Quotauto Quattroruote

Quattroruote

C’è chi rimpiange l’auto per l’estate

Mi scrive Francesco Mignano, da Roma, chiedendo di sottoporvi la sua
riflessione-rimpianto. Eccola:

“Io, in questi giorni di estate in anticipo,­ per parafrasare la ‘Laura nazionale’, sono andato con la memoria a quella vettura anticonformista e dal sapore hippy che ha accompagnato molti di noi tra gli anni 70 e 80. Alcuni furono possessori dell’assai simpatica e fricchettona Mehari che svolgeva la funzione di ‘auto stagionale’ da tenere nella casa al mare e utilizzare capelli e bandane al vento.

Un’auto versatile, economica con il propulsore da 600 cm³ tanto da superare indenne quegli anni di crisi petrolifera, da usare scanzonatamente, incuranti di riempirla di sabbia e salsedine, che nulla facevano alla carrozzeria in vetroresina, oppure di sedervisi con il costume da bagno per l’appunto bagnato, portarvi il surf, eccetera. Qualcuno, più snob, ‘british style’ o mods, aveva la più costosa Mini
Moke; in imperdonabile ritardo, poi, arrivò la Renault 4 Frog, che infatti non ebbe successo.

E oggi? Io, al mare, per assolvere allo stesso compito della Mehari orautilizzo una vecchia Fiat Uno Fire, Euro 1, salvata dalla rottamazione. Come con la Mehari posso non preoccuparmi di sporcarla si
sabbia, ma non mi offre, certamente, le stesse sensazioni di divertimento né la medesima versatilità. Oltre che costose,­ valutate tra i 4.000 e i 9.000 euro,­ le Mehari e le Moke non si trovano con facilità. E nessuno più propone autovetture di quel genere. Certo, c’è il Piaggio Calessino: ma si
presta meglio a un uso turistico lungo le ‘trazzere’ di Ischia o Panarea, ma anche tra i vicoli di Sperlonga o Ponza.

Forse oggi auto tipo la Mehari sarebbero bollate con disprezzo quali radical chic… Però io vedrei bene qualche allestimento estivo nella gamma di auto trendy come la Fiat 500 e la Mini, oppure anche di Citroën C2 e C3 e Lancia Ypsilon. Allestimenti senza sportelli, con sedili in romantico e fresco vimini e capote in telai tubolari e tela tipo ombrellone come era per le 500 Jolly Ghia o Gamine che spopolarono tra gli anni 60 e 70…”.

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21 Commenti »

  1.        di annoprimo | 3 Giugno 2009 h. 11:11


    Per questa volta mettiamo da parte il piacere di guida e pensiamo a goderci di più ciò che la natura ci offre, spettacolari tramonti da collinette irraggiungibili. Panorami che spaccano lo sguardo tra montagna e mare azzurro. Spiagge isolate dal mondo con 10 persone in 1 km…raggiungibili solo per vie impervie e mulattiere, dove l’unico rumore è quello del mare.
    …questo e altro ci si perde quando, presi dal fascino di certi incrociatori da autostrada, si perde la cognizione di un auto tuttofare. In sicilia abbiamo tante di quelle spiagge isolate e difficili da raggiungere che sarebbe assurdo comprare una berlina senza avere una seconda ( spartana ) auto. Io ho una Ax 1.1 sempre bella conservata ed economicissima da mantenere ( è stata la mia prima auto…e chi se ne separa più ) e la uso per andare a zonzo per dirupi e calette con la mia lei, tra riserve varie aperte al pubblico. Dotazione di serie, sterzo, motore, sedili e tachimetro…stop. La tengo sempre pulita e ne curo la meccanica, ma all’occorrenza mette le “zampe” ovunque. Per tutto il resto ci sono altre auto…
    Scusate se mi sono perso nei “quadri” che offre la mia terra ma ne sono pazzamente innamorato…
    Alberto Nobile

  2.        di marco972 | 3 Giugno 2009 h. 12:17


    Qualcuno scrisse che i rimpianti sono dei ricordi vestiti a lutto. Con qusto caldo vestirmi in abito scuro, sinceramente non mi va tanto, soprattutto se per celebrare un “funerale” di automobili più vicine a un rishò piuttosto che a una macchina “vera”
    Che cosa servirebbero auto di questo genere oggi, visto che esiste il climatizzatore?? Per trasformare le chiappe in fiorentine cucinate su un sedile in scai???
    Personalmente l’unico rimpianto vero che ho sono i primi anni 90 dove da neopatentato facevo il pieno di super nella ex Jugoslavia a neanche 600 lire al litro…bei tempi

  3.        di sport07 | 3 Giugno 2009 h. 12:17


    Buongiorno Direttore,

    In passato quando le vacanze le trascorrevamo allo stesso luogo di sempre, i miei, decisero che una sola auto poteva condurci in giro, una adatta alle strade più anguste che quelle di città, per accompagnarci al mare o in giro per brevi percorsi, poichè l’auto di famiglia era una Lancia che doveva assolvere a compiti ben più gravosi. Così venne “imbarcata” per Ischia la vecchia Fiat 600 classe fine anni 50, di quel colore “verdino” che ai tempi di una volta faceva moda. La 600 in questione durò anni e anni portandoci da un capo all’altro dell’isola, finchè un giorno, messa da parte, a qualcuno non venne l’idea di “cederla” per pochi spiccioli a un residente della zona, che ne ricavò un piccolo taxi senza portiere e dal colore sgargiante di rosso fuoco. Non disponiamo più di un’auto per le vacanze, poichè ogni anno cambiamo luogo per trascorrerle, ma se mi decidessi di acquistare qualcosa in Romagna, penserei subito all’auto delle vacanze, ma stando sempre molto attento all’ecologia, poichè se una Citroen Mehari ci ricorda i nostri anni fanciulleschi (per alcuni di noi), è anche vero che la stessa non era predisposta in maniera tale da non offendere l’ambiente. Dicasi la medesima cosa a riguardo della 600 dei miei genitori utilizzata per tanti anni ad Ischia, e che sinceramente rimpiango come trattarsi di una reliquia scomparsa non per mia volontà.

  4.        di bigtoyota | 3 Giugno 2009 h. 14:14


    Probabilmente anche le simpaticissime microvetture citate, a metà strada fra il dune-buggy (altro desaparecido dalla storia automobilistica), il giocattolino di lusso e il taxi tipico di Ischia e Capri, sono fra le tante vittime delle normative attuali.
    Ciò che vi si avvicina di più è forse il Quad, simpaticissimo ma con i limiti dovuti al fatto di essere mezza moto e mezza auto.
    Se un giorno qualche casa deciderà di riproporre un simile prodotto di estrema nicchia credo che, per motivi sia commerciali che di omologazione, la base di partenza dovrà essere un SUV di medie dimensione (tipo x3, q5, SUV Citroen-Renault, Rav, Quashqai….). Ricordo, e si può trovare sul web, un prototipo del 1986 su chassis Range Rover a tre porte davvero intrigante…..

  5.        di Aerei Italiani | 3 Giugno 2009 h. 16:39


    Problemi che non mi pongo l’auto nelle vacanze la uso lo stretto indispensabile, giusto per i tragitti impossibili da colmare in bici o a piedi, anche perche’ utilizzare veicoli a motore sul demanio pubblico e’ severamente ( e giustamente) vietato nella maggior parte civile del nostro paese.
    Quanto costerebbe poi un vetturetta nuova come quelle citate nel post al giorno di oggi ? 15.000-20.000 come minimo…si erano altri tempi….

  6.        di Mauro Tedeschini | 3 Giugno 2009 h. 17:59


    Dimenticavo: Francesco Mignano aveva chiesto anche una valutazione del sottoscritto. Che è la seguente: quegli anni scapigliati sono alle spalle per sempre, oggi macchine come la Mehari non supererebbero le prove di omologazione, a cominciare dai crash test per la sicurezza. Spesso si lamenta il fatto che le auto sono un po’ tutte uguali, ma è anche colpa di una normativa sempre più stringente, che soffoca i margini di creatività: non si parte più dal foglio bianco a disegnare, ma da basi imposte dalle leggi. E non ha torto chi evoca il Quad come alternativa estiva: non è un’auto, pur avendo quattro ruote, e come tale può infischiarsene di parecchi obblighi. L’automobile è un prodotto industriale, un business terribilmente serio, e spazio per il divertimento ce n’è sempre meno. Purtroppo.

    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  7.        di bigtoyota | 3 Giugno 2009 h. 20:22


    E bravo il Direttore! “Semel in anno” siamo incredibilmente d’accordo!
    “Spazio per il divertimento ce n’è sempre meno”….. e poi quel bellissimo “purtroppo” che, quasi, quasi, mi riconcilia con 4R.
    In effetti il pendolo della storia automobilistica ha oscillato nell’ultimo quarto di secolo dagli eccessi del foglio bianco e del controsterzo libero ad una sorta di “regime del terrore” che, ormai, sconfina spesso nel ridicolo, quando non nel penale di chi ci marcia alla grande.
    E, a questo punto, è d’obbligo la domanda: non sarebbe forse il caso che la rivista mettesse in cantina gli stereotipi e le infondate ed offensive esagerazioni del tipo “un paese di ubriachi” e cominciasse a lavorare per riportare il pendolo fuori dagli eccessi nell’uno e nell’altro senso ed in una situazione di giusto equilibrio?

  8.        di eduardo.ligotti | 3 Giugno 2009 h. 20:55


    Caro Direttore,
    il guaio è proprio questo, le normative, i crash test, possibile che mi si deve imporre per forza la macchina “sicura”, ma se dentro ci sono io sarò padrone di decidere sulla mia sicurezza e quella della mia famiglia? NO, ci devono sempre imporre qualcosa, come se non fossimo in grado di decidere da soli.
    Se si tratta di sicurezza del pedone va bene, ma che si decida per me non mi sta bene.
    E’ la stessa cosa del fumo, è giusto non fumare in presenza di altri, ma mi rifiuto di smettere, è un problema personale che non deve riguardare gli altri.
    Scommetto che se riproducessero la Mehari, avrebbe un successo nelle vendite, non se ne può più di auto tutte uguali.
    Capisco il businnes, ma allora, se la nuova è uguale alla vecchia, perchè cambiare auto, se la vecchia va ancora bene? Solo per qualche accessorio in più?
    Francamente dovrei cambiare auto ma non riesco a decidermi non c’è una che mi convinca o mi piaccia, solo la Logan MCV e la Tata Nano ma solo sotto il profilo economico.
    Alla fine, credo, che porterò le vecchie dal carrozziere le rimetterò a posto e me le terrò per altri 10 anni, anzi per una avrei pure un guadagno, ormai è iscrivibile ASI per cui bollo ed assicurazione ridotti, il tutto spendendo di meno dell’acquisto di una sola auto nuova.
    Almeno le vecchie hanno una loro individualità e le riconosco da lontano, l’ultima auto acquistata sparisce; è uguale a tutte le altre, devo vedere la targa per riconoscerla..
    Poi le case automobilistiche ed i nostri governanti non si lamentino che non vendono, conta anche l’elemento individualistico e non solo quello economico.

  9.        di Luca 79 | 3 Giugno 2009 h. 21:14


    Qualche Mehari in giro nel novarese si trova ancora, per fortuna. Ovvio che adesso un’auto simile sarebbe improponibile, ma che pacchia in campagna o in collina con la piccola Citroen. Chi ne possiede una la conservi gelosamente…magari se vinco qualche soldo da qualche parte la compro…Se non la trovo cercherò una X1/9, che ne dite? Ci si può divertire anche con quella!

  10.        di giuse82 | 3 Giugno 2009 h. 21:31


    Trovo le vetture del passato molto più belle di quelle di adesso, forse perchè sono le uniche che posso permettermi. Sabato, se l’avranno ancora, andrò a vedere una Golf 2.8 V6 del 2001: per 6500 euro offrono una vettura full optional, interno in pelle beige compreso…
    Fuori tema a parte, penso che di quelle vetturette tipo Mehari non ne faranno più. Tra un paio d’anni anche le Panda avranno l’ESP di serie (molto utile, evita il testacoda mentre si cerca parcheggio al supermercato), altro che girare senza portiere e senza tettuccio. Se invece di cercare auto che resistano agli urti a 100 km/h andassimo tutti più piano, avremmo auto più economiche e soprattutto più divertenti e simpatiche…

  11.        di Niko46 | 3 Giugno 2009 h. 21:54


    Per quanto abbia ragione, Direttore, non concordo con lei… E’ vero, le normative hanno “ucciso” la creatività (non in Renault, anche se non l’apprezzo) ma non hanno deciso da un giorno all’altro che “Così è, se vi pare”. Queste normative sono state decise per proteggere le persone da loro stesse e dagli altri “folli” che vanno per strada, anche se è pur vero che un crash test a 64km/h è un crash test alquanto “inutile” visto che gli incidenti mortali derivano in buona parte dall’elevata velocità che di certo non rientra in quei 64 km/h… ma questo penso che Lei lo sappia molto meglio di me visto che ci “vive” di queste cose ^^
    Tornando al tema, fino a pochi anni fa se non ricordo male c’era un anacronistico modello della Smart che si prestava almeno in apparenza a seguire i concetti dettati da queste auto, anche se il prezzo faceva storia a se…
    Se devo dire la mia sul fatto, al posto di una Mehari penso che al mare ci andrei con una vecchia Vespa, se proprio devo stare all’aria, tanto vale che ci stia al completo, ma sempre con un certo “portamento” (che solo i modelli con tante “primavere” conferiscono).

  12.        di francy6708 | 4 Giugno 2009 h. 10:34


    Caro Direttore,
    sebbene il suo “purtroppo” conceda spazio a una seppur minima consolazione, segno evidente che chiunque – per semplici ragioni di età, per passione o magari per “ideologia” – abbia incontrato sulla propria strada una scapestrata Mehari o una mods Mini Moke, ma anche una più vetusta e romantica 500 Jolly, conserverà sempre dentro di sé il fascino incontestabile che sapevano offrire simili autovetture, credo che le motivazioni tecniche da Lei espresse marchino come una inesorabile palombella di Domenghini la fine dei sogni di qualsiasi irriducibile Peter Pan dell’automobile.
    Le motivazioni tecniche, forse, solo in parte.
    Lei, Direttore, e chiunque a buon ragione sostenga che sicurezza passiva e sicurezza attiva di una automobile debbano inesorabilmente modificarne struttura e concezione incontra il mio plauso. Sono il primo a sostenere la necessità di sistemi di sicurezza come l’ESP, i rinforzi strutturali, eccetera. Come ritengo primario mettere avanti a tutto la prudenza e il rispetto per gli altri, giacché non basta che sia protetta (o non protetta a mia discrezione) la propria famigliuola oppure che avvelenare i propri polmoni di nicotina sia un problema solo personale: oltre che sempre valido, infatti, quell’adagio in voga qualche anno fa recitante “chi fuma avvelena anche te…” è risaputo che l’ammalarsi o il provocare incidenti tali magari da coinvolgere solo sé stessi costituisce problemi e costi che gravano sulla società intera; dunque non sono situazioni da liquidare con un semplicistico “riguarda solo me”.
    * * *
    Però io credo anche che oggi una riproposizione, rivisitata in chiave moderna, della Citroën Mehari che rispetti ogni obbligatorio standard di sicurezza sia fattibile. È più plausibile, evidentemente, che venendosi a trattare di un prodotto di nicchia tale – anche per il rispetto dei citati obblighi di sicurezza – da trasformare quella vettura da economica a costosa – come si è detto, da “fricchettona” a “radical chic” – manchi il coraggio economico e commerciale di affrontare una simile sfida. Sfida che, a mio modesto parere, sarebbe vinta da chi avesse quel coraggio poiché bisognerebbe, in questo caso, invece che parlare di successo tarato su numeri di vendita piuttosto su clientela soddisfatta e stupita. Una piccola “chicca”, ovvero, presente nella propria gamma di cui vantarsi e orgogliosamente distinguersi.
    * * *
    E sempre sulla sicurezza. Se, giustamente, una vecchia Mehari oggi viene considerata pericolosa: come può rispettare ogni standard di sicurezza il Piaggio Calessino che viene utilizzato a scopo trasporto promiscuo e sembra – sottolineo sembra – essere praticamente identico a un Ape di 40 anni fa?
    * * *
    Mi fa sorridere, invece, l’idea di aggrapparsi al quad come ultima spiaggia – verrebbe da dire ultima “spiaggetta” per usare quell’affettuoso termine con cui era soprannominata la 500 Jolly Ghia; ma, sinceramente, troverei offensivo nei confronti di quest’ultima qualsiasi comunanza con il quad – poiché costituisce davvero un’idea tristissima. Insomma: passare dalla 500 Jolly al quad sarebbe come sostituire la leggiadrìa di “Roman holiday” con l’insulsaggine di “Vacanze ai Caraibi”, la finezza di Audrey Hepburn con la rusticità di quell’attricetta di Fiano Romano; passare dalla Mehari al quad sarebbe come sostituire il fascino beat di Peter Fonda con la “coattagine” dei finto-palestrati che troneggiano nei talk show televisivi, come sostituire Marrakech con Torvaianica… Dobbiamo accontentarci davvero di questo?
    * * *
    Piuttosto che il quad, Direttore, una valida soluzione, per qualsiasi romantico Peter Pan dell’Automobile, resta sempre una bella “Macchina del Tempo”… oh, intesi: purché dotata di ESP…!
    Francesco

  13.        di CinghialeMannaro | 4 Giugno 2009 h. 10:38


    Rispondo a Edoardo citando una sua frase, per poi riallacciarmi a quanto scritto dal Direttore:

    “Se si tratta di sicurezza del pedone va bene, ma che si decida per me non mi sta bene.”

    Questo è lo stesso ragionamento, del piffero, di chi vorrebbe decidere di poter andare in moto senza casco. E’ un ragionamento del piffero, perchè poi se ti fai male *tu* i costi del tuo ricovero li pago *io*, quindi per il bene - anche economico - della collettività la legge ti impone di guidare un’auto sicura e di metterti il casco.
    Intendiamoci: non ho niente contro la rimozione dal pool genetico dei cromosomi di chi ha in uggia la sicurezza personale, anzi. Ho pero’ grosse remore a far lievitare la spesa nazionale per chi dice “saro’ padrone di decidere se far viaggiare la mia famiglia in un’auto insicura, no?” poi quando fanno un incidentino piccolo pero’ vogliono essere curati anche quando per colpa dell’auto insicura si son fatti male davvero.

    Finito l’excursus, quindi, mi riallaccio a quanto detto dal direttore: l’era delle Mehari e altre auto simili è finita. Finita per la sicurezza, ma finita soprattutto perchè non è piu’ tempo. Erano macchine relativamente accessibili allora, ma ora avere una seconda auto per usarla due mesi l’anno è “da quattrinai”. Sono ben pochi che si possono permettere una roadster pura, usabile solo d’estate, con relativo box per tenerla tutto l’anno.

    La classe media è sparita, direttore. E con essa tutte le auto che erano simbolo del “lusso abbordabile” degli anni 70.

  14.        di mboccomino | 4 Giugno 2009 h. 17:22


    Ci rimane solo il ricordo dei vecchi tempi. Almeno qualcuno di noi l’ha vissuti. Per vari motivi e non tutti giusti non si possono riproporre. La 500 con tetto apribile era la vettura per l’estate. Ripensandoci, con i parametri attuali, eravamo spericolati oltre ogni dire. Confort assente, frenata quasi, carrozzeria che non ci proteggeva per niente, anzi peggiorava le cose in caso di incidente. L’unica cosa era il respirare la libertà di muoversi. Una sensazione irripetibile attualmente. Traffico, eccessi di velocità, parcheggi, ecc. ci hanno tolto quello spirito che era appagante. Insieme alla 500 avevo anche la Lambretta. Grandi dispute di chi era la migliore con la Vespa. Che tempi! Un saluto.

  15.        di viggen | 4 Giugno 2009 h. 18:56


    Quoto in toto CinghialeMannaro. Purtroppo l’esagerato parco circolante italiano, in relazione alle misere strade che ci ritroviamo, alle vacanze fatte solo ed esclusivamente di Agosto (male tutto italiano) hanno trasformato l’auto in un costoso elettrodomestico (sia per l’acquisto che per l’uso) che ci porta da un punto A ad un punto B (se ci si arriva) in tempi che invece di accorciarsi si dilatano. Questi giocattolini un po’ snob se li può tenere in garage, ora come allora, o un appassionato duro e puro (stile motociclista che viaggia anche con la neve) o con uno che può permettersi il lusso di tenersela ferma 360 giorni l’anno per sfoggiarla 5 volte per andare fino ad un locale esclusivo della riviera per stupire i presenti scendendo senza aprire lo sportello. Lo so, sono estremi finanche eccessivi, ma quando uno diventa maturo e comincia a conoscere il valore del denaro (che non ha) si rende conto che deve ben ponderare quale auto comperare (carrozzeria, alimentazione, accessori) tenendo conto che uno sbagli si paga abbastanza caro (economicamente parlando). Queste auto, con buona pace degli appassionati e nostalgici, fanno compagnia alle tre volumi, una razza in estinzione almeno per quella fetta di paese (a dir la verità molto ampia) per la quale comprare un’auto non è più una festa, ma un problema….

  16.        di Luca 79 | 4 Giugno 2009 h. 20:17


    Tra l’altro qui tutti citano la Mehari, e mi pare che nessuno abbia nominato l’attuale c3 col tetto apribile…che dovrebbe essere la versione sbarazzina della Citroen…ne vedo talmente tante in giro che manco mi ricordo come si chiama… Pluriel…e son dovuto andare a leggere il listino. Probabilmente certi azzardi stilistici non pagano.

  17.        di francy6708 | 5 Giugno 2009 h. 09:52


    @ Luca 79
    Giusta osservazione, la tua, riguardo la C3 Pluriel; osservazione che io, però, in qualche modo ribalto e leggermente modifico secondo il mio punto di vista e, anche, secondo quanto posso afferrare dall’osservare ciò che vedo in giro, almeno attraverso le strade di Roma.
    C3 Pluriel che nei listini di “Quatttroruote” è indicata come C3 Cabrio: questo non so se da dettami della Casa degli chevron d’Oltralpe o se per libera interpretazione della Redazione dello storico mensile edito dalla Domus.
    Infatti la Pluriel non è una cabrio, quanto una “trasformabile”, come erano le Fiat 500 A, B e C, la Nuova 500 o la Bianchina dei tempi che furono. Come sarà l’attuale Fiat 500 “scoperchiabile”, per l’appunto “trasformabile” con buona pace del buon Robinson che sul portale di “Quattroruote” la proponeva in più piacevole versione cabrio.
    Una trasformabile come la Pluriel è, giustamente, una vettura sbarazzina; ma una vettura da città, sfiziosa e divertente quanto si vuole, ma che nulla può avere a che fare con le automobili che io ho definito “stagionali” che allietarono noi giovani “fricchettoni”, “snob” o “radical chic” (qualsiasi definizione mi sta bene) che sapevamo divertirci con pochi soldi tra gli Anni 70 e 80. Piuttosto a quella categoria di autovetture possono accedere la Fiat 127 Moretti MidiMaxi o la Renault 5 Rodeo degli Anni 80; esperimenti, invero, non molto fortunati…
    Comunque, riguardo la C3 Pluriel: io non so quanto successo abbia avuto in fatto di numeri di vendita, ma in giro per le vie di Roma se ne vedono parecchie, anche personalizzate con le modanature decorate, ma fortunatamente non “leopardate” come il tanga della simpaticissima Littizzetto che ne interpretava lo spot pubblicitario…

  18.        di eduardo.ligotti | 5 Giugno 2009 h. 18:27


    Rispondo a Chinghiale Mannaro,
    la mia era una voluta provocazione, nel senso che le auto attuali non sono più individuali, come ho sottolineato successivamente.
    Detto questo faccio notare una contraddizione, le varie Mehari e compagne le facciamo girare tranquillamente, certe volte prolungando la vita oltre ogni limite, ma non sarebbe meglio rifarle, aggiornandole, sarebbero più sicure. La ricerca della sicurezza ad ogni costo non sempre ottiene quello che si vuole.
    Personalmente in città, quando non giro in moto, uso una VISA ultraventennale, solo perchè è semplice non ha elettronica, consuma meno della clio ultimo tipo, che noleggio normalmente quando viaggio, per non subire i blocchi del traffico l’ho trasformata a GPL, sarebbe ora di cambiarla, ma della stessa taglia non c’è ne una che mi soddisfa, allora la tengo.
    Al mare giro con una land 88 telonata con sedili non imbottiti, ex esercito inglese, è una II serie; principalmente la uso per la barca, per cui devo entrare in acqua ogni volta, quanto durerebbe se fosse una fuoristrada moderna?
    Parlando con colleghi ed amici la domanda: ma che mi faccio? è ricorrente, tanto che ho un collega che gira con la 1750, ha anche un’auto nuova ma non gli piace per cui ha ritirato fuori la 1750.
    Girando tra la gente questo fenomeno di rinviare l’acquisto dell’auto nuova, non per motivi economici, ma puramente di non trovere l’auto che piace, sta aumentando.
    Ultimo, ma dove mettete il piacere che si prova guidando una 124 spyder pininfarina o un duetto alfa d’estate con la capote abbassata ed avere intorno il legno invece che la plastica? Saranno pure pericolose ma ……..

  19.        di PG1964 | 5 Giugno 2009 h. 19:53


    A parte il fatto che Castagna ha proposto l’anno scorso la 500 TENDER, magnifica rivisitazione delle “spiaggette” anni ‘60, mi pare che il problema sia arduo da risolvere nel nostro paese perchè bisogna assicurarla per tutto l’anno, pagare il bollo per tutto l’anno, tenerla in un garage sennò si rovinano i sedili in vimini, etc. Allora va bene se di mestiere facciamo i bagnini e la usiamo come attrazione per i clienti del nostro stabilimento balneare. E poi, se non ci sono i soldi per fare 15 giorni di vacanza con la famiglia, che ce ne facciamo Direttore di questo simpaticissimo quanto inutile giocattolo?

    P.S. Certo che se uno si può permettere un barca da 65 piedi, allora ci va a fare la spesa quando attracca….

  20.        di viggen | 8 Giugno 2009 h. 16:08


    Conosco molta gente che possiede auto che ormai possiamo definire d’epoca, che ci spendono (molti) soldi per metterle a posto, che le vezzeggiano perché tutto sommato sono un’auto con l’anima, non un freddo prodotto da computer e catena di montaggio.

    Tuttavia queste sono auto da esposizione, l’utilizzo gravoso e quotidiano di tali mezzi è solo oneroso per chi li possiede e, in fin dei conti, pure pericoloso. E’ vero che, probabilmente, se uno vuol fare del bene all’ambiente è meglio che tenga una vecchia auto ancorché inquinante piuttosto che comprarne una nuova e superecologica (dal momento che produrla produce inquinamento); però ci si scontra con la vita di tutti i giorni, la necessità di aver un’auto buona per i blocchi del traffico, l’autostrada, la città, per andare al lavoro o in trasferta di lavoro e quant’altro, da poter usare senza preavviso (senza andare al primo autonoleggio, per intendersi). Bene chi può, e vuole, mantenere vecchie auto, magari “gasandole”… Ma è un po’ difficile che tutti possano fare alla stessa maniera e, inoltre, per quanto uno le curi, le vecchie auto si arrendono. I miei vicini, Dio solo sa come, sono riusciti a far passare per anni alla revisione una vecchia Panda DIVORATA dalla ruggine, con il cambio risaldato e i seggiolini ridotti a delle ragnatele… Va bene, la usavano solo per andarci all’orto, ma insomma…

  21.        di e.zaghi | 22 Giugno 2009 h. 12:17


    Diciamo che piu’ che rimpiangere l’auto dell’estate io rimpiango le auto con personalita’ nazionale di una volta. Una Triumph non era un’alfa ed una 850 Fiat non era una NSU prinz. Rimpiango le auto che non erano fotocopie l’una dell’altra. Si vede che anche questa e’ una conseguenza della globalizzazione. Saluti.

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