non si può dire che siamo ai livelli dei giapponesi, ma comunque mi sembra che con la crisi gli operai stessi stiano sempre più capendo che il bene dell’azienda è anche di fatto il bene dell’operaio. Questo non significa che si debba necessariamente comprare i prodotti della propria azienda (gli esempi armani, ma anche bmw, calzano…), a meno che non sia lo stesso datore di lavoro a fornire ampie agevolazioni sull’acquisto, ma solo che nello svolgere il proprio lavoro lo si faccia il più professionalmente possibile; scusate, lo so che è sollevare un polverone, ma se gli operi fiat/cnh/iveco avessero la stessa produttività , anche in termini di qualità , degli operai polacchi di tichy, ci sarebbero tutti questi problemi?!?! E’ vero, rimarrebbero altri problemi (costo del lavoro strutturalmente più elevato, localizzazione dei siti produttivi, …), così come è vero che negli ultimi anni, spr a pomigliano, le cose siano ampiamente migliorate, ma certo l’azienda, in una situazione di migliore produttività , avrebbe meno argomenti per parlare di ‘razionalizzazioni produttive’…
di claudio72 | 19 Giugno 2009 h. 16:09
Niente di strano, noi tra le clausole di un contratto di consulenza abbiamo dovuto accettare che i nostri consulenti si presentassero alle verifiche esclusivamente con auto della casa. Che siamo stati costretti a noleggiare…
di dadry | 19 Giugno 2009 h. 16:20
Egregio Direttore
per me il senso di appartenenza (parlo per l’azienda in cui si lavora) non si acquisisce con imposizioni o con iniziative pubblicitarie (x l’esempio di Hyundai non sono a conoscenza dello spirito dell’iniziativa e quindi non mi permetto di giudicare, ma tante volte c’è la classica “pacca sulla spalla” e buona notte), ma rendendo veramente partecipe la gente della gestione dell’azienda, costruendo giorno dopo giorno la stima ed il rispetto delle persone che danno il 100% (a volte anche di +) per il proprio lavoro, lasciando libertà di suggerire ed infine gratificandoli economicamente (e veramente) se l’attività ha reso.
In fondo penso all’azienda come una famiglia “allargata”: se uno si sente “amato” e considerato, allora si sentirà “APPARTENENTE”, non sono certo gli obblighi a creare questo sentimento; ma, come in ogni famiglia, l’esempio parte dall’alto, con il fare e non solo con il dire.
Saluti
di dagamb | 19 Giugno 2009 h. 16:58
Punto primo
La domanda potrebbe tranquillamente essere rovesciata: i due mega dirigenti sono sicuri di fare macchine così belle se neanche i loro collaboratori le acquistano?
Punto secondo
La BMW non fa auto per tutte le tasche e parte del suo valore di marca deriva anche da questo, quindi è un po’ un controsenso pensare che tutti i dipendenti della BMW ne possano avere una.
di dface | 19 Giugno 2009 h. 17:05
Vorrei sapere quanto guadagnano i dipendenti BMW, visto che i loro dirigenti e rappresentanti li accusano di “nutrire” la concorrenza: magari gli vendono una Bmw a metà prezzo?
Per la FIAT caliamo un velo pietoso:
Ognuno è libero di fare quello che vuole o può, di certo se come ha scritto francy6708 i cari dirigenti non le pagano loro le spese della famiglia.
Che scendano dal loro piedistallo e comincino a vivere la vita di una persona normale, e poi sparino le loro sentenze: doppio biasimo poi per il capo del sindacato che proprio lui come rappresentante degli operai non capisca queste cose, (o non vuole capirle).
di Mauro Tedeschini | 19 Giugno 2009 h. 17:15
Fermi tutti, leggete bene il mio post: i due dirigenti e il capo del sindacato BMW non hanno scritto “Lei non guida una nostra auto e da oggi è licenziato”, bensì hanno chiesto a tutte queste persone dov’è il problema e che cosa li induce a guidare macchine della concorrenza. E qui verrà il bello, nelle risposte: molti replicheranno che le BMW (ma in casa c’è anche la Mini) sono troppo care, altri che avevano già un altro modello al momento dell’assunzione…Ma resta il fatto che, con questa crisi, tutte le aziende stanno cercando di sviluppare il senso di appartenenza, per fare quadrato e, perché no, vendere qualche macchina in più. Secondo il Sole, solo in Germania la BMW ha 73 mila dipendenti, mica bruscolini, e comunque il vice del sindacato, tale Hans Haumer, ha rassicurato i colleghi sul fatto che nessuno perderà il posto per infedeltà al marchio. Vorrei vedere…
Il Direttore di QUATTRORUOTE
di marco972 | 19 Giugno 2009 h. 17:29
Caro Direttore, mi sento in un certo senso chiamato in causa. Sono un venditore e vendo Honda; ad ogni modo io contiunuo a girare con la mia Mercedes, senza che il mio titolare abbia nulla a ridire in merito.
In fin dei conti l’auto è mia e posso essere libero di comprare ciò che meglio credo. Ai tempi quando lavoravo in Bmw giravo con la serie 5 oppure con la Mini ma mi venivano gentilmente offerte dal mio datore di lavoro.
Perciò cari manager Bmw, volete un senso di appartenenza da parte dei vostri dipendenti?? Aprite il portafoglio, date le vetture in accomodato (tanto ne avete strapieni i piazzali)
In ultimo un aneddoto sui giocatori della Juventus che si sa essere direttamente imparentata con una nota casa automobilistica. I giocatori per passare il cancello della sede societaria in automobile, devono per forza avere un’automobile del gruppo.
di stramaury | 19 Giugno 2009 h. 18:53
sottoscrivo in toto quello che scrive Facip
di bttvni | 19 Giugno 2009 h. 18:56
Direttore, osservazione eccellente per lo stimolo alla discussione. Trovo completamente sbagliato pero´ non lasciare in anonimo le ditte in questione. Bmw e il mondo industriale Tedesco hanno in generale usi, costumi e concetti sindacali talmente diversi dai nostri che molte delle osservazioni scaturite dalla discussione sono senza senso. Cosi´ come i Jap o gli orientali in generale. Lasciamo che il concetto venga recepito e elaborato nel confronto con la nostra “Italianita´”. Senno´ continuiamo a scadere nella caccia all´invasore e nella guerra ai traditori, come putroppo spesso accade in questo forum.
di fringo2008 | 19 Giugno 2009 h. 19:20
Ma i politici italiani l’ hanno letto quest’ articolo? Dovrebbero essere loro a viaggiare solo con auto italiane.
@marco972 l’ aneddoto sulla Juventus non è vero, basta vedere Buffon che viaggia in Mini.
di Luca 79 | 19 Giugno 2009 h. 19:25
Se Montezemolo facesse la stessa cosa in Ferrari, gli operai si sentirebbero “obbligati” a rovinarsi per acquistarne una? Vale per tutti i campi, una persona che magari lavora in Barilla non è detto che debba per forza mangiarne i prodotti, può benissimo preferire altre marche…de gustibus! Mentre l’attenzione che viene rivolta in Hyundai credo possa incentivare un pò il personale, anche se di questi tempi sarebbe preferibile trovare qualche euro in più al meritevole piuttosto che il parcheggio privilegiato, situazione fantozziana tipo l’acquisizione al diritto della sedia in pelle umana dopo l’escaltion di puntate vincenti al casinò del superiore…Buon weekend
di sgariator | 19 Giugno 2009 h. 20:08
Caro Direttore, come al solito non capisco il perchè molti commenti in questo blog siano così violenti. Sinceramente apprezzo questo gesto da parte dei dirigenti della BMW e sono pienamente d’accordo con la Fiat a non fare parcheggiare le auto della concorrenza nel proprio parcheggio. e spiego anche il mio perchè: alla BMW è vero vendono auto non proprio popolari ma comunque con gli stipendi tedeschi loro se la possono ben permettere, ma se i dipendenti della bmw non apprezzano le auto da loro stessi prodotte penso che qualcuno in alto alla BMW glielo possa pure chiedere tranquillamente giusto per fare un sondaggio. Poi effettivamente con i tempi che corrono nell’industria dell’auto una domanda del genere sembra legittima. per quanto riguarda alla Fiat Ha fatto benissimo a chiudere i cancelli ai proprietari di auto della concorrenza!!! così il caro dipendente guidando ogni giorno una macchina da lui prodotta ne apprezza i pregi e difetti e incosciamente cerca di fare sempre del meglio. E questo blog dimotra sempre il senzo di nazionalismo che c’è in italia molto basso e il senso di egoismo che alberga in molti animi di molti italiani: é pur vero che come ha scritto qualcuno i soldi sono miei e faccio quello che voglio, solo che quei soldi sono stati si lavorati ma vengono da una azienda che ti fa anche mangiare! I francesi giusto per la cronaca sono un popolo molto orgoglioso e col cavolo che comprano straniero, forse giusto come seconda auto comprano la tedesca o l’italiana. Io ho lavorato in Corea e loro con il cavolo che comprano straniero, tranne qualche particolare auto di lusso, prima si comprano la loro sapendo che fanno bene a loro stessi in primis e se qualcuno diventa ricchissimo si può permettere l’europea di lusso. per la cronaca non ho visto una utilitaria europea in giro per la corea, purtroppo da noi c’è ne sono pure troppe, poi se qualche casa europea licenzia tutti a imprecare contro i governi ecc ecc.
di statmaz | 19 Giugno 2009 h. 22:12
Non trovo nulla di strano nel fatto che ci sia un richiamo diretto del genere in tempi di crisi e ho sempre pensato che Fiat avrebbe dovuto adottare un’analoga politica di “persuasione” per tempo: come ha ricordato il Direttore, è vietato da sempre l’accesso agli stabilimenti ed alle proprietà del Gruppo Fiat a chi non possiede auto nazionali, ma ciò non ha affatto limitato la pessima immagine che i numerosi dipendenti del nostro unico produttore - al volante della loro bella coreana/tedesca/francese - hanno dato negli anni del frutto del proprio lavoro, la cui stabilità è ora compromessa anche per questa ragione.
Certo, l’esempio viene dall’alto: Silvio arriva in Audi all’incontro in cui si discute del destino degli stabilimenti italiani e l’operaio Fiat dovrebbe essere condannato a viaggiare in Panda ? Non sia mai !
Mi rimane un dubbio, a questo proposito. Se anche il Direttore marcia a piedi quando capita da quelle parti, devo rassegnarmi all’idea che il capo del governo sia un modello di stile anche in questo campo ?
Cordiali saluti
di Artek09 | 19 Giugno 2009 h. 22:19
Provo ad immaginarmi nei panni di un operaio BMW (che immagino abbia uno stipendio di 2.000 euro al mese, non 900 come me).
Innanzitutto direi che le BMW sono troppo care. Soprattutto quelle che potrebbero interessarmi… Se non che sorge il problema maggiore: SONO BRUTTE!!! Chi ha detto che le BMW da 50.000 o 100.000 euro le compera chi ha i soldi? Se io dovessi spendere una cifra del genere mi comprerei un’auto dalla linea gradevole, tipo la Jaguar XF 3.0 diesel da 275 cv. Non certo una BMW. Anche la AUDI TT RS 2.5 da 340 cv. non è male, oppure la AUDI A5….
Ultimamente trovo anche la linea delle Mercedes di pessimo gusto… E credo che il calo di vendite sia da attribuire anche a questo!
di Artek09 | 19 Giugno 2009 h. 22:27
Ad esempio, l’anno scorso prima di comperare la mia fantastica Accent, sono passato da un concessionario BMW… Avrei potuto acquistare una serie 1 usata, motore 1.6 allo stesso prezzo della mia attuale… Ma il fatto è che NON MI PIACE l’estetica, e forse anche la manutenzione ed i consumi di una BMW… Comunque la mia attuale oltre a consumare la META’ in euro spesi, la mia ha prestazioni migliori… Non parlo di prestazioni dichiarate, ma di quelle effettive (che i giornali non hanno testato nel caso della mia auto!).
di bull69 | 20 Giugno 2009 h. 09:21
sgariator, spessissimo la bassa qualità deriva da scelte progettuali sulle quali l’operaio non può fare assolutamente nulla. Può forse intervenire, per esempio, sulla linea? Voglio dire, la Multipla è così, non è che se monti bene il sedile del guidatore poi cambia aspetto…Posso fare qualcosa, se sono l’addetto al montaggio del serbatoio, sul fatto che sulla 156 il condizionatore era così sottodimensionato che andava costantemente tenuto al massimo? Allora facciamo come si fa nei paesi avanzati: facciamo che è il dirigente a dover convincere il dipendente che il prodotto è buono, e non il dirigente che costringe l’operaio a trangugiare qualsiasi schifezza. Il problema è che convincere costa fatica, impegno e dedizione, costringere, in certi casi, non costa nulla…convinci i tuoi fornitori che le tue auto sono meglio di quelle della concorrenza, non costringerle ad arrivare con una Fiat, se vogliono parcheggiare a meno di un chilometro dal tuo ingresso. Certo che se non hai argomenti…certo che se il tuo fornitore viaggia su una E coupè e tu non sai cosa offrirgli…meglio costringerlo, no?
di Mauro Tedeschini | 20 Giugno 2009 h. 14:08
Questo intervento di Bull 69 apre un mare magno: quanto possono incidere gli operai di oggi, nel bene e nel male, nella qualità delle automobili? Direi sempre meno, nel senso che l’automazione è sempre più spinta e tende a limitare al minimo l’intervento umano. Anche in Ferrari: chi ha visto la nuovissima linea produttiva della California, si è trovato di fronte a una sorte di gigantesca sala operatoria, in cui le lavorazioni artigianali sono limitate ad alcune operazioni come il taglio e la cucitura dei pellami. E’ anche vero, però, che maestanze con un forte senso d’appartenenza possono contribuire a migliorare i processi, suggerendo come limitare gli sprechi e come intervenire sulle fasi più critiche. Non a caso proprio in Ferrari in ogni reparto spiccano alle pareti le foto degli operai che in questo senso hanno foto le proposte migliori, con accanto una breve descrizione di questi suggerimenti.
Il Direttore di QUATTRORUOTE
P.S. Qualcuno ha ironizzato sul fatto che proprio nell’azienda di Maranello sarebbe difficile costringere i collaboratori ad acquistare modelli della Casa: ok, ma non dimenticate che il Cavallino fa parte del Gruppo Fiat…
di Il parcheggio BMW e il senso di appartenenza | Via Mazzocchi 1 … | 20 Giugno 2009 h. 14:26
[...] Articolo completo fonte: Il parcheggio BMW e il senso di appartenenza | Via Mazzocchi 1 … [...]
di giuse82 | 20 Giugno 2009 h. 14:37
Penso che la risposta alla domanda dei due dirigenti BMW sia “perchè sono troppo care”.
Teniamo inoltre conto che la scelta dell’auto è molto influenzata dall’estetica: se a me la Serie 1 non piace e la Serie 3 non me la posso permettere, cosa faccio? Direi che compro una Golf o una 147. Lo stesso ragionamento lo fanno i dipendenti BMW, suppongo.
E lo stesso discorso vale per FIAT: se a me piace la Fiesta, mica posso comprare la GP solo perchè FIAT mi paga lo stipendio (è ipotetico, non lavoro per FIAT)! Altrettanto giusto è che FIAT faccia entrare nel park interno solo le auto del gruppo: come io non sono obbligato a comprare auto del gruppo, il gruppo non è tenuto a fornirmi il parcheggio…
di theing | 21 Giugno 2009 h. 19:28
Posso immaginare come avrebbero reagito, invece, i sindacalisti italiani… Aldilà di argomenti pretestuosi (non mi piace, non me lo posso permettere… per favore!) il punto è uno e uno soltanto: devi tifare per il tuo posto di lavoro. Altrimenti, al primo vento di crisi, inutile frignare se finisci sulla lista dei licenziati. Tutto qui.
di rdenin | 21 Giugno 2009 h. 19:53
Sarà la crisi che esaspera i nazionalismi.
Inoltre, se non si conosce la concorrenza, magari guidando auto di altre marche non si rischia di perdere il contatto con la realtà ?
Del resto in passato, ma sicuramente ancora oggi, ogni casa smontava pezzo pezzo le auto dei concorrenti, quindi se fossi stato io non avrei chiesto qual’è il problema, ma: ” Caro collega cosa hai trovato nella concorrenza rispetto a ciò che produciamo noi?”.
di sport07 | 21 Giugno 2009 h. 20:56
Gentile Direttore,
concordo con bull69 e con francy 6708, aggiungendo che gli operai Ferrari circolano in Ferrari? Non circolano in Ferrari semplicemente perchè non possono comprarsela e nè mantenere vetture così costose. E’ mancanza di libertà creare attorno ai lavoratori di una propria azienda un certo clima di appartenenza che si manifesta attraverso l’acquisto o meno di prodotti dell’azienda per la quale si lavora. Semmai il discorso cambia se l’azienda per la quale si lavora produce, per dire, merendine, allora può esser scelta, ma sempre in clima di massima libertà , da parte dei dipendenti, di consumare prodotti alimentari realizzati dall’azienda per la quale si lavora, sempre che convenga la scelta…
La Fiat esagera…mi vien da pensare che se proprio ci tengo a visitare auto della nota marca torinese, mi recherò da un concessionario dove sarò libero di arrivarci in Jaguar o in Smart. Circa l’esempio del dirigente Hyundai, mi sono ricordato di un discorso che mi faceva spesso mio padre quando si trovò da combattente nell’ultimo conflitto mondiale; gli ufficiali italiani dormivano in camerate separate dai soldati ed erano dotate di diversi confort, mentre ai soldati spettava contentarsi di camerate povere, spoglie e disadorne. Invece gli ufficiali di altre nazioni belligeranti dividevano le loro camerate con i soldati semplici. A volte da noi chi è privilegiato in senso economo o di status vive dimensioni opposte da quelle persone che invece vivono in condizioni economiche meno privilegiate o di status meno importante. Capita di più all’estero che privilegiati cedano parte dei loro privilegi a chi meno dotato che in Italia, forse siamo un po’ il paese delle contraddizioni in fatto di uguaglianza e o di sentirci tali con il nostro prossimo.
di francy6708 | 21 Giugno 2009 h. 21:59
Può anche essere considerato teoricamente giusto, come scrive Giuse82, che l’azienda Fiat scelga di lasciar fuori dal proprio parcheggio chiunque non si presenti a quei cancelli alla guida di una autovettura dello stesso Gruppo.
In linea teorica, certo. Siamo, infatti, “in casa loroâ€.
Ma io credo sia sacrosanto, come primo punto nel rapporto con i propri dipendenti, la giusta considerazione e dignità umana e professionale. Non credo proprio di esagerare nel definire tale comportamento, da parte dell’azienda, con il termine di “mobbingâ€.
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Dovrebbe essere in cima ai pensieri e ai comportamenti della proprietà e dei dirigenti di una azienda mettere a proprio agio, trattare bene e con dignità , offrendo magari loro situazioni di conforto, i propri dipendenti, dal primo e più importante quadro all’ultimo delle maestranze. Giacché si è tutti perfettamente uguali davanti al diritto/dovere di lavorare, perché si è tutti in egual misura partecipi del destino e dei risultati ottenuti in quell’azienda.
E non è certo creando situazioni punitive, di mancanza di comodità , di ostacoli e di seppur minimi paletti alla qualità di vita – lavorativa e non – che si ottengono risultati positivi. Anzi, magari si crea malumore e malcontento già nell’immediato affrontare la giornata lavorativa.
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Una situazione come quella che si verifica nel parcheggio dello stabilimento di Mirafiori – cui il nostro Direttore ci ha messo a conoscenza – può davvero avere un unico scopo punitivo e/o di costrizione ad acquistare giocoforza una autovettura del Gruppo e, dunque, di limitazione della libertà e degli spazi di movimento.
Già diverso, sebbene piuttosto da irridere – poiché un dirigente dovrebbe ben sapere qual è la situazione economica generale e, ancor di più, dei propri dipendenti – è il caso BMW: laddove, con un po’ di benevolenza, si può dare a quei dirigenti il beneficio di voler “indagare†l’indice di gradevolezza dei propri prodotti cominciando dagli stessi propri dipendenti.
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Mi riallaccio a quanto scritto da Marco972 riguardo ai giocatori della squadra di football Juventus che, come ben tutti sappiamo, appartiene a larga maggioranza agli stessi proprietari del gruppo Fiat. Prendo spunto da questo per testimoniarvi un aneddoto assai divertente, riguardo i prodotti Fiat, che forse ben esemplifica quanto gli italiani sentano “appartenenza†nei confronti di tali automobili.
C’era un famoso pubblicitario inglese del secolo scorso che aveva adottato come linea di principio l’usare i prodotti cui curava l’immagine. Un po’ per testarli e per ricavarne informazioni utili al proprio operato, un po’ per puro senso di immagine: li reclamizzo ed è giusto che mi faccia vedere i loro compagnia.
Direi che, oggi, con i prodotti Fiat non accada proprio lo stesso.
Conosco un ragazzo assai mattacchione, che proprio questo anno arriva ad attraversare il famoso “mezzo del cammin di nostra vita†– la quale soglia, fortunatamente, oggi si è spostata ben più in là rispetto a quella rappresentata al tempo del Sommo – che è divenuto assai famoso per la brillantezza e l’ironia con cui ha condotto per anni una trasmissione radiofonica divenuta una sorta di “cultâ€. Tanto che, qualche anno addietro, la Fiat lo contattò per affidargli, assieme al proprio socio nella trasmissione radiofonica, l’interpretazione di vari spot riguardanti suoi prodotti e operazioni di mercato. Con i tanti soldi che Mamma Fiat gli ha elargito per quella serie di spot pubblicitari, quel geniale e mattacchione ragazzo non solo ha pensato bene di cominciare a sistemare i propri bilanci personali intaccati da una vita condotta, per così dire, in modo un po’ scellerato, ma anche di acquistare, proprio in quel periodo, ben due autovetture straniere (nella fattispecie: una geniale quanto comodissima city-car tedesca e una giardinetta svedese)…!
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Cosa ne penseranno, in Fiat, della concretezza che nemmeno chi pubblicizza i loro prodotti potrebbe parcheggiare nel piazzale di Mirafiori? Forse, che il “senso di appartenenza†è, con nostra grande fortuna e gioia, con nostro immenso sollievo, definitivamente passato a considerarsi archeologia demagogica…?!
Francesco
di Stratego | 22 Giugno 2009 h. 08:10
@facip: In merito alla critica alla mia osservazione, io ritengo che il dipendente e l’azienda debbano avere la massima collaborazione e considerazione l’uno dell’altro, per quanto concerne la specifiche mansioni ed obblighi. Al di fuori di ciò, ognuno è libero di fare ciò che vuole del suo tempo libero, dei suoi soldi.
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Io dirigo una piccola azienza e non mi passa neanche per la mente di sindacare ciò che fanno e dicono i dipendenti al di fuori dell’orario di lavoro. L’ingerenza di cui parli per le metodologie di lavoro è cosa ben diversa ed in ogni caso ha i suoi limiti. Giusta ad esempio l’ingerenza del dipendente se vede l’azienda violare le norme di sicurezza, giusta l’ingerenza dell’azienda se il dipendente ha coomportamenti esterni che causano danni nell’eseguire le sue mansioni in azienda.
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Restando nel senso generale del post, l’azienda ha un proprietario che agisce come meglio crede, con scelte ed investimenti, visto che i soldi che mette in azienda sono i suoi e per contro visto che l’auto che il dipendente compra, se la paga lui, altrettanto giusta che scelga quello che vuole.
di francy6708 | 22 Giugno 2009 h. 08:40
Formula matematica del “senso di appartenenzaâ€.
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Indichiamo con X (euro, sterline, dollari, yen: quello che vogliamo) lo stipendio mensile di un dipendente – qualsiasi incarico egli ricopra – di una casa automobilistica – ovvero: di qualsiasi azienda del settore si tratti.
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Se di tale azienda la proprietà e i dirigenti volessero “sentire†i propri dipendenti “esprimere il senso di appartenenza“ all’azienda stessa, piuttosto che cimentarsi in ridicoli quanto palesemente sterili volantinaggi – azione che, evidentemente, raggiungerebbe l’unico risultato di sporcare il piazzale adibito a parcheggio all’interno delle strutture aziendali – o in deprecabili selezioni stile “apartheid†– se non addirittura stile “mobbing†– riguardanti chi può parcheggiare e chi no oltre i cancelli dello stabilimento, altro non dovrebbero fare che adottare la seguente formula:
X + Y% = stipendio mensile dei dipendenti.
Laddove con Y si individua una percentuale per ogni autovettura venduta che è stata prodotta in quello stabilimento (attenzione: stabilimento, non azienda).
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Naturalmente, tutti i dipendenti – dai quadri alle maestranze che assemblano i prodotti e quindi, meglio di chiunque altro, ne conoscono pregi e difetti – dovranno essere chiamati, attraverso proprie rappresentanze, costantemente a discutere con progettisti e dirigenti migliorie tecniche e stilistiche da apportare ai modelli in produzione o in fase di studio.
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Con sistemi di questo tipo, democratici e rispettosi della dignità di tutti e di ciascuno, si può davvero arrivare a una partecipazione attiva nell’industria tale da giustificare un “senso di appartenenzaâ€.
Francesco
di dan.lev | 22 Giugno 2009 h. 10:40
Perdonate la schiettezza, ma trovo tutto ciò immorale!
Per prima cosa: chi dice che trovo piacevole lavorare per Voi? Lavoro perchè mi serve, poi se mi piace tanto meglio, ma il succo è lavoro per vivere , non vivo per lavorare.
Secondo: come ti permetti di sindacare sulle mie scelte? Io non te le impongo di certo, come minimo mi aspetto lo stesso rispetto da parte Tua.
Terzo: ma quale senso di appartenenza? Coraggio Direttore, il senso di appartenenza si sente per una comunità sociale (che un’azienda NON è), per il “Campanile”, per la Famiglia, i credenti lo sentono per una religione, quale che essa sia, ma per un lavoro ed un’azienda? Si dovrebbe provare gratitudine, piuttosto, quella sì, ma anche quella ultimamente mi pare che latiti (ed io per primo mi faccio un esame di coscienza in merito)
Alla fine, a quei signori risponderei: “qual’è il VOSTRO di problema?”, ma dubito che loro lo sappiano, che sappiano di essere fuori dal mondo, di essere ormai spersonalizzati.
di Maurizio120 | 22 Giugno 2009 h. 10:41
Sul discorso dei ‘traditori’, tengo a precisare che un conto è essere operai e costretti ad andare all’estero perché si è alla disperazione, oppure farsi le ossa all’estero, sfruttare l’esperienza e venirla a spendere in Italia a favore di industrie italiane, altra cosa è essere dirigenti profumatamente pagati che hanno sfruttato l’azienda italiana per imparare il mestiere e poi vanno alla concorrenza. Avranno mille motivi, saranno pagati molto di più e sono liberissimi di farlo, ma a me stanno proprio sullo stomaco. E il semplice dipendente secondo voi ha un bell’esempio da questi abbandoni? Il dipendente è sicuramente liberissimo di comprare auto della concorrenza, ma l’azienda per cui lavora è altrettanto libera di far entrare chi gli pare nel proprio parcheggio. Il fatto poi che il Presidente del Consiglio e tanti politici e amministratori viaggino su auto straniere si commenta da solo, specialmente quando gli stessi invitano i concittadini, o forse sudditi, ad avere a cuore il nostro Paese. Su Marchionne: caro francy6708, può darsi anche che sia un uomo piccolo piccolo, ma sono certo di non sbagliare quando dico che se lui e Montezemolo non esistevano, anche Fiat in questo momento non ci sarebbe più, o non avrebbe avuto più la ‘testa’ italiana, con tutto quello che comporta a livello di know how e di tecnologia per tutti. Dici che ha solo prolungato l’agonia? Può darsi, in questo momento sta giocando una partita rischiosissima e non è per nulla detto che vada bene. Ma è anche vero che, dato lo sfascio operato nei decenni precedenti dai suoi predecessori, le carte da giocare non erano molte e mi sembra che le stia usando al massimo delle possibilità .
di badge | 22 Giugno 2009 h. 10:46
Nel 2005 sono andato a visitare il Centro Ricerche Fiat di Orbassano e ho visto nei parcheggi moltissime auto di altre marche. Non so se a Mirafiori le regole sono diverse, ma per quello che ho visto io i lavoratori del CRF possono guidare quello che vogliono.
Io trovo che sia giusto che un dipendente sia portavoce dell’azienda. Penso però che non ci debba essere un obbligo legale, ma solo un invito e naturalmente una serie di vantaggi che di fatto rendano l’acquisto di una Fiat (per i dipendenti Fiat) molto più vantaggioso rispetto alle altre marche.
Nel caso di un costruttore generalista come Fiat, per il dipendente non è un grosso problema guidare Fiat; per l’estetica, pazienza, se ci sono dei validi incentivi. Per BMW, c’è sicuramente il problema di potersela permettere e di una gamma limitata, ma non credo proprio che chi ha messo i bigliettini si sia arrabbiato con i proprietari di monovolume o utilitarie, ma piuttosto con chi guidava Audi, Mercedes, Lexus, Volvo, ecc. ovvero i concorrenti diretti.
di egill | 22 Giugno 2009 h. 10:50
Io penso invece che l’atteggiamento dei dirigenti BMW sia stato male interpretato. Aldilà del senso di appartenenza o meno, penso che l’intento sia stato più che altro quello di condurre un’indagine di marketing all’interno, presso chi conosce bene il prodotto e come viene concepito, sviluppato ed industrializzato. Penso anche che l’indagine non abbia riguardato apprendisti da meno di 1.000 Euro al mese come si troverebbero in una fabbrica Italiana, ma ad esempio impiegati di un certo livello con auto da oltre 30.000 Euro e quindi dirette concorrenti della Serie 3, per dire. Una risposta tipo “Ho preso questa perchè mi dà di più di una Serie 3, a parità di prezzo” sia una di quelle utili agli strateghi del gruppo per riflettere sul proprio prodotto e, se possibile, migliorarlo (o comunque migliorarne la percezione da parte dei possibili utenti). Questo ritengo sia stato il vero scopo dei dirigenti BMW.
Quanto all’iniziativa del marchio Coreano, nessuna meraviglia, in Corea ed in Giappone si sta attenti a premiare chi ben lavora come a punire chi non lo fa. Una volta c’era qualcosa di simile anche in America, adesso sembra che la meritocrazia non abbia più spazio nel mondo occidentale, come è testimoniato dalla miriade di teste di cavolo che ricoprono posizioni di responsabilità e di comando un po’ in tutti i settori …
di nadvi | 22 Giugno 2009 h. 12:05
Prendo spunto dalla domanda di Stratego (se lavoro da Armani devo vestire per forza Armani?) perché ricordo che Armani (almeno mi pare lo stilista fosse lui) raccontò un giorno che la sua segretaria vestiva con vestiti comperati probabilmente sulle bancarelle. Il suo commento fu che aveva una tale eleganza nel portarli che avrebbe potuto indossare qualunque cosa facendola apparire come un capo d’alta sartoria.
Non le chiese come mai non indossasse i suoi capi.
L’iniziativa dei dirigenti Bmw mi pare abbia poco pregio, perché la domanda sul volantino è quella sbagliata: la domanda corretta sarebbe dovuta essere “perché i nostri dipendenti non acquistano le auto che essi stessi producono?”. E il volantino si sarebbe dovuto consegnare a manager, dirigenti, consiglieri d’amministrazione e a tutta la sfilza degli alti papaveri dell’azienda.
Forse, chiedendosi che cos’è che spinge gli operai d’una azienda a snobbarne i prodotti, si potrebbe migliorare la diffusione dei propri prodotti.
Se invece si vuole a tutti i costi un prodotto di alto profilo, destinato ad un certo tipo di clientela, occorre poi saper dire che, in effetti, quell’auto di altra marca parcheggiata sul piazzale è proprio quella giusta per quel tale dipendente.
Del resto è alquanto difficile che un operaio Ferrari parcheggi ogni giorno davanti all’azienda la sua F430. Ma è altrettanto difficile che un operaio che guadagna ventimila euro l’anno faccia fare bella mostra di sé ad un’auto media che ne costa trenta-quarantamila.
di e.zaghi | 22 Giugno 2009 h. 12:13
Mi sembra piu’ che mai una idiozia. Capisco che comunque non e’ di buon gusto comperare auto o prodotti vari della concorrenza. Se proprio non vogliono comperarsi uan BMW almeno acquistino una Rolls per restare in famiglia. Saluti a tutti.
di Tergi e biglietto… « eDue | 22 Giugno 2009 h. 13:06
[...] Tergi e biglietto… Operaio perfetto. [...]
di erregi0303 | 22 Giugno 2009 h. 13:41
Caro Direttore,
quello adottato della BMW è un’ottimo metodo: il giudizio richiesto sul “proprio” prodotto, neanche troppo velatamente, induce l’intervistato a dare la migliore risposta possibile, perchè riconosce allo stesso tutta la competenza che deriva dal partecipare alla produzione del bene oggetto di indagine.
E’ un atteggiamento decisamente costruttivo, centrato sull’analisi dei motivi di affezione/disaffezione rispetto al prodotto e al marchio.
Esattamente il contrario rispetto a Fiat.
Roberto
di pisione | 22 Giugno 2009 h. 14:18
X 972
i giocatori della juventus hanno degli stipendi certamente più alti di un qualunque dipendente Fiat (alta dirigenza esclusa).in molti casi le auto le forniscono gratis.
Se Fiat aumentasse gli sconti ai dipendenti (ai dirigenti sono quasi regalate) certamente molti di noi sarebbero disposti a comprare auto del Gruppo.Rammento che lo sconto attualmente è variabile dal 12% per le novità (mito, delta, etc) ed il 18 / 20 % per le auto decennali (punto, 600, multipla etc).Se lo sconto fosse del 25% (che è più o meno quello che viene fatto ai funzionari con prezzo di riacquisot garantito,qualche auto in più riuscirebbero a venderla ai dipendenti.
di Stratego | 22 Giugno 2009 h. 16:37
@nadvi: concordo in toto.
con un paio di click sul Listino nuovo di 4R è emerso che la BMW di partenza, sulla carta, è la Sere 1 - 116i 5p. Eletta che costa € 25.501. Tralasciamo il prezzo d’acquisto per un attimo, resta il fatto che forse per costi di gestione e per tipologia di auto non è la più adatta ad un normale dipendente, tantopiù se lavora alla linea di montaggio. Passiamo oltre, un altro paio di click ed ho fatto la ricerca per parametri: Prezzo da 0 a 25.000 - Risultato: 2145 allestimenti. Con uno stipendio medio, magari un mutuo e figli piccoli, sono modelli che uno prende in considerazione.
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Per gli altri
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Circa il senso di appartenenza. Secondo voi gli alti dirigenti Bmw (e non solo) se avessero la necessità di chiudere uno stabilimento che fanno? Fanno selezione e tengono chi ha comprato una Bmw mostrando “senso di appartenenza” al Gruppo oppure segano tutti indifferentemente? E’ tutto un dare ed avere. Dammi la Serie 1 scontata del 50%, in modo che costi come un’utilitaria (che è quella che posso permettermi di mantenere) e poi ne parliamo…
di francy6708 | 22 Giugno 2009 h. 17:00
Condivido pienamente l’interpretazione scritta da Stratego nel post n. 55 riguardo il “senso di appartenenza†in merito alla BMW.
Francesco
di mboccomino | 22 Giugno 2009 h. 17:10
Alla BMW sono tedeschi, non ce lo scordiamo. Il senso di appartenenza non è virtuale. Come dire che non sanno che una loro macchina costa tanto che non tutti possono permettersela. In questo mercato in crisi fare macchine costose non è la soluzione migliore. La stessa Mini è economica? Se anche i sindacati, diversi dai ns, si sono mossi bisogna pensare che non vedono un gran futuro. Agevolare l’acquisto di proprie macchine avviene già ma il costo è sempre superiore alle altre macchine. La Fiat è un discorso diverso. Sponsorizza la Juve e gli stessi giocatori non possono sputare sul piatto che gli viene offerto. Tutte queste mosse indicano che c’è un nervosismo tra le case che non sanno come affrontare la crisi. La ricetta è semplice basta fare macchine che il mercato richiede, punto. Un saluto.
di annoprimo | 22 Giugno 2009 h. 20:31
In ogni discorso dobbiamo per forza infilarci gli operai ma perchè? Se l’azienda decide di risparmiare su un’auto con materiali scadenti e l’operaio deve assemblare quelle debolissime plastiche…può anche essere l’operaio dell’anno ma il risultato sarà ovvio. E se un operaio vede che l’auto che ha costruito con le sue stesse mani non ha quella qualità che cerca per investire i propri soldi mi pare sia un segno tangibile. Perchè non fare un grafico per vedere quanti e di quale azienda sono gli operai che acquistano più auto per la casa in cui lavorano? Secondo me se ne scoprirebbero delle belle…
Alberto Nobile
di bigtoyota | 22 Giugno 2009 h. 21:20
Eh, eh…. chissà se BMW fa lo stesso ragionamento con gli operai della propria controllata Rolls-Royce :-).
Comunque checchè ne dicano i molti nostalgici del benefit (magari di Stato) e della cogestione alla Broz Tito, a mio avviso il vero successo per qualunque azienda sarebbe solo uno: quello di vedere i propri prodotti acquistati dai dipendenti perchè gli stessi sono intimanente convinti che siano davvero i migliori, non per campagne di sconti, sussidi, privilegi, vantaggi e regalie cui, troppo spesso, l’italiota medio non sa proprio rinunciare…..
di fabrifabri | 22 Giugno 2009 h. 21:20
Gentile Direttore,
purtroppo da un po’ di tempo nelle aziende si è perso ( tranne lodevoli eccezioni come ad esempio, a quanto mi risulta, certe aziende giapponesi e l’ audi in germania ) quello che è il concetto base di ogni azienda degna di questo nome: il bene comune.
La classica cassettina della posta per i suggerimenti per i quali l’ operaio può essere premiato se validi, può incentivare di più che non delocalizzare in maniera selvaggia, con dirigenti che guadagnano 1700 volte lo stipendio di un operaio e manfrine di ricatti occupazionali ogni volta che tira il vento contrario magari perchè per anni non si investe nel prodotto… se si vuol parlare di senso di appartenenza.
Il senso di appartenenza è lo stesso che ha indotto anche i sindacati tedeschi a chiedere cosa non vada nel frutto del lavoro di tutti… criticabile che sia o meno questa iniziativa in sè è comunque il frutto di un lavoro di staff tra sindacati e dirigenti, e ricordo che il lavoratore tedesco ha una retribuzione più alta ( anche in ragione del costo della vita ) turni di lavoro minori e maggiori diritti ( leggasi meno precariato ) rispetto al collega italiano… e il fatto che venga chiesto e non imposto in nessun modo magari con parcheggi dedicati mi sembra una forma di rispetto del lavoratore.
di sgariator | 22 Giugno 2009 h. 21:46
L’ho sempre denunciato che bisogna aiutare la produzione nazionale e ne sono fermamente convinto. La fiat dall’anno prossimo parzializza uno stabilimento perchè produce ancora 100.000 auto in più, cio vuol dire che su circa 2 milioni di auto vendute in italia circa il 66% sono straniere quindi circa 1 milione e 300 mila sono vendute straniere se si riescono a vendere 100.000 fiat in più si salva uno stabilimento italiano altrimenti comtinuiamo a comprare giapponese coreano ecc e ne salveremo uno in corea o in giappone o chissà dove. Alla BMW vogliono farlo capire prima ai propri dipendenti questo discorso poi automaticamente ai clienti. Penso sia l’italia il paese europeo con la più alta vendita di auto straniere e anche il governo ha colpe ma non quello attuale tutti i governi, e sindacati di seguito, in gran bretagna sono si falliti molti marchi ma il governo ha saputo portare molta produzione sul suol nazionale, in italia i governi quasi pagavano per aprire all’estero. Tra un poco quando non si mangia più nemmeno la pasta poi vedremo se su questo blog ancora molti saranno convinti di comprare quello che vogliono americano russo o cinese. E poi certi commenti ridicoli tipo lavoro alla ferrari non posso mica comprarmi una ferrari sono cose troppo scontate, la BMW in germania produce auto un pò costose ma che molti si possono permettere sennò il miline di vendite come si giustifica?
cordiali saluti
di alex.au | 22 Giugno 2009 h. 21:56
Personalmente penso che se una persona lavora in una certa casa automobilistica e questa produce auto adatte alle sue esigenze, allora perchè dovrebbe comprare altro? E’ forse insoddisfatto di ciò che lui stesso costruisce? Diverso il discorso se si cerca qualcosa che la casa non produce… Ovvero se un dipendente Fiat dovesse aquistarsi una normale due volumi senza troppe pretese, troverei strano se comprasse una Fiesta invece di una Grande Punto… Se invece cercasse una wagon media, ovvio che dovrebbe orientarsi sulla concorrenza! Il suo datore di lavoro non ne fà …
di francy6708 | 23 Giugno 2009 h. 09:30
Una ulteriore riflessione scaturisce, dalla lettura dei tanti interventi – che il nostro buon Direttore ha saputo scatenare attraverso il proprio argomento con grande maestrìa presentato come frutto dell’analisi di una “piccola notizia†che tale, evidentemente, davvero non è.
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Si attribuiscono, a mio parere, eccessive lodi a manager e dirigenti, spesso immeritatamente incensati, dimenticandosi che il vero successo di una azienda sono le proprie maestranze. Maestranze – italiane, polacche, turche: cittadine del Mondo – che traghettano verso il successo una azienda e che poi, magari, si vedono impedire l’accesso con la propria autovettura oltre i cancelli dello stabilimento ove prestano la propria fondamentale opera.
* * *
La proprietà Fiat dovrebbe sempre aver ben in mente che se alla guida ci fosse Marchionne quanto Pinco Pallo o Tizio Caio assisteremmo egualmente al successo di 500 e Grande Punto – forse sarebbero concettualmente un po’ diverse; magari risulterebbero, chissà ?, migliori. Diversamente, questo non accadrebbe se a fabbricarle, realmente e nella pratica, non ci fossero gli impareggiabili operai – italiani del Nord e del Sud, polacchi, magrebini, sudamericani: cittadini della Terra – che costituiscono l’ossatura e la ragione prima del successo che sta conseguendo, in qualche misura, Fiat attraverso alcuni propri modelli.
* * *
È per questa sacrosanta, evidente, indiscutibile, inconfutabile ragione che la proprietà di Fiat dovrebbe, come primo punto del proprio operare, accertarsi che le proprie maestranze siano trattate con dovuto rispetto, agevolate, messe in condizione di lavorare con più comfort possibile. Quel che avanza – di qualsiasi sforzo, energia e disponibilità economica – può andare ai dirigenti.
In questo modo, solo e unicamente così, si può parlare di “senso di appartenenzaâ€.
Francesco
di alfranco47 | 23 Giugno 2009 h. 09:36
A me e’ capitato di recarmi in una concessionaria Audi e di dover parcheggiare “fuori” perche’ non ero con un auto del gruppo.
Soluzione ? Ho comprato l’Audi presso un altro concessionario .
Accetto , anche se posso non condividere,che strutture produttive si comportino con forme di protezionismo ma che dei “commercianti di automobili”,che cercano di venderti un prodotto piuttosto che un altro , non lo accetto.
Saluti
Francesco Palumbo
di Artek09 | 23 Giugno 2009 h. 21:21
Mi sembra che qualcuno dia per scontato il fatto che per abbassare il prezzo delle automobili sia necessario usare materiali più scadenti.
Non è così. Ho lavorato in 100 fabbriche diverse, con 100 dirigenti diversi, più o meno “chiusi” nei confronti degli operai.
Se capissero di più gli operai che propongono soluzioni per migliorare la velocità e qualità del lavoro, otterrebbero più produzione in meno tempo e di conseguenza avrebbero la possibilità di abbassare i prezzi. Stesso discorso se “premiassero” con un piccolo contentino (500 euro) gli operai che producono il doppio rispetto agli altri (ce ne sono quasi dappertutto, non sono tutti uguali come qualcuno vorrebbe sostenere): questi continuerebbero a produrre sempre di più perchè + motivati e di conseguenza si attuerebbe una aggior produzione allo stesso prezzo. Di conseguenza all’azienda il prodotto costerebbe meno!
Non entro nei dettagli ma: avete presente la differenza che Valentino fa in pista ?
Valentino dimostra che una persona può fare la differenza! I piloti non sono tutti uguali, ormai alla HONDA se ne saranno accorti. E anche tra gli operai esistono, sparsi quà e là , tanti “Valentino” che però non essendo nè ascoltati nè tantomeno ringraziati o premiati per il lavoro extra che fanno, alla fine si riducono a fare quel poco che basta, tanto lo stipendio non cambia!
Meditate, cari dirigenti abbagliati dal guadagno personale (egoisti), meditate!
di zorro8 | 24 Giugno 2009 h. 12:26
Amministratori e dirigenti BMW e FIAT hanno assunto comportamenti al limite dell’intimidazione. I dipendenti devono essere rispettati.
Il buon senso ed una buona campagna di promozione delle vendite dovrebbero, piuttosto, indurre i vertici delle imprese automobilistiche a offrire sconti speciali ai propri dipendenti.
Caro direttore, mi dispiace assistere all’ennesima conferma della mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti i quali, ricordiamolo, sono innanzitutto persone.
Saluti
di Aerei Italiani | 24 Giugno 2009 h. 15:57
Da quello che leggo nel post del direttore c’e’ una enorme ignoranza da parte dei vertici aziendali verso i sottoposti siano tedeschi o italiani ….
In BMW non dovrebbero scrivere “c’e’ qualche problema” nei dipendenti, ma appiccicare un foglio con su scritto “in che cosa ca..o hai sbagliato che neanche i tuoi dipendneti hanno fiducia/possono permettersi tuo prodotto ?” nelle macchine dei dirigenti….
Un operaio fiat ( magari di quelli in cassaintegrazione) puo’ permettersi una macchina ?
Il senso di appartenenza lo si impone solo sotto le dittature e queste non reggono, fortunatamente, il libero mercato…