Alfisti e lancisti che vogliono la lotta dura
Postato il 2010 in Alfa Romeo, Lancia, Marchionne
C’è chi dice no, come cantava Vasco Rossi. E non ci sta al ruolo futuro che il matrimonio transoceanico Fiat-Chrysler affida alle sorelline minori del marchio italiano, ovvero Alfa e Lancia. Così si rivolge al sottoscritto per far sapere che si raccolgono adesioni contro i progetti del grande capo del Lingotto, Sergio Marchionne.
Ovviamente stiamo parlando di appassionati, che vedono le cose da un’angolazione ben diversa da quella di un capitano d’industria. Ma meritano comunque di essere ascoltati. Per l’Alfa mi ha scritto tra gli altri Fabio Crippa, un giovane patito del Biscione che si dice in apprensione per “lo stato vegetativo in cui versa la marca” , a suo dire ormai snaturata dalla tradizione legata alle corse, alla trazione dietro e alla sportività su strada. Fabio sostiene una protesta silenziosa partita dal sito www.ClubAlfa.it: mettere un nastro nero sull’antenna della propria auto, in modo da mostrare a tutti il proprio disagio e, soprattutto, dissenso.
È piuttosto arrabbiato anche Pierluigi Tomasi, lancista di Conegliano e animatore del sito www.viva-lancia.com, che dall’inizio dell’anno raccoglie adesione per protestare contro l’accorpamento “amerikano” del marchio Lancia con la Chrysler. Aggiunge che “nessun manager di passaggio, e tutti lo sono rispetto ai 103 anni della nostra storia, si può permettere di decidere del futuro di un patrimonio così nobile per tutto il made in Italy”.
Che ne dite? Sono ribellioni da incoraggiare o lasciano il tempo che trovano?
144 Commenti »
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di francy6708 | 10 Febbraio 2010 h. 13:54
Ribellioni da incoraggiare, da incrementare, da appoggiare: da parte, anche, della stampa di settore.
Ben vengano i nastri neri e altro ancor di più.
Fino ad arrivare alle barricate e alla rivoluzione, se necessario.
Perché Alfa Romeo e Lancia non sono di proprietà di incompetenti e meschini manager che sottolineano la propria inettitudine vestendo di nero: Alfa Romeo appartiene agli ”Alfisti”, Lancia è patrimonio unicamente dei “Lancisti”. Entrambe appartengo agli Appassionati di Automobili, agli Esteti, al patrimonio Artistico di questo Paese in particolare e dell’Universo più in generale.
* * *
Due le azioni, concrete, da proporre, suggerire, appoggiare anche da parte di “Quattroruote”:
1 – Mobilitare tutti i “Lancisti”, tutti gli “Alfisti”, l’intero Mondo di Appassionati, coinvolgendo, altresì, operai, maestranze e impiegati delle due aziende affinché ci si appropri, acquistando legalmente, le due Case automobilistiche trasformandole in sane, produttive cooperative.
Azionariato popolare: né più né meno come avviene con i grandi club di football spagnoli o inglesi. Così esse aziende riprenderanno a funzionare bene, liberandosi dai manager parassiti e incapaci di produrre ricchezza. I manager: i nuovi fannulloni di oggi.
2 – Proporre una sottoscrizione affinché Alfa Romeo e Lancia, prime Case automobilistiche nella Storia a ottenere simile riconoscimento, siano dichiarate Patrimonio Umanitario e tutelate, quindi, dall’Unesco. Perché, senza scherzar davvero minimamente, questo sono: pezzi di Storia, opere d’Arte.
In modo che ogni scellerata azione di manager incapaci e luttuosamente vestiti divenga, finalmente, reato perseguibile dalla legge.
* * *
Avanti, o Popolo dell’Automobile: ribellione e azione!
Francesco
di ROBYFOCUS | 10 Febbraio 2010 h. 14:06
Penso proprio di sì!Non sono un alfista o lancista, ma avendo 46 anni ricordo ancora lo splendore della Giulia,dell’Alfa 1750 e 2000 berlina,le Gt Junior,le varie Alfetta berlina e Gt(quest’ultima era e,potendo,sarebbe il mio sogno possederne una)e tantissime altre.Per non parlare della splendida Fulvia HF,Zagato,Flavia Coupè e Flavia berlina,Beta coupè e Montecarlo,la Delta HF Integrale,l’HPE…Abbiamo un patrimonio immenso e proprio non si può lasciarlo andare in questo modo!!!Viva la trazione posteriore Alfa e il confort e signorilità Lancia dei Bei tempi andati!!!Roberto.
di marco0427 | 10 Febbraio 2010 h. 14:15
ottima notizia, certo il vero problema è che i dirigenti se ne fregano degli errori fatti negli ultimi 35 anni ( ho 32 anni e da bambino ho ancora fatto in tempo a vedere in giro le Lancia e le Alfa vecchia maniera, sono loro il termine di paragone, tanto per esere chiari).
Quello che voglio dire sembrerà una pazzia a un manager come Marchionne, ma Alfa e lancia dovrebbero avere dei pianali dedicati con solo qualche elemento in comune con Fiat e Dodge, in modo da avere una loro individualità precisa; certo questo discorso lascierebbe scoperti isegmenti A,B e C, ma adesso come adesso i due marchi lì sono delle rarità e allora tanto vale partire dai segmenti D ed E avendo come riferimento BMW (Alfa) e Mercedes/Audi (Lancia).
Come dicevo già in un commento ad un altro post del direttore, la cosa migliore è recuperare degli esemplari di auto prodotte da questi concorrenti e smontarle per bene per studiare cosa hanno in più dei modelli attuali, copiarle e migliorarle, utilizzando quello che di buono c’è nei cassetti degli uffici di torino, specialmente per i motori vedi multiair e mutijet II).
Una volta fatto questo, se hanno copiato bene dai maestri, dovrebbero solo con questi modelli pareggiare nei numeri la produzione attuale e a questo punto anche i modelli dei segmenti A,B e C diventerebbero appetibili, anche se dovessero avere i pianali in comune con le Fiat e le Dodge, ma anche qui ocoorrerebbe procedere con citerio al copia e incolla, non fare quello che è stato fatto fino ad ora….. ( con l’esclusione di 156 e 147, di origine Fiat ma abbastanza alfa da reggere bene il mercato)
di multiplex | 10 Febbraio 2010 h. 14:29
Antimarchioniano convinto, sono contento che il nostro le stia beccando da tutti i pizzi e spero che sia solo l’inizio della Sua fine. Non credo sia un miracolo quest’uomo che ancora non ho capito cosa abbia fatto di così grande per essere superincensato. Ha trovato modelli validi nel cassetto già sul punto di uscire ma ha accettato cavolate (prima 159) e bloccato tante altre cose che avrebbero potuto forse aumentare ancora di più il fatturato. In tempi di crisi gli altri hanno valutato e risposto con valide proposte, lui no! Non mi dite che è un genio per favore, BASTA con questa incensazione. Adesso sta distruggendo Alfa e Lancia minacciando la prima che se non si riprende la chiude come se dipendesse dalla Fabbrica o da chi ci lavora e non da chi decide i modelli. Si infuria con gli interni della ritardataria 149/Milano/Giulietta ma non poteva rendersene conto prima? Spergiura che non ci saranno più Alfa sportive e per farci venire ancor di più l’amaro in bocca, lascia produrre 2 concept da Pininfarina e Bertone. Sapevo anche di un terzo a opera di Gugiaro, una berlina ma forse ha capito che è meglio lasciar perdere! A che pro, scusate? Per quanto concerne la Lancia sta distruggendo tutto il patrimonio che questa Marca ha e ha avuto negli anni, diventando solo una versione di lusso (? si x chi l’acquista!) delle corrispettive Fiat. Al bando Marchionne e se proprio il Gruppo deve affondare, lo faccia rispettando almeno le tradizioni delle rispettive Case che lo compongono. Vorrei vedere se veramente lasciati liberi da schemi i nostri tecnici non sanno proporre e produrre auto meglio delle tanto osannate tedesche a cui il nostro lecca il posteriore (alto esempio di marketing il suo!) Si Direttore, io incoraggio questa ribellione, mi ci segno, mi iscrivo perchè ho avuto Lancia e Alfa e oggi mi dispiace non poterle più guidare dopo averne provato le meravigliose sensazioni che mi davano, non come la mia purtroppo sfigatissima Passat degli anni trascorsi o l’attuale asettica Toyota di oggi. Mi dispiace solamente per chi ci sta lavorando in quei stabilimenti ma almeno di loro si parla. Di tanti, troppi che sono nelle medesime condizioni purtroppo solo un assordante silenzio.
di stramaury | 10 Febbraio 2010 h. 14:33
credo che ognuno stia facendo ciò che è giusto faccia. da un lato Marchionne è attento agli aspetti finanziari ed industrali della gestione Fiat Auto, dall’altro ci sono i tifosi dei marchi che vorrebbero poter comprare auto di un certo tipo e con certe caratteristiche. Ed ognuno ha ragione a modo proprio. Bisogna capire se ci sia compatibilità tra questi due mondi. Personalmente penso di no. E sotto sotto è probabile che abbia ragione Marchionne. Esempio: gli alfisti vorrebbero un’alfa vecchio stile, quindi leggera, trazione posteriore, performante, con la minor quantità possibile di componenti condivisi con altri marchi. Significherebbe fare investimenti da capogiro, ed avere allo stesso tempo costi di produzione altrettanto folli. E se poi non se la compra nessuna, a parte gli integralisti del marchio? Un paio di mosse del genere e fallisce tutto il Gruppo. Ciò che deve scongiurare Marchionne, con buona pace della storia, per quanto prestigiosa, dei due marchi. saluti
di 24HP | 10 Febbraio 2010 h. 14:35
Mi risulta difficile rispondere vista la mia situazione: come imprenditore approvo molte scelte prese fino a d’ora dall’ad. Marchionne e come alfista condivido tutte quelle proteste civili atte a difendere la storia del marchio.
Sono pienamente convinto che manifestazioni di questo tipo vadano incoraggiate e qualche risultato positivo ogni tanto lo portano.
Ripeto quello scritto tempo fa su questo blog:sarebbe bene che noi alfisti diminuissimo le nostre pretese nei confronti di una Alfa Romeo che difficilmente potrà ritornare a essere quella di un tempo e che in FIAT ricomincino a costruire vetture cercando di non perdere quelli che sono i tratti distintivi del marchio.
Volendo fare un esempio: una 159 più leggera,dotata di motori più performanti,dedicati (solo per Alfa il 1750 da 200cv e per Lancia il 1750 con potenza inferiore) e con una cura costruttiva migliore avrebbe reso contento un affezionato (pur in mancanza della tp) e gli amministratori (aumento di vendite).
Lo stesso discorso vale per Lancia e per altre case automobilistiche dal passato glorioso e dal presente burrascoso,vedi Saab della quale sono affezionato.
Un saluto:24HP
di marioddm0605 | 10 Febbraio 2010 h. 14:46
Dovrebbero essere incoraggiate da tutti gli addetti ai lavori, tranne che da Fiat naturalmente. Quattroruote emerge in questo senso fra le riviste del settore e la schiera dei lettori s’ingrosserà sicuramente. E se il fenomeno ingigantisce, troverà molto tempo da lasciare. Avanti così.
di salvo127 | 10 Febbraio 2010 h. 15:06
Lasciano il tempo che trovano, caro Direttore, non perché non meritino considerazione, tutt’altro!, ma perché sono il lamento nostalgico di persone che non si rendono conto che la realtà procede in tutt’altra direzione. Io comprendo il disappunto di tanti amici del blog, ma bisogna restare con i piedi per terra!!!
La Fiat non può fare ormai più nulla per salvare la lenta agonia dei due nobili marchi italiani (questo vale soprattutto per l’Alfa e meno per la Lancia). Io proporrei a Marchionne di essere anche un po’ più idealista e vendere il marchio Alfa Romeo a chi può veramente valorizzarlo (forse la VolKswagen?).
Cordiali saluti
Salvatore
di lbeccalli | 10 Febbraio 2010 h. 15:11
Non capisco fino in fondo la protesta dei lancisti, il marchio da anni ha una gamma ridotta ai minimi termini e non è certo l’accorpamento con la Chrysler che può dare il colpo di grazia alla Lancia. Anzi, hanno l’opportunità di rivedere con il loro marchio vetture di prestigio. Certo sarebbe opportuno che non ci si limitasse a rimarchiare prodotti Chrysler, ma che un minimo di lavoro di personalizzazione, soprattutto sugli interni che sono sempre stati un punto di forza delle Lancia, venisse fatto.
Per quanto riguarda l’Alfa Romeo, marchio di cui sono cliente oltre che appassionato, stando alle parole di Marchionne, che prefigurano un futuro in cui l’ammiraglia del marchio sarà la….Giulietta, la protesta mi sembra condivisibile. Certo se la protesta rientrasse solo con il ritorno alla trazione posteriore, in F1 e con una gamma completa di prodotti completamente autonomi dal gruppo, è pura utopia. Ma chiedere che si investa ancora sul marchio per avere prodotti di gamma medio alta adeguatamente caratterizzati mi sembra sacrosanto. Vado a cercare il nastro nero per la mia 147…….
di stirling0506 | 10 Febbraio 2010 h. 15:14
caro direttore pur non essendo un’alfista,non avrei nessun problema ad acquistare un’alfa glielo assicuro purchè non sia un surrogato di una fiat anche io non ci stò in quanto probabile futuro acquirente ma finchè le cose stanno così;in poche parole deve essere un’alfa.Non basta produrre belle macchine e ad un prezzo diciamo competitivo per potere vendere,certi marchi tedeschi chiuderebbero seduta stante,bisogna anche dare quel plus che entra in gioco nel momento della scelta che,vorrei ricordare non è solo una questione economica;troppi fattori entrano in gioco nell’acquisto di un bene,da quello emozionale a quello funzionale e così via.Le faccio un’esempio da manovale,mi faccio una domanda e la rivolgo a tutti,mettiamo che ferrari tanto per stare in casa decida di produrre automobili economiche(20 mila euro)che abbiano prestazioni di una fiat che abbiano la qualità di una media,voi le comprereste?io nò!!!!!!!prendiamo una marca tedesca che decida di produrre auto poco affidabili,assemblate male,inaffidabili,voi le comprereste?io nò!!!!!!da qui deve ripartire il rilancio di un marchio,lei comprerebbe mai un’harley che non fà il “casino” dell’harley?o che è costruita dalla hyoushung o dalla kymco?la lezione penso sia servita è sotto gli occhi di tutti quello che è successo a snaturare un marchio.Di bene in peggio.Vorrei ricordare che il “mestire” di un capitano d’industria,in questo caso dei managers delle case automobilistiche,non è solo quello di sanare i bilanci ma,anche quello di saper vendere le auto,non serve a niente portare i conti alla pari se poi non si vendono le automobili prodotte.
di ItalianDandy | 10 Febbraio 2010 h. 15:33
“Che ne dite? Sono ribellioni da incoraggiare o lasciano il tempo che trovano?”
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Anch’io sono cresciuto in Thema, anch’io mi sono appassionato a Fiat, Lancia, Alfa e tutto il resto; anch’io ho imparato a guidare in una Panda 750CL; anche la mia prima macchina era una Fiat; anch’io non capisco perchè quella meraviglia di nome Fulvia Concept non sia mai stata messa in commercio (e da allora sono passati ben 6 anni, l’intera vita di un modello!); anch’io sogno una nuova berlinetta Alfa agile e affascinante come la 156.
Se ripenso a tutto ciò, mi sento vicino a chi porta avanti quelle che il Direttore chiama “ribellioni”.
Però con quelli che protestano non ci sto più, se mi rendo conto (a differenza loro) di una cosa: che I TEMPI SONO CAMBIATI.
In Europa non contavamo un cavolo (peggio di oggi) e in America non ci si ricordava più cosa fosse “Fiat”; oggi invece la Fiat è tra i protagonisti dell’automobile mondiale, è rilanciata e ha davanti a sè un’opportunità (il gruppo Chrysler, che è meglio di Tata) che mai ci si sarebbe aspettati fino a un po’ di tempo fa.
Quindi adesso è in corso la riscrittura dei programmi di tutti i marchi del Gruppo; nel corso di questa riscrittura, inevitabilmente, ci saranno delle vittime sacrificali (come la fine di Termini Imerese o la cancellazione della nuova 159, secondo me tutte lodevoli)….ma è normale!!
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Fiat è al suo nuovo Anno Zero, quello degli inaspettati programmi riscritti che porteranno a un’espansione più o meno globale e a un discreto protagonismo nel mercato mondiale (era ora….).
E in un momento come questo, in cui si sa ancora poco e non si è visto ancora niente (per forza, siamo solo all’anno zero!) è da stupidi lagnarsi e protestare con nastri neri alle antenne.
Bisognerebbe sedersi e stare buoni ad aspettare i primi risultati (modelli) della Fiat mondiale.
Sergio Autiero (NA)
di mgalli | 10 Febbraio 2010 h. 15:58
Ognuno ha diritto di esprimere un’opinione, ma al punto in cui siamo oggi non si può non dare ragione a Marchionne.
Gli appassionati vorrebbero cose troppo costose, direi quasi impossibili, per l’attuale congiuntura e di incerto successo.
Siamo davvero sicuri che un’Alfa un po’più leggera, con la trazione posteriore, i quadrilateri alti e che partecipasse anche alle corse (quali? Magari al semi-defunto Wtcc?) venderebbe più delle vetture attuali?
Non è che il problema sia altrove e vada visto in termini di qualità complessiva e di un’immagine nettamente inferiore a quella delle case premium tedesche cui vorrebbe tanto fare concorrenza?
Su Alfa errori ne sono stati fatti a bizzeffe, anche dall’attuale management, che ha forse cambiato troppo spesso i responsabili del marchio e la relativa politica aziendale, ma sono sembrati tutti tentativi di rianimare un malato grave ed in continuo peggioramento (Alfa nel 2001 vendeva circa 250.000 vetture, contro le circa 100.000 del 2009).
Lancia invece vende il 90% della sua produzione in Italia, in Europa è inesistente, ha una rete di vendita a dir poco carente ed è assente da mercati importanti con guida a destra, come quello del Regno Unito, dal lontano 1994.
Lancia ed Alfa negli ultimi anni hanno semplicemente vivacchiato producendo un numero troppo esiguo di auto e se ciò, in tempi di vacche grasse, lo si poteva anche sopportare, oggi, visti i tempi che corrono, non è più ammissibile.
In epoca pre-crisi Marchionne disse che il traguardo per i due marchi erano 300.000 vetture a testa per il 2010, altrimenti la loro sopravvivenza sarebbe stata a rischio, inutile dire che con circa 200.000 auto prodotte complessivamente nel 2009 la nuova Giulietta per Alfa e l’accorpamento con Chrysler per Lancia altro non sono che l’ultima spiaggia per entrambe.
Marco
di euge.86 | 10 Febbraio 2010 h. 16:13
Mi spiace, andrò controcorrente, ma mi sembra che queste proteste lascino il tempo che trovano, e sono abbastanza sicuro che tra 4 anni torneremo tutti ad adulare Marchionne come nel momento in cui si concretizzava il matrimonio con Chrysler.
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LANCIA: mi spiace, ma non si può valorizzare un marchio conosciuto solo in Italia. La Fiat ha fatto scelte scellerate in passato, uccidendo il marchio, e l’unico futuro possibile è quello prospettato da Marchionne. Punto.
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ALFA: Marchionne ha prospettato anche qui l’unica via possibile. Utilizzare pianali americani non significa uccidere il marchio, ma dargli l’ultima possibilità di sopravvivere. D’altronde l’Audi usa pianali VW ma il marchio mi sembra in ottima salute; vedremo se gli ingegneri Fiat saranno in grado di fare in Italia quanto i tedeschi hanno fatto per l’Audi.
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In conclusione: guardate al futuro fiduciosi. Anche se, è vero, dispiace per il fatto che tanti operai perdano il lavoro. Ma anche questo dipende da scelte sbagliate fatte nel passato. Ora è essenziale non ripetere quegli errori, non farsi guidare dall’emotività e dare alla Fiat un vero futuro.
Saluti.
di Robi76 | 10 Febbraio 2010 h. 16:14
Caro Direttore,
chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, e poi disperarsi per questo, effettivamente lascia il tempo che trova.
Io sono sicuramente dispiaciuto per la sorte dei due marchi italiani rispetto alla loro storia, ma le imprese sono fatte per produrre profitti, se queste non li fanno, si può soprassedere temporaneamente ( e in questi due casi il temporaneamente è stato estremamente lungo !), ma poi bisogna prendre una decisione.
Purtroppo col cuore , la passione e i ricordi, non si vendono le macchine, e questo fine non può essere , purtroppo trascurato.
A parziale replica di un precedente intervento, purtroppo, o per fortuna, ogni manager non solo può , ma DEVE decidere le sorti di un marchio, poichè è stato messo in quella posizione proprio per quello, da persone che avevano il potere di farlo.
Non mi esprimo poi su tutti i giudizi sulla persona, dall’altare alla polvere, e poi forse di nuovo sull’altare, un pò come succede con gli allenatori di calcio, il lunediì successivo a una prestazione esaltante o a una cocente sconfitta….
di euge.86 | 10 Febbraio 2010 h. 16:18
Scusate, sulla 159: Marchionne non ha mai detto che ne cancellerà l’erede. Penso invece che questa ’boutade’ gli serva per prendere tempo (2\3 anni) e progettare un’alfa media (chè questo è la 159) su pianale Chrysler da vendere anche negli Usa assieme alla Giulietta.
di icastm | 10 Febbraio 2010 h. 16:52
Io, come tutte le persone dotate di un minimo di senno, sono molto dispiaciuto nel vedere due marchi come Alfa Romeo e Lancia così carichi di storia, ma così poveri di contenuti attualmente. E’ triste che due potenziali del genere non siano sfruttati.
Ma non faccio il processo ad alcuno.
Siamo tutti bravi a sentenziare seduti comodamente di fronte al pc. Siamo tutti bravi a decidere quali modelli debbano essere prodotti, dove debbano essere prodotti, come debbano essere prodotti e a quale prezzo debbano essere venduti. Ma in pochi poi li acquisteremmo, noi parliamo per gli altri. “Un nuovo Duetto risolleverebbe le sorti di Alfa, ma non è l’auto per me, io ho bisogno del bagagliaio perchè ho i bambini, io sono stato costretto a comprare straniero…” è lo stereotipo di risposta che dà il sedicente alfista quando gli si chiede perchè non ha acquistato Alfa per contribuire al rilancio del marchio.
Così come siamo un popolo di 60 milioni di commissari tecnici della nazionale di calcio, direi che siamo anche un popolo di 60 milioni di amministratori delegati del Gruppo Fiat.
Insomma, questi appassionati parlano parlano, si lamentano (giustamente), sentenziano, ma… nel concreto cosa fanno? Nulla.
Io ho sempre sostenuto che se alfisti e lancisti sono insoddisfatti della gestione si comprassero azioni della Fiat e andassero a farsi sentire nelle assemblee degli azionisti. Punto. E’ l’unica cosa concreta che possono fare per far valere le loro ragioni; partecipassero anche loro al rischio d’impresa se sono convinti che i manager possano fare diversamente. Altrimenti smettessero di lamentarsi. Dunque, d’accordissimo nell’appoggiare le proteste, purchè si guardi alla realtà e non si resti su sterili pretese.
di pal | 10 Febbraio 2010 h. 16:59
Che dire, Direttore,
Tante parole si potrebbero spendere sugli errori di Fiat negli anni Novanta,
su come si sia affossato Lancia con modelli non all’altezza e su come si sia lasciato a metà il tentativo di rilanciare Alfa come brand semi-premium, non investendo (o non potendolo fare nella dovuta misura) in modelli, marketing, iniziative, hype, “coccole” al cliente…
Ora che Fiat ha già miracolosamente scampato il proprio stesso fallimento,
è come un paziente appena uscito dal coma, appena appena riesce a camminare, e prima di tornare a correre ce ne vorrà ancora.
E per correre si intende competere nell’alto di gamma.
Quelle che Lei riporta sono espressioni della passione,
di come ancora, almeno in Italia, i “nostri” vecchi marchi -ognuno a proprio modo- scaldino ancora il cuore…
Di come per tanti Lancia e Alfa abbiano dei valori forti.
Ma, ahinoi, da quel che risulta Alfisti e Lancisti non formano, ad ora, una massa critica sufficiente a giustificare gli investimenti che ci vorrebbero per poter avere le vetture “pemium” che noi appassionati vorremmo, mentre il cliente-tipo per le berline di gamma medio-alta ha dimostrato negli ultimi decenni di preferire un acquisto “sicuro”, foriero di approvazione sociale, frutto di un’attenzione al brand prima che ai contenuti.
Un acquisto tedesco.
Allo stato attuale Fiat non sembra avere i mezzi per sviluppare e -soprattutto- vendere nei volumi necessari, le vetture che noi appassionati sognamo.
E pretendiamo, memori del lustro che fu.
*Che ceda i marchi allora.* si sente a gran voce.
Alfa ha certo ancora un grande appeal, un potenziale del tutto inespresso.
Ma da appassionato forse, dico forse, non sono poi così sicuro che quella che circola con più insistenza come voce sarebbe la soluzione.
Certamente VW ha dimostrato di avere risorse, costanza e capacità per creare dal nulla un marchio premium e gestirlo come si deve: potrebbe essere davvero la fine delle sofferenze degli Alfisti.
Ma francamente preferisco ancora un’ “Alfa Bravo” o un’”Alfa Punto” piuttosto che un’ipotetica “Alfa Golf” o “Alfa Polo”.
Credo che alla fine -al misero stato della realtà delle cose- quello di consolidare in qualche modo vendite, di far cassa con modelli “facili” ampliando trasversalmente l’utenza alfa,
possa essere una buona soluzione per sperare in un futuro di avere le Alfa che vorremmo. Che comunque non potranno più essere quelle di una volta, ma già non lo sono più.
E per fortuna, potrebbe dire qualcuno, giacchè le “vere Alfa” sono morte di morte naturale trent’anni fa…
Non che sia personalmente entusiasta di come stanno le cose oggi per il Marchio e certo il dichiarato intento di ridimensionare nel breve termine la “mission” di Alfa è alle mie orecchie assai doloroso.
Ma, ripeto, con l’obbligo del condizionale potrebbe forse essere il primo passo per una nuova Alfa nel futuro: sospendo quindi il giudizio a quando ci saranno più certezze.
Per quel che riguarda Lancia…
che dire? Ormai Lancia esiste solo come Ypsilon.
Delta è si una buona macchina, anche bella, anche più apprezzata di quel che si crede, ma vende poco.
E quasi solo in Italia, per entrambe.
Chi potrebbe essere in caso interessato ad acquisire questo marchio?
Allora, per quanto disgusto possa fare alla prima impressione, vedere un’americana rimarchiata con lo scudo blu -beh- sembrerebbe essere un piccolo bagliore tra le ceneri.
Forse l’unica possibilità.
Il “ma” c’è ed è enorme: Lancia per sopravvivere DEVE rimanere un marchio d’identità.
Se come pare le prossime saranno meri (tristissimi) rimarchiamenti, il rischio è che Chrysler fagociti Lancia, altro che completarsi…
Ora non sembra ci siano tempo e soldi per differenziare a dovere i marchi, le linee, gli interni pare che per i prossimi modelli Chrysler e Lancia saranno pressochè identici.
Per carità, forse Chrysler è la più europea ed elegante tra le americane (la concept 200C sembra fatta apposta per ospitare la calandra Lancia…) ma DEVE essere fatta una delicatissima ed oculata strategia commerciale e promozionale per far si che queste vetture siano percepite in Europa come Lancia.
E vendute in volumi apprezzabili.
Allora -forse- si potranno avere in un futuro Lancia almeno con un’estetica esclusiva, che diano l’illusione dei fasti che furono.
C’è in Fiat la volontà di spendere meningi e risorse in questo?
E’un grande punto interrogativo.
Da questo dipende la sopravvivenza di quello che rimarrà comunque uno dei pochi marchi ad aver fatto la Storia.
Ma tornando al nocciolo del Suo intervento,
quelle che cita sono iniziative che hanno tutta la mia simpatia, vorrei però che ogni dissenso venisse espresso in modo propositivo,
con triste ma necessario realismo, senza andare al muro contro muro, senza arrivare (come ho letto altrove) al cieco boicottaggio degli acquisti,
perchè la situazione per i nostri due amati Marchi è di difficilissima soluzione.
Ma, lo insegna la Storia, gli italiani danno il meglio di loro proprio in queste situazioni.
di cuore sportivo | 10 Febbraio 2010 h. 17:35
Ribellione !
Potere ai consumatori !
E’ la domanda che deve influenzare l’offerta e non viceversa. Quindi noi domandiamo Alfa e non surrogati !
Nastro nero nastro nero nastro nero nastro nero nastro nero nastro nero nastro nero
di xxalfaxx | 10 Febbraio 2010 h. 17:35
Io dico solo una cosa, marchionne fa i conti senza l’oste.. perchè l’oste di un’alfa troppo fiat non se ne fa nulla.. sono profondamente deluso da questa gestione che va giusto bene per una fabbrica di lavatrici non di automobili.. brand come Alfa e Lancia (così oggi si definiscono) incarnano una vocazione, una missione, una passione.. svilirne le caratteristiche per portarli al più bieco generalismo da utilitaria vuol dire ucciderli il che si traduce in calo di immagine e di vendite.. ed è proprio quello che sta accadendo..
Quelli che, con opinioni rispettabili ma discutibili, dicon che il mondo dell’auto è cambiato, forse in qualcosa han pure ragione ma non nell’interpretare le emozioni che le auto suscitano nei clienti… Perchè, a differenza delle lavatrici, le auto scatenano ancora i sentimenti e le emozioni di 50 anni fa.. e, spiace dirlo, ma le alfa e le lancia dell’era marchionne non suscitano emozioni, ma solo tanta troppa amarezza…
di ROBYFOCUS | 10 Febbraio 2010 h. 18:18
La Fulvia Concept la ricordo al Motor Show di Bologna!Auto stupenda,era circondata da una folla enorme,non si riusciva nemmeno a fotografarla!Non credo che allora ci fosse già Marchionne,ma da totale profano delle logiche industriali credo proprio sia stato un errore enorme non produrla,basta pensare alla Mini….Roberto
di dardon | 10 Febbraio 2010 h. 18:26
I commenti in questione sono prettamente di stampo ‘calcistico’, quindi assolutamente non basati su ragionamenti realistici… i ‘tifosi’ stanno invadendo ogni settore della vita sociale d i loro polveroni sconclusionati francamente portano solo a conlusioni infantili e semplicistice ( ricordano tanto i ‘pensierini’ delle scuole elementari)… Alfa e Lancia hanno sicuramente fatto la storia dell’auto, ma la loro gloriosa si è conclusa da un bel po’ di tempo per vari motivi (Alfa alla fine degli anni ‘70, Lancia alla fine degli anni ‘50) quindi la categoria degli alfisti e lancisti mi pare abbastanza velleitaristica, e di fatto accettabile solo se si parla di possessori di auto d’epoca… la verità è che un marchio è ‘grande’ se produce prodotti eccellenti (in riferimento alla categoria) e li sa vendere… Alfa e Lancia stando alle mere cifre dovrebbero chiudere: attualmente hanno volumi che sono 1/10 di quelli della concorrenza tedesca e trovano acquirenti solo in Italia, con residui in Francia, Germania e Spagna… L’idea di Marchionne di sfruttare sinergie dirette con Chrysler, spostando di fatto la produzione nel Nord America, è l’unico modo per garantire la sopravvivenza di questi Marchi… certo, bisognerà aspettare almeno 3-4 anni per vedere modelli veramente nuovi che possano sfruttare appieno le sinergie industriali, spostando magari più in là il paletto tecnologico… per adesso non sputerei tanto su un’ ammiraglia Lancia derivata dalla 200C… vedere per credere, su youtube ci sono alcuni video di questo splendido prototipo (per ora), che con i motori giusti può essere l’innaspettato uovo di colombo che attendiamo da 50 anni…
di spellseer86 | 10 Febbraio 2010 h. 18:37
Salve a tutti.
Personalmente reputo che queste proteste, seppure molto accorate e originali, non avranno alcun seguito nella politica di gestione di Lancia e Alfa.
Marchionne è un manager e come tale agisce secondo le linee guida che governano il mercato. Se avesse un cuore umano certo ascolterebbe anche le proteste degli operai di Termini Imerese, ancor prima delle lamentele di Lancisti e Alfisti.
Inoltre penso che stare qua a piangere sul passato, seppure glorioso e assolutamente rispettabile, non abbia senso.
Fin troppi post sono stati spesi parlando di Alfa Romeo. La maggior parte degli interventi ha sempre riguardato il passato, i modelli storici, la trazione posteriore: pochi invece si sono seriamente chiesti come sarà la nuova Giulietta.
Mi accodo quindi ad altri nell’affermare che bisogna essere realisti e guardare al presente e al futuro. Anche se con nostalgia.
Saluti,
Simone.
di smaxs | 10 Febbraio 2010 h. 18:47
Mettiamoci nei panni di marchionne, il suo compito è far crescere fiat il piu possibile per non rimanere strozzata dalle altre case automobilistiche
l’unico passo che poteva fare l’ha fatto si è fusa con Chrysler e contemporaneamente ha buttato l’occhio sui mercati in futura espansione fin qui
non posso che concordare con il suo piano finanziario.
Utilizzo di componenti comuni, vedasi telai ecc… E’ una cosa che fanno tutte le grandi case non solo automobilistiche, serve ad ammortizzare
velocemente i costi e produrre utile per gli azionisti e per i futuri sviluppi.
Non ho nessun problema a dire che l’utilizzo di parti comuni non mi scandalizza, c’è però modo e modo di farlo, ossia si può “caratterizzare” il prodotto
per distinguerlo dalle altre versioni. E vengo quindi alla Giulietta l’ultimo lavoro del gruppo che dovrebbe essere la base di lancio per le nuove auto medie di domani.
Non si poteva caratterizzarla di piu, mettendoci il quadrilatero all’anteriore e quindi renderla in questo modo diversa ed esclusiva rispetto alle altre
auto del gruppo a cui lasciare il MacPerson (a parte che prima di dare giudizi vorrei provarla e magari confrontarla con le concorrenti)?
Non conoscendo i costi industriali, veniva a costare cosi tanto di piu da non poterlo fare o si è voluto risparmiare all’inverosimile?
Se poi mi ritrovo le stesse identiche “basi” sulle future media di tutto il gruppo fiat come si sentirebbe il cliente Alfa?
E soprattutto ricomprerebbe un’Alfa Romeo?
Nel passato modelli ben caratterizzati vedasi Croma/Thema/164 avevano i propri estimatori che ritrovavano nel modello quello che cercavano
penso è questo che viene chiesto da Lancisti ed Alfisti ,ogni auto anche se con componenti comuni, sia ben “specifica” dello stile richiesto
e non solo un ricarrozzamento.
Una domanda pero mi sorge spontanea perche nonostante Ibiza/Polo/A1 siano in fin dei conti la stessa auto nessuno si lamenta?
di Saverio1967 | 10 Febbraio 2010 h. 18:52
In effetti è dura. E’ dura non vedere in giro eredi degne di una Delta integrale o di un’Alfetta. La partita però non si è persa adesso, ma almeno da quando, purtroppo, le italiane hanno acquistato fama di inaffidabilità all’estero e in patria. Ma, in un momento in cui ormai le economie di scala e le crisi cancellano o indeboliscono marchi gloriosi, Marchionne (che nel bene e nel male è stato il primo grande comunicatore dopo l’era Gianni Agnelli, e per questo ha tanti estimatori e tanti detrattori) si ritrova in casa un esempio di rilancio industriale forse non molto considerato: Maserati. Dalle stalle della Biturbo alle stelle della Quattroporte. La competenza di Ferrari ha giovato molto nel recupero dell’identità dei cugini, e dico “identità” (unita a una artigianalità della manodopera introvabile altrove) perchè è proprio questo ciò che si sta perdendo di due marchi da favola. Ora, non si potrebbe ragionare per un attimo in questi termini? Scegliere di riservare a Lancia ed Alfa delle nicchie di mercato prendendo già pianali, motori, componentistica da ciò che si ha in casa? Sotto l’ala protettrice di Maranello (non dimentichiamo che il fior fiore dell’ingegneria italiano sta lì), investendo su fasce di mercato in cui Modena è assente (o possibile concorrente), assicurando una visibilità (storia, valori dei marchi, presenza nei territori d’origine anche sviluppando musei) si potrebbero unire tradizione e budget. Molti diranno che Alfa non è Lancia e non è Maserati. E molti diranno anche che ci vogliono troppi soldi e troppo tempo. Ma a me piacerebbe rivedere in un film un novello Dustin Hoffmann e un redivivo Vittorio Gassman a bordo delle loro Duetto e Aurelia B24 del ventunesimo secolo.
Saluti a tutti.
P.S. Francesco, ti propongo come Patrimonio Umanitario di questo blog!
di kasparov0701 | 10 Febbraio 2010 h. 19:05
Sicuramente lasciano il tempo che trovano, nel senso che Marchionne & c. decideranno comunque di testa loro.
E, facendolo con lo stile cui stiamo assistendo, arriveranno ben presto allo smantellamento totale.
Ormai non è più il caso di protestare, di proporre, di far vedere che quando sono state fatte auto come si deve queste sono state vendute, e che gli insuccessi si sono invece avuti seguendo la logica attuale.
Vendetele, e fatela finita. Non le volete, non le sapete valorizzare, non ne avete voglia. Quella del “non ci sono i soldi” è solo una scusa: si tratta di differenti visioni del prodotto auto. Da un lato c’è lo stile Ghidella, che punta su qualità ed innovazione, col quale la Fiat andava benissimo. Dall’altro c’è lo stile Romiti-Marchionne, che tratta le auto come se fossero tostapane e che punta alla “clonazione” in massa, come se per i clienti fosse lo stesso. Stile che ha portato la Fiat dall’essere leader in Europa (se la giocava con Vw) sull’orlo del fallimento. Stile che ha portato la Lancia dall’essere leader tecnico e sportivo a livello mondiale (vedasi rally, in cui a livello di tecnica, sport, prestigio era a livello di Audi) a scomparire. Altri hanno proseguito sulla strada giusta, ed oggi ne intascano i dividendi. Voi invece insistete nel voler proseguire sulla strada sbagliata, che non porta a nulla se non a scomparire.
Non avete capito un accidenti di questi due marchi, è palese. A chi credete che le venderete, andando contro tutti gli appassionati? Alle flotte di autonoleggio e a qualche 70 enne che le compra lo stesso per nostalgia? Prego, buon divertimento, e buoni affari, considerati i margini di tale tipo di vendita.
di gambo61 | 10 Febbraio 2010 h. 19:21
Sono un lancista, anche se non possessore, da quando ragazzo seguivo i rally e tutte le competizioni cui Lancia partecipava. Da lì poi sono partito per leggere libri e conoscerne la Storia. Fa un certo effetto vedere le difficoltà in cui si trovano marchi storici come Alfa Romeo e Lancia. Però pagano le scelte errate di tanti anni praticate dai manager e progettisti che si sono succeduti nel tempo. Chi ricorda come erano le Audi, per fare un esempio, negli anni Settanta: per me, amante dello stile, erano insignificanti e, pur se ero giovane, non mi sembra che in Italia ne girassero tante. Poi in Germania è successo qualcosa e Audi, Bmw ed anche Volkswagen hanno fatto un salto, forse due-tre, di qualità, di stile, di prestazioni (Mercedes è sempre stata … oltre …) ed i numeri di vendite hanno dato e danno loro ragione. In Italia dove eravamo? e perché? Certo manchiamo di materie prime, però non può essere (stato) solo questo. Evidentemente, poi, l’Italian style non è più sufficiente per essere concorrenti credibili e, pur se passi in avanti sono stati fatti anche nella qualità e nei motori, è dura recuperare il terreno perso: anche se Audi e VW alla fine sono sempre uguali a se stesse, evidentemente nella collettività hanno assunto un’immagine di sicurezza ed affidabilità che è dura da scalfire.
di zorro8 | 10 Febbraio 2010 h. 19:24
Caro Direttore,
non tanto per Lancia quanto per il marchio Alfa Romeo mi dispiace percepire la mancanza di passione da parte dell’attuale timoniere del gruppo Fiat. E se la mia sensazione corrisponde alla realtà, allora non possiamo farci illusioni sul futuro del marchio.
^^^
Le ribellioni sono da incoraggiare? No, lasciano il tempo che trovano.
L’idea di francy6708 di promuovere l’azionariato popolare è rivoluzionaria, difficile da realizzare e forse l’unica che possa dare voce e concrete prospettive di cambiamento a tanti appassionati.
Saluti
Nazario
di Luca 79 | 10 Febbraio 2010 h. 19:24
Mah, io auspico sempre un rilancio delle due case. Mi auguro che le future Alfa e Lancia si impongano alla luce delle qualità dimostrate e non solo per “vecchie” tradizioni. Vedendo la gamma della nuova Giulietta, che personalmente mi piace moltissimo anche se non posso certo permettermela, resto però perplesso: manca una versione turbodiesel intermedia per gli stradisti: 105 cv sono pochi per una vettura del genere (in particolare se le masse in gioco saranno ancora elevate, come è stato per Brera e 159) e 170 un tantino troppi: credo che un’allestimento da 120-140 cv sarebbe ideale;molte concorrenti dispongono di una gamma ben differenziata: Golf, Focus, 308, Megane…altre vetture come la Auris (o la Civic), per restare in tema Toyota, hanno comunque pagato lo scotto di offrire poca scelta. Il gruppo Fiat lascia spesso le cose incompiute (di quel pizzico, tra qualità e motori, che finisce per avvantaggiare auto straniere), a mio avviso.
di ItalianDandy | 10 Febbraio 2010 h. 19:41
di smaxs, intervento 23:
“Una domanda però mi sorge spontanea perche nonostante Ibiza/Polo/A1 siano in fin dei conti la stessa auto nessuno si lamenta?”
* * * * * * * * * * * * * * * * * * *
Quasi tutti quelli che guidano la nuova Polo (anch’io, che l’ho guidata) sono presi dal piacere di sentirsi quasi a bordo di una Golf; e sicuramente tutti quelli che guideranno l’Audi A1 saranno presi da tutte quelle belle caratteristiche che solo su un’Audi moderna puoi trovare.
Quando si guidano certe macchine, le lamentele non trovano molto spazio….
Non sono mica delle Fiat!!!
Sergio Autiero (NA)
di statmaz | 10 Febbraio 2010 h. 19:52
Ammirevole l’attaccamento ai due marchi, ma - con rammarico - prevedo che non conseguirà alcuno degli obiettivi prefissi. D’altra parte, penso che si sia troppo drastici nell’affondare i futuri modelli Alfa e Lancia made in USA prima della loro presentazione. Perché escludere da ora che non saranno tecnologicamente all’altezza della migliore concorrenza ? Non dimenticherei i modelli della gamma Lancia e Alfa dalla Beta e dalla 155 in qua: credo che quasi tutti aderissero alla tradizione molto meno o tanto quanto potranno fare modelli condivisi con Chrysler. La 159 ha sospensioni raffinate che neanche BMW 3 monta, ma nessuno se la fila più e anche gli alfisti ‘dell’ultima ora’ la considerano una ‘pecora nera’. Saranno grosse Lancia con la trazione posteriore ? Ce l’aveva anche la Flaminia cui pochi oserebbero anche solo accostare l’incompresa Thesis ligia a quella anteriore…
di p4n1k | 10 Febbraio 2010 h. 20:11
abbiate pazienza, mi dispiace leggere dei commenti ingenerosi sulla gestione aziendale fiat perché questi andavano fatti 15-20 anni fa e non ora…quello che serve al gruppo fiat adesso sono una serie di modelli economici da produrre e che siano in grado di accontentare le esigenze del cliente italiano così come americano, russo, cinese etc. oggi finalmente ci sono i marchi e gli stabilimenti per essere protagonisti in tutti i mercati mondiali, quando poi tra una decina d anni ci saranno (speriamo) le risorse sono sicuro che avremo delle vetture di nicchia che potranno far sognare gli appassionati! o forse volete un’altra brera o un’altra thesis?!
di marco0427 | 10 Febbraio 2010 h. 20:21
Serve un altro Ghidella ( o un Dante Giacosa, ma è chiedere un miracolo!)
di gbvalli | 10 Febbraio 2010 h. 20:22
Sono alfista da sempre e da sempre ammiratore pure della Lancia, quella vera (quale italiano non lo è?). Avrei detto detto le stesse cose di francy6708, il primo a commentare, che saluto e con il quale mi complimento . Avrei detto…, ma sono stanco… mi sembra tutto inutile… non so se c’è ancora spazio per il cuore, per la passione, o, in ultima analisi, per i desideri e le tendenze dei consumatori… Ormai è tutto pre-fabbricato, pre-incastrato in un giro mega-industriale, in un gioco globale assassino; se ti va bene quello che trovi, ok, altrimenti arrangiati ! “Chi ce lo fa fare”, dicono i padroni del vapore, “ad analizzare, a tener conto dei desideri della gente? Imponiamo uno standard, tanto fuori da quello non si può andare… chi se ne frega dei simboli, dei richiami, del design, dell’arte, del bello, del buono, della storia, della trdizione.?.. L’importante è produrre al minimo costo possibile, e guadagnare il più possibile”. Ovvero, la barbarie del commercio. Per poi cosa farsene di guadagni spropositati, dio solo lo sa.. ah sì, forse per avere la soddisfazione di vedere qualche concorrente soccombere… e di riempire i forzieri personali fregandosene, dal momento che si può, complice una classe politica compiacente ed imbelle, in attesa di tempi migliori.. ognuno per sè !
Basta guardare la gamma “Grande Punto”: parlando di motori diesel, un 1250 venduto più caro dei 1600 della concorrenza , rinunciando a montare un 1600, a parte il 120 cv da 22.000 euro! Salvo poi montare il 105 CV sulla nuova Giulietta! Sono scelte sensate, queste? Sembra che non si possano sopportare volumi maggiori, che si debba contenere la produzione, limitarla, lanciarla con il contagocce, senza avventurarsi in investimenti dai ritorni più che certi : addirittura, meglio chiudere Termini Imerese, piuttosto che fare uno sforzo di innovazione, di coraggio! Sono stanco, è una lotta contro i mulini a vento !
di Niko46 | 10 Febbraio 2010 h. 20:29
Direttore… secondo lei, Enzo Ferrari, era un “semplice” capo d’industria, o era un appassionato di auto fin nel midollo?
Il caro signor Ford, era “bischero” qualunque che tirò su un’industria o era anch’esso un appassionato di auto? E il signor Lancia? Il signor Maserati? Il signor Lamborghini?
Con questo vorrei sapere, da Lei, se è meglio avere un capo d’industria iper-razionale, che non è capace di fare scelte dettate dal cuore (e si vede lo sfacelo delle case italiane) e il cui unico scopo è quello di far soldi o se è meglio avere un boss un po’ più altalenante ma che si fa guidare anche dalla passione, che sa decidere con raziocinio ma che alle volte da retta all’irrazionalità, che sa tirar fuori auto che nessuno avrebbe pensato di costruire in tempi di magra, magari dando qualche grattacapo all’azienda, ma conquistando una schiera di appassionati che, anche nei momenti più disastrosi, comprerebbe solo ed unicamente auto di quella casa…
Con ciò penso di aver espresso il mio pensiero, non come alfista e nemmeno come lancista, ma come appassionato di “auto italiane”.
di incrociatore | 10 Febbraio 2010 h. 20:56
Sono letteralmente basito dello stuolo di “avvocati” che difendono (l’indifendibile) operato di Marchionne!!! Purtroppo, a difenderlo sono ovviamente persone che di VERE Alfa Romeo e Lancia non ne capiscono un’acca, altrimenti non si spiegherebbero certi deliri, ma conoscono ESCLUSIVAMENTE i carrozzoni Fiat variamente rimarchiati. Per cui, alla fine, è pure comprensibile ciò. L’Alfista (e il Lancista) VERO, non chiedono certo la luna, ma semplicemente di poter acquistare (con i propri, sudati soldi) auto che rispecchino in TOTO lo spirito del Marchio d’appartenenza e NON dei tarocchi su base Fiat!!! Se desidero acquistare una vettura Fiat, la compro col Suo marchio originale, NON con quattro lustrini posticci - ahimè - firmati Alfa o Lancia. Chiaro? Ergo, il tanto bravo, bello e buono Marchionne (che di VERE auto non capisce un’altra benemerita acca), ha sbagliato e continua a sbagliare su tutti i fronti. Per quanto mi riguarda (e l’opinione, fortunatamente, è comune rispetto i quattro “avvocati” che scrivono su questo forum) NON spenderò MAI PIU’ un solo centesimo per i tarocchi Alfa e Lancia attuali e prossimi venturi, perchè sarebbe pura follia da parte d’un autentico estimatore e conoscitore dei due Marchi, confonderli con i giocattoli torinesi. Suvvia, capisco l’esser tifosi Fiattari, ma a tutto c’è un limite! Quando non si conosce la differenza tra il Tavernello (con tutto il rispetto per quest’ultimo) e il Brunello di Montalcino, meglio tacere, piuttosto di fare figuracce! Meglio mille volte che Alfa Romeo e Lancia chiudano subito i battenti, piuttosto di vederle spegnersi vieppiù come lumicini. Perchè è questa la fine che faranno, in quanto - esclusi pochi acquirenti di “bocca buona” - la stragrande maggioranza del pubblico pagante, non le degnerà più d’uno sguardo. In barba al tanto osannato Marchionne! Proprietario di Autentiche Alfa Romeo e Lancia d’epoca (non Fiat posticce)!!!
di piero7109 | 10 Febbraio 2010 h. 21:40
ma caro direttore,io sono alfista e debbo dire con mio grande dispiacere che sono molto deluso dalla condotta del marchio alfa romeo (ma anche lancia) da parte di fiat secondo me stiamo buttando via un enorme patrimonio non solo automobilistico ma anche umano,ho visto le nuove auto del gruppo vw quasi tutte uguali,ma allora io mi chiedo:la fiat ha la fortuna di avere dei marchi diversi tra loro che potrebbero occuppare tutti i settori del mondo dell’auto (sportivo con alfa,di classe con lancia,intermedio con fiat) ma perchè non sfruttare ciò a proprio vantaggio?Marchionne dice nel settore delle medie “troppo forte la concorrenza tedesca” mi scusi ma con la tecnologia di ferrari e maserati in casa non possiamo competere con i tedeschi?Sono scuse inutili dimostrano la loro incompetenza nel gestire marchi come alfa e lancia.Cordiali saluti
di robby1954 | 10 Febbraio 2010 h. 21:48
purtroppo i marchi carichi di gloria, che si sono però adagiati sugli allori del passato, rischiano di chiudere come già successo in passato: ricordate l’industria inglese, non vi dicono niente MG, Triumph, Sumbean, Riley, Austin o altri? Purtroppo Lancia e Alfa sono da tempo, fin dagli anni ‘70, su questa strada, salvo occasionali risvegli: prodotti nati vecchi o rapidamente invecchiati, mediocre qualità, e quindi poche vendite, in particolare sui mercati esteri, con quindi risorse sempre più scarse per nuovi modelli, in una sorta di spirale che si avvita su se stessa. Probabilmente il gruppo Fiat, che negli anni ‘80 stava tirando fuori dale secche il marchio Lancia grazie a modelli validi come Delta e Thema, non ce l’ha fatto quando ha dovuto prendersi cura dell’Alfa Romeo, prelevata in condizioni pressochè agonizzanti dall’IRI (33 e 75-90 erano solo l’ennesimo rifacimento di Alfasud ed Alfetta, che risalivano al 1971-72). Così, quando l’Alfa sembrava riprendersi grazie a 147 e 156, era la Lancia ad andare a fondo, e viceversa. Ora, i due marchi forse si salveranno, ma ridimensionando nettamente le ambizioni ed imparando a non farsi concorrenza (vi ricordate 145-146 contro Delta-Dedra, 156 contro Lybra, Kappa contro 166: ne godevano i concorrenti, senza che Alfa e Lancia raggiungessero volumi sufficienti), ed essendo presenti su mercati di (quasi) tutto il mondo: anche auto indibbiamente belle come Audi A5, TT, e tante sfiziose BMW e Mercedes non avrebbero ragione di essere e non potrebbero essere messe in produzione se destinate solo al mercato tedesco. Se quindi, per avere un prodotto valido e concorrenziale con marchio Lancia od Alfa, dovremo accettare che questo compaia su altri mercati con un’altra mascherina sfruttandone il posizionamento, ben venga tutto ciò. Sempre meglio che vederli scomparire: il mondo è pieno di entusiasti delle vecchie spider inglesi, o della vecchia mini, o anche della Giulietta spider o della fulvia coupè, ma questo non sarebbe sufficiente a consentire la ripresa della produzione di questi modelli a costi sostenibili: infatti, sopravvive solo una fiorente produzione di ricambi per queste vetture!!
di giorgiogrillo | 10 Febbraio 2010 h. 22:12
Marchionne ha grandi meriti. Ma di auto, ormai è un fatto assodato, non capisce un H. Parlando in generale, il mondo è bello perchè è vario. E’ così anche per il mondo dell’auto: sarà bello finchè ci sarà diversità, tipicità, confronto, differenze, caratteristiche (nazionali, tradizionali). Quando sarà tutto omogeneo, e non c’è dubbio che si va in quella direzione, le auto saranno davvero, e per tutti, solo un elettrodomestico. E, a parte il discorso degli appassionati che da 100 e più anni accompagnano e stimolano la storia dell’auto, si potrà dire addio agli acquisti fatti per piacere, “sfizio”, gusto e passione. Si comprerà una nuova auto solo quando la precedente sarà defunta. E non ci sarà più alcuno stimolo a spendere di più per avere lo stesso servizio di un’altra auto che costa meno. La Fiat ha avuto in mano due grandissimi strumenti di successo entrando in possesso dei patrimonii che erano le grandi Lancia ed Alfa. Ma lo ha vissuto sempre “ob torto collo”, forzatamente, quasi subìto e, col senno del poi, è chiaro che non vedeva l’ora di annullarli. A questo punto la Lancia non esiste più da tempo e l’Alfa è stata di recente azzerata (uffici di Milano e caratteristiche dei nuovi modelli). Se c’è ancora qualcosa che è fisicamente individuabile come “Alfa” (un ufficio, un archivio, …) farebbero bene, nell’interesse del mondo dell’auto, degli appassionati e della stessa Fiat, che vive la situazione con fastidio e sofferenza, a venderlo al più presto. Prima di subito, magari ad una cordata come quella che ha rilevato l’Alitalia. Sono stufo di stare in trepidante attesa di ogni nuovo modello dell’Alfa per poi constatare che in ognuno di questi c’è sempre meno Alfa. Fino allo “zero” raggiunto da MiTo e Giulietta (rabbrividisco al pensiero della profanazione di questo leggendario nome). Ben venga ogni forma di protesta. Non sarà mai troppo.
di ubos | 10 Febbraio 2010 h. 22:47
Da incoraggiare,senza ombra di dubbio !Totalmente d’accordo con francy6708 (int.1).Mi dichiaro da subito sia alfista che lancista ad oltranza !
di Aerei Italiani | 10 Febbraio 2010 h. 23:18
Debbo dire che reputo la questione alfisti-lancisti alla stregua di quella degli indiani americani che dopo alcune guerre perse con un avversario troppo forte sono stati defraudati delle loro terre e posti nelle riserve fino alla quasi estinzione.
l’estinzione di queste due categorie di automobilisti ha portato inevitabilmente all’indebolimento di un “think different” della produzione italiana che faceva della sportività e del “lusso” la punta di penetrazione all’estero del prodotto nostrano; e’ restato solo il prodotto ultraomologato che ci regala la fiat.
se questo era il passato il futuro sarà ancora peggiore con la casa torinese in procinto di eseguire la quasi totalità della propria produzione all’estero con l’aggravante che in un futuro prossimo anche le medie e le grandi del gruppo verranno importate dagli usa o da qualche stabilimento in messico ; qui sarà la stessa fine di fiat per cui non riuscirà ne’ ad avere un mercato americano dove di sicuro toyota , gm e ford non staranno a guardare ne’ un mercato europeo dove il pubblico premierà o produzioni nazionali di lignaggio o se a basso costo produttori come i coreani o gli stessi indo-cinesi ( gia’ perche’ passare per la fiat quando il proprietario dello stabilimento mi da le stesse macchine a minor prezzo ?).
Marchionne e’ stato un bravo a districarsi tra aiuti statali e cassaintegrazione ma produrre auto e farle comprare e ricomprare sopratutto agli “yankies” e tutt’altra cosa….e se non ci saranno aiuti statali italiani praticamente impossibile…
di luciomazzini | 11 Febbraio 2010 h. 06:53
Sono stato Alfista, con un GTV6 degli anni 80, poi no, iniziarono a fare Alfa a trazione anteriore , delle “Falfa” cioè Fiat_alfa, non riuscii a digerirle già allora, prima ebbi anche una Flavia, e quando scendevi non avevi nessun complesso di inferiorità con un Mercedes; ancora oggi vecchie Fulvia & Flavia occhieggiano dai rottamai con cromature perfette & plastiche intonse, c’erano certamente difetti ma un grande patrimonio tecnico, guardacaso le 3 case che sopravvivono meglio hanno proprio questo, patrimonio tecnologico & qualità ( Bmw Mercedes e Toyota); Marchionne spera di aprirsi sul mercato USA ma dovrebbe sapere che a differenza del mercato domestico quello USA è estremamente competitivo e selettivo,l’ultimo “bagno di sangue” fu fatto con la 164; siamo molto lontani da avere un prodotto USA ready; per “l’italianità” e il “Cuore” sono cose perse da tempo, come i gadget della Nazionale di calcio sono fatti in estremo oriente, anche le Fiat oramai sono più Turco/Brasiliano/Polacco che altro; stendiamo un velo pietoso su una Maserati piemontese; a questo punto coprerò Toyota o Mercedes senza sensi di colpa
di euge.86 | 11 Febbraio 2010 h. 08:49
Condivido pienamente il post di Icastim. Così come condivido anche i ragionamenti di tutti coloro che intravedono nel matrimonio Fiat-Chrysler una possibilità, sebbene le incognite, non lo nascondo, siano ancora molte.
Per tutti i detrattori di Marchionne: vi siete mai chiesti cosa avrebbe fatto Fiat oggi se non avesse ricevuto in dote i pianali di Chrysler e la rete di dealers in Nord America?!? Credete davvero che con questa crisi avrebbe salvato 2 marchi che vendono complessivamente 200.000 auto?!? O forse i programmi sarebbero stati ancora meno ambiziosi, senza alcuna prospettiva per il futuro se non quella di navigare a vista?!?
di francy6708 | 11 Febbraio 2010 h. 09:50
@ Saverio1967
Troppo buono, Saverio…!
di haya | 11 Febbraio 2010 h. 10:30
Condivido pienamente , le ragioni ,che portano ogni fan di Alfa & Lancia a elogiare e criticare anche duramente l’operato dell’ Ad. Marchionne.
Ma, Scorrendo, le tabelle delle vendite in Italia, ho notato con tristezza immensa, che nonostante l’ Italia produca auto eccellenti forse come non mai nella Sua storia , gli italiani preferiscono comprare straniero perchè ….ect ect.
Siamo noi che possiamo fare la differenza, dando un segnale forte a chi ,progetta e produce ,nell’ insistere e creare qualcosa che possa farci sognare ancora !!
Lasciamo stare le capacità degli stranieri capaci solo di copiare , vedi multijet ect ect
e la capacità solo Italiana di ipercriticare qualsiasi prodotto.
Non roviniamo le giornate ai tedeschi e francesi ricordando , quante volte la Lancia & Fiat hanno vinto il mondiale Rally e la Ferrari il mondiale di formula 1 !!
Quando , un giorno , la smetteremo di snobbare le grandissime professionalità dei Ns. tecnici e progettisti e incominceremo a pensare che siamo invidiati da tutto il mondo per le Ns. capacità , vedrete che sedersi al volante di una Lancia /Alfa sarà solo motivo di orgoglio per un italiano.
Meditate gente , meditate !!!
Saluti
di toscano72 | 11 Febbraio 2010 h. 11:16
Cerchiamo di essere realisti e non solo un popolo di inguaribili romantici e sognatori.
Il 2009, grazie alla globalizzazione e agli USA, ha fatto sprofondare il mondo intero in una crisi terribile: gli incentivi (ora giustamente tolti) hanno salvato il comparto auto (le fabbriche occupano migliaia di persone nei loro capannoni) ma nel 2010 i costruttori dovrebbero cavarsela senza aiuti…
In questo contesto abbiamo visto negli ultimi anni la perdita di terreno di Alfa e Lancia nei confronti anche della stessa casa madre Fiat: Alfa ha modelli vecchi e nuovi nel listino, Lancia ha pochi modelli e vive sulla Ypsilon.
Alfa era il marchio sportivo per eccellenza (basti pensare al colore “rosso Alfa”), Lancia era l’eleganza italiana. Ora la prima ha la MiTo (nome terribile, per me…) che è una buona sportiva compatta, lancerà la Giulietta (che è una “MiTo” allungata) e ha poco altro in cantiere…Lancia sfrutterà le alleanze americane per vivacchiare e sfornare nuovi modelli.
Non ci sono soldi per rilanciare due marchi. E’questa la realtà.
Teniamoci quello che passa il convento sperando che le cose migliorino, i tedeschi saranno sempre inavvicinabili per noi italiani.
di eduardo.ligotti | 11 Febbraio 2010 h. 11:33
E’ inutile stare a piangere sul latte versato, la Fiat ha sempre fagocitato gli altri marchi, infischiandosene degli acquirenti forte della posizione monopolista.
La mia prima auto è stata una Innocenti IM3 piccola berlina ma le cui rifiniture erano splendide, montava la versione motore mini da 1100 cc, dopo qualche anno l’innocenti è stata fagocitata, per un certo periodo ha prodotto la 112 e la primula , brutte copie della mini e dalla IM3, poi chiusura, lo stesso sta facendo con Alfa e Lancia.
Ogni tanto la Fiat faceva qualche auto decente: ho avuto 2 850 spider di Bertone ed una 124 spider abarth di pininfarina, meccanica discreta e belle carrozzerie ben rifinite.
Ho provato ad acquistare una Ypsilon alla fine del 2008 per la città, ma è stata una delusione, per cui sono tornato alle Citroen, prendendo quest’anno una C1, sarà meno rifinita ma l’ho pagata la metà.
Quello che serve alla Fiat è perdere il monopolio di costruttore in Italia, dovrebbe venire qualche altra costruttore con stabilimenti in Italia, allora, forse, messa alle strette, troverà convenienza a tornare a differenziare veramente i marchi
di andrea.nobile89 | 11 Febbraio 2010 h. 12:03
Buongiorno Direttore
ALFA ROMEO e LANCIA :DUE MARCHI DA PRESERVARE
APPELLO APPASSIONATO AGLI AMICI ALFISTI E LANCISTI
Il futuro di questi due marchi “premium” è fondamentale per tutta l’industria automobilistica italiana.Sono questi brand che rappresentano la storia e l’identita del paese ed è chiaro che in mente gli attuali dirigenti Fiat non hanno certo l’idea di sopprimerli o chiuderli (nonostante le fesserie comparse mesi fa su alcuni giornali tedeschi che paventavano la fine della Lancia dopo un eventuale acquisizione della Opel da parte di Fiat) Tra l’altro questi sono anche i marchi che portano con se un importante valore aggiunto all’immagine del gruppo FIAT.
Voglio dire a tutti gli amici Lancisti ed Alfisti di guardare la realtà in faccia.
E’ vero che la gamma della Lancia in questi anni e apparsa sottodimensionata rispetto al mercato-eppure il successo nn è mancato con modelli quali la Ypsilon,la Musa e ultima la Delta. E’ vero la vera gloria del marchio di Chivasso è costituito dalle berline e le coupè e in questi ultimi anni è altrettanto chiaro che si è deciso di puntare su auto maggiormente profittevoli-anche perchè non dimentichiamo che il predecessore di Marchionne -Morchio voleva addirittura chiudere il marchio nel 2003-2004 con tutte le conseguenze annesse e connesse.Tuttavia ora è arrivato il momento di concentrarci sul futuro:dinnanzi a noi c’è una sfida importante che si chiama Chrysler. Abbiamo l’occasione di ampliare finalmente la gamma Lancia con 2 berline,una scoperta oltre ai modelli attuali e questo non nel giro di 5-6 anni ma nel giro di 1-2 anni grazie appunto alle sinergie tra le due sponde dell’Atlantico.
E poi consentitemi di dire che avere un DNA simile alla Chrysler nn penso sia una vergogna. Parliamo della Chrysler: uno dei marchi storici e con più blasone dell’industria automobilistica americana. Senza dimenticare l’opportunità di far conoscere e apprezzare seppur rimarchiate la nostra Delta e la futura Ypsilon in America.
Per quanto riguarda l’Alfa Romeo vorrei precisare innanzitutto che le ultime Alfa Romeo -dalla 147 alla 159 ,la MiTo hanno un’eccellente vocazione stradale che ci invidiano perfino Audi e Bmw. Che poi ce l’abbiano anche le Fiat tanto meglio per tutti !
La trazione posteriore invece è un sogno che potrebbe essere realizzato con la futura ammiraglia Alfa ma sappiamo bene che possiamo avere un’ottima auto sporiva e prestazionale anche con la trazione anteriore con tutte le soluzioni tecniche di perfezionamento che ne possono derivare.E poi… abbiamo la prossima Alfa Giulietta che sarà la novità automobilistica più importante dell’anno .Un’auto veramente bella e sportiva -penso sarà una degna erede della mitica 147 tanto amata dagli Alfisti-anche senza traz posteriore.Sarà un’auto strategica per l’Alfa perchè dal suo successo dipenderanno i futuri modelli di Arese. Non conta su che “base” siano fatte le auto;conta il risultato finale -vedete un pò le tanto blasonate Audi:sono fatte tutte sulla base di Volkswagen eppure vengono così tanto vendute sul mercato.
Ora è arrivato il momento di ripartire .Lo ha detto Sergio Marchionne -anche lui appassionato Alfa (dichiarato) .
Dobbiamo avere maggiore fiducia nel futuro di questi due storici marchi italiani senza dimenticare che la condivisione di componenti meccaniche,di pianali e nn solo la attuano anche altre case automobilistiche-e anzi anche prima di noi(vedi Peugeot-Citroen VW-Audi).
Un sentito saluto a tutti gli Alfisti e ai Lancisti-sperando che questo lungo commento possa portare tutti ad una più profonda riflessione sul futuro di queste due case automobilistiche.
Una domanda al direttore Tedeschini: Si può essere Alfisti e Lancisti contemporaneamente?
grazie ed arrivederci
di smaxs | 11 Febbraio 2010 h. 12:31
di ItalianDandy intervento 29:
Quasi tutti quelli che guidano la nuova Polo (anch’io, che l’ho guidata) sono presi dal piacere di sentirsi quasi a bordo di una Golf; e sicuramente tutti quelli che guideranno l’Audi A1 saranno presi da tutte quelle belle caratteristiche che solo su un’Audi moderna puoi trovare.
Quando si guidano certe macchine, le lamentele non trovano molto spazio….
Non sono mica delle Fiat!!!
*********************************
Forse non mi sono spiegato la base meccanica è identica cambiano look e materiali interni, ma alla fine sono la stessa auto, se invece confrontiamo Punto e Mito tutti a lamentarsi che sono le stesse auto, anche se la differenza nei materiali e nello “stile” di guida dei due modelli si nota eccome.
Perchè si continua a dire che la Mito è una punto ricarrozzata ed invece della A1 nessuno dice che è una Ibiza ricarrozzata?
Solo perchè il livello di finitura (solo per le parti visibili perchè il resto sotto è uguale) è adeguato al prezzo di listino?
Se gli Alfisti ed i Lancisti vogliono auto completamente diverse anche nel telaio questo non è piu possibile è il mercato che non lo permette, se invece vogliono modelli
dove le peculiarità del marchio sono ben presenti, distinte e reali sono d’accordo con loro (vedi la mia richiesta per le sospensioni anteriori di Giulietta).
Saluti Max
di berni37 | 11 Febbraio 2010 h. 13:03
Caro Direttore, ormai penso che ci conosciamo, anch’io ho firmato una lettera per lei a proposito del marchio di Chivasso.
Sono un lancista di ferro, anzi di acciaio!!!!…(di soli 22 anni).
Nel senso che non rinuncerò MAI e poi MAI, in tutta la mia vita a guidare una macchina con sopra lo Scudo BLU.
Quando le guido ne sono orgogliosissimo e voglio poterlo fare anche tra 20 anni, anche tra 40 anni e più ( se Dio me lo permetterà ovviamente…).
Scelgo linea DURA sulla presenza di Lancia, per cui che non ci si azzardi nemmeno a pensare che questo marchio che merità il successo dei successi, possa sparire (in EU vende più del doppio di Chrysler e è davanti a Chrysler anche fuori dall’Italia…..facciamoci delle domande..).
Dopoidchè la mia linea è anche quella CONCRETA, bisogna guardare in faccia la realtà com’è oggi, abbiamo già rischiato grosso e va già di lusso che ci sia una discreta quantità di modelli in cantiere…
Io voglio una Lancia bella potente aggressiva e personale come lo sono sempre state le Lancia, la migliore essenza dell’auto italiana (e non denigro PER NULLA quelle attuali, basta aggiungere più aggressività).
Se in questa cosa ci può aiutare Chrysler..essia!!! Che le vendano pure negli usa come chrysler, ma in EU voglio una gamma Lancia estesa, nutrita e articolata…e che sia Lancia! Che poi ci sia soto una condivisione di Chr non mi interessa, il mondo dell’auto oggi è fatto così, è un utopia (almeno adesso) volere una completa autonomia e …ribadisco è una grande scemenza (ma proprio grande) solo pensare/auspicare la chiusura di Lancia.
Siamo in tanti per te Scudo BLU, non mollare e noi non ti molleremo!
VIVA VIVA VIVA la LANCIA!
di Maurizio120 | 11 Febbraio 2010 h. 13:48
Inutile girarci intorno, dati i miseri numeri delle due malate, in questo momento sarebbe un suicidio sganciarsi dalle altre piattaforme, pertanto fanno bene a partire da queste. Certamente devono caratterizzare il prodotto: credo che se un modello Alfa ha qualità tali da stare davanti, almeno su strada, al corrispondente modello BMW, tutti o quasi si dimenticheranno da dove nasce la loro amata e non avrà problemi di vendita, in caso contrario le ‘faranno le pulci’. Per la Lancia vale lo stesso discorso con la Mercedes. Me lo ricordo bene quando uscì la Thema: nasceva dalla Fiat, ma cavolo se ne faceva di concorrenza alla Mercedes! Così, se questo sarà un inizio per ripartire, ben vengano le piattaforme condivise, se invece sarà la continuazione dell’agonia sarà giusto lottare duramente.
di marco0427 | 11 Febbraio 2010 h. 13:48
le grandi capacità che ha citato haya hanno deciso di usarle solo per ferrari e maserati :-(((((
di simonepietro | 11 Febbraio 2010 h. 13:53
Ovviamente stiamo parlando di appassionati, che vedono le cose da un’angolazione ben diversa da quella di un capitano d’industria.
Che ne dite? Sono ribellioni da incoraggiare o lasciano il tempo che trovano?
affermazioni infelici sig Tedeschini . Stiamo parlando di CLIENTI e clienti che in maggioranza hanno alle spalle numerose alfa romeo. Vogliamo un dato prodotto e questo deve essere offerto. Il succo è tutto qui. L’alfa romeo non è una casa come la fiat. Non si possono offrire cloni al 100 %, motori a benzina d’origine USA o motori FIRE , dimensioni e pesi eccessivi, ha delle caratteristiche di prodotto che devono essere rispettate .Da parte nostra siamo anche disposti ad accettare modelli a metà strada tra le 2 posizioni, vedi il successo di alfa 147-166-156-GT . Marchionne afferma che la 159 è stata costosa ? Non si fermi alla sola analisi economica ma si chiede perchè è stata un insuccesso .
di marko911 | 11 Febbraio 2010 h. 14:08
No TP no party. Basta dare un’occhiata alle motorizzazioni di 166 e Thesis per capire che non c’era volontà di investire. Allora è normale che si fallisca nei segmenti “alti” e poi il fallimento procede verso il basso, per carenza di “immagine”: alla Lancia la devastazioe è arrivata alla Y, all’Alfa per il momento sta consumando la 159. E appunto il tipo di trazione è un’ottima cartina di tornasole per capire quanto la Fiat ha voglia di investire (zero). A questo punto, se davvero Marchionne è tanto convinto nelle taumaturgiche proprietà del libero mercato, che venda Alfa e Lancia. Alfa starebbe bene con qualche giapponese (ricordandosi però dell’errore ARNA), Lancia forse con la Renault-Nissan.
di sconte | 11 Febbraio 2010 h. 15:16
Queste sono posizioni da appoggiare ed alimentare, non solo da parte della stampa, specializzata e non, ma anche da parte delle Istituzioni. Infatti non va dimenticato che quando l’Alfa Romeo fu “REGALATA” alla Fiat furono richieste garanzie affinchè la Fiat si impegnasse a valorizzare, rilanciare e non snaturare quello che forse è il marchio più conosciuto ed apprezzato dell’automobilismo Italiano (non scordiamoci che negli USA a livello di appeal è forse superiore alla stessa Ferrari!). Purtroppo passano i decenni (e gli Amministratori Delegati) ed il modo di ragionare della Fiat rimane sempre lo stesso. Ricordate quando la Seat era del Gruppo Fiat: Marbella, Fura, Ronda ecc ecc cioè le vetture Fiat dell’epoca con appiccicato sopra il marchio Seat. Certo la Seat non è che fosse un gran Marchio, con una grande storia ma vedianmolo oggi, dopo l’acquisizione da parte di Wolkswagen. Il problema è che Fiat non acquisisce un Marchio per valorizzarlo (e di consegguenza POI guadagnarci), ma solo per toglierselo di torno come competitor. Per il resto è solo una seccatura. Marchionne (poi qualcuno mi dovrebbe spiegare dove sarebbero le grandi doti di questo manager) ha una bella faccia tosta a lamentarsi dei risultati economici e di vendite dell’Alfa Romeo: prima l’ha messa in quelle condizioni con svariate scelte strampalate e poi, appunto, si lamenta! Faccio un solo esempio per tutti: la Mito. Non ha avuto sicuramente il successo che si sperava. In parte dipende ovviamente che è una GPunto travestita da Alfa, ma anche da decisioni commerciali assurde. Nel suo segmento (lasciamo perdere il confronto con la Mini che è un’auto completamente diversa), che è quello della GPunto, Corsa, Fiesta, Polo ecc ecc il 60/65% delle vendite è detenuto dalle rispettive versioni a 5 porte. Perfetto la Mito esiste solo a 3!!!! A geni!
di francy6708 | 11 Febbraio 2010 h. 15:48
«Si può essere Alfisti e Lancisti contemporaneamente?»
[intervento n. 47 di Andrea.Nobile89]
Caro Andrea,
forse prima ancor che lo faccia il nostro Direttore, mi permetto – come semplice profano appassionato privo di competenza tecnica, ma forte di esperienza maturata negli anni –di esprimere il mio parere.
Io ritengo di sì. Meglio: in qualche misura, sì.
In una misura, ovvero, più neutrale e distaccata, meno coinvolta nella preferenza, ma al tempo stesso sicuramente e comunque nei sentimenti.
* * *
Lo ritengo ed esprimo in questo senso:
io non ho mai acquistato – se si eccettua una Y prima serie (fine 1995) che ritengo una Lancia di “tono minore” senza offesa alcuna per quell’autovettura che mi ha regalato tante soddisfazioni – né una Alfa Romeo né una Lancia.
Ma sono cresciuto in una famiglia seriamente e calorosamente divisa tra “Alfisti” e “Lancisti”. Ovvero: sono cresciuto tra le Alfa Romeo e le Lancia e ho imparato a condurre un’automobile attraverso l’esercitarmi con una Fulvietta coupé prima serie [sospiro di nostalgia...].
Però ho amato, indefessamente e senza differenze, la Àrdea e la Giulietta prima serie, la Flavia e la Giulia, la Fulvia e la Montreal, persino la Beta coupé.
Nel senso che mi piaceva viaggiare, alternatamente, con estrema felicità su tutte, scoprendone e apprezzandone le differenze.
* * *
Potrei dire così: le amo allo stesso modo come si possono amare due sorelle maggiori, senza poter dire chi scegliere. Non, ovvero, come si ama una amore unico: una fidanzata o una moglie o una amante.
Ovviamente: in futuro, se sarà possibile, potrei comprare una Alfa Romeo o una Lancia; senza che tale scelta significhi tradire o scartare l’altra che potrebbe avere, certamente, una “rivincita” successiva.
Francesco
di xxalfaxx | 11 Febbraio 2010 h. 16:27
Sinceramente mi fanno sorridere tutti i commenti che cercano di giustificare l’operato di Marchionne… Sinceramente sorrido di fronte a chi dice che con i numeri che fanno Lancia e Alfa non si può pretendere di avere modelli differenti da quelli Fiat e quindi vanno benissimo i “carry over”.. Ma io dico, una sola domanda, una nella vostra vita ve la siete posta?? La domanda, semplice per altro, sarebbe questa: PERCHE’?????
Perchè Lancia e Alfa vendono sempre meno.. E la risposta è altrettanto semplice..
Non è che un destino infame ha relegato i due marchi a posizioni marginali, è stata la loro gestione (Fiat) che le ha relegate ad essere conciate cosi..
Santo cielo, siamo seri per favore, questi marchi hanno una proprietà e la proprietà è RESPONSABILE dello stato vegetativo in cui versano. PUNTO STOP
Una gestione che porta allo svilimento delle caratteristiche intrinseche di un marchio non fa altro che affossarlo…
Sinceramente, per comprare una giulietta, che è poi una bravo col marchio alfa, (perchè questo è.. siam tornati all’era indecente della 155 dopo aver imboccato una via decente con 156 147, era 155 guarda caso capeggiata da un certo Romiti finanziere che di auto non capiva un acca, alter ego di Marchionne) uno si compra una bravo, ci risparmia ed è consapevole che paga per quanto vale..
I consumatori non sono tutti stupidi, non si fanno appioppare una bravo travestita al costo di 6-7 mila euro in più..(delta docet, flop tremendo) guardano ai marchi tedeschi e trovan tutto quello che più gusta ai loro palati..
Tra due tre anni vedremo come andrà a finire l’operato marchionne e speriam di non dover piangere…
di mboccomino | 11 Febbraio 2010 h. 16:53
Possiamo discutere all’infinito ma la situazione del mercato è quella che è. Lancia e Alfa, attuali, non sono niente nel mercato e prima o poi, meglio prima, ci si deve abituare. Quando il mercato tirava andavano benissimo. Ognuna aveva sua caratteristiche peculiare. Andando avanti la situazione non lo permetteva più e tolta l’emozione per un marchio ci rimane solo di stare con i piedi per terra. Chi investe, straniero, nel mondo auto? A chi possiamo venderle che possano farle rivivere? a nessuno. Ricordo l’Alfa 1300 junior e la Delta con piacere, rimane solo il ricordo. I giovani che acquisteranno auto nemmeno sanno qual’era la filosofia di vita che c’era dietro. Le iniziative che leggo sono come il Don Chisciotte che combatteva contro i mulini a vento. I tempi sono cambiati e per forza ci dobbiamo adeguare. Un saluto.
di ItalianDandy | 11 Febbraio 2010 h. 17:18
@ smaxs, intervento 48
Il tuo concetto è chiarissimo! Cercavo solo di farti capire (detto con molta schiettezza) che quando guidi un’Audi te ne fotti del pianale uguale alla Polo. E quando guidi una Polo ti esalti per il fatto che stai guidando una “quasi-Audi”.
Chiaro adesso?
Per Punto e Mito invece è diverso, funziona così: quando guidi una Punto ti rendi conto di aver comprato un cèsso. E quando guidi una Mito ti penti di aver comprato nient’altro che una Fiat ricarrozzata.
Capito, smaxs?
Perciò, non paragoniamo i tedeschi con gli italiani, che tanto Fiat perde sempre, è inutile.
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@ incrociatore, intervento 35
“Sono letteralmente basito dello stuolo di “avvocati” che difendono (l’indifendibile) operato di Marchionne!!! Purtroppo, a difenderlo sono ovviamente persone che di VERE Alfa Romeo e Lancia non ne capiscono un’acca, altrimenti non si spiegherebbero certi deliri, ma conoscono ESCLUSIVAMENTE i carrozzoni Fiat variamente rimarchiati.”
Anch’io sono tra gli avvocati di Marchionne, ma mi permetto di escludermi dal gruppo di persone che “di VERE Alfa Romeo e Lancia non capiscono un’acca”.
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@ marko 911, intervento 53
“che venda Alfa e Lancia. Alfa starebbe bene con qualche giapponese Lancia forse con la Renault-Nissan.”
mmmmmmh….no….secondo me Alfa starebbe bene con VW (ai tedeschi l’Alfa piace…piaceva), Lancia con PSA (in Francia ha già un buon mercato e la Citroen sa fare le auto di lusso o comunque particolari).
Ma comunque questo è fantautomobilismo (anche se non smetto mai di sognare); gli Agnelli sanno bene che il loro monopolio non deve terminare e per loro è meglio far scomparire, un marchio, invece di cederlo alla concorrenza.
Sergio Autiero (NA)
di dface | 11 Febbraio 2010 h. 17:26
Ma quale Alfa Romeo e quale Lancia!
Sono anni che hanno snaturato i gloriosi marchi.
Ai tempi, Lancia e Alfa avevano una loro personalità anche in meccanica e telaistica, potrei dire una loro anima, quando guidavi una Alfa lo sentivi, stessa cosa per la Lancia, oggi in nome del risparmio hanno in comune quasi tutto nel gruppo FIAT, e se chiudi gli occhi distingui appena le differenze.
Hanno annichilito la personalità in nome del bisiness!
Allora è meglio tenere un glorioso ricordo e cambiare il marchio alle future auto, o lasciare che di glorioso rimanga solo il nome? Tanto non sarà per pochi “romantici” che Marchionne cambierà idea.
di salvatorefusco | 11 Febbraio 2010 h. 18:04
Ho posseduto sia lancia che alfa, almeno una volta nella mia vita … automobilistica. Dal punto di vista dell’utilizzatore, la “massificazione” o “omologazione” in nome del risparmio (ma di chè, se guardiamo i listini pieni di tanti inutili carrozzoni da 7-8 a litro) è un obbrobbio inaccettabile. Perchè non investono sulle cose utili ? Perchè ferrari, lamborghini, aston martin e simili possono esistere tranquillamente e un Alfa no? Non potrebbe svolgere il ruolo di primo livello della sportività, stile e originalità tipiche del marchio? In progression: alfaromeo; maserati; ferrari. E’ proprio tanto difficile? E per lancia? E’ tanto “impossibile” fare eleganza+confort+lusso con tipicità e originalità italiche? Lo dice uno che non può non ammirare audi “nella sostanza”, eppure vista da vicino non comprerei mai una noiosa ed omologata auto del genere, perchè non mi ci rispecchio come amante dell’arte italica. Quella di una volta, che oggi non si vede più; ahimè !!! Anzi ahinoi !
di incrociatore | 11 Febbraio 2010 h. 19:05
Egregio Direttore, ciascuno ha finora espresso il proprio - spesso accorato - pensiero all’uopo. Io, adesso, gradirei conoscere il suo. Cosa pensa davvero Mauro Tedeschini che, indubbiamente, conosce molto bene le VERE Alfa Romeo e le VERE Lancia, rapportate all’attuale “bigiotteria” che realizza Fiat? Pure lei ritiene che è migliore l’attuale scempio dei due storici Marchi (mi rifiuto di definirli “brand”), oppure in cuor suo condivide la profonda pena che - fortunatamente ancora molto numerosi - Alfisti e Lancisti soffriamo ogniqualvolta tocchiamo le “dolenti note”? La prego d’esser sincero, Direttore, ed eventualmente di non “temere” di trovarsi in disaccordo con Marchionne e il management Fiat. Insomma, sono decenni che la Casa torinese ci dissangua come contribuenti e tutti con le brache calate fino i polpacci, per difendere il nostro presunto “made in Italy” dai cattivacci teutonici e transalpini, e alla fine non fanno altro che propinarci prodotti scadenti che - mi chiedo sinceramente - con che coraggio si debbano preferire alla Qualità tedesca e oramai pure francese. Qui non si tratta d’esser “esterofili”, in quanto io per primo desidero con tutto me stesso che Fiat migliori e innalzi il livello qualitativo dei suoi prodotti che sarei dispostissimo d’acquistare! Ma - esclusa la Bravo, che è l’unica vettura dignitosa realizzata in Fiat - il resto sono patacconi che non valgono minimamente i soldi richiesti. Men che meno quelle quattro “pseudo-Alfa-Lancia” rimarchiate. Per cui, vuol cortesemente spiegarmi per quale arcano motivo dovrei continuare a donare i miei soldi a Fiat (oltre quelli già donati negli anni con le vagonate di miliardi a pioggia generosamente largiti dai vari governi), quando poi non riscontro nulla per cui questo ne valga la pena? Io, attualmente, viaggio a bordo del modello TOP di gamma della Citroen C5, mentre mia moglie su quello della Skoda Superb. I soliti superficiali, ovviamente, “sorrideranno” sulle qualità di Citroen e Skoda-Volkswagen ma, fossi in loro, farei i salti mortali con triplo avvitamento a destra e sinistra se una Fiat, attualmente, fosse lontanamente al loro livello qualitativo. Ergo, dal momento che il mio denaro è buono, gradirei lo fosse altrettanto la qualità che chiedo in cambio. Aggettivo quasi del tutto sconosciuto in Casa Fiat. E filosofia, purtroppo, trasferita in TOTO alle incolpevoli Alfa Romeo e Lancia che, ai tempi d’oro, lasciavano ingoiare la polvere al Marchio torinese. Il pubblico Pagante (con la P maiuscola) di appassionati e non, Pretendiamo Qualità e Distinzione netta quando stacchiamo il sudato assegno, NON plasticoni cinesi rimarchiati a festa. In caso contrario tedeschi, francesi e giapponesi, continueranno a soddisfare ampiamente le esigenze d’un sempre più vasto pubblico che vuol spendere bene i propri soldini, ricavandone in cambio ampia e piena soddisfazione. Non finte Alfa e Lancia camuffate - pure MALE - in attesa che magari tra un decennio (così poco? io direi pure un secolo) le cose possano mutare in meglio per i “nostalgici”. Nostalgico un bel piffero! Voglio vedere quando Fiat - molto presto - si ritroverà con l’acqua alla gola grazie ai suoi magnifici prodotti che continua a propinare. Se poi penso che a “risollevare” tutto provvederanno i mitici pianali da carro armato M1 Abrams della Chrysler, sto già “fremendo tutto”. Ma non diciamo, cortesemente, eresie!!! Cosa pensa di ciò, Direttore, i “nostalgici” (che io definisco, più propriamente, VERI Appassionati) chiediamo troppo o il Beato Marchionne da Chieti ci da troppo poco?
di Mauro Tedeschini | 11 Febbraio 2010 h. 20:22
Penso che Marchionne stia riflettendo seriamente sull’opportunità o meno di tenere l’Alfa Romeo nel gruppo Fiat-Chrysler: al momento servono troppi soldi per rimettersi in gara con i tedeschi, ma posizionamenti alternativi (convincenti) del marchio non se ne sono trovati. L’uomo ha molte doti, tra cui quella (rara in Italia) di decidere e di assumersi la responsabilità delle sue scelte. Ma ha un limite: non è un ‘car guy’, come dicono gli inglesi, non è cresciuto tra bielle e pistoni e parla più volentieri di numeri che di cambi e motori. Ergo: non scalda i cuori della passione. E sappiamo quanta passione c’è in queste discussioni sull’Alfa (e anche sulla Lancia). Per capire che cosa accadrà bisogna aspettare metà aprile: solo allora quello che nel post qui sopra è stato definito “il Beato Marchionne da Chieti” presenterà la gamma prodotto dei vari marchi di qui al 2014. Lì si capirà dove si va a parare.
Il Direttore di QUATTRORUOTE
di marco0427 | 11 Febbraio 2010 h. 20:32
Allora Direttore il problema si risolve solo se Marchionne si trova un vero competente in materia che lo affianchi per le decisioni sul prodotto?
di arefaldi | 11 Febbraio 2010 h. 22:08
capitano d’industria?
Sono alquanto basito dal sentir definire un ottimo CFO come Marchionne capitano d’industria. E’ assolutamente chiaro, osservando tutte le decisioni che ha preso finora, che agisca come qualunque CFO agirebbe, ma come nessun capitano d’industria farebbe.
di piero7109 | 11 Febbraio 2010 h. 23:20
risposta a giorgiogrillo,sono d’accordo con te ricarrozzare punto e bravo x chiamarle mito(ma dove?)e giulietta(ma ne hanno un idea?)che bel centenario peggio di cosi solo la chiusura
di talbo | 11 Febbraio 2010 h. 23:28
Io sono per la vendita del marchio Alfa Romeo al Gruppo Volkswagen: sarebbe bellissimo, finalmente si vedrebbero delle vere Alfa Romeo.
Non credo che il marchio perderebbe di italianità, anzi.
Il capo design del Gruppo Volkswagen è l’italiano Walter de’Silva, padre delle splendide 156 e 147. Ho letto da qualche parte che la vecchia “Giulia” montava parti meccaniche di provenienza Porsche.
Su Radio24 ho ascoltato l’intervento di Bertone nel corso di un dibattito intorno al mondo dell’auto. Una sua affermazione mi ha fatto molto piacere: “Oggi otto decimi dei componenti di una Audi sono prodotti in Veneto”. Allora, ho pensato, è più italiana un’Audi A4 che una Fiat “500” o un “Fiorino” che sono prodotti rispettivamente in Polonia e in Turchia.
Marchionne forse crede che basti attaccare il logo di una marca su una mascherina per aver creato un nuovo modello. Ma non si fa mica così! Il brand non è solo un logo, ma c’è una storia dietro, ci sono dei valori, delle emozioni, una tradizione.
Il marchio Alfa Romeo ha un potenziale enorme. Possibile che non si arrivi a capirlo? La gamma andava ampliata già una decina di anni fa, con nuovi modelli che andassero a coprire altre fasce di mercato, serviva un SUV per combattere ad armi pari con BMW e gli altri marchi Premium. E la trazione posteriore. Perchè non svilupparla se tutti la chiedono? È costoso. E allora vendete a chi se la può permettere! E poi che tristezza vedere questa nuova 155 chiamata Giulietta!
di xxalfaxx | 12 Febbraio 2010 h. 01:32
Detto che sottoscrivo al 100% il post di incrociatore dico anche che, letto il pensiero del direttore, Marchionne questa responsabilità se la deve prendere, deve farla finita e vendere alfa romeo.. gliene saremmo tutti grati
di Maurizio120 | 12 Febbraio 2010 h. 08:36
Caro incrociatore, sicuramente bisogna riconoscere la superiorità tecnologica delle esteticamente orrende BMW e la qualità dell’apparenza delle finiture Audi-VW. Però, se si critica il gruppo Fiat perché ‘rimarchia’ i prodotti, al gruppo VW cosa gli diciamo che sono i maestri in questo campo?
Caro Direttore, Marchionne rifletta pure sull’opportunità di tenere Alfa nel gruppo, ma l’Alfa non è la Seat. Mi spiego: comprando la Seat, la VW non ha acquistato niente a livello di immagine e a livello di soldi ha speso tanto per raccogliere poco. Se comprasse l’Alfa, sarebbe il colpo decisivo per la concorrenza, generalista e non. Guardate cosa hanno combinato con Lamborghini, fino a pochi anni fa non veniva quasi presa in considerazione, adesso sono più emozionanti delle Ferrari (a proposito, si dia una svegliata e faccia qualcosa per contrastare Murcelago e Bugatti) e la loro qualità non si discute. Ve l’immaginate cosa farebbero con l’Alfa? Non ce ne sarebbe più per nessuno. Pertanto, nonostante mi prenderò molti accidenti dagli appassionati, mi sento di dare un consiglio a Marchionne: non venda l’Alfa a nessuno, è un marchio che nelle mani di chi ci sa fare è una bomba atomica e gli altri sparirebbero, oltre al fatto che la Fiat non avrebbe mai più in futuro neanche la possibilità di scalfire i tedeschi. Se proprio pensa che l’Alfa sia una palla al piede, semplicemente la chiuda e si tenga il marchio per tempi migliori, come hanno fatto Chrysler con Playmouth, GM con Pontiac, Oldsmobile e Saturn e la stessa VW con Audi prima di resuscitare il marchio negli anni ‘60 e poi si è visto dove è arrivata. Rinunci al guadagno immediato ed eviti di dare alla concorrenza l’arma definitiva. Del resto la Fiat ha già fatto un errore del genere quando ha venduto il common rail…. Spero che gli errori del passato insegnino qualcosa. Infine Direttore, è vero che Marchionne non è un car guy, ma Fiat un car guy tra chi comanda ce l’ha, visto che Montezemolo è presidente. Speriamo che non si sia completamente rimbambito e che inibisca la vendita del marchio Alfa, anche se le ultime decisioni sulle sospensioni della 458 Italia e l’assenza di una concorrente decente di Murcelago e Bugatti insinuano qualche dubbio sulle sue capacità.
di brunotonelli | 12 Febbraio 2010 h. 08:47
L’Alfa Romeo non merita questo. Il potenziale economico che ancora possiede, l’immagine che ancora ha in tutto il mondo (dico solo una cosa: 8C Competizione!), la storia che ha avuto e i ricordi e le sensazioni che questa evoca sono una ricchezza importante per l’Italia.
Si, perchè questa nostra Italia tanto vituperata e tanto in crisi (non solo economica!) ha bisogno anche dell’Alfa Romeo, di un’Alfa che torni ad essere vessillo importante delle nostre qualità all’estero.
Non sogno un’Alfa con telai e motori dedicati, vanno bene le sinergie. Ma le sinergie intelligenti, non i papocchi. Andavano bene la 156 e la 147, non quello che è venuto dopo.
Marchionne vendi l’Alfa Romeo! L’Alfa merita un costruttore che si prenda a cuore le sue sorti seriamente.
Marchionne vendi l’Alfa Romeo! Sono 26 anni che la Fiat tiene nell’incubatrice quello che tu hai chiamato ‘un bambino da curare’….e senza frutto
Marchionne vendi l’Alfa Romeo! Perchè è importante che torni a ‘dire’ quello di cui è capace, e non importa se anche con capitali stranieri, non possiamo permetterci di buttare al vento questa ricchezza!!
di Una protesta silenziosa per salvare il nostro Marchio - Pagina 12 - Club Alfa Italia - Alfa Romeo Forum | 12 Febbraio 2010 h. 09:12
[...] Mauro Tedeschini…andiamo avanti ragazzi…l’iniziativa si sta diffondendo… 10 Feb 2010 Alfisti e lancisti che vogliono la lotta dura Postato il 2010 in Alfa Romeo, Lancia, Marchionne C
di Una protesta silenziosa per salvare il nostro Marchio - Pagina 12 - Club Alfa Italia - Alfa Romeo Forum | 12 Febbraio 2010 h. 09:30
[...] Mauro Tedeschini…andiamo avanti ragazzi…l’iniziativa si sta diffondendo… 10 Feb 2010 Alfisti e lancisti che vogliono la lotta dura Postato il 2010 in Alfa Romeo, Lancia, Marchionne C
di francy6708 | 12 Febbraio 2010 h. 09:44
Caro Direttore,
va bene: interessante, come sempre, il Suo pensiero sul “Beato da Chieti” quanto le perplessità che Lei esprime in merito a quel “vuoto tecnico e di competenza storico-automobilistica” che si vive in casa Fiat.
Credo, però, che tanti di noi – potrei tranquillamente sbilanciarmi e scriver “tutti noi” – desiderino conoscere le Sue idee riguardo alla “voglia di lotta dura” per Alfa Romeo e Lancia: se, ovvero, ritiene che tali sentimentali azioni possano fruttar concretezza; oppure su cosa, invece, pensa sarebbe meglio puntare; e poi: la Sua idea, romanticamente legata al tempo passato così come ancorata all’attualità, sui concetti e l’essenza dell’esser “Alfista” e/o “Lancista” (laddove quel e/o non è casuale).
* * *
Insomma: sta semplicemente meditando?
Oppure: il Suo distacco per così scrivere “imparziale” significa che “Quattroruote” resterà a guardar da dietro i vetri della finestra, senza prender posizione?
“Alfisti” e “Lancisti” che lottano potranno contar su “Quattroruote” come alleato almeno per scuoter e far ragionare Fiat e il suo “Beato da Chieti” che io, piuttosto, ribattezzerei il Bokassa dell’Automobile in onore della sua propensione al cannibalismo automobilistico?
Grazie fin da ora per qualsiasi Sua risposta,
Francesco
di dface | 12 Febbraio 2010 h. 10:06
Sono passati i tempi in cui un industriale, un dirigente, ecc… faveva il suo lavoro con una passione indirizzata, adesso la passione è una sola, indipendente dal prodotto venduto, ma dipendente dal fattore chiave: fare i soldi, tanti, rapidi, ed con tutti i mezzi, leciti ed illeciti.
Tranne per qualche industria capitanata da chi l’ha creata, o da qualche figlio che condivide la passione del padre e ancor più raro dirigenti, la passione per quello che si fa, è decisamente subordinata solo ed esclusivamente ai soldi.
Qualcuno potrebbe obbiettare che con la sola passione non si va avanti e che molti passionari sono andato falliti per quel sogno; vero! Ma oggi è proprio l’opposto, si fanno le cose solo ed esclusivamente per i soldi……. potrebbe essere una passione anche quella…… ma che squallore!
di renny147gta | 12 Febbraio 2010 h. 10:24
in qualità di vicepresidente di un clubalfa romeo mi ritengo altamente preoccupato per il futuro della casa di arese
sono nato alfista e moriò alfista
leggo sempre tanti commenti , le chiamano le alfiat , ciò non toglie che è un marchio prestigioso e nessuno lo vuole capire !!!!
mi fermo qui’ e continuo la mia silenziosa protesta
di salvo127 | 12 Febbraio 2010 h. 10:42
Francamente io credo che molti appassionati del marchio Alfa Romeo cadano in un grosso equivoco. Quale? Mi spiego subito: posto che l’idea di francy6708 (intendo l’azionariato popolare) è irrealizzabile, anche se condivisibile per la passione che rivela per lo storico brand del Biscione, molti vorrebbero “la botte piena e la moglie ubriaca”. Vogliamo che l’Alfa torni quella degli anni ‘60 e al massimo dei primi anni ‘70, quando imperavano le Giulia che si confrontavano con le Fiat 125 (confronto impietoso per quest’ultima anche se costava meno) oppure quando dominavano le Alfetta che si confrontavano con le Fiat 132 (anche qui confronto impietoso per quest’ultima), oppure vogliamo che resti italiana?
Le due cose, a mio avviso, non sono compatibili: qui si vede chi è il vero appassionato dell’Alfa. Ma scusate tanto: la Lamborghini non è di proprietà Audi-Vw?
Eppure la tecnologia della Lambo trova origine a Sant’Agata Bolognese e rimane perfettamente emiliana. Perché non fare altrettanto con l’Alfa Romeo, che rilancerebbe sicuramente il marchio Alfa salvandone le caratteristiche originarie?
Invece molti vorrebbero entrambe le cose: che Marchionne si tenesse l’Alfa e la riportasse anche agli antichi fasti. Signori, a detta dello stesso Marchionne, LE DUE COSE NON SONO COMPATIBILI!!!
Cordiali saluti
Salvatore
di salvo127 | 12 Febbraio 2010 h. 10:46
Scusate, nella fretta sono stato poco chiaro. E’ ovvio, però, che il mio pensiero suona così: “Perché non fare altrettanto con il marchio Alfa vendendolo alla Vw, che lo rilancerebbe salvandone le caratteristiche originarie? ecc. ecc.”.
Di nuovo, cordiali saluti
Salvatore
di ItalianDandy | 12 Febbraio 2010 h. 10:48
Ma insomma bastaaaaaaaaa!!!!!!!!
Mi riferisco a chi definisce la Giulietta una Bravo ricarrozzata. E che diamine, aspettate di vederne almeno una per strada, di leggere le opinioni di giornalisti e di chi la comprerà! Aspettate di farci un giro!! E che caspita, siete senza pietà!
Io stesso critico la Mito perchè troppo plasticosa e simile alla Grande Punto anche nei comandi della plancia o nella forma dei sedili….ma lo faccio perchè l’ho vista, provata….
Ma non mi permetto di dire cazzate sulla Giulietta, semplicemente perchè ne ho visto soltanto 3 foto ufficiali e ne ho saputo qualche informazione tecnica. E dalle informazioni tecniche vorrei sottolineare che si capisce benissimo che la Giulietta, della Bravo, ha soltanto il pianale DI PARTENZA, il resto E’ DIVERSO (e in più rispetto alla Bravo ha un posteriore più digeribile)!!
* * * * *
Se avete tanta voglia di criticare un’Alfa ricarrozzata, vi dò io un modello in pasto: la 147 (avete letto bene, la centoquarantasette), fatta sul pianale della TIPO (avete letto bene, la TIPO).
Sergio Autiero (NA)
di attilaturbo | 12 Febbraio 2010 h. 11:49
Direttore non è che stiamo buttando troppa benzina sul fuoco?!?! La situazione non decorosa di Alfa e Lancia risale alla “preistoria” nei tempi dell’industria automobilistica e, se proprio si poteva fare qualcosa, si sarebbe potuto cessare la stampa di 4R in coincidenza del lancio dei modelli incrimati, sostituendoli con un depliant dal titolo “Fermatevi!”.
Ma al di là delle ipotesi stravaganti ed irriverenti, siamo nel 2010 e le carte in mano le ha un certo Marchionne che, a meno di ulteriori scandali sessuali o affini, rimane il rispettabilissimo capo del gruppo che, come scrive anche Lei, fino a quando …”presenterà la gamma prodotto dei vari marchi di qui al 2014″ godra del diritto di “immunità”, almeno di non voler giudicare il periodo 2005-2009 nel quale, sinceramente, non vedo come si poteva ribaltare le politiche di decenni!
Marchionne si è espresso “contro” i “car guy” e l’approccio troppo da “ingegnere” di chi, in passato ha condotto le danze, beh! come dargli torto visto i risultati!
In realtà non si tratta nè di “car guy” nè di finanzieri o filosofi prestati al mondo dell’auto ma bensì di un approccio pressapochista e “facile” nella gestione di due marchi, in particolare Alfa, che non consentono scorciatoie o dilettantismi nella loro gestione.
Se Marchionne, come dice anche Lei direttore, è una persona che soprattutto si assume le sue responsabilità, lascerà investigare le linee d’azione future a persone di spessore professionale, mantenendo, come gli compete, le redini del carro con una visuale a 360°, coordinando l’attività di tutti i marchi.
Gianluca
di francy6708 | 12 Febbraio 2010 h. 13:47
Quanto scrive Sergio Autiero [ItalianDandy, intervento n. 77], riferendosi a impressioni più o meno affrettate sulla nuova Giulietta basati esclusivamente su fotografie e disegni tecnici, può razionalmente trovar giusto riscontro.
Razionalmente.
È in questo termine, però, e soprattutto sul suo contrario significato che risiede uno dei motivi che spingono “Alfisti” e “Lancisti” a esser tali ed eternamente legati al/ai proprio/i marchio/i automobilistico del cuore.
Eternamente e irrazionalmente legati ad Alfa Romeo quanto a Lancia: perché affascinanti da queste autovetture e a loro stretti in un legame di amorosi sensi.
Amorosi sensi: vuol dir che basta anche un solo senso – come l’impressione che si può avere guardando una fotografia – per capire ciò che si conosce appunto a senso, come una mamma interagisce attraverso telepatia con il proprio figlio; per capire ciò che si ama, si amerà per sempre oppure no. Per capire, ovvero, se la nuova Giulietta trasmette le stesse emozioni di quella originale oppure di un Osso di Seppia oppure di una 1900 Ti Super.
* * *
Collegandosi al sito dedicato alla Lancia che ci ha proposto il Direttore nell’introdurre il discorso, si incontra questo link che, mi auguro, abbiate tutti visto con attenzione:
http://www.aureliaspider.com/html/forsale.asp
Io, come molti di voi o forse tutti, conosco bene l’Aurelia B24 per averla vista tante volte, per esserci salito, per averci viaggiato.
Ma a chiunque basta guardare gli still-life che ritraggono magistralmente quel nero esemplare perfettamente restaurato in vendita per provare orgasmo e sentir quel vértigo stordente che prende il nome di sindrome di Stendhal. Per rendersi conto di cosa è Lancia. Anche senza aver mai visto dal vivo una B24.
Esattamente quello che può accadere con la Paolina del Canova conservata nei saloni della Galleria Borghese cui Aurelia B24 sembra essere una sorta di replica sculturea su quattro ruote. Avendo, di Paolina, il medesimo intrigante fascino misterioso, la stessa inebriante sensualità maliziosa.
* * *
La stessa situazione, ovviamente, accade con una Giulietta SS. E con tante, tante, tante Alfa Romeo e Lancia.
Basta una fotografia per un Appassionato. Questione di senso, sensibilità, correlazione amorosa, telepatia.
Francesco
di g.carpi | 12 Febbraio 2010 h. 15:02
http://www.aureliaspider.com/html/forsale.asp
Che bellezza. Che auto meravigliosa. La linea con qualche adattamento sarebbe ancora attuale. Emozionante. E triste.
Guardare le immagini di quel capolavoro e leggere i post di questo forum fa venire una grande tristezza per ciò che si è perduto. All’epoca della B24, in Lancia sapevano esattamente cosa fare e come farlo; ora stiamo qui a ragionare su ciò che si potrebbe suggerire a Marchionne per far rivivere qualcosa di quel’epoca. E Marchionne non sembra sapere che pesci prendere. Nè lo sanno, nè lo hanno saputo, i vari responsabili dei Marchi avvicendatisi di recente. Nè lo sa Montezemolo. Nè, men che meno, la proprietà, in tutt’altre faccende affaccendata (per fortuna). Che tristezza.
Vendetele, ALFA Romeo e Lancia. A chi vi pare, ma vendetele. Fate almeno un pò di cassa, e salvate i Marchi, perché a chiunque vadano in mano, fatta forse eccezione per una eventuale cordata di mafiosi Russi, sapranno fare meglio di voi.
Comunque. Magari Volkswagen comprasse l’ALFA Romeo, avrebbero la scusa per completare l’offerta con delle vetture sportive a trazione posteriore e fare così concorrenza a BMW; oltretutto, le ultime AUDI hanno già il motore longitudinale entrobordo, ci vorrebbe poco a metterci un albero di trasmissione. Lancia, a mio avviso, in teoria sarebbe facile da gestire come Marchio premium del Gruppo FIAT, ma in pratica ancora non abbastanza facile per loro, evidentemente. Peccato, perché è difficile da collocare: non può evidentemente interessare a BMW e Mercedes, VW ha già AUDI, Ford non si è dimostrata all’altezza (vedi Volvo e Jaguar), GM idem (vedi SAAB)… PSA ha già Citroen… resta giusto la Renault. Speriamo bene.
di ItalianDandy | 12 Febbraio 2010 h. 15:07
Che palle.
In Italia non si fa altro che guardare al passato, a “come stavamo bene una volta!”.
Vediamo un po’ come stavamo bene: i mitici anni 60, dove tutto funzionava e il buon padre di famiglia usciva sorridendo di casa la mattina, prendeva la cromata e lucida 500 e andava felicemente a lavorare e a contribuire allo scoppio del boom economico. Chissà perchè non si dice mai che allora molti uomini erano puttanieri come oggi, molte donne puttàne come oggi, che si costruiva senza pietà, che c’era una nascente Italia corrotta…ma non importa, ciò che conta è che c’erano le mitiche Alfa Giulietta e Duetto (che, soprattutto la seconda, consumavano cisterne di benzina, avevano meccanica inaffidabile e al posto guida si stava stesi, quindi scomodi). Che bello, come si stava bene…
E poi i favolosi anni 70, quando si giocava a pallone tra le 127 (i ragazzini si vestivano e pettinavano come dei pezzenti e la 127 era bruttissima), si guardavano le prime TV a colori, i primi cartoni animati coi robot (che schifo), Pierino e la Fenech (manifesti di un’Italietta idiota). Si ascoltavano canzoni sdolcinate che parlavano di prati, fiori ed innocenza…questo,però, quando non si andava a prendere a sprangate (o a sparare) l’avversario politico. E c’erano l’Alfetta e la Giulia, che ogni 10 giorni stavano a cofano aperto; e della Giulia si può dire tutto, tranne che sia stata veramente BELLA. Ma non importa, gli anni 70 erano favolosi, “magari tornassero i tempi della Giulia”!! Si, si, come no……
Poi vennero i travolgenti e psichedelici anni 80, il benessere, la Milano da bere, gli Yuppies, l’ItaloDisco (provate a capire qualcosa di ciò che cantava Sabrina Salerno e spiegatemelo per cortesia), Craxi (soprattutto lui, che grande!!!), l’edonismo, insomma, tutto ciò che negli anni 70 era idiota, negli anni 80 fu reso “normalità”.
Che meraviglia……..come si stava bene!!! E poi allora c’erano la nuova Giulietta, la 33 (aveva un pezzo che non fosse di plastica, quella macchina???), l’Alfa6 (che successone), l’Arna (una vera Alfa Romeo!!), la 90 (qualcuno se la ricorda??) e soprattutto…………vide la luce la mitica 75, quella che gli alfisti con grande orgoglio e commozione ricordano come “l’ultima vera Alfa Romeo”. Si….una cosa di plastica, pacchiana, davvero poco elegante o romantica, che cadeva a pezzi (come è SEMPRE stato per le Alfa), inaffidabilissima…………e viene pure ricordata. MAH, valli a capire ’sti alfisti….
Sergio Autiero (NA)
di incrociatore | 12 Febbraio 2010 h. 15:09
Il buon Francy6708, da VERO intenditore, caro ItalianDandy, ti ha ESATTAMENTE illustrato - a te e a tutti gli “Alfisti” di bocca buona - come noi Appassionati ci sentiamo innanzi una profanazione dei nostri autentici miti. La “Giulietta” che tanto stuzzica i sensi d’un comune automobilista (ovvero una normalissima, seppur buona, Fiat Bravo vestita a festa), per noi appassionati è puro Abominio (con l’A maiuscola). Questa è un’Alfa Romeo Giulietta: http://www.sunsetclassics.com/1959-alfa-romeo-veloce/images/1959-alfa-romeo-veloce-spider.jpg !!! Quest’altra è un’Alfa Romeo Giulietta: http://www.maggiemaggi.it/Portals/0/Gallery/Album/2/Alfa%20Romeo%20Giulietta%20Sprint%20.jpg !!! Al massimo, pure quest’altra: http://www.omniauto.it/awpImages/photogallery/2007/5479/photos650/alfa_romeo_giulietta_41186.jpg , non l’ignobile aborto che tanto vi fa tremar le gambe. Quella, pure se fosse ricoperta di lamine d’oro, è e rimane una Bravo col vestitino della festa. Inoltre, ItalianDandy, citi la 147-Tipo. Pure in quel caso il VERO Alfista, non si strappa di certo i capelli! Indubbiamente si tratta d’un ottimo prodotto, un po’ meno “blasfemo” dell’Alfa-Bravo, ma non è un’Alfa al 100%! Stesso, identico discorso per il VERO Lancista, che dopo un’Aurelia B24 - per restare in tema - davanti una stomachevole profanazione quale l’attuale “Delta” (altra Bravo col vestitino della I Comunione, pure tagliato male), non prova alcunchè se non - come minimo - indifferenza. Ci vuole ben altro che un buon handling di guida (che con gli ausili elettronici odierni, ha pure una Matiz) per impressionare un VERO Alfista e Lancista. Ma questo, se non hai la passione che ti brucia dentro come noi, non potrai mai comprenderlo. Men che meno il vs. Beato da Chieti. Per lui, una Carciofomobile o una Panda, non fa alcuna differenza: purchè facciano profitto, tutto fa brodo. Questo, però, con i prodotti marchiati Fiat può anche essere. Non lo è altrettanto con quelli Alfa e Lancia. Se non si comprende - o non si vuol comprendere - questo, possiamo star qui a chiacchierare per l’eternità, che tanto è solo fiato sprecato. Cordialità!
di simonepietro | 12 Febbraio 2010 h. 15:27
occhio alla lamborghini, non è più tutto’oro quello che luccica .
di ItalianDandy | 12 Febbraio 2010 h. 15:36
@ incrociatore, intervento 82
Capisco benissimo quello che dici, certo (ma non condivido affatto la, seppur forzata, lode alla Giulietta degli anni 80).
Ma spiegami meglio questo: “Quella, pure se fosse ricoperta di lamine d’oro, è e rimane una Bravo col vestitino della festa.”
Vorrei sapere da te che cosa ha di tanto Bravo, la nuova Giulietta. Grazie
Sergio
di francy6708 | 12 Febbraio 2010 h. 15:49
@ ItalianDandy
«Che palle.
In Italia non si fa altro che guardare al passato, a “come stavamo bene una volta!”».
Caro Sergio,
è così che si dovrebbe sempre operare: costruire il futuro tenendo sempre in mente il passato.
Innegabile che nel tempo passato “stavamo bene”; inconfutabile, altresì, che nel tempo passato “stavamo anche male”. La medaglia, inevitabilmente e probabilmente necessariamente, ha sempre due lati. Banalità? Forse: ma anche verità. Soprattutto: saggezza, esperienza.
Con l’esperienza del passato, leggendo il passato e da questo raccogliendo ciò che è buono filtrandolo e separandolo da ciò che è male, si costruisce il futuro.
* * *
Il Duce, in quel Ventennio che egli stesso ha occupato arringando le folle dal balcone di piazza Venezia, ha commesso grandi grandi errori, danni, cattiverie e soprusi verso persone buone e innocenti; innegabilmente, però, ha anche contribuito a lasciar esempi di bellezza struggente, di opere importanti, contribuendo a costruire il futuro di oggi. Ed è solo un esempio imponente: se persino in una figura tale c’è cattivo e buono insieme, figuriamoci…
Come anche suggeriscono giustamente G.carpi e Incrociatore, nessuno negherà mai il bisogno di progresso, di andar avanti, di costruire Alfa Romeo e Lancia competitive per il mercato di oggi; ma si può e deve ottenerlo nello spirito del tempo che fu, nello spirito proprio di Alfa e di Lancia. Altrimenti non saranno mai prodotti moderni e vincenti.
Semplice saggezza. Non nostalgia sterile.
Non trovi?
Francesco
di alex.cj | 12 Febbraio 2010 h. 15:56
Anch’io da bambino sono vissuto dentro le Alfa, e ricordo perfettamente l’orgoglio di mio padre o dei miei zii quando ne guidavano una. L’Alfetta GT per me è l’auto più bella in cui sono stato…
Però ora sono cresciuto, il mondo, anche quello dell’auto, è cambiato. Che cosa vuol dire, oggi, fare una VERA Alfa Romeo? Che qualcuno lo spiegasse per favore, io leggo solo di come ERANO le Alfa VERE. Non chiedo per fare polemica, per carità. E’ solo che tutti si sono evoluti, mi sembra invece che per Alfa il passato sia solo ingombrante e di nessun aiuto. Che la Fiat abbia fatto in passato grossi errori nella gestione di Alfa credo non lo si possa disconoscere e certe dichiarazioni Marchionne potrebbe anche evitarle.
Ma nella situazione di adesso, che cosa pretendiamo?
Una volta, diciamolo per cortesia, l’Alfa vendeva perchè era elegante, potente e aveva caratteristiche dinamiche difficilmente riscontrabili nella concorrenza (BMW aveva motori potenti ma andava solo dritta…), il che ne faceva una vettura, se non esclusiva, almeno molto ambita ed apprezzata. Tuttavia, detto che l’affidabilità non è mai stato il suo punto forte, allora le auto erano al 90% made in Alfa. Così come le BMW erano made in BMW, Mercedes made in Mercedes etc…
Questo dava DNA ai marchi!!!
Ma ora che le auto sono fatte 90% fuori, con componenti di altri (e per tutti uguali…) dov’è questo DNA dei brand??? A me, tristemente, ormai sembra che sia quasi tutto marketing e poca sostanza…
Poi mi chiedo se veramente chi compra un’auto sappia se al posteriore ha il multilink o l’internconnesso, il Mac Pherson o il quadrilatero alto… Servirebbe un sondaggio tra la gente “normale” (direttore che ne dice??), ovvio che se si fa qui nel blog di 4R la statistica è un po’ distorta non trovate??
E non penso che le auto le vendano solo agli appassionati…
Ma se la Giulietta avesse, come promesso, qualità dinamiche al top, interni di qualità in termini di ergonomia, materiali, assemblaggio (finalmente) e motori adeguati (e questo non mi pare in discussione) perchè non dovrebbe essere una Alfa all’altezza??
Poi sul resto ne possiamo discutere, ma sto diventando prolisso…
Alessandro
di alex.cj | 12 Febbraio 2010 h. 16:14
Non vorrei tuttavia essere frainteso… Anch’io sono fermamente convinto che il carryover va fatto oculatamente, che non basta scambiare i loghi sulle auto….
Ma come non mi piace per Alfa/Fiat, non mi piace per VW/Audi, sia chiaro….
Quello che dico è che per ora che c’è Chrysler si potrebbe fare economia di scala e un accettabile piano di diversificazione.
Ah… visto che ora c’è Chrysler, non ci vorrebbe molto a produrre anche motori più grandicelli e marchiarli in Europa come Alfa, tra l’altro anche Maserati ne avrebbe un gran bisogno (che fine ha fatto il 2.7 tbi 6V??).
di francy6708 | 12 Febbraio 2010 h. 16:18
@ ItalianDandy
«Chissà perché non si dice mai che allora molti uomini erano puttanieri come oggi, molte donne puttàne come oggi, che si costruiva senza pietà, che c’era una nascente Italia corrotta…».
Caro Sergio,
lungi da me voler passare come quel solito che cita nomi e opere artistiche: perciò ti propongo solo due autori.
Mai sentito parlar di Italo Calvino o Francesco Rosi? Tralasciando, come promesso, decine e decine di altri esempi.
Letteratura, cinematografia, arte in generale hanno, sempre e da sempre, messo in luce pregi e difetti degli Uomini che “hanno fatto l’Italia” nell’immediato Secondo Dopoguerra attraverso azioni splendide o deprecabili, che hanno reso fascinosi ma carichi di odio e violenza gli Anni Settanta, reazionari ma creativi al tempo stesso gli Ottanta e così via…
Non stiamo, qui, a scoprir l’acqua calda: ci hanno già pensato decine e decine di intellettuali e/o artisti con opere divertenti e profonde contemporaneamente, delicate, malinconiche, drammatiche, leggere, crudeli… Basta guardarsi attorno!
E così è anche per l’Automobile che, dai Ruggenti Trenta ai tempi di oggi si è nutrita e si nutre di bello e di brutto…
Francesco
di ItalianDandy | 12 Febbraio 2010 h. 17:37
@ francy6708
Francesco, io capisco tutto ciò che dici, lo posso condividere, anche ciò che pensi su Mussolini.
So benissimo che ogni epoca (e ogni cosa o persona) ha il suo lato giusto come quello sbagliato, è ovvio, certo…
Col mio intervento di prima ho solo cercato di far capire che, così come è per le varie epoche passate, anche per le vecchie Alfa Romeo bisognerebbe vedere il lato negativo. Invece gli Alfisti (che per questo motivo chiamo “Alfessi”) non fanno altro che osannare degli autentici bidoni, ma veramente dei BIDONI! Ma come si fa?
Ma poi, al di là di tutto, il problema è comunque questo: si è troppo arroccati sul passato. Ci sono Alfessi che rimpiangono le mani sporche d’olio, i bulloni, le borchie (o come si chiamavano quelle coppette cromate ai cerchioni…), il boxer. Per carità, tutte cose belle, ma appartengono al passato!! Io invece vorrei il carbonio, l’alluminio, l’ibrido. Vorrei un’ “Alfa Futura”, che esplora nuovi segmenti (con la dovuta umiltà…), che si tiene aggiornata sulle tecnologie e i materiali come fanno Audi, BMW o Mercedes (sempre loro…) o come fa Quattroruote che sogna e ci fa sognare con la “Summa” dell’ultimo numero della rivista.
Tutto questo l’Alfa di adesso non lo fa, per due motivi: primo, perchè si troverebbe contro i nostalgici Alfessi che non si rendono conto (e questo discorso non vale solo per l’automobilismo, ma per tutto il Sistema Italia) che con le loro malinconie impediscono di innovare; secondo, perchè non esiste (Marchionne non lo ha ancora dimostrato a fondo) un manager Fiat che abbia il coraggio di innovare, prendendosi delle responsabilità e dei rischi (e questo è stato specificato anche nell’ultimo numero di Quattroruote).
* * * * *
Voi state sempre lì, a raggiungere orgasmi guardando l’Aurelia B24. Io intanto ammiro l’avanzata dei tedeschi, sempre uguali a sè stessi, ma continuando sempre ad aggiornarsi ed innovare (l’Audi ne è l’esempio più fantastico). E l’Alfa sta a guardare.
Sergio
di incrociatore | 12 Febbraio 2010 h. 18:24
Caro ItalianDandy, c’era una volta una Casa Automobilistica che si chiamava Alfa Romeo. Chi si recava presso il concessionario dell’epoca e staccava il suo bell’assegnino carico di soldini, sapeva perfettamente che - di lì a poco - avrebbe, in cambio, adagiate le terga su un’Auto con i contro… fiocchi! Tutto ciò che stava sotto il suo sederino, tutto quanto ammirava, odorava, toccava e ascoltava di quell’auto, era un’Alfa Romeo! Quando Guidava (con la G sempre maiuscola), Guidava un’Alfa Romeo! Nel bene e nel male, indubbiamente, ma sempre un’Alfa Romeo! Idem in tutto e per tutto il Cliente Lancia! Poi, un brutto dì, un mostro Arrogante, decise di fagocitare le due nobili Case - cadute, frattanto, un po’ in disgrazia - e, fingendosi loro salvatore, le annientò beceramente, sino a tramutarle in “caricature” di ciò che erano. Quando io t’affermo che una “Giulietta-Bravo” pure rivestita d’oro - per quanto buona, dignitosa e tutto ciò che vogliamo - non è e NON sarà MAI un’Alfa Romeo, intendo letteralmente ciò che dico: modificata, imbellettata, lucidata e rimarchiata quanto vuoi, è una Fiat Bravo modificata, NON un’Alfa Romeo! Stop! Punto! Non v’è altro d’aggiungere. Sotto il mio - o di chiunque altro - sedere, non si trova un’Alfa, ma una Fiat Bravo - ahimè - appena truccata e marchiata diversamente. Allora mi chiedo: ma se voglio acquistare la Bravo, perchè non optare per l’originale, piuttosto che turarmi il naso e “ingoiarmi” l’amaro bubbone che Mamma Fiat - molto astutamente - vuol farmi passare per Alfa Romeo Giulietta? Io, che questa fantomatica vettura ha un look coinvolgente (ma dove?), è incollata all’asfalto (con l’ESP sta incollata pure la Smart), ha un MultiAir o un CommonRail da 280 CV e sfiora i 250 km/h, me ne stra-impipo!!! Quella è e sarà sempre una Bravo col tuning, ma NON un’Alfa Romeo! Idem la MiTo, la Ypsilon, la Delta… Punto, G. Punto e Bravo ricarrozzate (ripeto, pure MALE) ma NON Alfa o Lancia! Purtroppo, dal momento che la poverissima Fiat non dispone dei soldini per ridare DIGNITA’ ai due storici Marchi, cosa fa? Propina e ri-propina da anni i suoi “cassoni” variamente imbellettati, salvo poi lamentarsi - quando giustamente non li vende neppure con le cannonate - che sono “bimbi malati”, che non ci sono i giusti ritorni economici e scuse infantili del genere. Ma in Fiat, le loro auto, si generano da sole, per cui il risultato è dovuto al caso, oppure ci sono degli abili geni che le progettano, approvano, commercializzano e, poi, non vendendole - perchè NON sono VERE Alfa e Lancia - la colpa è dei “pargoli debilitati”? Come vedi, caro amico, il mio non è l’isolato “malumore” d’un povero nostalgico, ma lo specchio della realtà commerciale e dell’appetibilità al pubblico pagante dei due attuali Marchi: nessuno - in tutti questi anni d’oblio - ha “snobbato” i nobili prodotti ricarrozzati Fiat-Alfa-Lancia per puro capriccio, ma per il semplice fatto, che non siamo così stupidi d’accontentarci di tarocchi impossibili da confondere con le VERE Alfa e Lancia d’un tempo. Credo che più lampante di così, non si può.
di stramaury | 12 Febbraio 2010 h. 20:52
non sopporto il disfattismo. mettete tutti i nastri neri che volete sulle vostre alfa, a che serve? è un atteggiamento che fa molto PD (che peraltro voto chiudendo due occhi), ma sono lamentele fini a se stesse. Volete trazione posteriore, alfa stile anni ‘60, leggerezza, unicità, innovazione? spiegate come fare da un punto di vista finanziario ed industriale. a quel punto vale la pena stare a sentire le vostre ragioni.
di kitt2010 | 12 Febbraio 2010 h. 21:22
Io sono per l’incoraggiare tali ribellioni.
Io vorrei sapere il motivo per il quale il signor marchionne continua a prenderci per i fondelli.
Ho letto sull’ultimo numero di quattroruote le parole da lui tuonate
Allora come prima cosa dovrebbe imparare che la storia non va ne accantonata ne buttata L’Alfa Romeo una storia c’è l’ha ed è una storia gloriosa che noi abbiamo il diritto e il dovere di tramandare e rispolverare.
Parla tanto di tedeschi che sono i numeri uno e noi dobbiamo abbassare la testa beh ha forse visto la pubblicità in tv della mercedes?quella con schumy tanto per intenderci,ha dato un occhiata a quell’auto?beh e una chiara rispolverata a una mercedes del passato in chiave moderna…o perchè i tedeschi vanno avanti con la golf la polo ecc e noi ogni 4 anni dobbiamo avere o auto stravolte o nomi nuovi tirati fuori dal cappello!
Mah perchè i tedeschi ce la fanno a usare la storia e noi invece dobbiamo accantonarla e abbassare la testa?
Bene allora se la pensa veramente cosi perchè rispolvera le auto Gta?
Perchè fa il prototipo della Mito Gta?
E perchè per promuoverlo fa il video dove la paragona ad una vecchia Gta?
Perchè lancia la 8c competizione con la linea della 33 stradale?
Perche dulcis infundo tira fuori la Giulietta con un nome carico di tradizione e di passato?
E perchè per lanciarla si inventa la vocina dell’alfa ego?
ma nn ha detto che e ora di finirla con la storia?? e allora perchè continua a rivangarci su? perchè ci mette il pane tra i denti e c’è lo toglie appena un istante dopo!? Perchè?? Almeno un pò di coerenza sarebbe la cosa più adeguata almeno per il rispetto di tutti quelli che al biscione ancora ci tengono
di skylon | 12 Febbraio 2010 h. 22:39
Lancio una PROVOCAZIONE a voi e al direttore…E se “il problema” di alfa e lancia fossero alfisti e lancisti?
di francy6708 | 12 Febbraio 2010 h. 22:57
@ ItalianDandy
Vedi, Sergio…
… Comprendo il tuo ragionare e scrivere molto razionale e saldamente imbullonato al presente… Però, si vien a trovare proprio qui il nòcciolo della questione, che sembra situazione facile ma, invece, assomiglia tanto a una “mangiauomini” come il Nanga Parbat: traslare ciò che di buono c’era in passato nel futuro e, contemporaneamente, trasformare ciò che di “difficile, ma tanto tanto eccitante” v’era in passato in qualcosa di “moderno e altrettanto affascinante” nel futuro.
* * *
«Ci sono Alfessi [io, però – permettimi –, preferisco definirci/definirli Alfashion] che rimpiangono le mani sporche d’olio, i bulloni, le borchie (o come si chiamavano quelle coppette cromate ai cerchioni…) [borchie: giustissimo! Sai trovar un termine più ricco di fascino? Hai mai notato come una “coppa” o meglio borchia di una Alfa Romeo Anni 50-60 somigli splendidamente a un anello metal - hard rock di oggi, a un piercing spalmato sulla lingua, a una fibbia di cintura in pelle e, per l'appunto, borchiata? Fantastico!], il boxer.».
Questo scrivi tu, Sergio.
Ti rendi conto che hai dipinto il ritratto di quel che non è più, oggi, Alfa Romeo e di quel che dovrebbe essere oggi?
«[...] si tiene aggiornata sulle tecnologie e i materiali come fanno Audi, BMW o Mercedes…]: continua il tuo scrivere. Infatti! Hai scritto, praticamente, che tali marche automobilistiche teutoniche stanno facendo quel che faceva Alfa Romeo ’ant’anni fa; ovvero: le medesime situazioni ritratte nella tua prima frase da me riportata.
Tecnologie, materiali, carbonio, alluminio: sono i boxer, i bulloni, le borchie, le cromature di ieri trasportate a oggi.
La trazione posteriore? Uguale, né più né meno, alle mani sporche d’olio di un tempo che vide Alfa Romeo primeggiar su tutti!
Le ha, Alfa Romeo, oggi? No! Le aveva, ieri? Sì! Quando? Quando non era sotto l’egida di Fiat, aveva la scritta “Milano” sotto lo scudo crociato e il biscione e le sue vetture eran ricche di cromature, metallo, legno, cuoio, boxer rombanti e trazioni posteriori abbisognose di “manico” per farsi godere fino all’orgasmo ululante!
Sai come si definisce, in termini spicci e attraverso un adagio assai popolare, tutto questo? Donne e motori, gioie e dolori. Non v’è, in questo, nulla di maschilista, nulla di politicamente scorretto: significa, semplicemente, che per raggiunger la felicità occorre conoscere la fatica, il dolore e la disperazione, sapendone trarre, a suo modo, piacere e, soprattutto, esperienza quanto insegnamento.
* * *
L’“Alfa Futura” non ha bisogno di esplorar nuovi segmenti. Dovrebbe, invece e doverosamente, recuperar quelli di una volta…
Sai come si chiama oggi, Sergio, l’Alfa Romeo mai nata (Carabo)? Murciélago; forse, anche e persino, Gallardo.
Sai quanto viene valutata, oggi, una Giulietta SZ coda tronca? Intorno ai 100.000 €.
E la tanto citata, spettacolare per capacità di regalar orgasmi indimenticabili, Lancia B24 – Alfa Romeo, Lancia: son cugine e mi permetto di unirle negli esempi –? Tra i 100.000 e i 350.000 €.
Pensi che, tra 50 anni, le attuali Spider, Brera, Delta potranno spuntar un ventesimo di queste valutazioni da intenditore?
Non avranno, certamente, il medesimo fascino di quelle meraviglie sopra citate: ma, stai pur sicuro, che fra 50 anni spunteranno buone valutazioni le Z4 35 S, le R8, le Gallardo che sopravviveranno al tempo.
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Allora, caro Sergio che – permettimelo e perdonami al tempo stesso – dimostri grande senso analitico e riflessivo: “Alfa Futura” potrà primeggiar nel futuro solo guardando e recuperando gli stilemi e il fascino del tempo passato. E sai come? Facendosi aiutare dagli “Alfessi” che, in realtà, sono “Alfashion”.
E sai dove risiede la forza granitica e invincibile degli “Alfashion”? Nel conoscere, per vissuto o per conoscenza tramandata e studiata che sia, le autovetture di un tempo. Nel saper godere raggiungendo l’orgasmo più strepitoso che ci possa essere guardando una B24. Hai letto bene: una B24; come dire che un Carioca godrebbe solo e solamente guardando le giocate del Pibe de Oro oppure che un camallo del porto di Boca s’inginocchiasse davanti a Edison Arantes do Nascimento; come dire che l’Alfista ama la B24 quanto il Lancista la 8C 2900.
Infatti, conoscendo tali meraviglie si potranno costruire le Alfa Romeo e le Lancia capaci di sbaragliar Tedeschi, Giapponesi e il Mondo tutto. Come accadeva una volta.
Io… Ci credo!
Francesco
di Mauro Tedeschini | 13 Febbraio 2010 h. 12:41
Beh, non è male la provocazione di Skylon, nel post n.93: e se il problema di Alfa e Lancia fossero gli alfisti e i lancisti? E’, in altre parole, quel che dice Marchionne, lamentando il fatto che tanta gente si riempe la bocca con l’Alfa e la sua storia, ma poi nei saloni gente ce n’è pochina e ancora meno stacca il fatidico assegno. Che me ne faccio di gente che guarda sempre ai bei tempi andati e non si rende conto di che cosa sono l’Alfa e la Lancia oggi? In fin dei conti, dice ancora il boss della Fiat, in 100 anni di storia dell’Alfa sono stati commessi miliardi di errori, ma io sono responsabile solo degli ultimi sei (anni). Però, però…il nostro deve avere l’onestà di decidere: se può mettere insieme un piano serio per l’Alfa lo faccia, assumendosene la responsabilità, altrimenti venda, dato che l’interesse di Volkswagen sembra che sia una cosa seria. A proposito: disturberebbe un’Alfa comandata da Wolfsburg o da Ingolstadt, come e più della Lamborghini?
Il Direttore di QUATTRORUOTE
di ItalianDandy | 13 Febbraio 2010 h. 14:15
francy6708 e incrociatore, io per l’ennesima volta capisco ciò che volete dire, nel senso che (magari sforzandomi) mettendomi nei panni vostri e dei nostalgici, posso riuscire a condividere qualcosa, a darvi ragione.
Però continuo a pensare soprattutto che siete troppo attaccati al passato.
Secondo me, le uniche due cose che l’Alfa dovrebbe recuperare dal passato sono la trazione posteriore (ma non è poi tanto necessaria e quella volta che ho guidato una 147 me ne sono accorto) e soprattutto uno stile moderno ma con chiari richiami al passato (come era la prima 156). Per il resto, tutto moderno, tutto nuovo, tutto riscritto.
* * * * *
Al di là di tutto, io condivido il nuovo pensiero di Marchionne sul futuro dell’Alfa ma questo mio appoggio all’A.D. Fiat si ferma, quando penso a cosa sarebbe il Biscione in mano alla Volkswagen. Sono più che certo che solo grazie a loro potremmo vedere delle “Alfa a testa alta”. Solo oggi ho letto le dichiarazioni rilasciate dall’A.D. della VW alcuni giorni fa…..!! Che piacere che mi fanno!!
Sergio Autiero (NA)
di incrociatore | 13 Febbraio 2010 h. 14:19
Egr. Direttore, rispondendo al suo ultimo quesito, approfitto - intanto - per ribadire che NON raccolgo minimamente la “provocazione” del post 93 di Skylon, per il semplice fatto che non ne vedo il nesso. Mi spiego. A meno di non aver - finora - perso tempo inutile, credo che si è detto e stra-detto che Alfa Romeo e Lancia son state due Case Automobilistiche che realizzavano vetture con una ben distinta e apprezzata personalità. Peculiarità che, nel bene e nel male, le ha rese celebri e uniche agli occhi del pubblico (di estimatori e non) e che le rendeva perfettamente riconoscibili e identificabili tra la concorrenza. Sappiamo - purtroppo - tutti come ciò, oggi, non è più così da un bel pezzo. La colpa, però, non è da imputare all’Alfista e al Lancista che - dall’oggi al domani - han voltate le spalle ai loro miti, ma di chi - negli anni - li ha stravolti al punto da renderli irriconoscibili nei loro tratti precipui. Mi spiego ancor più chiaramente. Immaginiamo che Alfa e Lancia erano due noti e apprezzati ristoranti, presso cui si gustavano menu del tutto particolari ed esclusivi, tanto da renderli assolutamente unici e riconoscibili tra tutti i ristoranti. Un bel dì, questi ristoranti che - come appena detto - hanno una produzione culinaria del tutto particolare ed esclusiva, sono rilevati da un mega-fastfood che produce esclusivamente panini, toast e patatine. Quest’ultimi, seppur meno pregiati dei menu Alfa e Lancia, costano però molto meno produrli, li ingoiano un po’ tutti e non conviene mantenere i particolari piatti di cui sopra, per cui panini e pizzette per tutti! Magari con un’oliva sopra per “distinguerli” un po’, ma sempre panini rimangono. A questo punto, caro Skylon, la colpa se i ristoranti Alfa e Lancia sono via via disertati, è dei Clienti consapevoli che prima degustavano portate particolari e oggi solo panini e birra, oppure dell’incauto ristoratore del mega-fastfood che ha “unificato” e massificato l’offerta gastronomica, rendendola - praticamente - del tutto incompatibile e indigeribile? Se, nonostante questo chiarissimo esempio, mi si ribadisce ancora che la colpa è degli Alfisti e dei Lancisti che avrebbero comunque dovuto accontentarsi di panini e patatine, chiedo venia ma - come già detto nel mio primo intervento a questa discussione - chi critica ciò NON capisce una benemerita acca di Alfa Romeo e Lancia, in quanto - ripeto - è IMPOSSIBILE confondere l’anatra all’arancia col panino col wurstel. Stop! Discorso chiuso! Quanto ad un’Alfa Romeo (e/o una Lancia) in mani tedesche, se da italiano non faccio proprio le capriole di gioia, da persona realista comprendo che peggio di Fiat, senza dubbio, in Volkswagen-Audi non faranno mai!
di Niko46 | 13 Febbraio 2010 h. 15:00
Mi scusi Direttore… in soldoni sarebbero i clienti il vero problema di una casa automobilistica?
Così per sapere, perché sa, io quando vado a comprare un auto, dato che devo sborsare cifre considerevoli, PRETENDO che il prodotto sia ciò che voglio io, non ciò che “è meglio per l’industria”… sarebbe un paradosso se un prodotto buono per l’industria non fosse altrettanto buono per la clientela no? Se quest’ultima non fornisce i capitali (acquistando il prodotto) non vedo in quale modo la suddetta industria possa campare…
Quindi la provocazione è solo un mero metodo per scaricare il barile addosso ad altri… se la dirigenza non è in grado di riportare in positivo un marchio non può e non si deve permettere di dire che è colpa dei clienti che non comprano… se Lei volesse comprare una lavatrice e invece le vogliono vendere un frigorifero che farebbe? comprerebbe il frigorifero o andrebbe altrove? personalmente andrei altrove… di conseguenza la colpa della pessima salute dell’industria sarebbe mia perché non ho comprato ciò che non mi serviva… sicuramente è logico…
Il caro boss Alfa la dovrebbe far finita di dare la colpa agli altri delle sue mancanze, dovrebbe ammettere che è un buon ad per un marchio supergeneralista come Fiat, ma che è un incapace provetto per marchi “premium” come Lancia e Alfa Romeo… In sei anni avrebbe potuto fare tutto ciò che voleva ma l’unica scintilla è stata la Mito… in sei anni… se la colpa non è sua di chi diamine sarebbe? E poi dovrebbe farla finita di dire che non si deve guardare al passato perché con ciò dimostra di essere il più ipocrita tra gli ipocriti non si ricorda già più quale modello vuole vendere negli Usa? No? La 500… che a detta mia e della storia di tutta Italia non è propriamente una novità assoluta…
di della812010 | 13 Febbraio 2010 h. 16:37
sono sempre stato contrario fin dall’inizio al matrimonio fra crysler e fiat a fiat serviva un partner forte nelle macchine di lusso come bmw per rilanciare i marchi lancia alfaromeo e maserati ci sarebbbero state molte più economie di scala e molti più vantaggi per entrambi i costruttori di automobili. a mio avviso quello con crysler si revelerà un flop come il matrimonio con general motors.
cordiali saluti.
di francy6708 | 13 Febbraio 2010 h. 17:37
Inutile star a girare in tondo: il problema di Alfa Romeo e Lancia che non attirano più i clienti di una volta, gettando questi ultimi nella disperazione, non risiede nella circonferenza quanto al centro. Perciò è lì, al centro, che bisogna decisamente puntare recandovisi percorrendo una ideale linea di raggio che – in breve o in lungo tempo non ha importanza: non è mai cosa buona far le cose frettolosamente – al nòcciolo per l’appunto conduce.
E questo lo hanno magistralmente e chiaramente spiegato Incrociatore e Niko46 negli interventi n. 97 e 98.
* * *
Inutile battezzare un hamburger “McItaly”, incollarvi il logo del MiPAAF e lanciarlo in commercio con la faccia del Ministro sorridente tra i capelli impomatati di gel: sarà sempre un insipido e ipercalorico dannoso prodotto da fast-food, mai un piatto da gourmet nel rispetto della tradizione alimentare e agricola italiana e, soprattutto, nel rispetto della clientela.
Parallelamente, se una automobile è una Fiat “ricarozzata Alfa Romeo o Lancia” – “ricarozzata”: certo suona spregevole; ma quanno ce vo’ ce vo’… – seppur porterà incollati alla calandra biscione e scudo blu, non sarà mai un prodotto per “Alfisti” o “Lancisti”.
* * *
Inutile, allora, raccogliere la provocazione di Skylon; a meno che questa non fosse da egli stata lanciata per vivacizzare un dibattito che già movimentato di suo è.
Vede, caro Direttore:
se il Bokassa dal maglione scuro ha davvero pronunciato tali parole da Lei riportate:
«[...] ma poi nei saloni gente ce n’è pochina e ancora meno stacca il fatidico assegno. Che me ne faccio di gente che guarda sempre ai bei tempi andati e non si rende conto di che cosa sono l’Alfa e la Lancia oggi?»…
… Rispondo: che me ne faccio, io, di un manager inetto, incapace, senza cultura, ultimo tra gli ultimi in tutti i campi dove abbia mai messo mano, naso, occhi?
… Mi si faccia capire: ora la colpa è nostra, invece che sua?
Se un architetto edifica un palazzo senza conoscere le regole del costruire e questo cade giù: ma che? La colpa è di chi vi abitava, invece di chi lo ha edificato?
Cose da pazzi!
… La circostanza dimostra, ancora una volta di più, che il nostro Bokassa dell’Automobile dal maglione scuro altro non può essere che un malvagio malandrino truffatore che si prende gioco, malvagiamente e disonestamente, del Prossimo.
Andrebbe denunciato ai NAS, incarcerato per “sofisticazione automobilistica”, processato, condannato all’ergastolo e spogliato di tutti i suoi averi e diritti.
Forse, se stessimo in un altro Paese, posizionato sulla sedia elettrica. Attento, Bokassa, ora che stai sempre a Detroit: lì vige ancor la pena di morte…
Perché una persona che pronuncia simili parole è un truffatore disonesto, nulla di più.
Una persona conscia di essere incapace, di non saper lavorare, di non saper nemmeno quanto fa 2+2 – praticamente una persona priva di cultura e alfabetizzazione – che si difende attaccando chi, invece, è nel giusto.
* * *
Ma cosa pretende, tale Ququaraquà dal maglione scuro: che gli acquirenti siano dei fessi sprovveduti? Che comprino false Alfa Romeo e false Lancia per la sua gioia? Per arricchir le sue tasche?
Ma dove vive?
È davvero inaudito che circolino a piede libero simili truffatori!
Spero che “Quattroruote” prenda, con onestà, le distanze da simili soggetti e venga dalla nostra parte, a difendere le persone buone, oneste, giuste, intelligenti, che amano le Automobili!
Caro Direttore,
Lei da che parte sta? Con noi, persone giuste e oneste, o con i disonesti e ingiusti?
Francesco
di massimiliano2701 | 13 Febbraio 2010 h. 18:14
Vorrei fare una riflessione di carattere antropologico. Ho 49 anni. Ai miei tempi l’Alfa era un benchmark di “esclusività accessibile”, e l’AUDI, che lo è oggi, godeva di un prestigio non molto superiore della Prinz, della quale non condivideva la reputazione di jettatrice, ma certo l’immagine, plumbea,sgraziata, nè moderna nè classica ma semplicemente datata. E a poco valevano ricercatezze, peraltro controverse, come il Wankel. Oggi sappiamo cos’è AUDI e come si è ridotta ALFA. Ora, i clienti AUDI di allora non me li ricordo ,perchè ne giravano davvero poche, ma tutti conosciamo il profilo di quelli attuali. E mi ricordo invece perfettamente quello ALFA di allora: professionisti, dirigenti pubblici e privati, imprenditori, commercianti facoltosi e qualche appassionato del ceto medio, meno abbiente ma ben fornito di cultura e competenza automobilistica. C’era naturalmente anche qualche esibizionista tra costoro, ma il prestigio dell’ALFA era tale che lo nobilitava! Si trattava dunque di UOMINI, o che almeno volevano apparire tali. Ebbene, il profilo dei clienti ALFA di allora e AUDI di oggi è perfettamente sovrapponibile. Qual è invece il profilo prevalente del cliente ALFA attuale, anzi da qualche anno, tendenza avviata dai primi anni 90 con un ‘accentuazione geometrica negli anni 2000? Senza offesa per nessuno, si tratta di ragazzi, dai neopatentati fino ai trentenni suonati, divisi all’età ma accomunati, in quanto automobilisti, da perniciose caratteristiche: animaletti di peluche sulla cappelliera, stereo che sembrano martelli pneumatici, tuning che al confronto certe labbra a canotto sembrano naturali ecc. ecc…Ora, quando l’Alfa era l’Alfa, noi ragazzi in genere non ci salivamo, se non per la mediazione di parenti e conoscenti che appartenevano a quelle categorie di cui sopra, al cui modello di stile automobilistico, civile, sociale in genere aspiravamo, salvo fisiologiche contestazioni generazionali. E quando finalmente possedevamo un’ALFA usata, cercavamo di essere degni del Marchio, e di ciò che in , termini culturali, esso rappresentava. In altre parole, cercavamo nei limiti della giovane età, di diventare degli UOMINI com’erano o almeno sembravano i clienti tipo dell’ALFA. Dice De Andrè che dà buoni consigli chi non può più dare cattivo esempio: bè, l’ALFA per molti di noi è stata l’auto che ci ha permesso di vivere la stagione dei “cattivi esempi” senza disprezzare i “buoni” consigli; l’auto che, per la sua parte,ci ha fatto crescere. Dove crescere non signiificava, non ancora, invecchiare ma diventare uomini. Temo che per l’Alfa non basti tornare al DeDion ed ai motori progettati con capitolati da corsa: servirebbero, credo, dei sociologi oltre che dei buoni ingegneri. Un cordiale saluto al Direttore ed al Blog.
di p4n1k | 13 Febbraio 2010 h. 18:45
come spesso accade il direttore ha centrato un punto saliente, che avevo già ribadito in un post precedente non possiamo dare tutte le colpe alla dirigenza attuale perché costruire automobili non è uno scherzo; si dice che a metà marzo sarà diffuso il programma di rilancio di Alfa e Lancia alla luce degli accordi con Chrysler, aspettiamo quello per giudicare con criterio. in ogni modo non credo che l’Alfa sarà venduta e non credo nemmeno che il VW group abbia così bisogno di lei però…ci scommettete che se VW acquista l’Alfa Romeo la prima cosa che farà sarà restituirle la sua “milanesità” riportando la produzione nelle sedi storiche invece che in luoghi dove dell’Alfa non importa niente a nessuno come Napoli o Cassino?!
di mauro bormioli | 13 Febbraio 2010 h. 18:58
Mah… mi è venuta un’idea! E se sentissimo magari il De Meo cosa ne pensa di tutto questo e magari ci dicesse per quale motivo è… dovuto(?) …..voluto(!) andar via?
di liscoma | 13 Febbraio 2010 h. 19:14
Ha ragione il Direttore. Tutti a parlare di modelli Alfa del passato, di trazione posteriore. Poi però preferiscono il blasone di Mercedes, Audi e BMW. Perchè, dicono, per una modesta differenza di costo (a quei livelli è così) prendo il prodotto già affermato. Alfa Romeo e Lancia, purtroppo, sono inseriti in segmenti di mercato dominio di altre case. Gli alfisti parlano come se il mercato italiano fosse in grado di assicurare a questo marchio la sopravvivenza.B isogna ragionare a livello europeo e mondiale e gli investimenti devono tener conto dei ritorni. Altrimenti fallisce Alfa e fallisce FIAT.
di elioso | 13 Febbraio 2010 h. 23:26
Caro Direttore, innanzi tutto buonasera.
Vorrei anch’io dire qualcosa, premetto che a me piacevano veramente molto le Alfa Romeo anni 70-80 e abbastanza le Lancia anni 70-80. Riguardo l’iniziativa da incoraggiare io sarei favorevole, però purtroppo riuscire in quest’impresa è assai difficile se non impossibile. Vorrei proporle un’idea. Avrei pensato ad un certificato di origine, in cui l’acquirente possa leggere (indicato in percentuale) quanti componenti sono Italiani. In fondo i marchi automobilistici Italiani sono un’espressione dell’arte Italiana, e mi sembra logico tutelarla. Se adesso si parla di Chrysler-Lancia di AlfaRomeo-Doge ecc. proprio il certificato chiarirebbe se si tratti o meno di auto made in Italy, oppure di auto con marchio Italiano e componenti esteri. Si potrebbe scoprire che magari un’auto estera invece sia molto italiana. Se ci si chiede cosa c’entra questo con la LANCIA e l’ALFAROMEO, ebbene potrebbe servire a non far traslocare fuori dal territorio Italiano questi marchi. Infatti chiunque e in qualsiasi parte del mondo li vede come marchi Italiani (come la FERRARI). Se al cliente il Cert.d’O. interessi o meno non saprei dirlo, però consultandolo capiremo se diamo una mano alle aziende Italiane. Tornando all’ALFAROMEO vorrei agiungere che non si tratta di nostalgia o guardare il passato, ma io la voglio oggi come era prima del 1986. Cioè motori BOXER, Bialbero, V6 (Busso), Diesel VM, per la meccanica, e disegno di Giugiaro o Pinifarina. Solo questa combinazione crea vere ALFAROMEO, infatti di quelle oggi è rimasto solo il marchio. Del resto ci si rimprovera oggi proprio questo, cioè il mancato sviluppo di una base tecnica pregiata, preferendo l’economia e l’uso di componenti derivati da normali auto. Per il disegno della LANCIA si potrebbe fare lo stesso discorso, per la meccanica invece c’è più libertà dipende se rivolete i motori a V stretto e i BOXER. Ovviamente è logico proporre auto di qualità, un requisito questo ormai indispensabile, e che è proporzionale a quanto si spende, del resto si dice che trovi quello che paghi. Sono cosciente del fatto che ormai tutto è stato deciso e quanto ho scritto delle 2 sorelle minori non sarà tenuto in considerazione, anche perchè comporta un cambiamento troppo deciso. Anche se sono fantasie (totalmente fuori dalla realtà), aggiungerei che quanto è stato fatto in passato bisogna tenerlo in considerazione, poi bisogna imparare a migliorarsi proprio dagli sbagli compiuti.
di ItalianDandy | 13 Febbraio 2010 h. 23:27
di massimiliano2701:
“Qual è invece il profilo prevalente del cliente ALFA attuale? Senza offesa per nessuno, si tratta di ragazzi, dai neopatentati fino ai trentenni suonati, divisi all’età ma accomunati, in quanto automobilisti, da perniciose caratteristiche: animaletti di peluche sulla cappelliera, stereo che sembrano martelli pneumatici, tuning che al confronto certe labbra a canotto sembrano naturali ecc. ecc…”
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Grandioso, bravissimo, ti faccio i miei complimenti, queste cose le penso anch’io e adesso sono felice di non essere l’unico.
Mi fanno inorridire le Alfa di certi (tanti, quasi tutti) giovanotti che si vedono in giro per strada o nei siti dei club………..che schifo…….
E’ la ragione per la quale non ho più sbavato per la 147 di un mio amico (anche lui con quel gusto) e non ne ho più comprata una per me (semplicemente per non rischiare di essere anche soltanto scambiato per uno di quelli).
Sergio Autiero (NA)
di zorro8 | 13 Febbraio 2010 h. 23:48
La provocazione di Skylon (post 93) merita di essere semplicemente rispedita al mittente per manifesta faziosità.
E’ evidente che l’atteggiamento di un imprenditore (i produttori di auto sono imprenditori .?. ) che sappia fare bene il suo mestiere non si lamenta del comportamento dei suoi clienti ma, al contrario, ne interpreta i bisogni, lavora con passione per migliorare il prodotto, coinvolge le maestranze nello sforzo teso al raggiungimento degli obiettivi e le remunera adeguatamente.
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Un eventuale cambio nell’azionariato di controllo di Alfa e Lancia farà bene a condizione che i nuovi vertici amministrativi e tecnici si dedichino con passione al loro lavoro, cercando il giusto equilibrio tra l’innovazione e la storia dei due marchi italiani.
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Che i proprietari abbiano la carta d’identità tedesca non significa di per sè nulla.
Che i proprietari chiudano le unità produttive situate in Italia per aprirne di nuove altrove mi rattrista, specialmente se a farlo sono uomini neri con la carta d’identità italiana.
Nazario
di zorro8 | 13 Febbraio 2010 h. 23:54
Errata corrige “E’ evidente che un imprenditore …”
di Aerei Italiani | 14 Febbraio 2010 h. 00:19
Direttore colgo l’occasione del Suo ultimo post per ricordare in primis a certi manager che gli automobilisti italiani riconoscono un buon prodotto e decidono di conseguenza ; se il mio negozio e’ vuoto mi porrò o no la domanda “in che cosa sbaglio ?” non mi darò una risposta ” i miei potenziali clienti sono degli inetti perche’ preferiscono la concorrenza…”
Un atto di coraggio sarebbe, al punto in cui siamo arrivati, vendere l’alfa visto che ormaia la fiat e’ impegnata quasi esclusivamente nelgi usa….
di massimiliano2701 | 14 Febbraio 2010 h. 10:00
Vorrei completare il mio post precedente in cui sostenevo che il principale problema dell’alfa fosse la radicale mutazione del profili dei suoi utenti e dunque della sua percezione dominante, sociologica prima ancora che tecnologica: da prodotto premium ante litteram a prodotto per ragazzi più o meno cresciuti o , nel migliore dei casi, auto di flotta e certo non a livello executive. E vero che questo cambiamento deriva da scelte tecniche e di prodotto dell’Alfa e della concorrenza: perdenti le prime, vincenti le seconde. Ma la mutazione è stata così profonda che non basta ormai agire “solo” sulle scelte tecniche per rispristinarne lo status quo ante. Mi rendo conto che la revisione del prodotto implica investimenti impegnativi, ma essa sarebbe condizione necessaria e tuttavia non sufficiente. A confermare la mia analisi “socio-antropologica”, credo del resto che valga l’affermazione di qualcuno in Vw secondo il quale SEAT avrebbe dovuto diventare una sorta di Alfa, più moderna ed attraente. SEAT, capite! Ora, se è vero che L’alfa era anche la sua clientela e la sua clientela era tale perchè l’Alfa forniva un certo tipo di prodotto, come se ne esce? A mio parere con una radicale ristrutturazine della gamma disegnata alla luce di un approccio al marketing alimentato nutrito da profonda cultura sociologica. E dunque: via tutti quei modelli che ne perpetuano un’immagine giovanilista e subalterna, senza peraltro assurgere a tendenza come nel caso di Mini ed altre, quali Mito, Giulietta, coupè mai entrate nel cuore del cliente Alfa anni 60-70. Concentrazione degli investimenti - e ritorno magari a TP,De Dion,6C-8C+ naturalmente TI - su due modelli, categoria Giulia ed Alfetta. Declinati in varie versioni: berlina, SW con versione AllRoad, coupè spider. Sostenuti da un marketing che lasci perdere per un pò la retorica del cuore sportivo e della dinamicità, per rivolgersi invece alla classe dirigente. Perchè questa, ripeto, secondo me deve essere la mission: riportare l’Alfa ad essere vettura del ceto dirigente, naturalmemte non in una becera accezione classista, ma piuttosto culturale. Se ciò è vero, ne deriva che lo stesso De Meo non era l’uomo giusto per Alfa, in quanto, per ragioni anagrafiche non del tutto consapevole di cosa fosse la vera Alfa. E’ vero che l’Alfa aveva cominciato a mutare la composizione della clientela con l’operazione Alfasud; ma quella, al di là degli esiti e delle modalità ,poteva costituire un’opportunità di arricchimento, non un impoverimento Anche perchè sviluppata su modelli di gamma inferiore connotati tuttavia da forte personalià tecnica e stilistica, tale da gratificare il nuovo cliente Alfa e non imbarazzare quello tradizionale.Putroppo, anche una eccellente vettura come la 147 aveva un grande limite: l’essere percepita, dal cliente Alfa di un tempo, non come arricchimento della gamma, magari per il figlio o la moglie, ma come modello core. E chiaro che ancoranon non tutti percepiscono l’Alfa in questo modo; ma, e lo dicono i numeri, non son abastanza. Infine, se questo è vero ne concludo che una tale ristrutturazione non può che avvenire cedendo il marchio a chi faccia tabula rasa del prodotto attuale - non in quanto disprezzabile in assoluto ma incapace di risollevare Alfa - per costruire il futuro attraverso una consapevole opea di recupero del passato. Buona domenica.
di annoprimo | 14 Febbraio 2010 h. 11:27
” A proposito: disturberebbe un’Alfa comandata da Wolfsburg o da Ingolstadt, come e più della Lamborghini?”
Più di quanto disturba la Lamborghini “tetesca” non credo, ma sicuramente renderebbe possibile il recupero.
Condivido ciò che scrive Francy6708 nel post n°100. Magari un pò forte ma rende l’idea e lo stato critico in cui versa tutta questa faccenda…che un pò ci sta facendo rimettere pure la faccia…ma vabbè con Fiat ci siamo abituati alle magre figure.
Si è fatto un gran parlare del recupero alfa, sulla fine degli anni ‘90, con la 156, col jtd etc…”nuova linfa alla casa”, si diceva. Eppure li si son fermati…nell’abbandono totale.
Al Sig. Marchione vorrei ricordare solo che tutto si ripete e, senza radici e tradizioni, non si va da nessuna parte. I “blasonati” tedeschi rispettano le loro tradizioni e questo li rende forti. Non si reinventa un marchio…al massimo lo si blocca. Perchè l’Alfa merita la posteriore tanto quanto la Lancia merita la radica di rosa ( come sulla thema si…) e poco importava se nel ‘91 la thema turbo costava 48 milioni di lire e la serie 5 ne costava 60. Aveva charme…quello che ora manca in tutta la produzione. La serie 5 e34 era quella di Derrick, oppure quella beige dei tassisti…e sfigurava eccome nel confronto della Thema nei salitoni autostradali! Non la supersonica vettura che non si riesce ad eguagliare nel 2010.. Sempre priva di quell’anima ma sempre perfettamente efficiente e resa “umana” da quei freddi contrasti di colori che crea la pelle….ma vi ricordate l’alcantara? Quello vero…quello lancia…
Ogni casa attualmente “forte” segue e continua a seguire le proprie tradizioni, Renault, Citroen, Subaru, Volvo,WV, BMW, Mercedes….pure la Kia ( a suo modo ) sta creandosi una propria identità con la super garanzia….tutti marchi che riescono a barcamenarsi nel mare in tempesta solo grazie alla loro potente storia. Poi osserviamo il caso SEAT ed è sconvolgente…una casa alla perenne ricerca della propria identità che fatica proprio per questo ad essere forte. Prima economica, poi solida, poi sportiva, poi originale, adesso copiona…mah.
I tedeschi sono riusciti a trasmettere la loro essenza a quell’inaffidabile essere che erano le Lamborghini. Mentre Maserati, salvata da Ferrari, continua a dare l’impressione di inaffidabilità di sempre…allora è vero…se Alfa fosse salvata dalla corazzata tedesca potrebbe riemergere eccome….pur dando molto fastidio.
Alberto Nobile
di annoprimo | 14 Febbraio 2010 h. 11:33
A proposito di SEAT…mi vien da sorridere poichè significa “Sociedad Española de Automóviles de Turismo” che è molto simile a Fabbrica Italiana Automobili Torino…cioè la Fiat che l’ha creata nel ‘50 anche da quest’ultima…che sia l’acronimo a portar sfiga???
Alberto Nobile
di billarini | 14 Febbraio 2010 h. 14:08
a meno di qualche miracolone ( tipo vendita dei due marchi ) x alfa e lancia non c’è secondo me + niente da fare
sono marchi morti…ormai depauperati della loro storia..della loro idea di auto..dei loro uomini e finanche dei muri..
non mi risulta che in altre parti d’europa altri costruttori abbiano agito così ma tant’è…
altri ci hanno sopravanzati..ci sono passati avanti e lasciato al palo…anzichè sviluppare la miniera d’oro che alfa e lancia potevano rappresentare si è lasciato che tutto si omologasse e si appiattisse sul prodotto fiat ( cfr..che da nessuna parte del mondo è considerato di qualità )
la marcia funebre è suonata già da un po
di Mauro Tedeschini | 14 Febbraio 2010 h. 14:53
No, caro Billarini (post n.113 qui sopra), non sono marchi morti, hanno solo bisogno di molte cure. Qualche giorno fa un collega americano mi faceva notare che Dustin Hoffman ne “Il laureato” scorazzava con una bellissima Duetto, rossa. Oggi il medesimo se ne va a spasso per la California con una Tesla, la macchinetta sportiva completamente elettrica. Perché l’Alfa non fa qualcosa del genere, mi chiedeva? Sicuramente voi italiani la fareste meglio dei boys della Silicon Valley, che hanno solo messo un bel pacco di batterie su un telaio Lotus. Sulle prime mi sono messo a ridere. Poi, leggendo sui giornali di tutto i l mondo commenti entusiastici su questa Tesla (anche il nostro Sherman ne aveva parlato benissimo su Quattroruote) mi sono detto: e se non fosse una sciocchezza? L’Audi la sua elettrica la sta pur facendo, con il progetto e-Tron…
Il Direttore di QUATTRORUOTE
di ioricorse | 14 Febbraio 2010 h. 16:03
Sono ribellioni da incoraggiare non tanto per il valore della critica, in quanto per noi appassionati è sostanzialmente “facile” creare la nostra gamma ideale, sentenziare sugli errori, ma per chi è a capo le difficoltà cui far fronte sono enormi, ma piuttosto sono utili perché creano un dibattito importante sull’argomento, se ne parla, fanno capire che questi due marchi sono ancora ben vivi e che non si accettano remissivamente certi piani. Se a Torino non hanno i mezzi, le spalle abbastanza larghe, per garantire un giusto rilancio a Lancia e Alfa, bè in quel caso vendano. Le nostre riflessioni devono servire a questo. Personalmente non so sono del tutto convinto che un passaggio al gruppo VAG possa essere l’ideale, in quanto l’Alfa di suo ora non ha più nulla e quindi sarebbe costretta ad attingere a piene mani dalle meccaniche tedesche, però vista la situazione attuale sarebbe già un sogno, un piano concreto, un programma ben definito per gli anni a venire.
Lancia la vedo, vista la sua storia, come vettore ideale di innovazioni tecnologiche, dall’ibrido all’elettrico come la Tesla (sia una sportiva ma anche una berlina come la Model S, che trovo possa essere interessante per far capire l’elettrico alla gente).
di statmaz | 14 Febbraio 2010 h. 16:22
Quante parole. In attesa di vedere l’Alfa elettrica (mi risulta che Marchionne ne sia assai scettico), aspetterei di vedere la Giulietta e di leggere la prova di 4R, prima di darla per spacciata insieme con il glorioso marchio in nome della nostra becera tradizione disfattista. Non credo che, ad esempio, la versione Quadrifoglio verde col telaio alleggerito, le sospensioni posteriori specifiche e il motore 1750 da 235 CV avrà molto da invidiare alle migliori concorrenti tedesche.
Quanto poi alla logora questione - del tipo se sia l’abito a fare il monaco o viceversa, cioè se comprando Alfa si passi automaticamente per tamarri - tranquilizzerei i soloni logorroici, dalla contorta prosa, con un’ovvietà: è il tamarro che rende le Alfa tamarre, ma la stessa cosa gli riesce benissimo con le BMW e le Audi. Ma qui siamo tutti gentiluomini, o no ?
di ioricorse | 14 Febbraio 2010 h. 17:54
Ho letto che qualcuno si chiedeva perché la MiTo è una GPunto ricarrozzata mentre per la nuova A1 nessuno dice che si tratti di una Ibiza vestita diversamente: bé è un problema che esiste e il punto fondamentale è che nel gruppo VAG i nomi forti sono lo sono anche di fatto, non solo nominalmente, e loro sono bravi a far recepire ai clienti che la condivisione di pezzi comporti un livellamento verso l’alto, un’opportunità per i marchi meno forti, la ricaduta è dall’alto verso il basso, mentre a Torino quasi sempre accade il contrario, il passaggio è da Fiat verso Alfa o Lancia e non viceversa, quindi alla gente è inevitabile che arrivi il messaggio di un livellamento verso il basso, non può che essere così.
E’ chiaro che a Torino il marchio forte invece è quello non premium, però con una programmazione chiara, che guardi lontano e non frutto solamente delle decisioni dell’immediato (tallone d’achille di Fiat), si potrebbe già risolvere in parte questo problema.
di francy6708 | 14 Febbraio 2010 h. 19:23
È sempre atteggiamento saggio ripensar a freddo e rifletter con calma circa situazioni e, ancor di più, parole.
Ebbene, confesso che, sbollita l’ineluttabile rabbia – inevitabile, certo: come recita quell’antico adagio popolare? Il dolore che si vive è sempre proporzionato all’amore che si è provato… – che fa scrivere, a caldo, intingendo la virtuale penna d’oca in inchiostro a tinte forti, anche troppo forti, come giustamente ha ben notato l’amico Alberto [cfr intervento n. 111], nella giornata di oggi ho pensato e ripensato, masticandole nella mente ancor più che nel cuore, le parole del manager dall’oscuro maglione riportate dal nostro Direttore.
* * *
E, precisamente, quel passo che recita:
«Che me ne faccio di gente che guarda sempre ai bei tempi andati e non si rende conto di che cosa sono l’Alfa e la Lancia oggi? In fin dei conti in 100 anni di storia dell’Alfa sono stati commessi miliardi di errori, ma io sono responsabile solo degli ultimi sei (anni)».
Più leggo, più rileggo; più rimugino nella mente; più analizzo, smonto e rimonto queste parole: più non riesco a capacitarmi come faccia – un manager a capo di una grande azienda dal respiro internazionale; un manager che si veste e ricopre di arie da “salvatore della situazione” – a non capire, a non cogliere, a non afferrare il Grande Grandissimo Immenso Stupefacente Tesoro che si ritrova davanti.
Insomma: questo signore dal maglione liso e luttuoso come e perfettamente identico a quello di un becchino, questo signore che somiglia tanto a quel regnante che divorava i suoi sudditi – salvo che qui si tratta di cannibalismo nei confronti di gloriosi marchi automobilistici –, è mai possibile che non si accorga di aver la soluzione davanti a sé? Di ritrovarsi davanti la soluzione ai suoi guai?
E cosa fa? Da perfetto, indiscutibile, invincibile manager la calpesta, la disprezza, la “schifa” anche attraverso parole ignobili e offensive [«Che me ne faccio di gente...»]!
* * *
Inaudito… Tutti i “boss” delle altre Case automobilistiche invidierebbero il tesoro che ha davanti a sé questo signore, farebbero carte false per strapparglielo di mano:
– Due marchi gloriosi, ricchi di gloria e di passato, pieni di successi e di insuccessi [«in 100 anni di storia dell’Alfa sono stati commessi miliardi di errori, ma io sono responsabile solo degli ultimi sei»]: ricchi di esperienza, tradizione, gloria tali da costruir da soli – da soli! – i successi invincibili del domani! Da soli: basta guardare a quella storia ed essa, da sola!, ti costruisce i nuovi modelli invincibili!
Egli, invece, che fa? Questa storia la schifa! Inaudito! Incapace! Ingrato! Fallimentare!
– Migliaia, migliaia, migliaia di Appassionati, di Competenti, di Conoscitori di Alfa Romeo e Lancia [«gente che guarda sempre ai bei tempi andati»] a sua disposizione, magari persino “gratis et amore” giacché si può anche amarla una automobile, ma egli – l’uomo dal maglione oscuro, il Bokassa dell’Automobile – non lo sa capire…
Un vero manager, umile e determinato a riscuoter successo e ridar vita alle proprie aziende, chiederebbe aiuto, conforto, consiglio, appoggio a chi ne sa molto molto molto più di lui. E avrebbe a disposizione migliaia di “gente”, come egli stesso, con disprezzo unico al Mondo, ci definisce. Ci definisce: tutti noi appassionati… “Gente”!
Ci schifa, ci calpesta, ci umilia, ci allontana.
Non sapendo – a meno che distruggere, divorare come un cannibale non sia il suo vero scopo – che in questo modo allontana da sé l’unica vera possibilità di costruir le “Alfa Romeo Future” e “Lancia Future” capaci di sbaragliar tutti… Tutti!
* * *
Merita davvero un applauso, questo manager presuntuoso, incapace di guardar oltre la punta del proprio naso o, al limite, della propria flaccida pancia.
È questo uomo, con questo atteggiamento di disprezzo verso gli Automobilisti, il responsabile della morte di Alfa Romeo e Lancia.
Quando, fra cento e cento anni, si troverà stretto in un angolo del naviglio di Caronte, per il suo ultimo viaggio, forse se ne renderà conto.
Mentre a noi, poveri Appassionati, non resterà che portar fiori – belli: i più belli possibile, per favore… – e poesie – romantiche: le più romantiche e struggenti possibile, per favore… – sulla tomba comune di Alfa Romeo e Lancia.
* * *
Buon San Valentino a tutti gli Innamorati dell’Automobile…
Francesco
di skylon | 14 Febbraio 2010 h. 19:36
Devo dire che sono molto contento che la mia provocazione abbia fatto effetto e vedo che soprattutto il direttore l’ha colta appieno bene (così come altri utenti).
Naturalmente nessuno vuol dare la colpa ai clienti del declino di un marchio,ci mancherebbe. In ogni caso alfisti e lancisti hanno le loro colpe che sono minori del top management fiat. Per queste ultime sarebbe come sparare sulla croce rossa per quanto son numerose ma i tifosi di questi marchi (soprattutto alfa) dovrebbero pensare che nel mondo d’oggi ci sono molti più fattori che influscono sulle scelte strategiche di un marchio rispetto a trent’anni fa e soprattutto non si può pensare che si possa far vivere un marchio con la mentalità locale pensando di essere internazionali.
E questo vuol dire concedersi qualche (poche) scelte impopolari altrimenti alfa romeo e lancia faranno la fine di marchi gloriosi come jaguar e company che a furia di rimanere uguali a se stessi sono diventati il “cerino in mano” che tutte le case si vogliono passare.
Leggendo molti commenti sembra che se non fai la macchina più bella del mondo con ll soluzioni migliori del mondo non sia un’alfa e questa diventi una schifezza: così non si aiuta un marchio.
Vi invito a fare un giro nei forum dove si parla di bmw, mini, mercedes o audi..
Pensate che la gente si preoccupi se la mini ray ha 75 cv o che le persone che la guidano non sono quelle della swinging london? Oppure che nessuno si lamenti del fatto che bmw abbia soluzioni e motori PSA? O che la mercedes abbia fatto macchine come la classe b? O che la nuova audi a1 sia una polo ricarrozzata e che sia infeiorie perchè non ha la trazione posteriore?
Quanti di questi anche se contrari alle scelte del costruttore hanno deciso di andare lo stesso a staccare il fatidico assegno? Vi assicuro che sono molti più di quanto pensate.
Devo dire che in quei posti però anche chi non apprezza le scelte ha un approccio un po’ meno distruttivo..
Purtroppo sarà perchè siamo italiani ma non possiamo distruggere una cosa solo perchè non è proprio come la vogliamo.. Ripeto al di là degli orrori.. oopss errori…del management che sono sotto gli occhi di tutti.
di billarini | 14 Febbraio 2010 h. 19:44
caro direttore il punto è proprio questo…
sono marchi morti perchè chi li gestisce ha deciso di non investirci sopra…
e quindi sono destinati pian piano all’estinzione o al ricarrozzamento…che è anche peggio..nessun investimento..nessuna innovazione..niente che ricordi in chiave moderna la loro storia…anche la bellissima 8c auto troppo di nicchia e soprattuto maserati al 90 %…bella ma da sola non rilancia l’alfa…
lei ha citato il laureato e il suo duetto..vede che quando si parla di alfa e lancia per forza dobbiamo citare le glorie passate…
x quanto riguarda l’elettrico è un altro settore in cui siamo rimasti indietro..ma non perchè non siamo capaci di farlo…evidentemente mancano gli sghei e chi gestisce l’automobile in italia ritiene che non sia così importante..
di xxalfaxx | 14 Febbraio 2010 h. 21:37
In riderimento al commento 95 del direttore, nel quale veniva ripreso il commento provocatorio n.93 che addossava i problemi di Alfa e Lancia agli Alfisti e ai Lancisti volevo puntualizzare due cosette:
Allora i problemi di Alfa e Lancia sono anche i vaggari, i bimmers, i mercesisti, e tutti coloro che prima di farsi menar per il naso da Fiat si rivolgono ad altro..
Ma per favore, siamo seri e apriamo gli occhi.. Se Alfa e Lancia non ti propongono più le peculiarità che identificano tali marchi, ma si riducono ad essere poco roba in più (e non sempre) della corrispondente Fiat, il consumatore si rivolge altrove.. si rivolge a marchi (tedeschi) che ti propongono ciò che cerchi, soprattutto se devi spendere cifre superiori ai 20.000 euro!! Santo cielo, ma perchè fiat non ha tutte queste difficoltà a vendere le sue utilitarie?? Perchè Fiat fa utilitarie pari o superiori alle concorrenti, semplice!!
Ma se vuoi costruire delle Alfa e delle Lancia di segmenti superiori al B con la stessa ratio che utilizzi per le utilitarie è ovvio che non le vendi, perchè la concorrenza è superiore!! e se poi le fai anche poco diverse (esteticamente, meccanicamente e internamente) diverse dalla Fiat corrispondente ne vendi ancora meno!!! Ma è tanto difficile capire questo semplice concetto?? Secondo me è come la scoperta dell’acqua calda, ma evidentemente non per tutti…
Io sarei veramente felice di accettare un alfa comandata da inglostad, magari sotto l’egida di personaggi come DeSilva, Egger, Demeo che di Alfa sanno, capiscono e amano!!!!
di lbeccalli | 15 Febbraio 2010 h. 09:50
Io non farei i salti di gioia per un Alfa nel gruppo VW, anche se nemmeno la situazione attuale di impasse mi piace. Credo che nella migliore delle ipotesi farebbero una declinazione sportiva di alcune Audi, nella peggiore rimpiazzerebbero il marchio Seat con quello Alfa per fare il marchio “sportivo” del gruppo.
Una domanda per il direttore Tedeschini: ma cosa comprerebbe il gruppo VW? Un marchio? Oggi l’integrazione di Alfa nel gruppo Fiat è talmente spinta che è praticamente impossibile separare componenti “fisiche”: non c’è una sede autonoma, non c’è uno stabilimento dedicato (Pomigliano a breve passerà alla Panda), non c’è un centro design/motori indipendente, non ci sono tecnologie esclusive…
Spero che, nel caso dell’acquisizione, comprino almeno il materiale del museo e lo riaprano con una sede degna in pompa magna.
Stante l’attuale situazione di pesante disgregazione dell’entità Alfa nel gruppo Fiat, io credo che i tedeschi rileverebbero il marchio e, salvo super mega incentivi governativi, difficilmente produrrebbero qualcosa in Italia. Avrebbero buon gioco a piazzare (spero che De Silva non abbia perso la mano…) belle carrozzerie sportive marchiate Alfa Romeo su telai VW in declinazione Audi (spero) o Seat (temo..) producendo negli attuali siti del gruppo. Il meglio che può sperare l’Italia è una sede di rappresentanza in zona di Milano, con museo storico, un piccolo centro stile “autonomo” e forse divisione marketing e vendite.
Il tutto è lontano da quanto lei stesso, direttore, aveva auspicato in un’altra discussione, cioe’ che l’Alfa Romeo dovrebbe (ri)trovare una propria strada autonoma da quella battuta dai brand teutonici.
Certo che se l’alternativa è un marchio con Mito, Giulietta e stop (come si legge tra le righe delle peggiori dichiarazioni di Marchionne), allora persino io, che non ho mai acquistato e mai avrei pensato di comprare una vettura del gruppo VW, dico W i Tedeschi!
di xxalfaxx | 15 Febbraio 2010 h. 12:18
Skylon al commento 119
Scusami tanto ma tu ragioni alla maniera Fiattara.. tale maniera implica la convinzione che i clienti siano stupidi, non sappiano scegliere e si possano fregare con poco.. salvo poi accorgersi che al di la di utilitarie da pochi soldi non riecono a vendere.. e se non le vendi di chi è la colpa?? Sempre dei clienti, che non capiscono e che comprano tedesco..
Io invece un bell’esamino di coscenza sui prodotti che propongo me lo farei, e cercherei di capire perchè non son concorrenziali rispetto alla roba tedesca..
Sarà mica un problema di qualità generale, di scelta di motori allestimenti e di qualità meccaniche??
Se fosse, per esempio, la stessa cosa montare un M-link a 5 bracci (costoso) o un ponte torcente (economico) al posteriore perchè BMW non monta allora un ponte torcente?? Ci risparmierebbe, ci guadagnerebbe di più tanto i clienti son tutti stupidi e non capiscono nulla.. Ma no, BMW Audi MB, che han rispetto della clientela perchè non la ritengono stupida come la ritiene Fiat, su segmenti dal C in su montano M-link a 4-5 bracci.. e questo è un esempio dei tanti, infiniti che si possono fare..
Quindi sinceramente, prima di addossare le colpe alla clientela, alla maniera fiattara,
ti consiglierei di analizzare bene come vengono fatte le condivisioni (necessarie al giorno d’oggi e nessuno si azzarda a dire il contrario) dai marchi tedeschi e dalla Fiat..
di francy6708 | 15 Febbraio 2010 h. 12:32
«[...] non condivido affatto la, seppur forzata, lode alla Giulietta degli anni 80».
ItalianDandy, intervento n. 84
Caro Sergio,
uno degli aspetti più interessanti di questo spazio virtuale su cui scriver le nostre opinioni che il direttore Mauro Tedeschini gentilmente ci offre, consiste nel permetterci di riflettere a lungo sulle parole, sulle opinioni, soprattutto: sui nostri cari modelli di automobile.
* * *
Io, più volte, ho qui scritto che considero davvero “vere Alfa Romeo” quelle prodotte fino all’alba dei Settanta – come mi piace scrivere: fino a che la Giulia GT ha mantenuto lo scalino sul frontale e lo stemma con scudo crociato e biscione portava la scritta “Milano”. In effetti, le Alfasud, le Alfetta, le Giulia Nuova Super dei Settanta già cominciavano a mostrar pallore accanto alle meraviglie degli anni precedenti.
E, naturalmente, la nuova Giulietta entrata in commercio nel 1977 non poteva esser paragonata a quella dei Cinquanta.
Però: non solo oggi penso a essa con affetto, ma ricordo l’attesa febbrile, il clamore, i giudizi entusiasti o negativi che ne accolsero la presentazione e l’entrata in commercio.
Era, nonostante tutto, una Alfa Romeo. Che rombava piacevolmente. Che affascinava ancora con la sua trazione posteriore.
Probabilmente, il canto del cigno: cominciò a declinar già dal primo, pesante e “barocco”, ritocco stilistico.
* * *
Premesso che penso a essa con affetto perché uno dei primi esemplari, color grigio metallizzato e dalla targa particolarissima (fondo nero, sigla della provincia in arancio, cifra numerica: 200000) l’acquistò il papà di uno dei miei primi amori – la bionda, snella, civettuòla Francesca – e quindi potemmo viaggiarci più di una volta, mi sbilancio a considerarla comunque degna di nota, magari un po’ forzatamente, anche perché esteticamente manteneva una continuità stilistica con il nome “Giulietta”.
Non era, ovvero, un tradimento.
Si discusse tanto – ma davvero tanto – all’epoca su quella coda tronca e aerodinamicamente a cuneo, resa ancor più alta dalla collocazione dei gruppi ottici: ma, tutto sommato, si trattava di una visione moderna e corrispondente allo stile dell’epoca della classica berlina tre volumi compatta. Esattamente ciò che era la prima Giulietta dei Cinquanta.
L’esatto contrario, invece, di quel che è – sarà – la Giulietta del 2010.
Per questo io penso, scrivo, affermo che, mentre la Giulietta del 1977 non era un tradimento del nome sebbene non corrispondesse a un capolavoro, quella di oggi è un tradimento e una offesa al nome Giulietta.
* * *
Aggiungo solo, caro Sergio, il ringraziarti per gli stimoli che offri, tu come gli altri amici del blog, ai miei ricordi di appassionato…
Francesco
di skylon | 15 Febbraio 2010 h. 13:11
Rispondo a xxalfaxx.
Nessuno ha detto quello che dici tu. Mi dispiace. E conosco molto bene le condivisioni vw che non sono molto diverse da quelle di fiat. Te lo garantisco.
Nessuno dice che i clienti sono stupide persone a cui dare qualsiasi schifezza e che è tutta colpa dei clienti se l’alfa è in crisi (c’è forse scritto in qualche mia dichiarazione?). Ma sostengo che certe tipologie di clienti dovrebbero avere un atteggiamento più costruttivo, realista e meno “il passato è oro il presente è schifo”. Punto. E se è così mi dispiace essere stato frainteso.
Quindi rimando le critiche al mittente.
Per quanto riguarda le soluzioni adottate da altre case, sappiamo bene che “porcate” ne vengono fatte tante anche da bmw.
di ItalianDandy | 15 Febbraio 2010 h. 13:40
“Per questo io penso, scrivo, affermo che, mentre la Giulietta del 1977 non era un tradimento del nome sebbene non corrispondesse a un capolavoro, quella di oggi è un tradimento e una offesa al nome Giulietta.”
SUL FATTO DEL NOME GIULIETTA SONO D’ACCORDO CON TE, MA NON POSSO CRITICARE (ANCORA) IL NUOVO MODELLO, PERCHè ASPETTO CHE ESCA E CHE QUALCUNO LO PROVI. TRA UNA QUINDICINA DI GIORNI SARà AL SALONE DI GINEVRA, POI CI SARANNO PRESENTAZIONE E TEST….INSOMMA, IO ASPETTO. PUò DARSI CHE A SUO MODO SARà UN “CAPOLAVORO”, CHI LO SA…!
* * *
“Aggiungo solo, caro Sergio, il ringraziarti per gli stimoli che offri, tu come gli altri amici del blog, ai miei ricordi di appassionato…”
MA PREGO, FIGURATI!!
di Maurizio120 | 15 Febbraio 2010 h. 13:40
“…E’, in altre parole, quel che dice Marchionne, lamentando il fatto che tanta gente si riempe la bocca con l’Alfa e la sua storia, ma poi nei saloni gente ce n’è pochina e ancora meno stacca il fatidico assegno….”
Ma il dottor Marchionne c’è o ci fa? Stamani ho sfogliato il listino e ho confrontato i ‘numeri’ di velocità, accelerazione, potenza, coppia, massa (ovvero i numeri che per un’Alfa sono molto importanti) delle varie versioni della bellissima Brera contro quelli delle bruttine Audi TT. Poi la 159 con l’orrenda BMW 3. Marchionne non è un car guy, ma uno a cui piacciono solo i numeri? Bene, allora evidentemente non ha letto quelli dei listini Alfa e delle potenziali concorrenti, perché capirebbe immediatamente perché i saloni Alfa sono deserti. All’alfista vero quei 4 numeri, a dispetto di tutte le mode più o meno filo ecologiche o sulla sicurezza, interessano, e siccome rispetto alla concorrenza sono impresentabili, il suddetto alfista non va a perdere tempo nei saloni, perché l’auto è già bocciata prima di vederla e toccarla. Nella prova di 4r della Mito si suggeriva, testuali parole, ‘non ingarellatevi con le Abarth’, perché, aggiungo io, avreste la peggio. E secondo il dottor Marchionne uno che si compra un’Alfa è disposto a mangiar la polvere di Abarth, Audi e BMW? Ma dove vive? Se la Giulietta avrà i ‘numeri’ e nella prova confronto su 4r con la BMW 1 uscirà a testa alta, i saloni si riempiranno di nuovo e a quel punto toccherà agli addetti convincere il potenziale cliente a staccare l’assegno. E solo da lì in poi sarà utile che la macchina sia ‘fatta bene’, affidabile, ben rifinita ecc. ecc.. Per il momento, mi dispiace dirlo, ma le Alfa sono bocciate direttamente sulla carta, la carta di cui sono fatte le ultime pagine di 4r.
Infine ultima chicca: la trazione posteriore, tanto agognata per l’Alfa, sarà usata sull’ammiraglia Lancia! Lancia che è famosa tra l’altro per la trazione anteriore. Sconcertante.
di pal | 15 Febbraio 2010 h. 14:12
“Se fosse, per esempio, la stessa cosa montare un M-link a 5 bracci (costoso) o un ponte torcente (economico) al posteriore perchè BMW non monta allora un ponte torcente?? Ci risparmierebbe, ci guadagnerebbe di più tanto i clienti son tutti stupidi e non capiscono nulla.. ”
xxalfaxx ,
il problema per BMW e le altre Case che non raggiungono il numero fisiologico di vetture prodotte per garantirne la sopravvivenza sul piano dei costi produttivi,
è quello di aumentere il margine di guadagno sul venduto.
Il loro sforzo tecnico/tecnologico si giustifica con la necessità di mostrarsi come “best in class” e giustificare agli occhi del potenziale cliente, un esborso che invece non sarebbe giustificato da un ipotetico punto di vista “razionale”.
Nel senso che soluzioni sulla carta più povere (e, si badi, non meno nobili dal punto di vista progettuale: tanto più semplice è lo schema, tanto più delicata è la progettazione per farlo funzionare a dovere…) ora come ora eccedono di molto le possibilità di divertimento di guida offerte dal traffico e le strade di oggi giorno (oltre che le abilità del guidatore medio) e dal punto di vista “software” la maggior parte degli aggeggi elettronici di cui s’infarciscono le vetture di lusso ha un’utilità pressochè virtuale: la stragrande maggioranza degli utenti non le utilizza se non appena dopo l’acquisto per “bullarsi” con gli amici (e ad ogni modo la maggior parte di questo tipo di aggeggi è disponibile anche per le utilitarie, volendo….).
Audi è un esempio di come invece si possa fare percepire superiore un marchio pur partendo da basi “povere”, ma è frutto di 25 anni di lavoro costante e soprattutto continuo…
Certo che le auto -sempre più- si comprano anche con le emozioni,
e soprattutto le Alfa, con il cuore.
Se non fa sognare, per quanto bene potrà andare, non è un’Alfa.
di xxalfaxx | 15 Febbraio 2010 h. 16:40
Skylon
“Le porcate che fa BMW”
Scusa ma prima di guardare la pagliuzza nell’occhio degli altri dovresti guardare la trave che si ha nel proprio di occhio…
A me sinceramente sembra che andare a trovare difettucci, che pur ci sono, in BMW quando in Alfa ti ripropongono prodotti Fiat con il Marchio Alfa sopra, quando ti propongono una Mito che è più lenta di un’Abarth, quando ti propongono una Mito che è fatta peggio di una GP evo, quando vengono tagliati e mortificati i modelli Alfa Romeo mentre vengono sviluppati auto low cost da prodursi in Serbia (perchè li lo stato ti fa la fabbrica il porto franco e ti da pure la manodopera a costo irrisorio) sia solo un modo di giustificare l’operato di Fiat..
Pal
Scusa ma la storia della massa critica di veicoli prodotti è la storia del punto alla quantità a discapito della qualità… Piccole auto corrispondono a piccoli guadagni, ovvio che quindi Fiat, producendo microcar, deve produrne 5 volte BMW per sopravvivere… Per quanto riguarda la base povera Audi, mah io sarei un po cauto solo per la gamma motori infinita che hanno, i telai dedicati e zeppi di alluminio per le ammiraglie, i reparti sospensivi.. lasciando perdere le finiture maniacali…
di murcielago924 | 15 Febbraio 2010 h. 18:04
Totalmente d’accordo con l’intervento di L. Beccalli (#122), che interpreta in ogni dettaglio quel che vado pensando da un po’ di tempo, ma che ho preferito non scrivere qui per non apparire troppo “disfattista”. Un’eventuale cessione dell’Alfa Romeo ad un gruppo estero equivale al 100% al trasferimento della produzione fuori dell’Italia, visto che ormai si tratta solo di un marchio privo di stabilimenti propri. Per quanto riguarda una cessione alla Volkswagen, è chiaro che il gruppo tedesco si verrebbe a trovare un marchio prestigioso ma senza stabilimenti, e un marchio di scarso interesse come Seat ma con uno stabilimento efficiente. Non credo ci voglia molto a immaginare cosa avverrebbe.
***
L’eventuale obiezione che “un’Alfa prodotta all’estero, in Spagna o in Repubblica Ceca, non la comprerebbe nessuno”, è del tutto inconsistente, per non dire risibile. La ventenne di Londra che acquista una 500 non sa nemmeno, e neppure le interessa sapere, che la sua auto è costruita in Polonia, così come chi, negli anni scorsi, ha comprato un New Beetle o una PT Cruiser, se ne è sempre fregato del fatto che non fossero costruite rispettivamente in Germania e negli Stati Uniti, mentre il moderno cliente Porsche se ne frega che la sua Boxster sia prodotta in Finlandia o che la sua Panamera sia fatta nell’ex DDR, e chi possiede una bella Z4 prima serie non si è mai lamentato che fosse fatta negli Stati Uniti. Per converso, se la BMW dovesse annunciare domani di voler trasferire fuori dall’Inghilterra la produzione della Mini, magari in Polonia, i puristi inglesi intonerebbero l’alto lamento, ma nessun potenziale cliente rinuncerebbe al suo acquisto “perché non è fatta in Inghilterra”.
di skylon | 15 Febbraio 2010 h. 22:18
per xxalfaxx e con questo chiudo perchè sembra che si fraintenda tutto.
Nessuno dice che bmw fa più porcate di alfa! Ma solo dati di fatto che se fossero stati fatti da alfa avremmo gridato allo scandalo (motori fiacchi su alcune auto e sulla mini, piattaforme e motori psa e altro…).
Nessuno giustifica l’operato di fiat! Anzi ho portato nei miei innumerevoli post praticamente solo critiche.
Meglio non aggiungere altro..
di pal | 16 Febbraio 2010 h. 11:36
“punto alla quantità a discapito della qualità… ”
La questione è in realtà piuttosto complessa, in soldoni:
diciamo che Fiat (e in generale tutte le case “generaliste”, per usare un’espressione conforme) DEVE da un lato produrre alti volumi, dall’ altro competere con i prezzi per venderli. E’ sempre un difficile equilibrio in un mercato maturo dove non solo il prezzo e le qualità “ordinarie” contano, ma anche il lato emotivo.
Le auto, per venderle in un mercato così concorrenziale, devono comunque essere “di qualità” e necissitano di ingentissimi investimenti a prescindere dal segmento (il progetto e lo sviluppo di una vettura come la Punto richiede lo stesso impegno finanziario di una Serie3…) , se la percezione del cliente s’incrina anche di poco il sottile equilibrio viene perturbato mettendo a rischio la sopravvivenza stessa dell’Azienda che si trova a giocare sul filo tra investimenti, costi di produzione, numeri di vendita e margini di guadagno, in un pericoloso loop.
D’altro canto BMW non può produrre alti volumi (perchè non sarebbero assorbiti dal mercato) e per sopravvivere DEVE vendere ogni macchina con un margine “altissimo” (confrontato con i non-premium) ed è “costretta” ad infarcire di raffinatezze le proprie vetture perchè altrimenti i propri affezionati clienti (ad ora) potrebbero non essere più disposti all’esborso, rompendo anche in questo caso l’equilibrio e mettendo in crisi l’Azienda (un mercato “ricco” e “conservatore” come quello occidentale attuale è comunque lo scenario migliore per aziende con una “mission” simile.)
Ad ogni modo non è un caso che volendo allargare la produzione a segmenti inferiori (nello strategico intento di aumentare i volumi, ad ora non ad un livello di sicurezza per la sopravvivenza a lungo termine) BMW pare voler scendere a compromessi cercando partnership tecniche con controparti non certo blasonate (Fiat stessa, accordo poi saltato, e ora ancora Peugeot: dopo i motori per la Mini si vocifera di base 308 per una futura Serie1…).
Bravissima invece VW a rendere appetibile Audi usando una base già prodotta in altissimi volumi.
D’accordo: ottime finiture e l’ ampia scelta di motori, ma la massa critica la fanno pochi modelli e versioni: l’offerta di “sovramotorizzazioni” e la trazione integrale hanno specialmente il compito di dar lustro al marchio, di creare hype: non hanno valore commerciale immediato ma sono un vero e proprio investimento. Negli anni è riuscita a rubare prima spazio alle sub-premium fino a dividersi il mercato con MB e BMW lasciando solo le briciole.
E la “nostra” Alfa, purtroppo, deve ora combattere per le briciole.
E per sopravvivere accaparrarsi intanto almeno quelle: purtroppo Fiat stessa è in bilico, non ha le risorse per permettersi ancora anni di perdite per produrre vetture che non si riescano a vendere allo stesso prezzo di una concorrenza, che ormai si è conquistata una posizione di predominio, e soprattutto che non si possano produrre in volumi accettabili, pur necessitando di investimenti ingentissimi,.
Comprensibile che la strada intrapresa con Mito e verosimilmente Giulietta (auto meno “alfiste” -e qui si pone l’altra provocazione del Direttore- ma con un potenziale pubblico più ampio) può essere interessante nella contingenza, credo anche che giocarsi qualche numero di nicchia ma con buoni margini in segmenti tipo “urban SUV” alla Qasqai possa procurare quella autonomia finanziaria che Fiat ritiene necessaria per eventuali successivi sviluppi; le possibili sinergie con Chrysler offrono poi la possibilità di “spalmare” gli investimenti per i prossimi modelli: dato il potenziale ancora inespresso dal marchio le possibilità per la sopravvivenza -superato l’attuale momento atroce- ci sono eccome.
Certo poi che per ritornare a vedere Alfa vendute e “riconosciute” come vere concorrenti delle “solite tedesche”, servirà un lavoro basato su almeno due generazioni di veture ESTREMAMENTE valide e molto ben gestite commercialmente.
Anche se in Fiat ne avessero la volontà (e potrebbero anche, visto che se la cosa funziona Alfa potrebbe essere un’eccellente fonte di guadagno in prospettiva) il punto di domanda è grande: storicamente l’Azienda non è mai stata in grado, se non raramente, di offrire al cliente quel “qualcosa in più” che possa spingerlo ad un acquisto oneroso basato anche sul piano “emotivo”.
Ma soprattutto non è mai riuscita a farlo con la necessaria continuità per costruire nel mercato l’immagine adeguata.
Ad ogni modo, nella migliore delle ipotesi, ci vorranno parecchi anni per rivedere un’ Alfa rivaleggiare con le tedesche come appetibilità (specie fuori dall’Italia), e anche se filasse tutto liscio, almeno un’ altra decade abbondante ricca di vetture eccellenti perchè il mercato prenda atto della cosa come acquisita e acquisti i modelli nei volumi che l’ipotetico prodotto meriterà.
Ad oggi anche un modello “perfetto” di berlina, ipoteticamente superiore a serie3 per qualità, stile e prestazioni, non riuscirebbe a vendere abbastanza per rendere Alfa autonoma.
Ovvio che una soluzione potrebbe essere la cessione del marchio ad altri attualmente con maggiori mezzi:
per qualcuno sembra la panacea ma, a guardar bene, almeno per il breve-medio periodo gli interrogativi sono altrettanti e nel frattempo tutto il mondo dell’automobile potrebbe cambiare, come il Direttore provocatoriamente suggerisce, quindi è bene tenere rizzate le antenne e non lasciarsi sfuggire ogni opportunita.
di xxalfaxx | 16 Febbraio 2010 h. 12:05
Pal
“Anche se in Fiat ne avessero la volontà (e potrebbero anche, visto che se la cosa funziona Alfa potrebbe essere un’eccellente fonte di guadagno in prospettiva) il punto di domanda è grande: storicamente l’Azienda non è mai stata in grado, se non raramente, di offrire al cliente quel “qualcosa in più” che possa spingerlo ad un acquisto oneroso basato anche sul piano “emotivo”.”
Hai sintetizzato perfettamente il motivo per cui Alfa e Lancia sono incompatibili con Fiat
non c’è altro da aggiungere
di Mauro Tedeschini | 16 Febbraio 2010 h. 17:29
Ultime dagli Usa: il portavoce della Chrysler ha confermato quanto anticipato nei giorni scorsi da Sergio Marchionne in Canada, ovvero che il nuovo piano-prodotto dell’Alfa comprenderà la sostituta della 159, la Giulia, in versione berlina e station wagon, da costruire negli Stati Uniti sulla base di una piattaforma Chrysler a trazione anterirore. In Canada verrebbe invece costruita una berlina superiore a trazione posteriore, sulla base della 300C: la sostituta della 166 dovrebbe essere fabbricata a Brampton, nello stato canadese dell’Ontario. In pratica le sinergie Alfa-Dodge-Chrysler, escluse in un primo momento, sono considerate a questo punto molto probabili: la conferma definitiva si avrà tra due mesi, quando Marchionne presenterà il pioanio-prodott a tutto il 2014.
Il Direttore di QUATTRORUOTE
di salvo127 | 16 Febbraio 2010 h. 18:47
Certo però che le scelte di Marchionne sono francamente incomprensibili. Premesso che bisognerà aspettare tra due mesi per vedere il piano-prodotto ideato dalla “geniale” mente del tanto vituperato ad Fiat, io mi chiedo: dalla Flavia del 1960 la Lancia ha prodotto vetture berline a trazione anteriore mentre da “quel che si dice” Marchionne vuole una Lancia su base Chrysler a trazione posteriore…La sostituta della 159 sarà a trazione anteriore o posteriore? Se dovesse prevalere la prima ipotesi, ci troveremmo di fronte ad un manager che ce la mette proprio tutta per scontentare sia gli alfisti sia i lancisti!
Cordiali saluti
Salvatore
di ItalianDandy | 16 Febbraio 2010 h. 18:48
Dopo queste fresche notizie del Direttore:
sono contento perchè l’Alfa continua a vivere e investire, perchè la chiameranno Giulia (a questo punto la compatta che si chiama Giulietta ha più senso), perchè sono riusciti a far andare d’accordo l’Alfa e la Chrysler. E sono contento perchè chi diceva che Marchionne voleva chiuderla, adesso starà zitto, finalmente.
* * * *
NON sono contento, invece, perchè adesso i soliti continueranno a lamentarsi di una Giulia a trazione anteriore, perfino costruita in America (secondo me, è molto meglio di Pomigliano d’Arco)!
E NON sono contento perchè a questo punto è chiaro che nei prossimi 4 o 5 anni non vedrò l’Alfa in mani tedesche.
* * * *
Beh, allora non mi resta che fare (un po’, giusto un po’) il tifo per il Centro Stile Alfa, sperando che recuperino il fascino della 156 e che non si mettano a scopiazzare i tedeschi.
Sergio
di statmaz | 17 Febbraio 2010 h. 10:33
C’è ancora chi dubita che Marchionne abbia un cuore (…) ? Credo che con la notizia data dal Direttore possiamo stare tutti un po’ più tranquilli. Vedremo le nuove Alfa/Lancia e le proveremo. Conoscere per giudicare (non è mia).
di simonepietro | 17 Febbraio 2010 h. 15:49
Buone notizie ?
I precedenti flop di modelli come 155 ,159 e brera , i non buoni risultati delle 145-146 - mito ,non hanno proprio insegnato nulla .
Alfa romeo R.I.P
di Maurizio120 | 18 Febbraio 2010 h. 13:22
La buona notizia è che, per ora, resta in mani italiane. Sinceramente, da italiano, Lamborghini che è diventata competitiva grazie ai padroni tedeschi non mi inorgoglisce per niente, anzi, mi fa pensare che magari siano anche più bravi degli italiani e questo non mi piace per niente. Lo stesso sarebbe per Alfa Romeo. Forse ho una mentalità antiquata, ma fin tanto che l’Europa non sarà una vera, unica, grande nazione, con un unico bilancio statale, con fisco e stipendi uguali per tutti (a parità di mansioni ovviamente), per me restano stranieri. La cattiva notizia è che, a poco tempo dal lancio, la Mito Quadrifoglio Verde è già stata superata dalla nuova Polo GTI, ben più performante e, pare, parca nei consumi. Urge immediata risposta da parte dell’Alfa.
di dazzoni | 19 Febbraio 2010 h. 17:12
Alfa bisogna convincere montezemolo,alfa deve rimanere in Italai e fare gruppo con ferrari e maserati come entry level,ha solo bisogno di motori nuovi 6 cilindri normali e turbo sia diesel che benzina per gli 8 cilindri ci sono i Ferrari e Maserati,ho il nuovo 1750TBI e va benissimo, a parte il consumo e riprendere il differenziale Torsen sia per le trazioni anteriori che posteriori e integrali, a parte i Suv, l’ideale è un alload come fa Audi co relativo sovrappezzo se Alfa va in Usa è morta; io ho sempre avuto Alfa(e qualche Lancia) non la comprerei più, perchè lo sviluppo è possibile solo conle corse in Europa,rallies etc, ma queste cose Marchionne non può capirle bisogna puntare su Montezemolo con una poderosa campagna che solo voi potete fare
di Ric70 | 21 Febbraio 2010 h. 04:29
Beh che l’Alfa abbia smesso di fare Alfa da tempo è innegabile. Ma non si parla delle solite baggianate correlate alla trazione posteriore o ai soliti discorsi triti e ritriti dei ricarrozzamenti, come se gli altri marchi non facessero il carryover di componentistica e piattaforme. Sono argomenti che possono essere anche trascurabili. Gli errori del management Fiat sono sotto gli occhi di tutti. Linee spersonalizzate al limite del generalista, per nulla in linea con la tradizione del marchio, che a mio umilissimo parere dovrebbe offrire modernità ma seguendo il filone della tradizione. Ottime sotto questo aspetto 159 e Brera, ottima la GT (di cui sono felice possessore), ma non sicuramente il nuovo filone stilistico inaugurato con Mito e ora con Giulietta. Si tratta di prodotti che possono anche essere buoni, per carità di Dio. Buoni come una Punto, una Corsa, un’Astra forse….ma non sono Alfa. Triste l’idea delle sole tre porte per Giulietta; triste l’assenza di una Mito GTA; Triste la mancanza ancora di motorizzazioni adeguate per Brera e 159 nonostante il 1750Tbi. Triste il fatto che ogni cambio di gamma avvenga con tempistiche doppie rispetto alla concorrenza. L’aspetto più triste di tutta la vicenda AR è che veramente queste case sono oramai gestite da uomini di marketing ed esperti di finanza, che nulla hanno a che vedere con passione e divertimento. Io la Mito l’ho provata diverse volte e, abbiate pazienza ma è nulla di più che un’utilitaria arricchita di optional, alcuni inutili (il manettino DNA per esempio). Brera? Bella, bellissima ma me quel 3.2 e il diesel 2.4 non sono mai sembrati così briosi come il 1.9 della mia pur non velocissima GT 1.9. Ecco cosa AR non è più. AR non è più una fabbrica di emozioni a buon prezzo ma è diventato un marchio che si colloca (nella sua eterna indecisione) tra le premium (per i costi piuttosto che per i contenuti) e le generaliste (per i contenuti più che per i costi), pur non possedendo le qualità di nessuno di questi due segmenti. Prima si poteva accettare, in nome dell’originalità del design, di alcuni peculiari aspetti tecnici che le rendevano esclusive. Ma oggi, dato che neppure il design si salva (Basta guardare il frontale di Giulietta e Mito e vedere a quante critiche stanno dando adito, contrariamente a quanto accadde con l’universale apprezzemento delle versioni precedenti da 156 in poi) per far capire che il marketing sbaglia e che anche riviste come questa sbagliano perché la gente che pensa con la sua testa intravvede o percepisce l’armonia delle forme. La si percepisce in un’algida Audi A3, o in una BMW Serie 3 coupe, come in una splendida Brera piuttosto che su una Spider ma non si può pensare che Mito e Giulietta siano belle macchine (Gli anteriori in particolare)
Su questi presupposti, se non fosse utopico, strapperei AR dalle mani di Fiat e la renderei indipendente con le sole offerte degli appassionati di tutto il mondo, per dare alla gente la reale opportunità di dire la propria.
AR non è solo un marchio che vegeta (Come la povera Lancia). Non si limitano a questo. E’ un marchio che LATITA, sotto tutti gli aspetti. Non sono un nostalgico, ne mi interessa esserlo. Sono un appassionato di auto che dopo aver cambiato diverse auto (passando per citroen, volvo, VW, MB, ecc) si è appassionato ad AR e che oggi si ritrova a non sapere con cosa cambiare la sua AR GT se non con una Brera sottomotorizzata (unica alternativa reale in AR), per non dover passare ad un’algida ma innegabilmente moderna e funzionale Scirocco TSI o ad una Mazda MX5, o ad Honda Civic Type R, o ad una megane RS se non pure ad una Clio RS piuttosto che ad un’inesistente Mito GTA.
Viene realmente da chiedersi se il managemente AR sia pagato per far vivere il marchio oppure per farlo chiudere, perché, caro Direttore, secondo me ci sono momenti in cui nella vita di un’azienda il management, per quanto convinto di saperne più degli appassionati, perde il contatto con la realtà, e con loro l’indotto che li appoggia (comprese certe riviste di settore), non rendendosi conto del fatto che il marketing può fare miracoli ma non può illudere la gente che un Tapiro sia un Leone perchè l’occhio percepisce la bellezza (seppure con occhio soggettivo e individuale). E’ in questi ultimi tempi la bellezza dei prodotti AR lascia a desiderare. La prova? La moltitudine di critiche agli ultimi prodotti, nei confronti delle quali AR continua a dimostrarsi sorda e cieca, continuando ad ascoltare solo chi decanta le lodi del prodotto, incurante di chi è scontento (Ossia di chi non comprerà più una AR).
Adesso il matrimonio con Chrysler, che io considero un aspetto positivo. Ma anche qui AR già si prepara a condividere pianali e componenti. Va benissimo, purché non si tratti, come al solito, di fornire agli americani tecnologia italiana di prima scelta in cambio di tecnologia USA scadente da trapiantare su AR SOLO PERCHE’ mancavano i soldi per un pianale di segmento D o E, per poi finire con pianali pesanti, inadeguati (Brera e 159 Docet), con ulteriori lamentele e commentim, mentre gli incapaci del marketing proseguono imperterriti la loro opera di distruzione del marchio, tramutandolo in un generalista travestito da premium.
di shadow28 | 3 Marzo 2010 h. 12:52
Sono d’accordo su tutta la linea.
Aggiungo che finché ci sono uffici marketing che si ostinano a pensare che si possa portate il pubblico verso le loro idee al posto di soddisfarne le esigenze ascoltandolo l’Alfa Romeo non si risolleverà mai.
E non è vero che la nostalgia non va d’accordo con il moderno basta solo unirne gli aspetti positivi di entrambi
Francamente non credo che un maturo possessore di un Alfa a trazione posteriore rinuncia ad avere una presa per ipod.
Tra l’altro nemmeno la fusione Chysler risolve il problema: cannibalizzare meccanica e telai da chi ha imparato a farli, da noi italiani non mi sembra la scelza azzeccata né dal punto di vista tecnico né d’immagine.
Daniele
di monopostorossa | 17 Marzo 2010 h. 20:00
Purtroppo Sergio Marchionne pur avendo parlato molto a proposito di Lancia, Alfa e i vari destini della Fiat, ha fatto capire ben poco. Non ha senso parlare tanto di industria e non spiegare come mai la fabbrica di Termini Imerese che ora vogliono chiudere, 15 anni fa se non ricordo male la si definiva “La fabbrica che persino il Giappone ci invidia”.Non era proprio quattroruote a scrivere così? Vorrei sapere gentilmente che cosa ne pensa il direttore di Quattroruote di questo argomento.Se condivide i vari articoli dei suoi precedenti colleghi o li rinnega? Saluti da monopostorossa. In Bahrain intanto abbiamo vinto. Peccato essersi lasciati scappare Schumacher e Ross Brawn. Dovevano legarli alla rossa non farli andare via. Come ha spesso sostenuto Cesare Fiorio, parlando di Walter Roehrl suo ex rallista: non è tanto non averlo più in squadra, quanto averlo contro. Ciaooo
di vecchioAlfista | 2 Aprile 2010 h. 23:10
E’ piuttosto lapalissiano che, allo stato attuale, non esistano più ne un Alfa Romeo nè una Lancia da recuperare.
Perchè in 30 anni di fiat è stato distrutto e dissipato ogni know-how tecnologico e culturale. E’ andata perduto il patrimonio tecnico ed umano, dissipato nel qualunquismo delle scelte al risparmio il primo, emigrato o confluito nel calderone torinese il secondo.
In questi tempi di crisi, la sinergia di prodotto oltre ad essere necessità diventa pretesto per Marchionne per dire che “diverso da così non si può”. Non avendo sviluppato meccaniche e tecnologie “indipendenti” quando si poteva, non lo si può fare certo ora. Ad anni di distanza ed in tempi di cinghia stretta.
Se voi vi accontantate di un telaio americano con un motore fiat, ma però a TP, fate pure.
Un Alfa Romeo non sarà mai tale senza una meccanica “propria”. E tutte le volte che aprirete il vostro cofano, ricordatevi che troverete sempre e solo una…fiat.