Quotauto Quattroruote

Quattroruote

Da che parte sta “Quattroruote”

Un amico di questo blog mi segnala che sono già passati tre anni da quando (il 31 ottobre 2006) cominciammo a dialogare in “Via Mazzocchi 1″ e che il primo post era intitolato “Da che parte sta ‘Quattroruote’”. Titolo che rispolvero oggi volentieri per mettere i puntini sulle i in una questione che mi sta molto a cuore.

Un lettore, Ambrogio Gatti da Triuggio, mi ha inviato una mail accusandomi (con molta civiltà, devo dire) di essere uno strenuo difensore del motore termico, convinzione tratta dalla lettura dell’editoriale pubblicato nell’ultimo numero di “Quattroruote”. “In tutta sincerità”, scrive il lettore, “ho interpretato l’articolo come lo sfogo di un amatore, di un passionale che vede serie possibilità che il motore termico, fondamenta del proprio credo automobilistico, venga lentamente ma irreversibilmente sostituito”.

Il Gatti prosegue spiegando che già oggi sono centinia di migliaia gli utenti che usano le loro piccole, seconde auto per spostamenti quotidiani che non superano i 40 km e che già hanno un box in cui ricaricare in futuro la loro auto elettrica. Ergo: “Io sarò uno di quelle centinaia di migliaia di utenti che abbracceranno senza paura la nuova tecnologia afona, purché economicamente conveniente”.

Quel che io rifiuto, caro lettore e cari tutti, è una certa idea che stiamo mutuando dalla politica secondo la quale bisogna per forza schierarsi da una parte o dall’altra, pro o contro. Anche da colleghi che fanno il mio stesso mestiere mi sento chiedere: ma tu sei a favore o contrario all’elettrico? O sei forse per il metano? Il progresso tecnico, grazie a Dio, non si fa a maggioranza, si fa con l’evidenza dei fatti.

Siamo tra coloro che pensano che le batterie abbiano fatto progressi enormi, ma che ancora ci sia davanti tanta strada. Se poi tra un paio d’annetti la Renault o la Nissan o la Mitsubishi ci dimostreranno invece che ci siamo, saremo i primi a esserne felici. Senza pensare se abbiamo perso o vinto, ma solo rallegrandoci di un nuovo passo avanti dell’automobile, che diventerebbe molto più ecologica e molto meno rumorosa.

“Quattroruote” non sta dalla parte del partito preso, cerca di capire, di raccontare quel che succede, di provare quel che si può provare. Anche se non c’è traccia né di benzina né di gasolio. Sapendo che anche nell’elettrico ci saranno buone macchine e pessime macchine.

P.S. Sto pensando per fine 2009 di scegliere “il post dell’anno”, ovvero l’intervento più bello tra le migliaia che abbiamo pubblicato. Non si vince nulla, solo un invito a trascorrere una giornata con noi sulla pista di Vairano. Che ne dite?

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46 Commenti »

  1.        di francy6708 | 9 Novembre 2009 h. 11:46


    «“Quattroruote†non sta dalla parte del partito preso, cerca di capire, di raccontare quel che succede, di provare quel che si può provare. Anche se non c’è traccia né di benzina né di gasolio. Sapendo che anche nell’elettrico ci saranno buone macchine e pessime macchine.».
    Ineccepibile. Questo è “fare informazioneâ€. Che, purtroppo, tanti – troppi – Suoi colleghi dimenticano.
    Altra situazione, poi, è il “mestiere†dell’editorialista: chi, ovvero, commenta fatti e idee dal proprio – parziale, personale, soggettivo, opinabile – punto di vista; sentimentale, culturale, politico, sociologico.
    Come contributo alla crescita e alla libertà di pensiero.
    Ma sempre con civiltà e rispetto delle opinioni altrui e dei dati di fatto.
    E senza mai – mai – dimenticare che si può sbagliare e che nulla è più normale, intelligente, formativo dell’ammettere di aver sbagliato o, più semplicemente, di aver superato, con motivazione, un pensare che poteva essere valido in circostanze diverse.
    Bravo Direttore!
    Francesco

  2.        di alfranco47 | 9 Novembre 2009 h. 11:48


    Caro Direttore
    Nella sua introduzione fa riferimento a carburanti alternativi da utilizzarsi su vetture esistenti modificate all’origine per “risparmiare e far vendere”.
    La prima auto alimentata a gasolio la comprai nel 1981 perche’ percorrendo molti Km risparmiavo,
    Sarebbe utile capire cosa e’ il ” risparmio “.
    Il risparmio e’ forse meno tasse sui carburanti allo stato ?

    Cambio argomento, lo Stato qualche anno fa per legge ha eliminato i costi di ricarica per favorire i consumatori.
    Lo stato dovrebbe e Lei farsi promotore dell’iniziativa di eliminare il canone dell’apparato telepass in quanto ha favorito innanzitutto le societa’ concessionarie per mancati investimenti in porte e dipendenti.
    La societa’ telepass spa , verifichi il punto 7 del contratto, e’ autorizzata a monitorare e credo a vendere i flussi di traffico effettuati da noi automobilisti.

    Ecco questa sarebbe una bella scelta di campo a favore di noi automobilisti.

    Grazie saluti
    Francesco Palumbo

  3.        di marko911 | 9 Novembre 2009 h. 11:57


    Caro direttore, stavolta sono d’accordo con lei. Le scelte che l’industria automobilistica si trova davanti vanno ponderate con la scienza e la razionalità, le tifoserie da stadio non aiutano. Oggi, per ogni “soluzione” si può trovare un difetto, un caveat, dal particolato al peso delle batterie, dalla rete distributiva di combustibili alternativi all’autonomia utile. Le soluzioni saranno sicuramente evloutive e non rivoluzionarie, e probabilmente ne coesisteranno di diverse, così come già oggi esistono diverse soluzioni motoristiche. Le riviste specializzate come 4R hanno l’arduo compito di verificare i risultati sul campo, dal punto di vista dell’utente finale, schivando le pressioni delle lobby e delle industrie.

  4.        di passerotti | 9 Novembre 2009 h. 12:23


    Carissimo Direttore,
    il problema non è da che parte sta Quattroruote altrimenti non staremmo qui a commentare o a leggere la rivista.
    Semmai come noi lettori possiamo influire, contribuire alla qualità di questa Quattroruote.
    Personalmete ritengo che Quattroruote faccia da qualche anno prove su strada stringate, simili a temi di italiano al liceo classico piuttosto a una seria analisi tecnica.
    Non ci sono più descrizioni, approfondimenti tecnici, considerazioni sull’ergonomia e richiami al Costruttore.
    Alcuni esempi: perché ancora non è stata provata la Yaris Diesel con il motore da 90 cavalli? Perchè ancora non si è detto niente di tutte le nuove Panda 4×4 vendute prive di alcunché controllo elettronico del differenziale?
    Ci sarebbe da parlare del fatto che oggi non si può nemmeno sostituire l’autoradio di serie perché non “dialoga” più con la rete can-bus della vettura.
    Oppure di prove che servono a tutti e non come quelle dell’ultimo numero dove viene messo un moderno motore su auto vecchie.
    Mi sembra quindi che ci si stia svilendo, almeno sulla carta stampata dove probabilmente non appaiono tutti i test effettuati a Vairano.
    Alla pagella aggiungerei la voce manutenzione ovvero se è facile svitare il tappo dell’olio o cambiare una lampadina di un faro.
    Riguardo poi alla Panda 4×4, visto che a qualcuno a Rozzano gli riesce, perché non prova ad aggiungere almeno l’ELD?
    Vi dico subito che basta cambiare la centralina dell’ABS, la pulsantiera in plancia, alcuni cablaggi e riconfigurare la rete.
    Ritornanodo alla domanda del Direttore direi che Quattroruote non è che sta con la Fiat (come faceva anni indietro) o con gli sponsor di copertina ma semplicemente in una fase di torpore dove spesso viene superato per precisione descrittiva da altre riviste quindicinali.
    Per venire poi a Vairano sarei ben lieto……
    Con affetto trentennale

  5.        di aponus | 9 Novembre 2009 h. 12:40


    Caro Direttore,
    posso pure trovarmi d’accordo con lei, ma perché 4R non inserisce nella sua valutazione complessiva la voce ecologia? All’interno di quest’ultima dovrebbe includere: tipologia di alimentazione/propulsione, emissioni, FAP, riciclabilità dell’auto (non se ne parla quasi più).

  6.        di spydercat | 9 Novembre 2009 h. 12:52


    Gentile Direttore
    In un futuro molto prossimo, Nissan Renault ci daranno delle fantastiche auto a batteria Plug In, che dovranno farci scordare il motore termico.
    L’altro giorno in tangenziale però pensavo..
    Ok, l’80% degli automobilisti fa 40-50 km al giorno per andare e tornare dal posto di lavoro.. Ma se a causa di un bell’acquazzone, sempre in tangenziale, sotto l’acqua battente con la nostra bella elettrica plug in, siamo costretti due ore fermi con i tergi e il ventilatore acceso per non appannare i vetri (è una questione di sicurezza..)
    E se a un certo punto la batteria si scarica.. Moltiplichiamo per 1000 automobilisti che in quel momento si trovano con la stessa auto elettrica. Cosa succede?
    Distinti Saluti

  7.        di salvo127 | 9 Novembre 2009 h. 13:44


    Intervengo da lettore venticinquennale di Quattroruote. Non sono d’accordo con passerotti quando dice che in passato Quattroruote “stava” dalla parte della Fiat: almeno dal gennaio 1985 tale affermazione è destituita di ogni fondamento. Per quanto riguarda (ma non è questo il tema del giorno) la precisione di analisi nelle prove condivido invece parzialmente: io (modestia a parte) sono un lettore a cui sfugge ben poco e spesso ho dovuto lamentarmi dell’approssimazione nella quale è incorsa la rivista negli ultimi anni: ad es. nei commenti al listino delle auto nuove a piè di pagina si notano spesso errori dovuti a mancanza di aggiornamento (v. ad es. il commento alla Hyundai i10, dove si dice che l’Esp non è disponibile e dal listino risulta l’opposto oppure le versioni a gasolio della Toyota Aygo, che dal listino sono scomparse ormai da vari mesi, mentre a piè di pagina si dice che sono ancora disponibili ecc.), ma la perfezione non è di questo mondo!
    Anche nelle prove su strada si notano a volte delle incongruenze nei vari dati pubblicati. Ma torniamo al tema del giorno: francamente non mi sembra che Quattroruote voglia privilegiare la tecnologia del passato e del presente (motore termico) su quella eventuale del futuro (motore elettrico): il Direttore, giustamente, ha fatto notare che allo stato attuale quest’ultima non ha ancora superato tutti i problemi relativi all’autonomia, il vero tallone d’achille delle elettriche. Quando uscì la Toyota Prius prima serie Quattroruote ha applaudito la nuova tecnologia ibrida (e sono passati più di dodici anni!), non rifugiandosi in una sterile difesa del motore tradizionale. Invece ha fatto bene ad aprirci gli occhi immediatamente quando la tecnologia promessa era una enorme bufala…(ricordate la Eolo col motore ad aria compressa?)
    Cordiali saluti - Salvatore

  8.        di dface | 9 Novembre 2009 h. 14:06


    Per quanto riguarda il post, più “bello” perfetto, spero di vincerlo, per quanto riguarda la faziosità di 4R, qualche volta noto, “come d’altronde è normale che sia”, a seconda del giornalista che scrive, una leggera tendenza per una parte o per l’altra marca o auto.
    La cosa che ho notato, è la tendenza per certe prove, soprattutto per quelle di durata, per certi veicoli, una attitudine “nei titoli” a sminure i risultati dei test, soprattutto quelli con risultati pessimi, anche se poi leggendo l’articolo tutti i problemi vengono annotati scrupolosamente.

  9.        di r.bresciani | 9 Novembre 2009 h. 14:13


    Egregio Direttore,
    ho la vaga impressione che Lei sia un pò troppo schierato pro elettrico.
    Gradirei moltissimo, e come me sicuramente anche tutti i frequentatori di questo blog, che oltre ad elencare (giustamente) i pregi delle future vetture elettriche, Lei elencasse anche tutti quei problemi che sicuramente incontrerà chi per primo farà da cavia con questa innovativa tecnologia.
    Si, perchè i problemi saranno molti e non solo quelli noti, come l’autonomia molto limitata, la scarsa durata e l’esorbitante costo delle batterie.
    Vi saranno anche altri problemi di cui nessuno ora parla per non raffreddare gli entusiasmi: nessuno per esempio dice che la ricarica nel box auto sarà un’utopia.
    Eh già, perchè dieci ore di collegamento alla presa della corrente assorbendo tutta l’energia disponibile (3kwh * 10h) corrispondono circa a 3 - 3,5 litri di benzina.
    NOTA BENE: nel frattempo non si può accendere lavatrice, lavastoviglie, frigo, phon, pc, nemmeno una lampadina altrimenti salta tutto !!!!
    Se Lei riuscirà a disegnare una efficace mappa di tutti i trabocchetti disseminati sulla via dell’elettrico, contribuirà sicuramente ad evitare che molte persone, sull’onda dell’entusiasmo, si trovino tra le mani un aggeggio magari molto fico, ma che non risponde assolutamente alle proprie esigenze.
    Distinti Saluti

  10.        di Maurizio120 | 9 Novembre 2009 h. 14:17


    E’ auspicabile che la semplicità e la genialità dei motori elettrici sia supportata da una tecnologia almeno decente nel campo dell’accumulazione, altrimenti abbiamo un prodotto che zoppica. Oltre ovviamente alla rete di rifornimento, il tutto sperando che il ciclo energetico totale (produzione, trasporto, accumulazione e infine consumo) sia vantaggioso risppetto alle auto tradizionali. Altrettanto auspicabile è continuare a poter usare il motore termico, complicato e dal rendimento scarso, ma certamente per molti più divertente. Fermo restando che per tutti i giorni, quando la tecnologia sarà matura, l’elettrico non avrà rivali. Ecco, direi che l’unica cosa in cui 4r deve essere di parte è nell’opporsi a limiti e divieti che penalizzino qualche consumatore automobilista.

  11.        di p4n1k | 9 Novembre 2009 h. 14:17


    Osservazione legittima, nel giornalismo l’imparzialità non esiste ma esistono opinioni più o meno intellettualmente oneste. Nel caso delle auto elettriche beh quando le case automobilistiche le metteranno in commercio saranno giudicate per quanto valgono, dal mio punto di vista aspetto gli sviluppi della tecnologia del motore a benzina (ad esempio il multiair) e di quella ibrida specialmente con l’abbinamento motore diesel-elettrico.

  12.        di dadry | 9 Novembre 2009 h. 14:29


    Egregio Direttore,
    dal mio punto di vista 4R deve schierarsi unicamente dalla parte della verità!
    Mi spiego meglio: deve fare cronaca dei fatti (cosa che sta già facendo ma come ogni cosa tutto si può migliorare), confrontando, approfondendo e spiegando le varie soluzioni dei giorni nostri e futuri, ma lasciando che ogni lettore si costruisca una propria opinione, sapendo di poter contare su dati “oggettivi e non soggettivi”, che possono quindi esaltare o criticare apertamente un aspetto o la totalità di un’autovettura.

    Per queste ragioni, le chiedo di portare la rivista sempre più vicino alla gente comune, per esempio richiedendo che le normative sui consumi dichiarati dalle case siano uguali a quelli effettivi, che le vetture testate abbiano dotazioni + vicine alla normalità (si potrebbe per esempio prendere le versioni + immatricolate e non quelle fornitevi dalle case), che gli attuali standard (sicurezza, consumi, prezzi e manutenzioni) siano confrontati con quelli del passato per verificare se c’è stato un’effettiva evoluzione dell’auto o se sono state semplici operazioni commerciali (vedasi suo post sui restyling).
    Saluti

  13.        di mboccomino | 9 Novembre 2009 h. 15:40


    Oramai 4r è diventato il vangelo della mobilità, non poteva essere altrimenti. Non poteva solo parlare di macchine o strade senza far presente i problemi del traffico. Una rivista equilibrata in questo senso. Non deve stare da nessuna parte perchè rischia la smentita dopo poco tempo. La battaglia per il traffico pesante sarebbe da iniziare a spron battuto fino alla riduzione del 50% del trasporto merci su gomma. Il motore termico ce lo troveremo ancora per molto e sarà presente anche in futuro. Si ridurrà di cc fino a diventare una specie di dinamo e per alimentare i servizi di bordo. Il climatizzatore con l’elettrico toglie quel pò di autonomia che serve. La strada è tracciata e rimarranno il GPL, il metano insieme all’ibrido. Quello che non è chiaro è chi comprerà macchine come si faceva decenni addietro. Troppe case fanno auto, grande problema. Un saluto.

  14.        di annoprimo | 9 Novembre 2009 h. 15:50


    Ricordo un numero speciale di 4R in cui si intervistavano personaggi famosi che nel corso dei decenni hanno usufruito dei consigli di questa testata per le proprie scelte. Gente che ha preso decisioni in base a ciò che 4R dettava. Questo comporta una forte responsabilità ed essere di parte può solo danneggiarne l’immagine…ovvio però che tra consigliare, valutare, criticare e rimanere neutrali la soglia si assottiglia talmente da sparire quasi. Ogni tanto si può percepire effettivamente una simpatia per tale modello o tal cosa ma è più una sensazione dettata dal lessico scelto dal giornalista che una vera e propria presa di parte.
    Alberto

  15.        di mgalli | 9 Novembre 2009 h. 15:53


    Egregio Direttore,
    Quattroruote sin dalla sua nascita sta dalla parte dell’automobilista e questa deve essere la missione che si prefigge.
    Tante persone leggono questa rivista per passione, per piacere, per informarsi sulle novità riguardanti il mondo dell’auto in generale o più semplicemente per avere un aiuto in più nella scelta della macchina nuova.
    Non penso che Quattroruote ragioni per partito preso, ma che sia sempre sul pezzo, seguendo in maniera costante l’attualità dei fatti, aprendo anche delle finestre per aiutarci a capire cosa ci riserverà il futuro più o meno vicino.
    Per esempio, con il boom del diesel di qualche tempo fa, le prove su strada hanno riguardato sempre più vetture a gasolio, mentre oggi Quattroruote prova con assiduità macchine alimentate a Gpl e metano, le quali hanno raggiunto un livello di diffusione davvero notevole.
    Ricordo anche un articolo di circa metà anni 90 in cui si anticipava l’arrivo del common rail sui motori diesel, un pezzo piuttosto tecnico in cui si spiegavano funzionamento e vantaggi del sistema, ma senza comprendere a pieno quale rivoluzione tecnica e commerciale avrebbe significato in seguito.
    Oggi su Quattroruote mi piacciono molto le prove di durata, che meglio di una prova su strada mostrano all’automobilista pregi e difetti di un’auto nel tempo e le analisi sull’affidabilità di un modello.
    Apprezzo molto anche le anticipazioni dei prodotti futuri, per poi confrontare quanto questi si avvicinino al vero.
    Non mi piaceva molto il nuovo listino, scritto per traverso, ma poi mi sono abituato e ho compreso l’esigenza di essere il più esplicativo possibile senza dovere scrivere liste chilometriche di optional.
    Rispetto al passato ho nostalgia per le foto dei prototipi tutti camuffati per strada riguardo ai quali le riviste (Quattroruote e Gente Motori su tutti) facevano le ipotesi più disparate anche a costo di mancare le notizie oppure di prendere degli abbagli clamorosi (i prototipi della Uno scambiati per la Grande Panda) e che regolarmente finivano in copertina con la scritta “Esclusivo: vi mostriamo la nuova…”.
    Oggi però le case fanno tante simulazioni al computer, quindi girano meno prototipi e solo nelle fasi immediatamente precedenti la presentazione, per conseguenza ci si deve affidare alle “soffiate” dei centri tecnici e ai render di stile.
    Comunque spero che la filosofia che ha sempre contrddistinto Quattroruote non cambi, perchè attualmente è la migliore rivista del settore.
    Marco

  16.        di icastm | 9 Novembre 2009 h. 16:07


    Benzina o gasolio? Elettrico o metano? Tre o cinque porte? Suv o station wagon? Dipende. Dipende dall’utente finale, dai suoi desideri, dai suoi gusti. Quattroruote aiuta quanto più possibile l’automobilista nella scelta dell’auto e nella sua gestione quotidiana, fosse anche quale strada scegliere. Inoltre, proprio perchè l’automobile coinvolge tantissimi aspetti della vita quotidiana (tasse, finanza, sicurezza, alimentazione etc…) cerca di rispondere a queste domande senza essere populista.
    Dunque Quattroruote è ben schierato da una parte: quella della Verità. Una Verità che non si possiede, ma si cerca in barba al nichilismo imperante di questi tempi e alla superficialità di molti.

  17.        di joaopinto68 | 9 Novembre 2009 h. 16:51


    Caro Direttore,
    trovo il titolo del post improprio.
    .
    Leggo anche altre riviste del settore, e mi chiedo: perchè ci sono gli stessi articoli, con le stesse foto, con gli stessi commenti? (vedi Hyundai-Kia e Nissan Leaf).
    .
    Qr dovrebbe veramente tornare vicino ai suoi lettori, ed il blog è un’ottimo passo per farlo, quindi complimenti per l’idea, e complimenti per il sito
    .
    La rivista, però, al di là delle tecnologie più o meno da seguire, dovrebbe essere più personale, quindi ok al voto design, ecologia, come detto in altro intervento, ma credo che il metodo di valutazione vada cambiato, per renderlo aderente al mercato.
    Se € 22.000 sono troppi per una Punto ma non lo si elenca tra i difetti del veicolo, mentre il prezzo di una Golf gtd o di una Toyota Prius invece viene evidenziato come tale, qualcosa non va.
    .
    Mi sembrava inoltre molto entusiasta dell’auto elettrica di Pinifarina, che avete entusiasticamente descritto qualche mese fa, mentre oggi ” si nutrono dubbi sulle batterie “. Forse ora che i finanziamenti-ponte sono arrivati, non serve più l’entusiasmo manifestato a suo tempo.
    .
    Non voglio essere negativo, ma credo che se non Le dicessi queste cose non sarei obiettivo prima che con Lei con me stesso, che reputo un lettore responsabile.
    Cordialmente.
    Gl

  18.        di Mihajlo_C | 9 Novembre 2009 h. 17:13


    Sinceramente non vedo tutto questo schierarsi da una parte o dall’altra di Quattroruote, quello che vedo è che vengono omessi dei particolari di non poco conto, è un po’ come il discorso del passaggio della TV dall’analogico al digitale, qualunque rete o programma esalta tutti i vantaggi di tale sistema, nascondendo però al pubblico gli svantaggi, e questo non è una cosa buona… L’elettrico al momento ha enormi svantaggi, ma col tempo potranno essere superati allora se ne riparlerà.

  19.        di euge.86 | 9 Novembre 2009 h. 18:02


    L’elettrico non penso sia una soluzione: a meno di innovazioni dell’ultim’ora, le batterie sono e rimangono troppo costose (il capo di renault ha parlato di 6.000 € di incentivi per ogni auto…) ed inoltre l’auto elettrica sarebbe utilizzabile prevalentemente in città, dove un trasporto pubblico urbano efficiente renderebbe inutile l’acquisto di una di queste vetture! Il futuro dovrebbe essere nell’idrogeno, l’elettrico al più potrebbe essere utile combinato ad un motore termico, però diesel (quanti km/l farebbe una prius diesel?!?! gli stessi di una prius benzina+elettrico, solo ad un costo d’acquisto inferiore!). Speriamo.
    Così come speriamo che la si finisca di criminalizzare gli automobilisti (e di fargli pagare a caro prezzo le nuove misure per la riduzione dell’inquinamento, che di fatto si chiamano auto più leggere…) cominciando a parlare veramente di riduzione (su scala globale) dei fattori inquinanti!

  20.        di casarano | 9 Novembre 2009 h. 18:53


    Caro Direttore,
    alla fine del 2008 fu per me motivo di soddisfazione vedere da lei citata e “fatta sua” la frase di un mio post su articoli “esaurienti ed anticipatori”. Mi riferivo ad articoli del 1979, dove si parlava dello stato dell’arte delle batterie e delle sperimentazioni fiat sull’auto “benzo-elettrica”. Si era all’indomani della seconda crisi petrolifera, io avevo appena finito le scuole elementari e iniziavo a collezionare i fascicoli di 4R, che ora mi occupano un’intera parete.
    Se oggi come allora si parla di batterie e di auto ibride e ci si interroga se questo sia il futuro o quanto meno una possibile direzione, è perché il progresso, ancor più quando comporta il mutamento delle abitudini e dei modi di vita e di pensiero, è quanto mai imprevedibile e non lineare.
    Ieri sera mi è capitato di vedere in TV Gianni Morandi che, di fronte ad una immagine del suolo lunare, rievocava il clima di speranza ed euforia di 40 anni fa verso le missioni spaziali e che, sfilandosi una goffa tuta da astronauta, diceva che pronunciare oggi la parola “futuro” è qualcosa che rimanda al passato. Ho pensato a quanto l’immaginario di quegli anni, non solo il mio di bambino ma quello collettivo di riviste, cinema, musica e tv fosse permeato dall’idea un futuro con viaggi inteplanetari e auto pulite e capaci anche di staccarsi silenziosamente da terra. E’ anche per quell’immaginario che ho studiato Fisica, lavorando poi alle applicazioni delle immagini satellitari. Oggi, assieme all’entusiasmo per il lavoro con le sonde interplanetarie, avverto sempre più l’utilità di queste tecnologie per impieghi più quotidiani, come contribuire a rendere percorribile una strada provinciale resa inagibile dal dissesto idrogeologico.
    Forse ho divagato…volevo riferirmi a come un’idea di futuro si modifica confrontandosi quotidianamente con la realtà che evolve, e come questo contrasti con ogni partito preso: ma informare a 360°, guardando e approfondendo al di là dell’immediato, significa preparare terreno alle svolte, che avvengono spesso con forme e tempi diversi da quelli attesi.
    Comunque, per quanto riguarda la sua conclusione del suo post, assistere ad una sessione di prove di 4R esaudirebbe un mio grande desiderio..pensi che qualche anno fa mi bastò trovarmi a percorrere (ad andatura del tutto turistica) la salita del Tuscolo a Frascati per entusiasmarmi ripensando alle (splendide) prove dei vecchi 4R..

  21.        di Luca 79 | 9 Novembre 2009 h. 20:27


    Il boom del motore elettrico non ci sarà, almeno non nell’immediato. Magari l’ibrido può crescere, senza restare imprigionato in vetture valide ma poco appaganti da vedere o guidare (Prius e Insight) o in transatlantici da 2 tonnellate (Lexus). Bene ha fatto Honda a presentare una sportiva ibrida con cambio manuale, che può allettare chi non frequenta molto i centri cittadini o i duri e puri (come il sottoscritto, una specie di dinosauro: son stato su BMW e Audi con i vari Tiptronic, DSG e Steptronic, ma per me un 6 marce manuale è l’ideale. Anche perchè evito le città il più possibile.). Si noti che le Lexus da tempo adottano l’ibrido, con riscontri validi in consumo: ma tale soluzione non è ancora stata adottata da nessuna delle vetture di grande diffusione e accessibilità. Meglio far spendere €1,30- 1,50 al litro per un benzina da 9-10 km/l, o far pagare i validissimi e gratificanti turbodiesel uno sproposito. O affidarsi a metano e gpl, e vedere riscontri come la recente Renault da voi provata.
    Sul giornale mi sono espresso in molte occasioni (non mi è mai parso prezzolato, impreciso a volte), ma mi ripeto ancora: urge tornare alle origini, più sobrietà grafica e cura nei testi, prove complete e test esaurienti (l’ultimo dei 20 euro è un pastrocchio di confusione e grafica, senza riscontri strumentali generali come in passato avveniva), listino in posizione consona. In un anno la rivista è stata modificata 2 volte, impensabile in passato, per me sempre in peggio. Non posso vantare la fedeltà all’acquisto pluridecennale per motivi di età, ma ho recuperato cercando in ogni modo numeri vecchi: possiedo tuttora ben più della metà dei numeri usciti. Posso dire che le vecchie annate le rivedo con piacere, ma anche numeri di 4 5 anni fa. Le ultime no: non voglio che si arrivi all’usa e getta tipo altre pubblicazioni, spero in restyling mirati dell’intera rivista.

  22.        di attilaturbo | 9 Novembre 2009 h. 20:58


    Quattroruote è una rivista che da un lato offre una banca dati relativa alle prove su strada delle auto, la cui lettura descrive in maniera abbastanza chiara le prestazioni di ogni veicolo, dall’altro ospita le opinioni dei propri giornalisti che devono mettere a disposizione la propria esperienza professionale per raccontare tutto ciò che non può essere misurato ma descrive ed informa sul prodotto l’appassionato o l’acquirente che sia.
    Penso che, anche considerando le altre riviste del settore, questo compito lo assolve bene. Non è esente da errori, omissioni e qualche volte soffre di un poco di omologazione, vittima del grande meccanismo mediatico, ma non sta da nessuna parte.
    Devo riconoscere, nel periodo più recente, un rinnovato spirito di apertura verso il consumatore e voglia di affrontare in maniera più diretta e in modo approfondito gli argomenti di vero interesse diretto del lettore (prove di consumo di modelli analoghi, prova dei pneumatici comparativa etc.).
    Infine un avviso, avete contribuito a “creare” dei piccoli esperti di auto, con tutta la modestia del caso, ora Direttore, quasi in una condanna biblica, non potete abbassare la guardia!!!!!
    Buona Guida

    GA

  23.        di smaxs | 10 Novembre 2009 h. 00:43


    Ho appena letto “l’accusa” del lettore rivolta a lei direttore e mi assale un dubbio: cosa ho letto nell’editoriale di 4R di novembre? Corro a riprendere la rivista e me lo rileggo e mi si svela l’arcano. Non vedo nel suo editoriale nessuna accusa alle auto elettriche, ma una chiara riflessione sull’auto che verrà, con varie sfumature a cui pensare. Ad oggi anche con eventuali incentivi non mi potrei permettere un’auto elettrica per il fatto che non essendoci colonnine per la ricarica e non avendo una rimessa dove poter collegare l’auto alla presa di corrente non saprei come ricaricarla, già mi immagino le persone abitanti in una palazzina di 5 piani alla ricerca di un posto sotto la finestra di casa da dove poter calare la prolunga per la ricarica… Scherzi a parte penso che non siamo ancora organizzati per gestire una svolta del genere (non ho detto che non siamo pronti) e che nelle grandi città i problemi sarebbero ancora maggiori, l’auto elettrica sarà un cambiamento che comporterà notevoli modifiche allo stile di vita delle persone e sicuramente si ripenserà anche al numero di posti effettivamente necessari in un auto, l’unica cosa che chiederò come optional quando passerò ad una vettura elettrica sarà sicuramente un cd\mp3 con sopra registrato il “suono” dell’auto che oggi piu mi appassiona, la 8C competizione in modo da poter rivivere una delle peculiarità del nostro caro e per ora indispensabile motore termico.

  24.        di lbeccalli | 10 Novembre 2009 h. 09:26


    Sono d’accordo con lei, direttore, sul fatto che le auto elettriche necessitino di un lungo processo evolutivo per arrivare a una piena affermazione sul mercato. Inoltre non ritengo che 4ruote abbia preso posizioni anti-elettrico o trascurato il fenomeno, praticamente in ogni numero recente della rivista se ne parla diffusamente. Piu’ in generale, io ho cominciato a leggere 4ruote nel 2001 (prima per anni ero un affezionato lettore di Auto, anche se saltuariamente compravo anche 4 ruote) in quanto vi ritenevo più obiettivi del concorrente che leggevo allora, oltre che per il fatto che avevate aumentato lo spazio a prove su strada e impressioni di guida, molto scarno negli anni ‘90.
    Tutto sommato sono ancora soddisfatto della rivista. Nell’ultimo anno tendete a elogiare in maniera a mio avviso eccessiva i prodotti del gruppo VW, ma del resto avete fatto capire in piu’ di un’ occasione che lo ritenete il miglior gruppo automobilistico mondiale. E’ un opinione legittima, che io non condivido appieno, ma l’obiettivita’ e’ anche prendere posizione e argomentarla.
    L’unica cosa che mi lascia un po’ perplesso sono i criteri con cui vengono attribuite le stelle nelle prove su strada e come queste si combinano poi nel giudizio finale in centesimi e con l’articolo sulla prova. A volte leggo articoli molto elogiativi, ma poi le pagelle danno un voto magari buono, ma non cosi’ eccezionale come si evincerebbe dall’articolo (vedi Punto Evo, articolo lusinghiero ma punteggio -80- in linea se non inferiore a quello ottenuto dall’antenata Grande Punto, oppure anche il 79 della nuova Polo) o viceversa, articoli che evidenziano qualche perplessità, magari emozionale, sul prodotto e poi punteggi stratosferici (Porsche Panamera sopra i 90). Si potrebbe avere, almeno on line sul sito, una guida sui criteri in base ai quali vengono attribuite le stelle e come si combinano nel giudizio finale?

  25.        di eduardo.ligotti | 10 Novembre 2009 h. 12:43


    Sono d’accordo con Lei, anch’io, le auto elettriche non sono ancora mature, occorre risolvere ancora molti problemi.
    Nessuna tecnologia nasce “matura” ma richiede tempi ed affinamenti.
    Non dubito che in un futuro il motore endotermico, sarà sostituito, d’altra parte il motore a pistoni non brilla per efficienza, solo il 25% circa, dell’energia immessa va in trazione.
    A breve termine non vedo però l’auto elettrica pura, ma bensì l’ibrida, con il motore endotermico che ricarica le batterie, sistema meccanicamente più semplice di quello a trazione ibrida, e di cui abbiamo ampia sperimentazione nei decenni passati, dalle navi da battaglia americane, negli anni tra le due guerre, alla trazione ferroviaria, ai sommergibili diesel elettrici di ultima generazione, il sistema non migliora la scarsa efficienza termica del motore a pistoni, ma l’efficienza complessiva si, mancanza del cambio e dei relativi attriti, migliore efficienza del motore endotermico per il fatto che giri a regime costante, necessità di potenze termiche inferiori, la potenza di punta potrebbe essere coperta dalle batterie, ecc.
    Sono d’accordo con Lei, anche sullo schieramento da una parte o dall’altra, simile a quello politico, ma ciò è dovuto al “politicamente corretto” che ha invaso anche il campo automobilistico, tutti quelli che non si schierano da una parte ma esternano dubbi e non si accodano, sono dei reietti che non capiscono nulla, ma sono mode che passano, appena ne spunta una tutti i cosiddetti benpensanti si accodano.
    Purtroppo essere in mezzo, vedere ambedue i campi, significa scontentare tutti, anche se poi, specie nella tecnologia, si ha ragione.
    Al lettore che ha il box con la presa e che facendo meno di 40 km/giorno dice che si farà l’auto elettrica, rispondo: ma sono anni che si possono acquistare auto tutto elettrico: panda, saxo, ecc., perchè non ne ha approfittato? E’ semplice, un’autonomia di di 80/100 km, pur facendo 40 km/giorno, non è una garanzia, se una volta devo fare 120km, e con le dimensioni delle nostre metropoli non è difficile, come faccio? La risposta: prendo l’auto con il motore endotermico.
    Ma per la maggioranza che parcheggia l’auto in strada, che non ha la possibilità di avere più auto, che la stessa auto serve durante la settimana per andare in ufficio e nel weekdend al paese con la famiglia l’auto elettrica attuale non serve.
    Personalmente, ho anch’io la moto e la city car per la città, la sw per i viaggi con la famiglia, il fuoristrada per il tempo libero, ma non è una condizione normale, occorre pensare non solo a proprio orticello, ma a quello di tutti.

  26.        di Nameless | 10 Novembre 2009 h. 13:04


    Intanto commento il “non si vince nulla”… penso che molti ( o perlomeno io) sarebbero dispostissimi a pagare per un premio del genere.
    Per quel che riguarda il tema proposto, la frase che riassume meglio quel che penso è scritta al suo interno: “Il progresso tecnico, grazie a Dio, non si fa a maggioranza, si fa con l’evidenza dei fatti.”
    Troppo spesso sento o leggo frasi che mi lasciano perplesso, non sono un addetto ai lavori, ma nel mio percorso scolastico che mi ha portato al diploma di perito meccanico mi sono dilettato più volte nella lettura di quella che a volte ho chiamato “la bibbia” (sperando di non offendere la sensibilità religiosa di altri lettori) ovvero “motori endotermici” di Dante Giacosa.
    Ultimamente poi ho ripreso in mano certi studi per mio interesse personale.
    Parlandoci chiaramente, non esistono tecnologie a “emissioni 0″, e quando ne sento parlare mi si drizzano i capelli, sarebbe più corretto parlare di basso impatto ambientale. Le batterie devono essere prodotte, e poi smaltite. L’energia elettrica viene prodotta principalmente tramite idrocarburi, e se è vero che una centrale ha un rendimento superiore a quello di un motore da autotrazione, è vero anche che le linee elettriche disperdono parte dll’energia, le batterie anche, e i motori elettrici pur avendo rendimenti elevati non rendono il 100%.
    Insomma ritengo che siamo lontanti dal poter considerare obsoleto il motore a combustione interna.

  27.        di Mauro Tedeschini | 10 Novembre 2009 h. 15:17


    Vedere citato Dante Giacosa, come nel post qui sopra, fa sempre un gran piacere, significa che questo Paese ha ancora un briciolo di memoria. Quanto all’elettrico, che è diventato il filo conduttore di questo post, devo dirvi che torno or ora da Vairano, dove ho guidato per alcuni giri di pista la Mitsubishi Miev, elettrica pura. Beh, mi ha entusiasmato, anche se si è trattato proprio di una presa di contatto, che necessità di prove più approfondite per dare un giudizio compiuto. Comunque: macchina piacevole, bello spunto, totale silenziosità e assenza di vibrazioni. E non è un prototipo, è un’auto (con guida a destra) regolarmente in vendita in Giappone e in arrivo in Italia tra un anno.
    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  28.        di francy6708 | 10 Novembre 2009 h. 16:04


    «Mitsubishi Miev, elettrica pura [...] regolarmente in vendita in Giappone…».
    Circolare regolarmente nel traffico congestionato delle metropoli del Sol Levante costituisce un banco di prova estremamente significativo, capace – evidentemente – di fugare tanti dubbi e molte perplessità.
    * * *
    Come scriveva Martha Medeiros: “lentamente muore chi non rischia la certezza per l’incertezzaâ€.
    E come spesso accade, la certezza che l’incerto diverrà certo giunge da lontano, a testimonianza che l’incognito non deve spaventarci. Così come l’automobile elettrica che accompagnerà il nostro prossimo futuro. Con serenità.
    Francesco

  29.        di marco972 | 10 Novembre 2009 h. 18:26


    Caro Direttore,
    ma bisogna per forza stare da qualche parte?? perchè trasformare il mondo in uno scontro tra ultras?? Già esiste chi è di sinistra piuttosto che di destra, già esiste chi tifa inter invece che juve o milan
    Almeno noi automobilisti uniamoci in unico sentimento che è quello per l’amore verso le quatttro ruote se poi spinte da un ciclo Otto, da un Diesel, da un ibrido…non importa, ma cerchiamo almeno di andare d’accordo e trovare punti di interesse comune e evitiamo inutili baruffe degne di curve da stadio.
    amiamo l’automobile…Alessandro Magno disse il mio regno per un cavallo…senza specificare di che razza il nobile equino dovesse essere….prendiamo esempio ( solo per questo mi raccomando ) dal giovane condottiero macedone.

  30.        di fringo2008 | 10 Novembre 2009 h. 18:35


    Gentile direttore,
    vado controcorrente e, se permette, la accuso del contrario, cioè di essere troppo spesso imparziale. Gradirei che Quattroruote, anche attraverso questo blog, si facesse portavoce di una campagna contro il razzismo assicurativo che siamo costretti a subire noi automobilisti di Napoli e provincia.
    La situazione si è ulteriormente aggravata quest’ anno con l’ aumento obbligatorio dei massimali.
    Non mi dilungo nell’ elencare tutti i punti che andrebbero denunciati, avendolo già fatto in precedenti post senza ricevere supporto nè da parte sua, nè degli altri amici utenti.
    Ma forse la questione non interessa a nessuno.
    Distinti saluti

  31.        di Mauro Tedeschini | 10 Novembre 2009 h. 19:00


    Ci sto, caro Fringo, sarebbe ora di organizzare a Napoli una rivolta degli automobilisti onesti. Non è più possibile, nel 2010, strapagare la benzina, per sovrattassa regionale, svenarsi per l’assicurazione, non potere neppure noleggiare certe macchine perché le società di noleggio nel capoluogo campano non le affittano, neppure per un giorno. Noi di Quattroruote daremo tutto l’appoggio, ma l’iniziativa deve partire da voi, da chi paga di tasce per le colpe altrui.
    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  32.        di marcogas30121984 | 10 Novembre 2009 h. 20:12


    Egregio Direttore
    personalmente parlando, da anni io leggo la vostra rivista proprio per l’imparzialità. Non mi è capitato mai infatti (non essendo abbonato alcuni numeri li ho persi, forse erano quelli che mi servono per ricredermi?) di leggere articoli fortemente schierati a favore o contro alcuni aspetti anzichè altri, ho trovato opinioni discusse e dicutibili sempre basate su dati di prova o comunque su informazioni inconfutabili per la loro natura (come le prove delle auto) o per la loro sorgente (come le notizie sui mercati automobilistici mondiali o sulle mosse delle varie case automobilistiche). Spesso mi sono trovato d’accordo, spesso mi sono trovato contrario a quanto avete scritto, ma questo fa parte della diversità delle persone (non abbiamo tutti la stessa testa..). Sollevando il discorso ecologico, ho trovato in 4R una certa apertura alle nuove tecnologie e sui nuovi modelli, come le auto ibride o come i nuovi prototipi elettrici a batterie o a energia solare. Sicuramente i motori a combustione interna hanno ancora il loro fascino e comunque sono la base dell’attuale industria veicolistica maondiale, ma sappiamo benissimo che tra qualche anno verrano sostituiti, e questo ce l’avete detto voi; vuoi con nostalgia, vuoi con entusiasmo e voglia di cambiare, ma l’avete detto voi. Logico pensare che qualcuno, anche all’interno del vostro organico, rimpianga modelli passati anziché prediligere modelli nuovi: se ne sentono ogni giorno di frasi del tipo “ah, quando avevo la tal macchina…” scommetto che anche a me un giorno verrà in mente la prima auto che ho guidato o posseduto… Dobbiamo comunque confrontarci con la realtà, con auto in continua evoluzione, facili da guidare, attente all’ambiente e (quando si può) ai portafogli degli automobilisti, sicuramente migliori di quelle del passato, e in Quattroruote ho sempre trovato una voce che mettesse in risalto le varie qualità di un’auto rispetto ai modelli concorrenti come rispetto ai modelli precedenti, senza particolari inflessioni…
    In sostanza il mio è un invito a continuare così, a volte la domanda da porsi non è “da che parte sta Quattroruote” ma “da che parte il lettore vuole che Quattroruote stia?”… e le assicuro che per tale risposta non le basta un solo link…
    La saluto e la ringrazio per l’attenzione…

  33.        di pisione | 11 Novembre 2009 h. 08:45


    Strano mi sembrava di aver postato un messaggio
    pazienza ci riporvo.
    Egregio Direttore
    Credo che l’auto elettrica sia ancora un progetto poco maturo per poter attrarre molti utenti.Si è vero mediamente non si percorrono oltre i 50 km al giorno per recarsi al lavoro (però se succede come questa mattina con temepratura sotto zero, o come l’altro giorno che pioveva dove si deve quidni utilizzare oltre a motore e luci, anche il riscaldamento, condizionamento, sbrinatore, etc vorrei vedere quanto è l’autonomia).Il sig. Gatti se sarà tra i primi a comprare un auto elettrica (se sarà economicamente conveniente sic! e non lo sarà sentendo i prezzi di cui si parla) corre il rschio di rimanere deluso. Senza poi contare che se si ricarica l’auto, non puoi avere la lavatrice o la lavastoviglie attaccata, dovremmo dotarci di un contatore a parte per il box auto?Chiaramente non collegato ad un pannello solare perchè chiaramente di notte…
    Sarebbe interessante se 4r tentasse nuovamente di provare l’auto ad aria compressa.Geo&Geo Doc ha fatto un servizio ben tre anni fa in merito e l’auto funzionava, più o meno l’autonomia era quella delle attuali auto elettriche ma con meno complicanze dovute allo smaltimento delle batterie e delle colonnine di ricarica.

  34.        di r.bresciani | 11 Novembre 2009 h. 11:02


    # 28 francy6708

    sinceramente non mi spaventa l’incognito, ma la certezza che con l’auto elettrica prima o poi si rimane a secco, vista la scarsissima autonomia. Ed allora come si fa? si va dal benzinaio con la tanica a prendere un kilowatt di energia?

    # 27 Mauro Tedeschini

    Sarà senz’altro entusiasmante da guidare, ma, siccome sono una persona coi piedi per terra, prima di entusiasmarmi vorrei conoscere l’autonomia di questo automezzo, ma soprattutto vorrei sapere come fare a ricaricarla a casa. A casa mia la sera funzionano frigorifero, lavatrice, lavastoviglie, phon, pc, tv lcd, lampadine varie ecc.. Se lei mi risolve questo problema allora si che mi entusiasmo!!! Altrimenti per me rimane un bellissimo giochino ad utilità zero.
    Saluti a tutti
    Roberto

  35.        di PG1964 | 11 Novembre 2009 h. 11:49


    L’ho già detto da qualche altra parte, ma io non sono convinto che l’auto elettrica risolva il problema del trasporto privato con raggio inferiore ai 50 Km, questa è un’assurdità perchè collide con la funzionalità del trasporto pubblico. In italia ci sono 3 grosse aree metropolitane, Torino, Milano e Roma, altamente congestionate perchè nel perimetro comunale entrano ed escono ogni giorno circa 1 milione di persone. Se noi sostituiamo i loro veicoli attuali con veicoli elettrici, forse e ribadisco forse, abbassiamo le emissioni di Co2, ma tutto finisce lì, perchè le gomme, i freni inquineranno lo stesso ed i veicoli congestioneranno lo stesso le strade. Qui bisogna fortemente incentivare il trasporto pubblico su rotaia, non solo aumentando le linee metropolitane, a Torino p.e. sono necessarie, ma snellendo le procedure con concessioni a società che svolgano solo il trasporto pendolare, lasciando a Trenitalia il resto. Tutti i mezzi pubblici devono essere a basse emissioni, IVECO aveva già pronto il bus a metano nel 1986, ma anche i camion della spazzatura, quelli che lavano le strade, i furgoni dei corrieri, le auto del Comune, delle ASL, i Taxi. Io ho sempre davanti l’esempio di Parigi dove si può circolare benissimo a piedi con il metrò e con la Rer per andare rapidamente da un capo all’altro della città, senza usare l’auto. Abbiamo bisogno di modelli di mobilità urbana che coinvolgano anche i territori circostanti, cosa sarebbe Famagosta senza il parcheggio silos di interscambio? E’ chiaro poi che se per fare una gara d’appalto ci vogliono 3 anni, per completare un lavoro qualsiasi 10, fra 15 anni saremmo ancora qui a dire le stesse cose….

  36.        di francy6708 | 11 Novembre 2009 h. 12:33


    @ R. Bresciani (intervento n. 34)
    «Ed allora come si fa? si va dal benzinaio con la tanica a prendere un kilowatt di energia?».
    Magari sarà davvero così; ovvero: ci si fermerà dal “benzinaio elettrico†prima di restare a piedi con l’automobile a secco di energia. Come ora: niente di più, nulla di meno.
    * * *
    Quando nel 1878 Karl Benz mise a punto il primo motore a combustione per autotrazione chi poteva solo lontanamente immaginare un distributore di carburante?
    Chissà quante facilitazioni, sorprese, nuove abitudini ci riserveranno progresso e futuro!
    Magari fra duecento anni, noi stessi – noi, non i nostri discendenti: ché nel frattempo, chissà!, qualcuno avrà inventato l’“eternità†– rideremo, sul blog di un arzillo Tedeschini ultra-centenario, di questi nostri dubbi…
    Francesco

  37.        di casarano | 11 Novembre 2009 h. 14:48


    Credo saranno soprattutto gli aspetti infrastrutturali/organizzativi, dunque non inerenti il valore intrinseco dell’auto, a determinare la possibile diffusione dell’auto elettrica “pura”. Oggi quante auto, tra quelle che percorrono chilometraggi giornalieri che non eccedono l’autonomia di un’auto elettrica, sono poi parcheggiate di notte in luoghi facilmente attrezzabili per una ricarica?Probabilmente una minoranza. Pero’ questa minoranza potrebbe presto costituire una nicchia sufficientemente estesa per permettere una scala di produzione che inizi a ridurre i costi. E potrebbero prendere piede forme di organizzazione che permettano, ad esempio, la sostituzione rapida del pacco di batterie presso apposite stazioni. In ogni caso, tali soluzioni riguarderebbero comunque una parte minoritaria del parco auto ad uso privato, ma potrebbero già oggi interessare auto e piccoli veicoli commerciali che effettuano servizi (ad es. consegne, polizia municipale) in ambito urbano. Questi veicoli sostano solitamente in rimesse che potrebbero essere attrezzate per la ricarica. E questo discorso vale anche per gli scooter usati nel traffico cittadino: la maggior parte delle “due ruote” circolanti ha un utilizzo per cui un mezzo elettrico sarebbe adatto.
    Per quanto riguarda le auto destinate all’utente medio, l’ibrido credo sia la soluzione al momento praticabile: chi vi ha investito le sue energie, Toyota in primis, offre già un prodotto collaudato. Il passo successivo è poi quello tipo Chevrolet Volt, col motore termico “staccato” dalle ruote ma in grado di intervenire per ricaricare le batterie qualora la presa di corrente non fosse a portata di mano. In questo caso i fattori legati alla possibilità di ridurre i costi con il miglioramento di tecnologie ed economie di scala sarebbero importanti tanto quanto la disponibilità dell’automobilista a mettere in discussione le proprie idee ed abitudini.

  38.        di Mauro Tedeschini | 11 Novembre 2009 h. 15:20


    C’è un bel dibattito in redazione (alla macchinetta del caffé) tra chi dice che con l’elettrico (e senza il vroom vroom del motore) finisce la passione dell’auto e chi invece sostiene che semplicemente sarà una passione che si rinnova. Come? Non possiamo essere noi nati negli anni cinquanta a dirlo, lo scopriranno i ragazzi che sono cresciuti con il digitale. Sì, perché non cambia solo il propulsore, ma tutto il modo di progettare l’architettura dell’automobile. Io mi rifiuto di credere che le macchine diventerano un elettrodomestico come tanti: il fascino di quell’oggetto che si muove, e che è la nostra seconda casa, rimarrà. Diverso, ma rimarrà.
    Il Direttore di QUATTRORUOTE

  39.        di r.bresciani | 11 Novembre 2009 h. 17:07


    #36 francy6708
    condivido pienamente tutto quello che tu dici, ma quando dici “Chissà quante facilitazioni, sorprese, nuove abitudini ci riserveranno progresso e futuro!” vorrei capire cosa intendi per futuro.
    2010? 2015? 2020?
    Io non lo so. So solo che le case automobilistiche e la stampa specializzata ci vogliono spacciare per imminente una rivoluzione che, secondo me, arriverà molto ma molto più in la nel tempo.
    Vorrei proporti un paragone: le fotocamere digitali.
    Inizialmente erano solo uno sfizio perchè producevano foto pessime, costavano uno sproposito, la capienza era quella che era.
    Ad oggi hanno quasi totalmente soppiantato le analogiche. Bene, ma quanti anni sono passati nel frattempo?
    Io paragonerei l’auto elettrica di oggi con la prima fotocamera digitale: uno sfizio per dire: io ce l’ho, ma totalmente inutile all’atto pratico….può anche essere entusiasmante, come dice il Direttore in riferimento alla Mitsubishi Miev, ma se nessuno ha ancora inventato la porta USB, scaricare le foto agevolmente diventa impossibile.
    Per concludere il paragone, tieni presente che le prime fotocamere digitali costavano parecchio, ma era comunque un investimento limitato. L’acquisto di un’auto invece incide tantissimo nel bilancio familiare perciò pochissimi si potranno permettere di sbagliare acquisto.
    Saluti
    Roberto

  40.        di liberato75 | 11 Novembre 2009 h. 22:31


    Caro Direttore,

    lo saprà, la provincia di Como ha deciso di rendere obbligatorio l’uso di pnuematici invernali o di catene nel periodo che va dal 15/11/2009 al 31/03/2010.
    Certo, dopo il caos dello scorso inverno è ragionevole pensare che questi dispositivi siano essenziali per una corretta circolazione durante l’inverno, ma purtroppo siamo in Italia e una buona idea (a mio avviso) è stata applicata in un modo “ingestibile”.
    E’ infatti impensabile ritenere che il tempo che va dal 29/10/09 al 15/11/09 sia sufficiente a fare in modo che tutti gli abitanti della provincia si dotino dei dispositivi, tanto più per chi come me, trovandosi per lavoro all’estero, lo ha scoperto solo venerdì scorso.
    Io personalmente in un sabato mattina e due sere sono stato presso 5 gommisti, in vari comuni, Como compresa, e la situazione è a dire poco imbarazzante.
    Un gommista (che aveva una coda di 20 auto a cui montare le ruote invernali!) ha dichiarato che le ruote invernali costano 90€/cad, e alla richiesta del modello mi ha detto che mi avrebbero montato ciò che avanzava. Voi sapete bene che tra una ruota cinese ed una tecnicamente valida il prezzo può cambiare parecchio…
    Anche presso gli altri gommisti la situazione non è molto diversa.
    Se va bene si può scegliere tra due modelli di ruote, e mai quelle che io ritengo pù interessanti.
    La situazione poi si complica se, come per me, si decide di acquistare anche dei cerchi di buona qualità in lamiera in modo da poter comprare ruote da neve più economiche e di misura inferiore. I cerchioni non sono disponibili (almeno in provincia di Como, sia originiali che non) prima del 20 Novembre, nonostante la mia auto sia una normale Golf VI.
    Alla fine, ho trovato su un sito internet gli pneumatici che cercavo più i cerchi, ad un prezzo accettabile. Sì, perchè la ruota invernale in Italia è introvabile, e questo sito ha base ad Hannover…
    Per contro sono qui a sperare che la consegna sia a breve in modo da evitare una multa, pur avendo già speso circa 500€.

    Ecco il mio da che parte stai direttore.

    Possibile che le amministrazioni debbano fare di tutto per complicarci la vita?
    Anche quando l’idea è positiva, la si applica in un modo ingestibile per noi cittadini che, lavorando, non possiamo permetterci il lusso (in un periodo come questo) di chiedere un permesso al lavoro per andare a comprare le ruote invernali.
    Di conseguenza possiamo muoverci solo il sabato… ed il sabato i gommisti sono strapieni, dato che tutti (o quasi) ci si recano.
    Per contro le scorte di ruote invernali sono quasi esaurite…

  41.        di arcangeli | 12 Novembre 2009 h. 09:07


    Non si tratta di parteggiare per una parte o per l’altra. Si tratta di scegliere una strada convinti che sia la migliore per il futuro NON automobilistico , nel senso di passione motoristica, ma della ecologia , che è un argomento di URGENTE necessità. Scelta la strada e dedicando tutte le energie, i miglioramenti arriveranno.
    Anche noi automobilisti appassionati dobbiamo convincerci che per cambiare 0,000001 in natura occorrono DECENNI, non settimane e che prima si comincia e meglio è.
    Siamo troppi e bruciamo troppo.

  42.        di francy6708 | 12 Novembre 2009 h. 09:48


    @ R.Bresciani (#39)
    Caro Roberto,
    giustissime, a mio modo di vedere, le perplessità che poni riguardo tempi e costi del progresso.
    Il progresso, per quel che ho imparato nel corso della mia ancor breve vita – ricca, però, di innumerevoli esperienze, dirette e indirette, che costituiscono un valido bagaglio con cui confrontarsi –, porta con sé, sempre, entrambe le facce della medaglia: gli aspetti positivi e quelli negativi. Come dire: non se ne può fare a meno, è uno scotto da pagare insormontabile. Quella medaglia, ovvero, potremmo sempre provare a sezionarla onde asportarne il lato che reca con sé dubbi e problemi; ma per quanto sezioneremo, avremo sempre due lati, due facce, due aspetti. Con cui, inderogabilmente, convivere.
    * * *
    Tu, Roberto, esponi il calzante esempio delle fotocamere tradizionali e digitali. Situazione tecnologica con cui mi son dovuto, per questioni professionali, confrontare; progresso tecnologico che mi ha fatto arrabbiare, notando l’indiscutibile abbassamento della qualità; ma mi ha, anche, semplificato la vita, sveltendo tempi e facilitando il lavoro.
    Un esempio simile potrei trovarlo nell’evoluzione digitale della grafica. Cresciuto lavorando immagini e tipografia con progettualità tradizionale, mi sono scontrato con i primi Macintosh 25 anni fa: costavano quanto una automobile e offrivano assai poco. Sono stati un investimento oneroso e una scommessa su cui investire soldi e tempo. Oggi sono il pane quotidiano, hanno sveltito il lavoro e, addirittura, se li possono permettere – in termini economici, ma anche di capacità di utilizzo – persino i ragazzini, anche solo per ascoltare la musica.
    Questo tipo di progresso ha rivoluzionato la professione di chi comunica, ha snellito e sveltito il lavoro donando nuove e maggiori possibilità, ma ha anche abbassato la qualità dei risultati. Pregi e difetti.
    E poi: 25 anni sono tanti o pochi? Può essere l’una e l’altra cosa.
    Sicuramente: non sarebbe stato possibile arrivare ai risultati di oggi se qualcuno non avesse scommesso sulle novità, investendoci sopra. Come ho fatto, con sacrifici e fatica, anche io.
    Il progresso ha sempre bisogno di pionieri.
    Francesco

  43.        di dface | 12 Novembre 2009 h. 09:53


    Che sia ora di rivedere radicalmente il settore dell’automobile penso che siano tutti d’accordo, (indipendentemente dal meraviglioso rombo del motore, magari di un bel 10 cilindri con 4 scarichi, che ti riempe l’anima), è ora di pensare seriamente al futuro, e non come d’abitudine italiana aspettare che siano gli altri a pensarci.
    Le automobili così come concepite oggi, nonostante i lenti aggiornamenti, ha un secolo di vita, ed utilizza carburanti fossili, che oltre inquinare sono in via di esaurimento, (cosa ulteriormente accellerata dallo sviluppo economico dei paesi indo/asiatici).
    Come scritto più volte, le potenze economiche che governano queste cose, sono sensibili solo ad una cosa: i soldi, perciò se vogliamo che le cose cambino non possiamo aspettare che un giorno, un industriale illuminato, (utopistico), decida di sua spontanea volontà di creare veicoli di nuova concezione, ma dobbiamo essere noi, con i nostri acquisti ad indirizzare il mercato, snobbando le sfrenate pubblicità che ci vogliono far acquistare a tutti i costi, l’auto di moda, quella con le palline fluorescenti, ecc… è scegliendo e chiedendo veicoli alternativi.
    Purtroppo i legami del potere economico e politico sono talmente forti, che per cambiare le cose bisogna creare una situazione tale che sia impossibile rimanere allo stato delle cose: sperando che questo non avvenga con guerre, sommosse o disastri naturali, l’unico modo per cambiare, e visto che la nostra economia si basa sul mercato incominciamo a chiedere finchè il nostro bisogno non sarà soddisfatto da qualcuno e questo creerà una spirale che porterà al cambiamento: cosa che troverà un ostruzionismo da parte degli industriali e statali che ……..
    Scusate ho scritto un comizio, ma se le cose non le diciamo noi appassionati, chi le dice?

  44.        di fridrik73 | 13 Novembre 2009 h. 20:59


    Arrivo lungo ma dico qualche cosa anche io.
    L’”elettrico” sposta il problema della creazione di energia dal motore endotermico ad una centrale elettrica, nascono quindi 2 domande:
    1 si può distribuire l’equivalente dell’energia attualmente stoccata nei benzinai e nei serbatoi?
    2 si può produrre nelle centrali?
    Esempio: cosa succede se centinaia di migliaia di auto si attaccano alla rete ENEL contemporaneamente?
    Il mio pensiero: il futuro prossimo è nella diversificazione e nei carburanti alternativi.

  45.        di luciomazzini | 21 Novembre 2009 h. 19:18


    La crisi sta passando…e passate le feste….”Gabbato lo Santo”….non vedo un gran futuro di produzione per elettriche pure & Co, alcuni paesi hanno overplus di produzione elettrica/nucleare vedi Svizzera Francia & Germania, per l’oro l’auto elettrica è e sarà una scelta possibile, bè noi Italiani altra storia importiamo, petrolio gas & elettricità
    non rimane che un bel Quadriciclo a pedali.
    Mala tempora Currunt

  46.        di itrubovignom1 | 21 Novembre 2009 h. 23:20


    Roma, 21 novembre 2009

    Caro Direttore Mauro Tedeschini e cari Emilio Brambilla e Roberto Lo Vecchio.

    Il Vostro articolo sulle auto elettriche di novembre mi ha spinto a scriverVi facendo alcune considerazioni che non vedo fatte da Voi.
    Per poter paragonare correttamente non una macchina, ma un nuovo modo di viaggiare, occorre considerare tutti i momenti della filiera energetica. Vediamo.
    1.Motore. Il motore elettrico pesa meno e rende molto ma molto di piu’di un motore endotermico.
    2.Vettura. La macchina elettrica, finita, pesa di meno di una a motore a scoppio

    3.“Serbatoio di energiaâ€. E’ vero, quello della macchina elettrica pesa di piu’ e contiene meno, ma complessivamente l’ auto pesa di meno, quindi, ancora un dato positivo.
    4.Recupero di energia cinetica. Perfettamente fattibile in frenata per una auto elettrica,(come giá fanno i treni); impossibile in un motore endotermico, tanto é vero che in frenata la trasformiamo in energia termica e la gettiamo via. Una vergogna.
    5.Autonomia. Non e’ un problema. Piú giú vi spiego perche’.
    6.Emissioni gas. In auto, zero. Sono in realtá in centrale termoelettrica.
    7.Consumi. Mostruosamente migliori. L’ auto elettrica non deve essere scaldata, da fermo non consuma. Non ne parliamo nemmeno.
    8.Efficienza di trasporto dell’ energia nel posto dove serve. Se ne tiene conto raramente. Trasportare benzina, scaricarla piu’ volte fino al serbatoio della vettura e’ un sistema inefficiente, costoso e pieno di sprechi. Il trasporto di energia elettrica in forma di corrente alternata ha una efficienza del 99,8% . Inoltre le strutture esistono giá . Si dirá : occorrono impianti elettrici piú potenti. Non e’ vero, piú giú Vi spiego perche’.
    9.Trasformazione di energia termica in elettrica. Non e’ una operazione priva di sprechi ma, fatta in centrale, per quanto si parta dal petrolio, comunque viene fatta a rendimenti ed emissioni migliori che nel nostro piccolo motore.
    10.Caricamento delle batterie. La maggior parte avverra’ di notte, quando, per problemi di produzione,(ne avete sentito parlare???), l’energia elettrica si butta. Si potrebbe fare infatti a tariffe molto basse.
    E veniamo alla autonomia, quello che sembra un muro insormontabile
    Cerchiamo di ragionare
    Qualcheduno si ricorda come si faceva nel medioevo, quando si andava a cavallo per l’ Europa? Anche allora l’ autonomia del cavallo era decisamente inferiore a quella del cavaliere.. Ve lo dico io: esistevano le stazioni di posta, dove, dando il cavallo esausto, se ne riceveva un altro fresco.
    Cerchiamo di ragionare.
    Qualcheduno ha mai visto uno stabilimento dove operano pochi carrelli elevatori elettrici costosi, che hanno una autonomia di qualche ora ? Semplicissimo:
    Staccano il gruppo batterie, lo mettono in carica, ne montano un altro carico, e ripartono. DUE minuti scarsi, NON DI PIU. Meno, molto meno che fare il pieno di gasolio.
    Morale:
    1.Standardizzare il gruppo batterie, al massimo tre tipi.
    2.Cominciare a creare isole di ricarica presso i comuni benzinai.
    3.Realizzare vetture con un gruppo batterie semplice da estrarre, con attacco rapido.
    4.Al posto di fare benzina, si sostituisce il gruppo batterie. Ci si mette anche meno.
    Fine del problema. Non solo, produrremmo solo poche batterie, quelle che veramente eseguono cicli di carica scarica e non di piú.
    A casa poi, con tutta la notte d’avanti, ricarichiamo lentamente ed a bassi amperaggi.

    Obiezioni:
    -Impossibile metter tutti d’ accordo per standardizzare il gruppo batterie.
    R.Negativo, la benzina e’ stata standardizzata.
    -Il mercato deve andare da solo.
    R.La soluzione proposta e’corretta a livello energetico, quindi sara’ comunque il punto di arrivo.Arrivarci dopo infiniti tentativi e’ la solita tattica dell’ industria che ti fa comprare euro 1, 2, 3 quando ha giá pronto euro 10. Che passa attraverso i motori ibridi.Che tira fuori un pc che viaggia ogni mese a 100Mhz di piu’, cosi il suo processore da 1000Mhz se lo vende un pezzo alla volta per dieci volte. Che ti fa cambiare chiavetta di memoria 4 volte vendendoti gli aumenti di capacitá di memoria un pezzo alla volta.
    Sprecare e’ il vero business del nostro tempo.
    Contrastiamo le soluzioni intermedie, sono uno spreco.
    Per il nostro futuro.

    Un caro saluto

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